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Bene, direi di cominciare buongiorno a tutte e tutti, grazie innanzitutto a i giornalisti presenti a gli ospiti e le persone che sono venuto è venire nonostante la pioggia di questi giorni, grazie ai nostri relatori, che introdurrò a breve l’obiettivo della conferenza stampa di oggi è presentare e commentare un dossier.
Preparato, elaborato da Europa radicale e subito darò la parola alle relatrici, il tema è quello della consapevolezza rispetto alla guerra ibrida, la guerra cognitiva in corso in Italia.
Molto spesso, quando parliamo di eventi della propaganda del Cremlino, veniamo accusati di essere.
Russofobia di essere una minaccia per la pace, di essere in qualche modo ossessionati da Putin e da quello che succede in Ucraina e invece noi siamo molto consapevoli del fatto che Putin stia perdendo la guerra sul terreno militare e sia nostro dovere.
Politico, istituzionale, morale, non consentirgli di vincere la pace sul terreno della guerra cognitiva, ieri alcuni di noi erano presenti alla cerimonia al Quirinale per gli 80 anni della Repubblica.
E a me piace ricordare che proprio ieri, nonostante dei pesantissimi bombardamenti, l’Ucraina ha trovato il modo di onorare gli ottant’anni della Repubblica italiana, cosa che forse avremmo dovuto fare anche noi, all’inverso, per rispetto per chi sta commettendo una guerra, non solo per difendere la propria integrità territoriale ma per difendere i nostri valori di democrazia, di libertà e di stato di diritto.
Quindi oggi direi di partire, ovviamente ringraziando tutti gli ospiti e tutti coloro che interverranno e dando priorità a chi è in collegamento abbiamo in collegamento l’onorevole Luigi Marattin, segretario del Partito liberaldemocratico, abbiamo in collegamento Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo europarlamentare del Partito democratico ma prima partirei proprio dal dossier e quindi dall’autrice da Laura Botti,
Per parlarci di questi dati è stata fatta una mappatura e un censimento di oltre 200 eventi.
Di propaganda
E allora vorrei chiedergli qual è la diffusione e la capillarità di questi eventi, quale regione ha la maglia nera, mentre in Europa si discute l’escalation.
I permessi a chi, per colpire le basi semi in Russia, in Friuli, i militari di Mosca ringraziano in video direttamente dal fronte questa capillarità sul territorio in merito della legge russa. O siamo noi a stendere il tappeto rosso a personaggi finora del tutto marginali? Prego, Laura grazie mille, innanzitutto grazie per aver organizzato questo evento. Sono felice, molto onorata di condividere questo spazio con voi. Allora parto dall’ultima domanda. Sono veri entrambi gli elementi e uno consegue all’altro, nel senso che c’è un impegno diretto evidente da da parte del Cremlino nell’investire nell’industria di propaganda in Italia, perché noi abbiamo predisposto questo questo terreno fertile per loro per due per due motivi evidenti. Uno sicuramente abbiamo una un retroterra culturale. Per quanto riguarda alcune parti della nostra opinione pubblica che sono predisposte a questo tipo di propaganda, io ho fatto un elenco o censito proprio tutte le associazioni, tutti i partiti, tutte le organizzazioni a vario titolo che hanno partecipato, che stanno partecipando a questi eventi come promotore come organizzatori, sono quasi 140 e di questi
Alcune decine sono movimenti o partiti che afferiscono all’area che possiamo definire comunista in varie declinazioni, e noi sappiamo che da questo punto di vista c’è un background storico, culturale fertile.
Ad altre categorie di associazioni, movimenti che si impegnano in questo tipo di attività sono tipicamente realtà che sono impegnate da qualche anno a portare avanti l’idea delle idee genericamente anti sistema anti europeiste anti-Nato anti Stati Uniti e quindi anche in questo contesto chiaramente si inserisce precisamente la la propaganda russa il secondo motivo per cui noi abbiamo potuto,
Stendere un tappeto rosso per questo tipo di attività è l’inerzia delle nostre istituzioni rispetto al regolamento europeo 350 del 2022, che riguarda appunto specificamente la propaganda portata avanti dalle emittenti televisive televisive del Cremlino e che non sostanzialmente non è mai stato implementato in modo concreto ed effettivo in Italia, perché sarebbe necessario emanare alcuni atti per poter innanzitutto creare un vero e proprio impianto sanzionatorio e per rendere appunto effettivo e concreto l’effetto di questo regolamento. Quindi sono vere entrambe entrambe le cose. Una conseguenza dell’altra, dall’anno scorso da circa da poco più di un anno, o censito questi eventi, una volta che sono entrata nei canali Telegram, soprattutto in cui Vincenzo Lorusso e Andrea Lucidi, che sono i due punti di riferimento. I due organizzatori di questa di questa macchina di propaganda in Italia diffondono le notizie su questi su questi eventi e quando mi sono accorta che si trattava di un fenomeno effettivamente pervasivo
Diffuso in Italia e peculiare dell’Italia, che da quello che ho potuto vedere non esiste in queste dimensioni, in altri Paesi dell’Unione europea, ho deciso di che fosse importante rendere fruibili queste informazioni e non solo renderle fruibili tramite il dossier, che è molto breve, molto semplice lo potete leggere sul nostro sito.
E tramite la mappa che si può intravedere lì in questa grafica e che sul sito una mappa interattiva per cui ogni PIN che voi cliccate potete leggere non su tutti ma su quasi tutti, chi ha organizzato quell’evento quando, dove si è svolto sia stato annullato è stato modificato per qualche motivo e il secondo motivo per cui ho deciso di fare questo lavoro era perché volevo sistematicamente,
Interpellare di volta in volta alle istituzioni per avvertire del fatto che in quel determinato contesto si sarebbe svolto quel determinato evento e per chiedere, appunto, dove è possibile in questa zona grigia e di questo regolamento non completamente applicato, ove fosse possibile intervenire per interrompere per vietare la proiezione specificamente la proiezione lo sottolineo, noi non abbiamo mai chiesto di vietare un dibattito, di vietare a queste persone di poter esprimere delle opinioni su questo tema, per quanto siano opinioni che noi non condividiamo e per quanto riguarda i numeri,
Le regioni che hanno che contano più eventi sono l’Emilia Romagna e la Toscana per dei motivi evidentemente collegati a quello che vi ho spiegato prima sulle categorie, le tipologie di di enti che si occupano di questo tipo di propaganda e le città invece singole che hanno più eventi all’attivo sono Bologna Torino ma recentemente anche Roma ha scalato la classifica.
Di questi 220 circa 24 25. Adesso, con l’ultima piccola vittoria che avevano ottenuto a Viterbo, sono stati o annullati o è stata impedita la proiezione e però si è svolto il dibattito, oppure siamo riusciti a evitare che venisse utilizzato un luogo pubblico un luogo istituzionale e quindi hanno dovuto riparare su un luogo magari privato un piccolo circolo.
È un numero piccolo, senza dubbio rispetto al totale.
Ma nonostante ci sia un evidente silenzio da parte delle delle istituzioni e su questo evidentemente perché non hanno, gli strumenti non hanno pienamente consapevolezza degli strumenti che possono utilizzare contro questo fenomeno. Noi abbiamo deciso comunque di proseguire e ogni volta che abbiamo notizia di una di queste proiezioni, io invio una pec sia al Comune che alla Prefettura che alla questura per esporre la problematica e per chiedere l’ove possibile di intervenire in questo senso. In un anno ormai ne ho mandate circa 130. Le risposte che abbiamo ottenuto sono state poche. Qualche volta è capitato che qualche Comune ci rispondesse, di sicuro non ci risponde la prefettura e la questura però è capitato, come appunto a Viterbo, questo mese, che pur senza ricevere risposta, abbiamo poi saputo che c’è stato un intervento da parte della DIGOS
Che ha vietato di capitato la proiezione addirittura in un luogo comunque privato, non si trattava di un luogo pubblico e quindi noi proseguiamo su su questa strada e l’intento è appunto agirà sistematicamente per far sì che le istituzioni siano costantemente consapevoli di quello che sta accadendo e creare una consapevolezza nei confronti della della cittadinanza quindi stiamo cercando di presentare questo dossier in in varie in varie sedi.
