Congresso Pd, Di Rollo abbraccia Salera e Area Dem detta legge con Vita e Cardarelli


PoliticaSi chiude la stagione della governance uscente di Fionda e Marandola che rivendica la mobilitazione sul referendum: “Cassino si è eretta a baluardo a difesa dei principi costituzionali, abbiamo ridato centralità, autorevolezza e autonomia a un partito unito e credibile”. Prima la parola d’ordine era trovare un candidato condiviso, ora l’intesa tra il sindaco e la presidente del Consiglio impone la legge dei numeri e confina le minoranze: a settembre la fumata bianca

C’è un’estate di mezzo a far da cuscinetto, ma la rotta è ormai tracciata. Il Partito Democratico di Cassino si appresta a vivere la sua resa dei conti congressuale alla metà di settembre, arrivando all’appuntamento autunnale con un quadro d’accordi che appare ormai blindato nelle sue caselle di vertice.

Una partita a scacchi interna dove la corrente AreaDem ha fatto il pieno, rivendicando a gran voce la forza dei propri numeri — quel 70% di tesserati blindato dall’asse tra il sindaco Enzo Salera e la presidente del Consiglio comunale Barbara Di Rollo — per prendersi tutto.

Sarà infatti Lorenzo Vita a guidare il circolo come nuovo segretario, un nome proposto inizialmente da Fernando Cardarelli e rilanciato con forza dalla stessa Di Rollo, che ha fatto un passo indietro sui propri veti iniziali per trovare l’intesa con Salera. Ad AreaDem andrà anche la presidenza del circolo, affidata proprio a Cardarelli, lasciando alle altre componenti le briciole di una doppia vicesegreteria: una all’area Schlein e l’altra al patto tra Rete Democratica e Base Riformista, rappresentate dal consigliere Luca Fardelli.

Un’operazione di forza che inevitabilmente ha lasciato mugugni di chi fa notare l’evidente cortocircuito politico: proprio ora che l’accordo tra le due anime di AreaDem è stato trovato, si agita il vessillo del tesseramento per sbarrare la strada alle richieste di Rete Democratica, rimasta a secco sulla presidenza. “Dove sono adesso i padri storici e i fondatori del PD che dicevano che non bisognava legarsi alla logica delle tessere ma trovare un’azione unitaria?”, dice più di qualcuno nelle varie chat interne del partito.

Ma passata la festa e spartiti i galloni, per la nuova dirigenza si aprirà una voragine che non potrà essere riempita con la semplice conta dei voti. Come sottolinea con franchezza lo stesso Cardarelli, il Partito Democratico di Cassino si trova davanti all’obbligo morale e politico di “tornare a vivere”.

La sensazione diffusa è che in questi ultimi tempi si sia parlato fin troppo di equilibri di corrente e quasi per nulla dei problemi reali della gente. La sfida che attende il nuovo gruppo dirigente di settembre sarà quella di dimostrare nei fatti di non essere una semplice meteora congressuale, ma una struttura viva, reattiva e presente.

Servirà prima di tutto restituire al partito una casa fisica, una sede reale che sia punto di riferimento visibile per i cittadini, e costruire un direttivo all’altezza delle sfide, fatto di persone mosse da vera passione e non da logiche di appartenenza, capaci di rimettere il PD al centro della vita politica cittadina e di fare da sponda autorevole alle grandi ambizioni del territorio, a partire dalla sfida per Cassino Capitale Italiana della Cultura 2029.

È su questo scenario di attesa e di pretesa di riscatto che cala il sipario sulla gestione uscente firmata dal segretario Romeo Fionda e dal presidente Sergio Marandola. Nel tracciare il bilancio del mandato iniziato nel 2021, i due vertici uscenti reclamano a testa alta l’eredità di un lavoro svolto spesso in trincea, difendendo la bontà di un percorso che ha saputo regalare alla sinistra locale pagine di straordinario valore politico ed elettorale.

Fionda e Marandola rivendicano i traguardi raggiunti e l’efficacia dell’azione svolta sul territorio, ricordando come il resoconto politico fino a oggi metta in luce: “L’efficacia delle iniziative sul territorio e, soprattutto, una successione di significativi successi elettorali che hanno affermato un ampio riconoscimento da parte dei cittadini della credibilità politica del Partito Democratico. Il risultato politico più rilevante è senza dubbio la netta riconferma del sindaco uscente Enzo Salera, capace di imporsi già al primo turno con uno schiacciante 60,33% dei consensi, con la lista del PD che si è confermata il perno insostituibile e trainante dell’intera coalizione.”

A questo si aggiunge l’ottima tenuta alle Europee, in cui Cassino ha registrato il miglior risultato tra i grandi comuni della provincia di Frosinone, e soprattutto la storica vittoria al referendum costituzionale sulla giustizia del marzo 2026. In quell’occasione, mentre il resto del territorio si piegava all’onda del Sì, Cassino si è eretta a baluardo della Costituzione con il 52,45% dei voti per il NO. Un successo calato dal basso e guidato in prima persona dal segretario cittadino, come ricordano Fionda e Marandola:

Mentre la provincia di Frosinone e gran parte del Lazio meridionale hanno ceduto alla spinta del Sì, Cassino si è eretta a vero e proprio baluardo a difesa dei principi costituzionali. Questo straordinario risultato non è stato casuale: il segretario cittadino ha assunto in prima persona la responsabilità della campagna referendaria sul territorio con l’incarico di Presidente del Comitato per la Giustizia, trasformando Cassino in un caso politico unico e virtuoso a livello provinciale.”

Un’azione che non ha mai dimenticato la vicinanza al mondo del lavoro e alla tutela dell’indotto Stellantis. È con questa consapevolezza che Fionda e Marandola consegnano il testimone alla nuova guardia, rivendicando la tenuta morale e l’autonomia del circolo:

Chiudiamo questo mandato con la consapevolezza di aver ridato centralità, autorevolezza e autonomia a un partito unito, solido e credibile, in grado di vincere le competizioni elettorali. Crediamo che ci siano tutte le condizioni per avviare un nuovo percorso politico che il prossimo congresso di settembre dovrà definire nelle sue linee programmatiche e organizzative. Presupposti essenziali per applicare un metodo di lavoro che non vuole dire cedimento, ma significa assumere una piena consapevolezza e un concreto comportamento di responsabilità.”

Un’eredità pesante e un patrimonio di consensi che ora passa nelle mani della nuova dirigenza: a settembre prenderà il via una nuova era ma serviranno fatti concreti per evitare che il PD rimanga imbrigliato nelle sue stesse correnti.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Leggo Cassino

Source link

Di