“La fatica che sento oggi sarà la mia forza di domani”. C’è parecchia maturità in questa frase, tanto da sembrare il motto di una persona ormai adulta che ha imparato sulla sua pelle il valore dell’impegno e della costanza. Invece, a dirla è un ragazzo di appena 15 anni. Un adolescente che già conosce il significato della parola fatica e ha ben chiaro che il futuro si costruisce oggi.
Filippo Giovanni Guadagnini è un giovane biatleta con parecchi podi alle spalle. Ma anche un fondista con un buon palmarès. E pure un calciatore della nazionale italiana dilettanti. E, ovviamente, uno studente. Come faccia a fare tutto, e a farlo bene, lui lo racconta con una naturalezza e una tranquillità che spiazzano: “È solo questione di testa e di organizzazione”. Forse è vero, ma averne – pure in abbondanza – a 15 anni è tutt’altro che scontato.
Lo incontriamo nella casa dove vive con i genitori a Predazzo in uno dei rari momenti liberi della sua settimana. È un venerdì pomeriggio di fine maggio, uno dei periodi più stressanti dell’anno per uno studente. Filippo sta per concludere il primo anno all’indirizzo Amministrazione Finanza e Marketing dell’istituto d’istruzione “La Rosa Bianca”. Mancano le ultime prove scritte e le interrogazioni finali, ma i voti sono buoni e la pagella non preoccupa il giovane sportivo. Il suo anno non è scandito solo dalle incombenze scolastiche, ma soprattutto dalla stagionalità sportiva. Se i primi mesi sono dedicati a biathlon e sci di fondo, con l’arrivo della primavera è il calcio a impegnarlo maggiormente.
Durante l’estate, si allena con la bicicletta e gli skiroll, senza dimenticare il poligono. Poi si riparte con il calcio e, appena le condizioni meteo lo permettono, di nuovo sci ai piedi. E via via così. Senza pause. Che Filippo avesse un animo sportivo e competitivo è stato chiaro fin da subito. In ogni disciplina che ha provato – e da quando era bambino ne ha provate davvero tante – arrivavano piazzamenti, coppe e medaglie.
Inizialmente il suo sport prediletto sembrava essere il calcio. Filippo si è ben presto fatto notare nel panorama valligiano, tanto che il suo nome è arrivato fino alle due maggiori squadre della regione. Dopo un anno di allenamenti con il Trento, è stato convocato dal Südtirol, con il quale ha giocato due stagioni, segnando 56 gol in 69 partite disputate. Su e giù da Bolzano, lunghe trasferte in tutto il Nord Italia, ma l’emozione di indossare la maglia di una delle squadre in maggiore ascesa nazionale e di condividere lo spogliatoio con altri ragazzi che come lui amavano il calcio ripagava di ogni fatica.
Al momento dell’iscrizione alle scuole superiori, Filippo avrebbe potuto scegliere di iscriversi a Bolzano, ma ciò avrebbe significato rinunciare a una passione che nel frattempo era esplosa: quella per il biathlon, disciplina scoperta per caso a 12 anni, assistendo ai Mondiali in televisione. È stato un colpo di fulmine. Filippo ha rimesso, dopo anni, gli sci da fondo per recuperare forza e stile, e poco dopo ha iniziato anche ad allenarsi al poligono. E anche in questo caso i risultati sono arrivati presto.
Filippo non se l’è quindi sentita di accantonare del tutto il biathlon, anche tenendo conto che è più facile diventare un biatleta professionista piuttosto che un calciatore di alto livello. “Non volevo chiudermi alle spalle una delle due porte. Ho quindi deciso di tornare a giocare a calcio in valle, nel Fiemme, e di continuare anche con il biathlon e il fondo. Non è ancora il momento di fare una scelta definitiva”. I risultati che arrivano in ogni disciplina sembrano proprio dargli ragione. Nel fondo quest’anno, nonostante un infortunio a inizio stagione e il fatto che sia dell’annata più giovane della categoria Allievi, è arrivato decimo allo Skiri Trophy (secondo tra gli atleti del 2011) e ha conquistato diversi podi, tra cui anche il terzo posto alla Minisgambeda di Livigno.
Nel biathlon non sono mancate le soddisfazioni: due primi posti ai Campionati trentini, una medaglia d’oro nella sprint agli Italiani e due argenti, sempre agli Italiani, nell’inseguimento e nella staffetta. Risultati che confermano le precedenti stagioni, che lo avevano visto vincente in staffetta agli Italiani a marzo 2025, oltre che numerose altre volte sul podio, sia individuale che in squadra. Nel calcio, la stagione è stata altrettanto ricca: nel campionato giocato con il Fiemme, categoria Allievi, ha segnato 7 gol in 7 partite. Il suo talento non è passato inosservato: è stato convocato sia con la Nazionale italiana, categoria Dilettanti, che con la rappresentativa trentina.
Con i colori azzurri ha superato ben quattro selezioni, per poi essere scelto tra i 22 migliori che hanno giocato a Brescia due amichevoli con le giovanili di Cremonese e Inter. Durante una delle partite delle selezioni, Filippo ha giocato contro il Bologna indossando la fascia da capitano. Con la rappresentativa trentina ha contribuito a far vincere alla squadra il torneo Arge Alp in Canton Ticino.
Risultati importanti, quindi, frutto di tanta fatica… e di una buona organizzazione logistica, visto che gli è capitato di finire una gara di fondo, correre a cambiarsi per poi scendere in campo con i tacchetti da calcio e rimettere gli sci per un’altra gara nello stesso fine settimana.
Per conciliare al meglio impegni sportivi e impegni scolastici, Filippo è iscritto al progetto provinciale Scuola-Sport, nato proprio per consentire agli alunni agonisti di stare al passo con lo studio. Scuola e sport, infatti, non devono per forza essere in contrapposizione l’uno all’altro. Anzi. “Il biathlon – dice Filippo – mi insegna a mantenere la concentrazione, a controllare il respiro, a non perdere la calma, tutte cose che servono tantissimo anche a scuola. Il calcio, invece, mi fa sentire parte di un gruppo, e questo mi aiuta nei lavori collettivi in classe”. La media superiore al 7,5 in pagella permette a Filippo di accedere alla borsa di studio messa a disposizione dalla Provincia per gli studenti che riescono a ottenere buoni risultati sia a scuola che nello sport.
Filippo è consapevole che tutto quello che sta facendo non sarebbe possibile senza l’appoggio di papà Paolo e mamma Margherita: “Il supporto dei miei genitori è fondamentale: mi accompagnano a gare e ad allenamenti, ma soprattutto mi sostengono sempre, mi aiutano a organizzarmi al meglio e a fare le scelte giuste”.
Quali sono gli idoli sportivi di un quindicenne con le idee così chiare? Filippo risponde senza esitazione: il calciatore tedesco Joshua Kimmich e il fondista norvegese Johannes Høsflot Klæbo, che ha visto vincere la 10 km sulla pista di Lago di Tesero durante i recenti Giochi di Milano Cortina 2026. Da due campioni di tale calibro, Filippo sa di avere tanto da imparare: “Loro insegnano che non si deve mollare. Mai. E che quando gli altri stanno per farlo, è proprio allora che bisogna dare il massimo per vincere”.
Monica Gabrielli
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