Qual è l’obiezione che loro ci muovono, ci chiamano censori e ci e ci accusano di non rispettare l’articolo 21 della Costituzione.
Falso, perché quello che viene rappresentato in questi filmati non sono opinioni, non sono prodotti liberi dell’intelletto libero di qualche giornalista, di qualche regista indipendente, sono semplicemente un prodotto di una macchina di propaganda, di un regime autoritario estero che semplicemente trasmette sotto forma di filmato quelle che sono le proprie narrative per sostenere la,
E la propria propaganda di guerra ai propri crimini, i propri crimini di guerra, e questo è il metodo che ci distingue, noi scegliamo di continuare a interpellare le istituzioni, scegliamo di rimanere.
Di appellarci alla nostra cornice democratica, nonostante sia in perfetta, nonostante manchino gli atti necessari per eseguire, per dare effettivo riscontro a quello che richiede il regolamento, mentre invece il loro scelgono di stare fuori da questa cornice democratica, scelgono di eludere costantemente queste regole. Questo è il loro metodo, loro si dichiarano addirittura disobbedienti civili, dicono di fare disobbedienza civile ma, come dico sempre, si dimenticano dell’elemento più importante che l’auto denuncia. Questo non è disobbedienza civile. Questa elusione della legge volontaria, elusione della legge e noi proseguiamo su questa strada. Grazie
Grazie Laura, anche perché questo lavoro, questo censimento, ci aiuta anche noi ad organizzarci, perché, come dall’altra parte, c’è un’organizzazione capillare nel promuovere eventi illegali, ci deve essere un’organizzazione altrettanto strutturata, altrettanto capillare, per riconoscerli subito e bloccarli, però, eh,
Passo subito la parola a Silvio Manzi per chiedere uno dei dati più impressionanti e che appunto, su 205 eventi illegali, solo 24 siamo riusciti a revocarli perché le istituzioni, i prefetti, i sindaci fanno così fatica a fare ciò che negli altri Paesi viene fatto, cioè vietare eventi illegali della propaganda.
Ho anche un po’detto, lo dicevi tu all’inizio c’è poca consapevolezza, cioè c’è poca consapevolezza del fatto che ci si trova di fronte a una vera e propria guerra ibrida, perché di questo si tratta ed è una guerra ibrida, teorizzata e portata avanti da molti anni e che vede l’Italia come un ventre molle dell’Europa e quindi le nostre istituzioni mi riferisco appunto alle prefetture, alle questure non.
In molti casi in alcuni casi invece, lo recepiscono perfettamente, in molti casi, invece utilizzano una forma di prudenza perché, appunto, non sono probabilmente in grado di comprendere la gravità di del della situazione e.
Per far capire questo, soprattutto i giornalisti presenti, per far capire il fatto che si tratta di un.
Di un metodo teorizzato e applicato, io vi leggo due righe della cosiddetta dottrina Gerasimov che il, il capo di stato maggiore delle forze armate russe, che ha scritto nel 2013 e facciamo attenzione alla data perché si tratta di poco meno di un anno prima dell’invasione dell’Ucraina, dell’annessione illegale della Crimea e dell’occupazione di fatto del Donbass.
E scriveva Gera Asimov e lo trovate on line. Le nuove sfide fanno ripensare alle forme e ai metodi di guerra. Nel ventunesimo secolo si nota la tendenza a cancellare la differenza tra lo stato di guerra e di pace. Le guerre ormai non vengono più dichiarata e quando iniziano si svolgono con differenti schemi, le stesse regole della guerra sono cambiate in modo sostanziale. È cresciuto il ruolo dei metodi non militare per raggiungere obiettivi politici e strategici che, in alcuni casi, per la loro efficacia non notevolmente superato la forza delle armi. Il focus dei metodi di confronto utilizzati si sposta verso un uso diffuso di misure politiche, economiche, informative, umanitaria e altre misure non militari realizzate sfruttando le potenzialità di protesta della popolazione. Ciò si completa con i mezzi militari occulti, tra cui la realizzazione di eventi di concorrenza informativa e le azioni delle forze speciali. Questo è stato scritto nel 2013, quindi noi siamo a tutti gli effetti, un esempio plastico di quello che sta accadendo. Appunto occorre consapevolezza del
Motivo per cui ci sforziamo di portare avanti queste iniziative.
Grazie.
Grazie a Silvja Manzi, adesso girerei subito la parola alla vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, che vede in collegamento con noi,
E Pina Picierno è un po’anche il simbolo di questa battaglia, perché grazie anche ai suoi interventi, grazie anche alla posizione che ricopre, è riuscita ad attirare l’attenzione per bloccare alcuni di questi eventi, ma la prima domanda che ti voglio fare bene questa abbiamo parlato è citata il regolamento 350 del 2022,
Che questo regolamento e anche tutti i pacchetti sanzionatori adottati dall’Unione europea, sono evidentemente inefficaci, e lo sono soprattutto in Italia, che cosa può fare di più l’Unione europea e che cosa dovrebbe fare l’Italia, che non fa?
Un ritorno fastidioso, vediamo se la regia ci aiuta, ora va meglio e grazie naturalmente anche per il lavoro che fai sempre, perché se è vero che io diciamo da qui da Bruxelles, provo a fare tutto quel che posso per sensibilizzare l’opinione pubblica ma anche per come dire dotarci di strumenti in grado di metterci in condizione diciamo di reagire ad una guerra ibrida, la guerra ibrida che gli Stati membri che l’Unione europea diciamo subisce in particolare dal Cremlino e lo faccio dentro le Commissioni di merito ormai da da 10 anni sapete che insomma, l’Europa da più di 10 anni
Studia questi fenomeni in una Commissione di merito specifica nello stesso tempo in Italia questo lavoro così importante è necessario, credo, lo stai facendo tu quindi da Bruxelles.
Voglio farti arrivare davvero un ringraziamento particolare, non solo per questa occasione e queste occasioni.
È importante anche per ringraziare Europa radicale, perché Europa radicale pure sta svolgendo, insomma, lo vedete oggi lo avete ascoltato un lavoro davvero eccellente nel raccontare che cos’è la guerra ibrida nel raccontare che cos’è la propaganda del Cremlino, come si insinua nella nostra quotidianità di tutto questo ne abbiamo molto bisogno perché è stato detto no nella opinione pubblica italiana questa consapevolezza diciamo manca e questo è il primo elemento Marco no, perché in tutti gli altri Paesi questa consapevolezza c’è?
