Dopo il trionfo a Detroit il candidato tende la mano ai moderati per unire il partito
DALLA NOSTRA INVIATA
Nelle primarie del Michigan svoltesi il 4 agosto, l’ala progressista del Partito Democratico ha ottenuto una vittoria storica.
El-Sayed ha sconfitto la deputata moderata Haley Stevens con un margine strettissimo (48,5% contro 47,5%), staccandola di circa 15.000 voti.
Il volto nuovo della sinistra americana nel Midwest competerà quindi contro il repubblicano Mike Rogers per occupare il seggio lasciato libero dal centrista democratico Gary Peters e, in caso di vittoria, diventerà il primo musulmano eletto al Senato nella storia degli Stati Uniti d’America.
La vittoria di El-Sayed è significativa poiché avviene in uno stato viola, ossia in bilico, dove l’elettorato è diviso quasi equamente tra il Partito Democratico e il Partito Repubblicano.
Inoltre la corsa elettorale nel Michigan rimarrà nella storia in quanto sono stati spesi più di 80 milioni di dollari, rendendola la primaria democratica al Senato più costosa di sempre.
A spingere la mozione del candidato della sinistra dem è stato il sostegno decisivo di figure di spicco come il senatore Bernie Sanders e la deputata Alexandria Ocasio-Cortez.
Il percorso verso la nomination non è stato privo di ostacoli per El-Sayed, finito al centro di aspre polemiche riguardanti il suo background professionale.
Gli avversari politici lo hanno accusato di aver indotto in errore l’opinione pubblica presentandosi regolarmente come medico, nonostante non possedesse una licenza medica attualmente attiva per l’esercizio della professione negli Stati Uniti.
I sostenitori di El-Sayed hanno difeso il candidato ricordando il suo passato accademico in medicina e il suo ruolo istituzionale come ex direttore della sanità pubblica di Detroit.
L’audio dei donatori e il caso Piker
A catalizzare l’attenzione nazionale è stata la diffusione, da parte della testata POLITICO, di un file audio registrato durante una riunione privata su Zoom con i donatori della campagna elettorale. Nel corso dell’incontro, analizzando l’opposizione dei moderati e citando espressamente figure critiche come il senatore della Pennsylvania John Fetterman, El-Sayed ha delineato la sua visione su come imporre l’agenda della sinistra dem: “Idealmente metti un orco su una picca, e poi tutti gli altri ricevono il messaggio, e all’improvviso iniziano a suonare molto diversamente”.
La dichiarazione ha immediatamente innescato dure reazioni. Mentre l’opposizione repubblicana e i detrattori interni al Partito Democratico hanno interpretato l’espressione come una minaccia di ritorsione e una deriva radicale, l’entourage di El-Sayed ha cercato di stemperare le polemiche.
Secondo lo staff del candidato, si è trattato di un modo di dire di natura puramente politica: l’obiettivo non era colpire i singoli esponenti moderati, ma illustrare come un singolo successo elettorale della sinistra possa fungere da catalizzatore, spingendo l’intero establishment democratico a convergere verso posizioni più progressiste per le elezioni generali.
Hasan Piker, uno dei più famosi e controversi streamer politici del mondo, ha sostenuto attivamente El-Sayed durante tutta la campagna elettorale in Michigan.
Con oltre 3 milioni di follower su Twitch e circa 10 milioni complessivi sui social, Piker è celebre per le sue maratone di dirette in cui commenta la politica da una prospettiva dichiaratamente socialista e di estrema sinistra. È considerato una figura capace di mobilitare l’elettorato progressista sotto i 30 anni.
El-Sayed verso novembre, tra unità e attacchi di Trump
Proprio la sera del 3 agosto, poche ore prima dell’apertura dei seggi per le primarie, El-Sayed ha partecipato a Detroit a un pool party con Hasan Piker e altri content creator progressisti per girare video virali e fare l’ultimo appello al voto.
L’interazione tra l’esponente dell’ala progressista democratica e Piker ha generato reazioni politiche significative. I Democratici moderati hanno espresso critiche riguardo a questa alleanza, chiedendo a El-Sayed di prendere le distanze dall’influencer politico e dalle sue posizioni. Analogamente, il candidato repubblicano Mike Rogers ha utilizzato il legame tra El-Sayed e lo streamer per definire Piker un estremista e accusare l’ex funzionario della sanità pubblica di Wayne County.
Questo scenario sottolinea l’importanza crescente che gli influencer politici e le piattaforme di streaming possono avere nel dibattito politico.
Durante la conferenza stampa ufficiale a Detroit, El-Sayed ha lanciato un forte messaggio per compattare l’elettorato in vista del voto decisivo di novembre: “Qualsiasi differenza abbiamo avuto nelle primarie impallidisce di fronte a ciò che ci unisce”. Ha quindi elogiato Haley Stevens per la campagna elettorale, la quale ha subito concesso la vittoria al suo rivale dichiarando su X il suo “pieno supporto” a El-Sayed per garantire che i Democratici mantengano il controllo del seggio.
Su Truth Social, Trump ha attaccato pesantemente El-Sayed definendolo un “perdente comunista” e insinuando la presenza di potenziali irregolarità sui voti via posta a Detroit.
Per il Presidente americano, tuttavia, la nomina di un candidato così a sinistra e quindi divisivo, rappresenta un “assist prezioso” per i repubblicani.
Archiviate le primarie, per El-Sayed inizia la vera sfida nazionale. A novembre affronterà il repubblicano Mike Rogers. Questo scontro in uno Stato cruciale come il Michigan non solo deciderà se l’America avrà il suo primo senatore musulmano, ma stabilirà chi controllerà la maggioranza dell’intero Senato a Washington.
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Cinzia Rolli
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