La propaganda iraniana minaccia Melania e Barron
DALLA NOSTRA INVIATA
Il Secret Service statunitense ha avviato un’indagine formale in seguito alla diffusione, da parte di un’agenzia di stampa iraniana legata ai Pasdaran, di un video di propaganda generato con l’intelligenza artificiale che delinea scenari di assassinio contro la First Lady Melania Trump e minaccia direttamente il figlio ventenne Barron.
Il video incoraggia i sostenitori del regime islamico a prendere di mira in tutti i modi possibili la moglie del Presidente americano ed il figlio ventenne Barron.
Nonostante i toni allarmanti, le agenzie federali hanno rassicurato la stampa spiegando che la clip rientra nelle attività di propaganda e disinformazione dell’Iran e che al momento non esistono riscontri concreti sull’esistenza di cellule nascoste pronte ad agire all’interno degli Stati Uniti.
Il video ricostruisce i movimenti di Melania Trump
Il filmato, della durata di circa due minuti, ricostruisce al computer i movimenti abituali di Melania Trump. Secondo la narrazione iraniana, la sua “ossessione per la moda” sarebbe il suo principale punto debole.
E’ un ibrido ad alta tecnologia che unisce mappe satellitari 3D di Manhattan, grafiche generate dall’IA e filmati reali rieditati.
Nelle prime sequenze il volto di Melania Trump viene ripetutamente inquadrato all’interno di un mirino elettronico mentre scende da una limousine o partecipa ad eventi pubblici.
Gli scenari ipotizzati e la minaccia a Barron Trump
Vengono mostrate ricostruzioni tridimensionali della Fifth Avenue di New York, con zoom millimetrici sui loghi di boutique e grandi magazzini di alta moda.
Il video illustra graficamente i protocolli di scorta del Secret Service, incluso il nome in codice della First Lady e le tattiche anti-bomba, per poi mostrare come aggirarle.
Vengono inoltre proiettate rappresentazioni grafiche animate che spiegano come un agente chimico può penetrare attraverso i tessuti dei vestiti sulla pelle umana.
Si illustra infatti come contaminare i vestiti comprati dalla moglie del Presidente, usando l’agente nervino VX, un liquido oleoso, inodore e insapore che entra nel corpo attraverso il contatto cutaneo.
La voce suggerisce di studiare la logistica degli ospedali vicini ai negozi, poiché conoscere il personale di queste cliniche o lavorarci può fornire informazioni sulla presenza di Melania.
Raccomanda inoltre di offrire enormi somme di denaro a tre degli storici stilisti personali della First Lady.
Nella parte finale l’inquadratura si oscura e appare un testo scritto a caratteri cubitali con una grafica minacciosa rivolta al figlio minore del Presidente. “Questo è solo l’inizio: Barron Trump aspettaci!”
Sicurezza rafforzata e i cartelloni di morte a Teheran
Melania e Barron sono stati posti sotto un protocollo di massima sicurezza armata h24, con restrizioni temporanee sui loro spostamenti pubblici non essenziali a New York.
Lo stesso vale per tutte le proprietà di Trump, che sono soggette a controlli ancora più stretti, ovvero la Trump Tower a New York, il club di golf Bedminster nel New Jersey e la tenuta Mar-a- lago in Florida.
Il video non è l’unico strumento utilizzato dall’Iran per spaventare il Presidente e i membri della sua famiglia; sono stati installati infatti nello stesso periodo vari cartelloni nelle strade di Teheran con le immagini di Trump, di sua moglie Melania e dei figli, che ne presagiscono la morte.
Lungo una delle principali arterie stradali di Teheran, è stato posizionato un enorme cartellone pubblicitario che mostra un’immagine shock del presidente Donald Trump, raffigurato nell’atto di essere strangolato da più mani. Accanto all’illustrazione campeggia la scritta: “La vendetta è inevitabile”.
Questa installazione segue una massiccia campagna di propaganda visiva lanciata la scorsa settimana in tutta la capitale iraniana. Numerosi cartelloni stradali invocano apertamente la morte non solo del Presidente, ma anche di tutti i membri della sua famiglia.
I messaggi colpiscono nello specifico Melania, Donald Trump Junior, Ivanka, Eric, Tiffany e il figlio più giovane Barron. Tra gli slogan più duri pubblicati sui manifesti spicca la minaccia: “Sangue per sangue”.
Con l’ordine del Pentagono di monitorare ogni singola minaccia e la promessa di Donald Trump di una risposta radicale, la clip prodotta dall’IA iraniana cessa di essere un semplice contenuto web.
Rappresenta l’elemento di rottura di una situazione già fortemente instabile.

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Cinzia Rolli
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