E in tutti gli altri Paesi c’è pure un’altra cosa che in Italia in realtà non c’è Erri, riprendo quali cose che diceva Silvja Manzi un attimo fa in Italia e utilizziamo magari anche questa occasione, per l’ennesima volta, per fare un appello a Giorgia Meloni e al suo governo in Iraq manca un quadro normativo italiano perché è vero che ci sono le sanzioni, insomma su cui turno il lavoro che è stato fatto dal Consiglio che tra un attimo vi racconto e vi spiego
Ma il problema è che gli altri Paesi, tutti gli altri Stati membri, hanno poi adottato un quadro normativo di riferimento nazionale per l’applicazione di queste benedette sanzioni, cosa che in Italia manca del tutto, ed è la ragione per cui noi c’abbiamo un sacco di problemi, perché poi gli eventi vengono cancellati, annullati, riconosciuti come eventi di propaganda, solo grazie alla buona volontà, appunto, di Europa radicale, che si organizza si attiva al lavoro di Marco Lombardi, alla insistenza di Pina Picierno e tipo di auto e poi, naturalmente alla buona volontà pure di alcuni prefetti, di alcuni questori che, come dire, si informano che decidono di agire, ma è tutto affidato, come dire, ad una sorta di volontarietà, ad una sorta di decisione che viene presa dai singoli, cioè non c’è un quadro normativo italiano nazionale di riferimento e questo è il primo grande tema che noi abbiamo di fronte. Perché guardate, riguarda uno dei nodi fondamentali per la sicurezza del nostro Paese in generale, per la sicurezza, appunto europea. Noi stiamo discutendo stamattina è importante sottolinearlo del rapporto che esiste tra libertà d’informazione,
Propaganda di ska Stato, propaganda dei regimi e la capacità delle istituzioni di difendere il proprio spazio pubblico da cosa da operazioni di influenza che sono promossi da regimi autoritari, quindi io vorrei che noi ci intendessimo anche sull’argomento e perché non è che noi stiamo semplicemente parlando di Rascia Today di la fissazione che hanno alcuni di noi rispetto alla necessità di applicare un regolamento europeo riguarda questa discussione, invece, la capacità che noi abbiamo, che ha l’Italia, che ha l’Europa di capire come è cambiata anche la natura dei conflitti nel nel nostro tempo, perché per molto tempo noi abbiamo immaginato che la sicurezza potesse,
Come dire dipendere da strumenti tradizionali, penso alla forza militare, penso agli strumenti di coercizione economica, la pressione diplomatica invece l’esperienza anche difficile, dura che noi abbiamo vissuto nel corso degli ultimi anni legata naturalmente l’aggressione criminale del regime di Putin all’Ucraina ci ha raccontato e ci ha dimostrato come la dimensione informativa è diventata uno di Teatri fondamentali anche per,
Diciamo la competizione strategica né dei conflitti stessi.
E per questo è importante sottolineare che la federazione russa non ha investito nella costruzione di apparati mediatici internazionali abiti citato Lorusso, avete citato appunto i soggetti propagandisti, insomma italiani, proxy di della propaganda del regime di Putin non hanno investito in queste costruzioni di rete per ragioni che sono riconducibili diciamo alla necessità di raccontare il punto di vista del Cremlino guardate che non è soltanto questo.
E tutto questo parte di una architettura di influenza che è finalizzata a promuovere gli interessi del Cremlino, a diffondere delle narrazioni che sono ovviamente funzionali e i suoi interessi strategici, e a indebolire la fiducia dei cittadini, in questo caso italiani perché parliamo di italiani nelle proprie istituzioni democratiche è un’operazione di destabilizzazione del nostro spazio democratico e per questo, per questa consapevolezza del Consiglio dell’Unione Europea appunto a Edith adottato le misure che avete
Eh già raccontate, e naturalmente non sono, perché pure qua in Italia, per mancanza di consapevolezza, si racconta in maniera molto superficiali le cose d’Ursi, ci accusa di essere russofobia e che gli altri si svegliano e ci dicono che noi abbiamo un problema col pluralismo di e con la libertà di espressione è esattamente il contrario, esattamente il contrario, proprio per tutelare la libertà di espressione e bisogna riconoscere individuare la propaganda di un regime autoritario, i tentativi di indebolire la libertà, appunto, dei cittadini attraverso la di stabilizzazioni di di processi democratici perché di questo stiamo parlando, stiamo parlando di tentativi,
Pervicaci di manipolazione dell’opinione pubblica si chiama appunto manipolazioni cognitiva, non a caso è per questo che il lavoro di cui oggi parliamo ha per me una rilevanza.
Particolare perché, naturalmente, noi qua stiamo discutendo soltanto della possibilità, no, che pure è stata documentata da Europa Radicali, di aggiramento delle delle delle misure e delle sanzioni, ma noi stiamo parlando della capacità, appunto non solo di applicare con rigore con continuità le decisioni che noi abbiamo preso a Bruxelles,
Ma anche, appunto, la capacità di individuare la propaganda come componente di una guerra ibrida che sempre più pervasiva sempre più diffusa. Insomma, noi siamo qua dicendo e per la mia vita i soggetti che che vedo di al tavolo vedo Filippo, vedo tanti altri amici e colleghi che si battono vedo in collegamento, Luigi Marattin, cioè noi da tempo stiamo dicendo guardate che la guerra non è che comincia quando arriva un missile che colpisce una città o quando un esercito attraversa una frontiera e la guerra, in questo tempo, col tempo difficile, duro, inizia molto prima. Inizia quando spesso viene costruito un ecosistema informativo che capace di alterare no, la percezione della realtà che in grado di diffondere, per esempio, la sfiducia nelle istituzioni democratiche, gli radicalizzare il dibattito pubblico di indebolire la capacità delle società aperte, di distinguere perché questo sta avvenendo si sta indebolendosi sta
Rendendo sempre più labile la capacità di distinguere tra fatti in manipolazioni. E allora capite che benissimo che in questo senso la propaganda non è un elemento accessorio, è un elemento fondamentale, appunto, dell’azione che svolgono i regimi, ed è quello che ha fatto nascere tu ed è quello che fa lascia Today in Italia, come in Europa, non è, non racconta. Su questo bisogna essere e vorrei che fosse chiaro soprattutto i giornalisti che ci stanno ascoltando stamattina non è il tentativo di raccontare una visione favorevole agli interessi della Federazione Russa, perché questo rientrerebbe pure nella fisiologia, se volete della comunicazione. Ma invece chi costruisce una narrazione che finalizzata DDG, chiamare l’Unione europea a delegittimare la NATO a delegittimare il sostegno all’Ucraina e ha digiti mare, da ultimo, la fiducia stilista nelle istituzioni democratiche. Questo è il punto e devo dire che in Italia questo lavoro pervicace diffuso e, insomma, ha ottenuto un certo anche successo, ed è per questo che noi dobbiamo insieme provare a far maturare quegli anticorpi e lo sforzo di stamattina mi pare andare in questo senso per riconoscere questa propaganda e dotarci di strumenti che sono utili appunto, a combatterli. Quindi per questo io credo che il tema posto dal dossier ha una rilevanza davvero molto importanti. Per questo io sono grata a Europa, Radicali, a tutti i colleghi e gli amici che vedo lì al tavolo perché, insomma, noi abbiamo bisogno di parlare di queste cose. Abbiamo bisogno di rendere visibili le vulnerabilità del nostro Paese e che sono tante che sono tante, soprattutto quando penso a quello alla guerra informativa, alla capacità, insomma che agenti della Federazione Russa proxy del del del regime del Cremlino hanno sviluppato, appunto, nel tentativo di manipolare le nostre opinioni pubbliche, la nostra opinione pubblica italiane, questa vulnerabilità italiana sappiamo pure che non è che nasce oggi per chi affonda le sue radici in una serie di fatti, K potrei aprire. Non credo di avere il tempo di farlo, ma insomma una parentesi J su una lunga stagione di, rapporti politici, economici, culturali che hanno contribuito una percezione spesso indulgente. No nei confronti della Russia di Putin non abbiamo probabilmente il tempo di farlo. Mi piacerebbe farlo, magari in uno spazio più
Ampio rispetto a quello di una conferenza stampa, forse Marco, lo dico a Marco Benedetto, insomma tutti gli amici che sono lì dovremmo ritrovarci per parlare di tutto questo in maniere in maniera molto più diffusa è molto più, come dire, precisa del tempo per per poterlo fare ma intanto insomma il,
Per per quel che riguarda.
Ma diciamo la conferenza stampa di stamattina. Io credo che noi abbiamo la necessità di sottolineare, appunto, che questo lavoro, il lavoro di Europa Radicali, insieme al lavoro svolto appunto dai colleghi presenti, contribuisce a porre una domanda che noi non possiamo più eludere, che riguarda appunto la qualità della nostra resilienza democratica, ci chiede insomma il lavoro di Europa Radicali. Sì, le decisioni adottate dall’Europa vengono applicati, ci chiede se gli strumenti di controllo degli quindi disponiamo, vengono applicati, siano adeguati. Ci chiede se esistono appunto delle aree grigie nell’aggiramento delle regole e naturalmente la risposta a tutte queste domande e le domande che ha fatto Marco anche nell’introduzione è una domanda purtroppo positiva. Il racconta tutte le grandi vulnerabilità di cui disponiamo, ma siamo qua anche per dire e credo che questo sia il messaggio che vogliamo dare all’opinione pubblica italiana i giornalisti che noi siamo qua, per ancora una volta, per ribadire il nostro sforzo che va nella direzione di difendere la democrazia italiana, le istituzioni italiane ed europee contro l’autoritarismo, difendere uno spazio pubblico che è quello il nostro spazio pubblico, quello fondato sulla libertà, sulla trasparenza e sulla responsabilità, ed è per questo che continueremo a lavorare insieme, esattamente insomma, per tutte queste ragioni. Quindi, grazie. Marco Grazia Europa radicale e a presto rivederci sperano in presenza,
Grazie grazie per il tuo impegno per le tue parole e la promessa è quella che ci
Li vedremo sempre più spesso per tenere unito questo fronte, anche trasversale, che attraversa le coalizioni attraverso i partiti, per cercare di appunto creare gli anticorpi per favorire la residenza del nostro sistema democratico passerei la parola adesso a Luigi Marattin.
Che in video collegamento con noi
Luigi tu sei, anche segretario del Partito liberaldemocratico e spesso DC problema, non è con chi sta un partito, ma in che cosa crede, perché noi dovremmo credere così tanto nel nell’Europa, perché, come ci diceva prima pena alla fine tutta questa propaganda tutte questa disinformazione vuole destabilizzare il nostro sistema è distruggere i valori europei allora perché dovremmo credere invece in questi valori europei e come fare per, diciamo creare questi anticorpi anche in Italia?
Rispetto a un dibattito che appunto non è tra Free Speech e censori, ma invece ha molto a che fare con la difesa delle democrazie liberali.
Intanto grazie grazie per questa iniziativa, perché l’impegno costante su questi temi e grazie naturalmente l’Europa radicale a Laura e Silvia per l’ottimo lavoro svolto, io mi scuso per non essere in presenza, ma non è la geografia che mi ha frenato copertina ma la pioggia e le strade di Roma e la mancanza di di taxi quindi non ce l’ha fatta ad arrivare in tempo visto il temporale distorti.
Perché credere nei valori europei perché i valori europei,
Sono l’unico baluardo del mondo globalizzato contro le deviazioni della democrazia, noi stiamo assistendo a un mondo molto diverso da quello degli anni 90 e io lo dico spesso no quando, anche in relazione a vicende di politica estera di attualità, si evoca un multilateralismo, un primato del diritto internazionale che in realtà purtroppo non esistono più.
E continuare a evocarlo si fa un po’, si corre il rischio di di di come dire di velleitarismo, io dico sempre che il momento più vicino a cui siamo arrivati a una vigenza, una cogenza del diritto internazionale del multilateralismo è stato negli anni 90, negli anni 90 la Russia non a caso dava l’impressione di inglobare ossidi nel mondo occidentale Pratica di Mare il, il G 8, eccetera. Poi l’arrivo di Vladimir Putin ha cambiato tutto, negli anni 90 era crollato quel pezzo di mondo che non si riconoscevano i valori di libertà e democrazia. Negli anni 90 andavamo a prendere dei criminali di guerra jugoslavi e di processo. Avevamo per crimini contro l’umanità
Negli anni 90 Fukuyama disse, è finita la storia, siamo l’uomo, è arrivato alla sua condizione Massimo, cioè di vivere liberaldemocrazie, e tutto questo è crollato tanto tutto questo perché era possibile perché avevano vinto le liberaldemocrazie, perché i valori di libertà e democrazia erano prevalenti avevano vinto la guerra fredda si stavano espandendo nell’ex Fondo comunista e diciamo,
Emanavano un fascio di luce in tutto il mondo, è solo con le liberaldemocrazie che può esserci il multilateralismo e il diritto internazionale quando le liberaldemocrazie arretra non non c’è più diritto internazionale, non c’è più multilateralismo nel mondo in cui siamo oggi.
Che, rispetto agli anni 90, ha avuto l’attacco del terrorismo islamico.
Che ha assunto varie forme aeree contro le Torri bombe, alle stazioni e soldi per influenzare l’opinione pubblica, perché quello di cui discutiamo oggi sulla Russia vale anche per altre parti del mondo.
è successo con la Russia, che ha abbandonato una postura dialogante Georgia 2008 Crimea, 2014 Ucraina, eccetera è successo con la Cina, che è diventata la seconda economia del mondo e non ha una postura aggressiva militarmente parlando, speriamo perlomeno, ma a una soft power molto penetrante.
Anche la parte cinese è un problema che oggi non discutiamo, ma fa parte dello stesso prisma. Questi tre elementi ci hanno fatto arrivare poi Trump ha dato il colpo di grazia a un mondo in cui le liberaldemocrazie sono arretrate e un mondo in cui le liberaldemocrazie arretrano è un mondo in cui tu puoi anche ululare alla luna, chiedendo il multilateralismo, il diritto internazionale. Ma stai parlando di una cosa che purtroppo non esiste per farla tornare, bisogna far avanzare le liberaldemocrazie ovunque possibile e ovunque ci sia domanda di liberaldemocrazia, perché non dimentichiamoci sennò finiamo dritti a equo con Wolfowitz di 25 anni fa e che la democrazia non si esporta laddove non c’è domanda di democrazia e non tutti i popoli in modo domanda, purtroppo, di democrazia. Ecco perché credere nell’Europa perché, in questi tempi complicati l’Europa e l’unica fiammella che tiene accesi i valori di libertà e democrazia senza essere temporaneamente erosi. Io sottolineo il temporaneamente perché permettono al Trump è una parentesi,
O perlomeno lo voglio credere con tutte le mie forze e gli Stati Uniti torneranno ad essere quel supporto necessario all’Europa nel diffondere libertà e democrazia nel mondo, le cose di cui discutiamo stamattina io, sentendo parlare piena, mi chiedevano come mai, cioè tutti noi abbiamo a che fare con le persone comuni nella strada diciamoci la verità nella strada strada difficile par nel Land,
Non sempre le cose che diciamo stamattina sono capite, cioè non so se capita anche a voi, ma io trovo un sacco di persone che, proprio come diceva Latina, scambiano la propaganda russa per pluralismo, cioè dicono, ma poi perché volete vietare questa roba qua allora avete paura delle altre opinioni,
Allora io mi chiedo spesso come mai in Italia noi abbiamo questo problema, se voi guardate i sondaggi in Italia, siamo il Paese in Europa che è più sensibile a questo argomento, l’argomento è, ma no, fate parlare i russi che è democrazia, sentir parlar tutti, eccetera mi sono chiesto spesso perché e chiudo velocemente perché da noi è così.
E non in altre parti, allora, primo, perché noi abbiamo una tradizione di intervento sovietico in Italia importante.
Sì ai servizi d’informazione, che gli agenti di influenza durante la guerra fredda qui avevano terreno fertile perché questo era il confine della Guerra Fredda, quindi certe cose come dire, sono dure a morire, hanno un la Lega, si particolari, il secondo motivo è molto più terribile è che noi siamo una democrazia fragile,
Siamo una democrazia giovane, ieri abbiamo compiuto 80 anni 80 anni in tempo storico, sono nulla, c’è una parte della popolazione che è più vecchia, di ottant’anni, quindi la Repubblica è più giovane di molti italiani, di alcuni italiani perlomeno e noi abbiamo una democrazia che si basa su su basi fragili le opposizioni non sono riconosciuti a vicenda.
Quelli son fascisti, quelli so comunisti, non votare quelli sennò sfasciano, lo Stato non votare quelli sennò torna al fascismo, abbiamo un’architettura istituzionale, diciamo, logora.
Perché appunto c’ha 80 anni e allora in molte persone prevale il discorso di dire l’uomo forte al comando, come appare Putin, come appare altri è una diciamo.
È una una seduzione a cui tanti rischiano di cadere e quindi questo secondo punto è una chiamata a dire attenzione alla qualità della nostra democrazia, perché se la nostra democrazia, il nostro spazio pubblico, non è forte, solido, riconosciuto tante persone in buona fede, non parlo dei pagati dal Cremlino possono essere portati dall’altra parte o perlomeno da viene il dubbio.
Il terzo punto è il sentimento diffuso anti occidentale, la propaganda di Putin in Italia attecchisce particolarmente perché in Italia abbiamo un sentimento anti occidentale maggiore che rispetto ad altri Paesi, io penso si veda anche in un’altra vicenda di politica estera che non menziono perché potrebbe causare divisioni al nostro interno ma si vede molto questo sentimento che in Italia i valori di libertà, democrazia, economia di mercato, di capitalismo di società occidentali,
Insomma, insomma, e quindi questo attecchisce quindi io concludo solo con una cosa, oltre a ringraziarvi nuovamente, non voglio rubarvi molto tempo e quest’opera di contrasto e un’opera culturale non è un’opera tecnica. Dobbiamo rinsaldare le basi della nostra democrazia, riformare la nostra democrazia e capire che c’è un perimetro oltre il quale non si può andare, cioè il perimetro della difesa dei valori democratici, dei valori di libertà e un perimetro entro il quale ci deve essere il dibattito pubblico non al di fuori di esso, altrimenti stai negando gli stessi principi di libertà e democrazia, ma questo diceva bene piena, però ecco l’ultima cosa che dico
E questa la Pro va bene gli incontri fisici che il lavoro sapiente prezioso di Europa radicale di laurea e Silvia ci ci mette in guardia contro di essi, ma guardate che la propaganda del Cremlino e non solo del Cremlino, si esplica soprattutto attraverso i social network.
E allora voi mi dovete spiegare quanto tempo noi ci dobbiamo mettere ancora prima di capire che permettere che lo spazio pubblico è ormai i social network sono una grande parte dello spazio pubblico, sia un luogo in cui chiunque può parlare senza portarne la responsabilità, perché è impossibile tracciare chi sta parlando. Mi dovete spiegare a che punto della storia questa è democrazia, cioè in quale altro momento della storia umana noi abbiamo detto che democrazia è che uno dice quello che vuole, ma lo fa dietro a un velo di anonimato di botte, eccetera, perché solo così è democrazia. Noi abbiamo lanciato un’idea che non è, diciamo la la la Gestapo dei social, ma è vuoi aprire un profilo. Social ti rilasciano un token che certificano che 6 Marco Lombardo, una persona fisica, poi Marco Lombardo sui social si può chiamare fragolino 82 se vuole, ma se c’è bis o cosa che fa anche regolarmente
Però, se c’è qualcosa se Marco Lombardo scrive sui social che Filippo Sensi?
Ah, ah tifa tifa, Inter Marco Lombardo ne risponde.
Ne risponde la libertà e a rispondere di quello che fai, non dire quello che vuoi senza risponderne è questo azzererebbe la propaganda del Cremlino, azzererebbe no, però, credetemi, una bella botta, secondo me gliela darebbe ma soprattutto indipendentemente dalla propaganda ci riporterebbe in uno spazio pubblico dove ognuno dice quello che vuole ognuno si chiama come vuole.
Ma dove li conciliamo libertà e responsabilità che mi risulta non essere uno dei capisaldi appunto della società occidentale che così efficacemente stiamo cercando di difendere, anche grazie al vostro lavoro, grazie mille ancora e buon lavoro.
Grazie Luigi allora una domanda da fragoline 82 per l’onorevole,
Benedetto Della Vedova, veneziano ieri ci siamo incontrati per la proiezione del documentario al Quirinale sugli 80 anni della storia della Repubblica e.
Mi ha fatto impressione questo, che gli ultimi vent’anni sono stati raccontati attraverso lo sport.
Noi abbiamo un problema a fare i conti con il presente, perché rischia di essere sempre divisivo un po’lo accennava anche Luigi ci sono dei temi, evidentemente stava citando il conflitto, il conflitto tra Israele e Palestina che, diciamo, sono altamente divisivi tra le coalizioni tu sei stato anche sottosegretario più volte agli Esteri perché invece non riusciamo ad avere una postura come Paese per il quale può cambiare il governo, possono cambiare i governi, ma la posizione dell’Italia, il radicamento dell’Italia sul tema dell’asse atlantico sul tema
Della promozione dei valori europei dovrebbe rimanere inalterato, a prescindere da chi da chi va al governo, cioè perché non si riesce a fare i conti con il presente.
Semplice per poi ieri sera, Gianni Morandi a proposito, la proiezione verso il futuro no, ti ho ti ti, ringrazio così come ringrazio Europa radicale per il lavoro costante e prezioso che fa verso.
Il tema che Tupone.
Diciamo proprio costitutivo, non necessariamente in positivo della storia repubblicana italiana, in parte è stato.
In parte è stato, è stato accennato.
Più di recente, io penso che lo lo penso da un po’di tempo assieme, assieme ad altri.
Tu dicevi una visione dell’Europa che possa
Come dire passare da governo a governo senza che succedono sconquassi un po’è anche accaduto due dovendo essere.
Po’realisti e magari filino, generosi, ma neanche troppo, però non è una cosa condivisa unanimemente questo è un dato di fatto per 1.000 ragioni, perché per quello che l’Europa rappresenta, che è la bestia nera dei nazionalisti, da una parte che è sempre stato la bestia nera,
Di un’impostazione
Comunista, intendo del Pci.
Via via superi i rami, anche in parte fin quello che quello che ci è arrivato, però sul tema specifico, io credo che.
C’è una cosa che evitiamo di considerare, in particolare in Italia.
Che è stato richiamato anche da Silvia all’inizio, così no che il tema della guerra ibrida della guerra cognitiva, che non è un tema astratto, così un pour parler.
Cioè la guerra ibrida, la NATO ha codificato.
Il, la guerra cognitiva, cioè la mente come spazi come sesta dimensione operativa.
Della della dimensione nel caso della NATO difensiva, no, c’è la terra al cielo, il mare nello spazio cyber spazio e hanno aggiunto i tecnici.
La la mente
E questa è una cosa con cui
No, non si è fatto i conti.
Marattin richiamava il tema dei social dai Bot.
Io sono d’accordo con lui anche sul tema dell’anonimato, sul tema della de del monopolio del monopolio.
Privato delle regole.
Io, peraltro, fino a un po’di tempo fa mi accontentavo dal fatto che fossero regole sostanzialmente californiane, quindi.
Quella California del della tecnologia, tolleranza.
Poi abbiamo visto rapidamente una trasformazione, so non vorrei citare Sanders, ma comunque in un gruppo di oligarchi che hanno una potenza di fuoco dal punto di vista finanziario, degli investimenti, devastante come potenza e che poi si sono.
Saldati con Trump.
In una dimensione che non è la mia dimensione di prospettiva, poi c’è il tema dell’intelligenza artificiale su perfino Trump ha detto che i nuovi aggiornamenti dei modelli dovranno avere il suo via libera, sostanzialmente che, messa così fa venire i brividi, però segnala un elemento perché nell’ambito di questa sesta dimensione,
Sesto, dominio operativo, come lo chiama la NATO, l’intelligenza artificiale, io non sono un aspetto più che usare Claude perché ha detto di no al Pentagono, mollando ChatGPT non ho fatto tutta la mia.
Competenza sul?
Sull’intelligenza artificiale, quindi, il primo punto è.
Per rispondere anche un po’alle cose che il dossier di Europa radicale pone a da un punto di vista politico e prendere atto e cercare di spiegarlo il più possibile che questo è un dominio.
Che riguarda la difesa dell’interesse della libertà, della democrazia europea e nazionale, non è così intuitivo, non è così facile probabilmente da da da da trasferire, però questo è un è un elemento a cui si sommano un sacco di altri elementi, il tema dei finanziamenti dei quattrini anche agli istituti di ricerca,
Oltre a noi che siamo qua, penso tutto il lavoro indefesso che fa dall’inizio della guerra Sofia, Ventura, nell’individuare puntualmente tutti i casi anche legati all’Accademia, che riguardano più o meno finanziamenti, ma so in Lombardia fin da da dopo l’occupazione della Crimea, sono partiti a matrice leghista prevalentemente, ma poi non solo sono partiti movimenti per per ripristinare il commercio, eccetera. Quindi, primo tema su un solo due. Il primo tema è quello della consapevolezza, che è una dimensione tra virgolette di guerra, cioè che ha a che fare con la difesa dei valori della sicurezza nazionale, della sicurezza europea, eccetera. Il secondo elemento, che è quello del dell’articolo 21 della Costituzione, cioè e ma dopotutto,
Voi voi illiberali volete impedire?
Ah è al dissenso di esprimersi, eccetera c’è questo ricordo abbastanza la vicenda del Covid che veniva richiamata ieri in modo apologetico nel Quirinale, ma comunque va bene apologeti, come è giusto dal mio punto di vista.
E non è un caso che poi, se tutti i fili al 90% sono è la stessa costituirsi alla stessa con scritto sui social dei Bot delle persone dei partiti.
Un po’meno, forse di partito, comunque c’è un filone preciso no-vax.
Filorussi, banalizzando da questo punto di vista, però, io credo che legando i due temi
Cioè quello della dimensione.
Di sicurezza di guerra.
Della della guerra cognitiva, quindi pièce, che si basa sull’informazione, sui bot, su tutte le cose e io credo che sarebbe utile riprendere.
Il paradosso della tolleranza di di Karl Popper, uno dei pensatori fondamentali della non violenza, della democrazia, eccetera
E che però spiegava in un contesto diverso, ma insomma, lui era un politologo, un filosofo poteva permettersi di fare pensieri che poi vengono utile a distanza di qualche decennio e che la tolleranza verso gli intolleranti deve avere un limite, cioè se la dimensione è una dimensione di difesa e di sicurezza nazionale e di introdurre dei limiti,
Poi Popper graduale alle cose, va bene e quindi introdurre dei limiti e che se c’è un tema di sicurezza e tu devi agire di conseguenza e quindi così come non consente al missile tendenzialmente di arrivare a bersaglio, cerchi di buttarlo giù prima, così quando sei, di fronte a una acclarata guerra cognitiva, sa com’è con tutte le caratteristiche,
E che abbiamo tu devi intervenire e quindi siccome la guerra cognitiva è fatta di micro, episodi di propaganda, di inquinamento dal dal discorso pubblico di inquinamento, la discussione televisiva, eccetera, eccetera devi trovare gli strumenti, siamo abbastanza forti per maneggiare come democrazia come,
Forze politiche, come maggioranza non intendo di maggioranza e opposizione, in questo caso una di maggioranza delle forze politiche.
Like-minded su questo, da entrambi gli schieramenti.
Questo è.
è tutto da vedere perché bisognerebbe creare un terreno comune e chiudo, visto che siamo apologie eticamente nel giorno, dopo gli ottant’anni giustamente celebrati.
Da uno straordinario Presidente, per fortuna come Mattarella straordinario, anche sul punto anche l’altro giorno a San Giovanni Presidente ha detto delle cose sulla vicenda ucraina incontrando il corpo diplomatico accreditato professor Repubblica italiana straordinarie, cioè babà, basta ripetere quelle ha detto tutto con una frase,
Io credo che questa sia una delle dimensioni.
Su cui bisogna aggiornare i fondamenti della Repubblica e soprattutto per quel che ancora più mi sta a cuore, i fondamenti del della della non Costituzione, ma della governance dell’Unione europea.
Dove per fortuna, almeno nei grandi Paesi, fin qui, perché tutti gli equilibri sono fragilissimi, perché se vediamo quello che sta succedendo Zelensky e chiudo giustamente ha detto, lasciando fuori l’Italia, ahimè ma insomma purtroppo alle sue ragioni, vorrei che Francia, Germania e Gran Bretagna prendessero la guida,
A novembre o quando si aprirà uno spazio diplomatico Francia, Gran Bretagna e Germania che hanno una posizione?
Tutto è relativo, limpida e che io sottoscrivo sono tre paesi che al proprio interno sono messi in discussione anche certificato e documentato in Gran Bretagna un amico di di di di Farage è stato condannato in un processo perché prendeva i soldi dalla Russia e quindi non stiamo parlando di fumisterie.
è quello che succede, quello che è successo alla penna o conosciamo Francia, Germania e Gran Bretagna sono tre paesi in cui attualmente, stando ai sondaggi, le maggioranze elettorali sono catturate dalla guerra cognitiva di Putin e quindi.
Siamo in un momento di di di fragilità su questo.
Credo che si debba riuscire a venendo giù per li rami all’Italia, ah, ah, ah evitare?
Io la penso così, ma insomma, a evitare che si polarizzano due cose.
Graniticamente coerenti, e invece bisognerebbe far saltare queste questa, questa cosa granitica e al di là di chi sta alla maggioranza e opposizione su questo tema, trovare uno spazio comune di iniziativa un po’come oggi, forse non c’è nessuno del centrodestra, purtroppo non credo che sia casuale ma insomma grazie.
Grazie grazie e Benedetto Della Vedova anche per aver ricordato il il ruolo che ha avuto il nostro presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nello sdoganare anche il tema della guerra ibrida, e ricordo che.
Il Presidente Mattarella ha convocato il 17 novembre 2025 in maniera un po’irrituale il Consiglio supremo di difesa, avendo ad oggetto il tema della guerra ibrida, una settimana dopo è uscito il non paper del ministro Crosetto sulla guerra ibrida, quindi proprio a voler dare in qualche modo anche una dimensione pubblica a questo dibattito.
E Federica onori, collega della Camera alla quale chiedo questo, stiamo dimostrando e stiamo facendo vedere, stiamo mettendo evidenze di quanto siano basse le difese immunitarie dell’Italia contro guerra ibrida, e allora la domanda è il nostro è provincialismo culturale e volontà di, diciamo,
Disimpegnarsi dietro un finto pacifismo o c’è proprio una debolezza politica strutturale, come diceva prima Benedetto Della Vedova dietro tutto questo?
Ottimo al Senato è molto più avanzata, strumentazione, buongiorno a tutti, innanzitutto grazie, Marco per l’invito, lasciami però anche ringraziare gli amici d’Europa radicale, per non solo questo rapporto, ma per tutto il lavoro che fanno e non solo su questo tema ma anche gli altri colleghi che sono al tavolo e che hanno sono intervenuti da da remoto a dimostrazione del fatto che,
Che non siamo poi così pochi che tutto sommato ce ne sono di persone e associazioni che sono disposte a fare questa battaglia simbolica, perché poi è un’operazione culturale al limite del simbolico. Quello che facciamo con le nostre interrogazioni con i nostri report, perché è una battaglia, è un po’un Davide contro contro Golia, e quindi lasciatemi ringraziare Filippo Ivan, Benedetto e Pina e Luigi, che ci hanno raggiunto da remoto e ce ne sono altri, è vero, non ne contiamo tantissimi dalla maggioranza, però però non siamo pochi questo. Penso sia importante sottolinearlo, perché altrimenti usciamo da questi contesti con un’idea un pochino distorta di come stanno le cose, così come equivale rispondere alla tua domanda.
Come sta l’Italia, la tentazione sarebbe quella di dire all’Italia, il Paese più provinciale di tutti qui le cose vanno peggio che in tutti gli altri Paesi europei, però non è esattamente così. Allora innanzitutto ventre molle il titolo della conferenza di oggi, il ventre molle non va visto però come una debolezza. Non siamo il ventre molle perché siamo deboli, perché siamo ingenui, siamo il ventre molle, perché decidiamo di essere il ventre molle, noi potremmo non esserlo, ma lo siamo, è una decisione molto chiara, molto precisa, e quindi non c’è una debolezza dietro a questo, mentre marciavano debolezza come dire, conseguente per cui alla fine noi siamo deboli rispetto a questi attacchi ibridi, ma lo siamo coscientemente
Come siamo rispetto agli altri Paesi europei, allora io mi sono andato a vedere un pochino questo Regolamento 350 del 2022 come e se veniva applicato anche in altri Paesi, per capire anche noi in effetti cosa potremmo fare allora la Slovacchia ha lasciato scadere le norme nazionali di blocco senza rinnovarle. La Polonia applica le misure in modo parziale. La Francia ha approvato solo un decreto parziale a maggio 2025 ben oltre la scadenza imposta dalla direttiva europea, la direttiva del 2024 che fa seguito al regolamento del 2022, perché c’è una serie di atti che l’Unione europea ha provato a fare e rispetto ai quali gli Stati membri avrebbero dovuto essere conseguenti. Quindi, come dire, purtroppo non siamo isolati in questo
Domanda l’Italia ha una specificità, però sì, qual è che questo tipo di?
Panorama descrizione dello scenario che vi ho riportato riguarda la trasmissione e distribuzione on line, ovvero quello che prevede letteralmente il Regolamento 350 del 2022, qual è la specificità italiana, è che nel nostro caso si osserva e ed è appunto evidenza su carta si osserva una per una penetrazione fisica quindi non riguarda soltanto la distribuzione on line su piattaforme streaming di document,
Ah, riprodotti da R T, che sarebbe no proprio per parola quello che il regolamento dice che non si può fare sul territorio dell’Unione europea, non perché vogliamo censurare, ma perché quest’organo non è stampa indipendente e la voce del regime perché viene finanziato dal regime russo quello che succede in Italia e che questo tipo di prodotto entra nelle scuole entra nelle sale consiliari, entra nelle biblioteche comunali, a volte ai PAT l’evento in cui viene proiettato il documentario prodotto da Rti ha il patrocinio del Comune queste specificità italiana
E ed è allarmante e perché, dicevo all’inizio, è è più una guerra sempre più una.
Una battaglia simbolica quella che facciamo, perché se poi andiamo a vedere a questi eventi, quante persone partecipano adesso, al di là della grande conferenza di dorsi e Barbero ok quello è stato un caso eclatante, anche probabilmente aiutato dal fatto che si era fatta una battaglia perché questo tipo di evento non non accadesse, quindi, ovviamente, diciamo il rischio qual è di fare questa battaglia, via, di dare una mano, di amplificare e dare visibilità a ciò che altrimenti sarebbe rimasto un fenomeno molto di nicchia, perché se andiamo poi a vedere quante persone partecipano a questi eventi nelle sale consiliari, arriviamo a malapena a 20 A uno. Potrebbe chiedersi perché questi che ho fatto
Decine e decine di interrogazioni su questo tema alla Camera perché ovviamente, Camera Senato devono a volte anche replicare certo tipo di lavoro, decine di interrogazioni, questo tempo ed energia.
Diciamo collaboratori dedicati a questo, perché allora lo facciamo e ci richiede un costo in termini di di di di di energia e di lavoro, perché è importante perché è importante e perché viceversa, e il Governo, quindi il potere esecutivo italiano non agisce lì dove dovrebbe. Io volevo menzionarli la risposta del ministro del ministero dell’Interno a un nostro Cutie, alla Camera, sul su uno dei tanti eventi in organi, appunto decine di interrogazioni, uno per evento, praticamente il ministro dice il sottosegretario. In quel caso, al momento non è stata adottata la relativa disciplina attuativa sul piano del diritto interno. Quindi alla domanda è, ma se c’è questo Regolamento europeo perché l’Italia permette perché non faccia al momento non abbiamo la disciplina in tal ammissione plateale. Questo è l’autunno scorso, autunno 2025, ammissione plateale che dal 2022, quindi in tre anni non è stato fatto assolutamente nulla, e anche questo, però non è un caso, non può essere sintomo di debolezza, è una scelta e perché viene fatta questa scelta. Io credo che basta guardare i sondaggi di questi di queste settimane e menzionerò nomi che ancora non avevo, non ho ascoltato, non so se magari invece nella parte iniziale tulle menzionato,
Ma i partiti che in Italia si formano e cercano di prevalere su quelli già esistenti, sperando di averne la meglio, sono partiti che puntano tantissimo su questo tipo di narrativa, allora è simbolica, ma non così tanto.
I colleghi del gruppo di Futuro nazionale di Vannacci alla Camera. Se voi ascoltate i loro interventi, Benedetto, è lì con me, quindi l’avrà notato anche lui loro riportano sempre qualsiasi tema anche il tema dell’endometriosi delle donne. Adesso il primo che mi viene in mente, su cui sta lavorando e che sembra lontano, ma un tema a qualsiasi ora riescono sempre a riportarlo al fatto che l’Italia sta aiutando l’Ucraina, invece dovremmo essere amici della Russia, ora qua è evidente, no, che c’è una tattica manipolatoria c’ha un obiettivo specifico, c’è una linea decisa, molto chiara, e si pensa che in Italia questa cosa avrà successo. Futuro nazionale accodato al 4%, anche più poi ebbe per quello che possono valere questi sondaggi su forze politiche che non vanno le elezioni se non in amministrative, in piccoli comuni, quindi da da, diciamo la cornice
Però loro pensano che funzionerà dall’altra parte, viceversa il movimento di Di Battista va nella stessa direzione, io vedo che voglio lasciare il tempo anche agli altri, quindi cosa dobbiamo fare due due cose, perché dobbiamo sempre lasciarci, credo con delle cose da fare oltre con delle cose che su cui concordiamo i decreti attuativi della legge del giugno 2025 la legge che in teoria dovrebbe stabilire chi sanziona quanto sanzione con quale procedura sanziona questi decreti ancora non ci sono,
E stare vicino ai giornalisti che fanno questo lavoro al posto, anche a volte delle istituzioni, e qui voglio lanciare la mia solidarietà che so essere condivisa, Massimiliano Coccia che è stato querelato.
L’inchiesta che ha fatto ormai un anno fa sulla famiglia.
Matt Bianco e quindi tutto il tema degli oligarchi russi che, attraverso dei circuiti molto semplice, ad esempio, intestare un asset al figlio, che è quello che Massimiliano dimostra nel suo articolo di un anno fa che vi invito a leggere, sì eludono e se non si evadano appunto si eludono in maniera incredibilmente facile le sanzioni, perché oggi noi parliamo di sanzioni a r t, ma poi c’è il grande tema delle sanzioni in generale, come il nostro Paese davvero osserva il rispetto di queste e anche lì decine di interrogazioni, noi per quello che possiamo, facciamo il nostro, ma davvero non possiamo lasciare i giornalisti da soli sul fronte che le istituzioni lasciano scoperto. Grazie
Grazie grazie Federica, solo per, diciamo, maggiori informazioni per chi non lo sapesse.
Matt Bianco ha un legame molto stretto con il nostro Paese, parliamo del Presidente del Senato russo dal 2009 possiede una villa di 7 milioni di euro credo che siano 26 ettari con piscina.
A Pesaro
Gli ho fatto un’interrogazione parlamentare perché almeno tu hai avuto risposta, io ho fatto un’interrogazione al ministro dell’interno dicendo è un bene immobile e lì si trova dentro un parco naturale, se volete le coordinate geografiche, andate su Google e la trovate perché non è stata congelata parliamo di un regolamento addirittura qui del 2014 in cui l’Amat Venco fa parte di un allegato quindi le regole ci sono,
Se vengono eluse bisogna applicarle, come diceva Federica, se non si vogliono applicare e perché non si vuole dare atto, ma questo è il tema, tra gli altri, che veniva citato, ecco, io chiedo ai giornalisti che sono in sala di continuare a chiedere al ministro dell’Interno perché non ci mette un sigillo a una villa che è per definizione un bene immobile è fermo e lì con un viavai piuttosto sospetto e allora passo,
La la parola a Ivan Scalfarotto, senatore di Italia Viva, che è stato anche, tra gli altri, il sottosegretario agli Interni, allora qui stiamo dicendo ovviamente c’è un problema di mancata applicazione, di norme, però evidentemente c’è un problema anche culturale che cosa possiamo fare, che cosa dobbiamo fare per?
Diciamo far sì che il rispetto delle regole valgano per le regole europee, sia per quelle italiane non sia un’opzione, ma sia una cosa dovuta, perché altrimenti passiamo anche un messaggio culturale sbagliato agli italiani, cioè che le regole non servono, si grazie. Marco anch’io. Ringrazio tutti per questa occasione di riflessione di oggi. Devo dire anch’io ho presentato una interrogazione sulla materia Enco 4 agosto 25. Non ho ancora sentito niente, tra l’altro lì c’è anche il caso del sorvolo dello spazio aereo del nostro Paese, sul quale non ci sono grandi chiarimenti, ma a proposito di interrogazioni volevo tornare su una di quelle di cui parlavamo prima, di cui parlava anche
Federica
E rispetto a un evento che c’è stato ad aprile a Bologna, e lì il caso si è dimostrato in tutta la sua plastica evidenza, perché esiste un modo, un modus operandi che è, in buona sostanza è una sorta di auto denuncia perché spieghiamo a chi ci ascolta,
Che in gran parte solitamente questi eventi, organizzati da Rascia Today, vengono organizzate in modo ufficialmente carbonaro, nel senso che, mentre noi, di solito, quando facciamo una iniziativa politica e o culturale, diciamo ai nostri invitati dove ci vediamo presto la location è un dato fondamentale di ogni invito gli eventi rilasciato dai vengono organizzati senza una location.
Lì si pretende di porrei fa nel senso che le persone possono Preis scriversi e la location viene indicata a coloro che hanno manifestato un interesse soltanto pochi istanti prima poche ore prima che l’evento si tenga questo proprio perché gli stessi organizzatori sostengono che, se loro dicessero dove si tiene l’evento scatterebbero questi meccanismi che loro chiamano di censura, ma in realtà che sono semplicemente di rispetto delle regole vigenti nel nostro Paese. Sono regole europee, ma noi siamo parte dell’Unione europea e quindi, di fatto il territorio dell’Italia, il territorio dell’Unione e dunque loro sono consapevoli che questi eventi sono organizzati in violazione della legge. Questo va detto con estrema chiarezza, poi c’è il solito metodo, mi perdonerete l’espressione francese del chiagne Foti, per cui ci si lamenta moltissimo no della censura, ma di fatto, appunto, si pongono in essere eventi che sono
Ovviamente illegali e sono eventi di pura propaganda e sono è stato detto più più più volte quest’oggi, ma io lo voglio sottolineare, la Russia è una potenza ostile.
Al nostro Paese ci sono attacchi che sono poste alle infrastrutture informatiche e le infrastrutture dei trasporti, per esempio, o delle telecomunicazioni, che sono veri e propri atti ostili, diciamo, non sono atti di guerra militare, ma sono atti le cui conseguenze possono provocare crisi su infrastrutture, infrastrutture critiche, quindi pensate il sistema infrastrutturale informatico di un ospedale o di un aeroporto che improvvisamente salta può provocare ovviamente un prezzo in termine proprio di pericolo imminente per la vita delle persone.
E tant’è che la nostra autorità, che si occupa di cyber security, sta assolutamente con le antenne dritte Issime, è la cyber security, la cyber sicurezza è una forma di sicurezza, è la forma, una delle forme di sicurezza lo diceva bene Benedetto prima di questo secolo perché la protezione delle infrastrutture critiche energetica dei trasporti, telecomunicazioni è parte della sicurezza del Paese e queste nostre infrastrutture sono chiaramente oggetto di attenzioni da parte della.
Della Federazione russa, così come oggetto della Federazione russa, sono alcuni personaggi molto importanti, a partire dal capo dello Stato, che vengono apertamente attaccati che vengono apertamente vilipesi.
In una modalità che è propria di quella delle potenze ostili, dico questo perché deve anche cessare, diciamo così.
La considerazione di di di coloro che tengono bordone al regime di Putin come diamanti della democrazia e persone che mettono la faccia per tutelare la difesa dell’ordine democratico in Italia no, sono persone che prendono le parti in una situazione di ostilità aperta.
Non ancora militare, speriamo, ma certamente infrastrutturale e che, in un momento nel quale una potenza ostile attacca infrastrutture italiane, invece di fare quello che patriottico patriotticamente, tutti dovremmo fare, come abbiamo preteso di fare ieri nell’ottantesimo anniversario della Repubblica prendono le parti della potenza che ci attacca io questo lo trovo politicamente e anche come dire eticamente assolutamente.
Insostenibile e trovo che dovremmo condannarlo c’è chi va nei talk show a difendere le posizioni di Putin, è come se, in una situazione appunto di aperta ostilità andasse a fare propaganda per il nemico.
Non so come altro definirla come altro definirlo e pretendesse anche di ricevere i complimenti, perché sta difendendo l’ordine democratico, allora questa è una cosa che va, diciamo, è una menzogna orribile volgarissima, che va denunciata in modo estremamente chiaro e bisognerebbe dire che chi tiene queste posizioni tiene posizioni antipatriottica io adesso non voglio evocare la come dire la categoria del tradimento nazionale.
Non voglio passare nessuno per le armi, però vorrei dire precisamente le cose come stanno qui, non c’è una terza posizione e ha ragione Marattin, quando parla della, diciamo della liberaldemocrazia e dei valori liberaldemocratici, per carità, L Italia si caratterizza anche per quello e quindi noi difendiamo il nostro Paese perché difendiamo quelle caratteristiche democratiche stanno dentro la nostra Costituzione ma mi permetto di dire,
Scusatemi se utilizzo della categoria del patriottismo che il proprio Paese va difeso tout-court, cioè a un certo punto, al di là di tutto di quelle che sono le caratteristiche del Paese, che pure ci sono carissime, sono evidentemente parte essenziale di quello che noi siamo nella nostra internazionale ma vivaddio nel momento in cui sono potenza ostile da italiano mi aspetto che ritenga le posizioni dell’Italia che vada in televisione a fare il contrario, mi sembra una cosa che va da censurata come risponda alla domanda e chiudo,
Come se ne viene fuori, ma innanzitutto pretendendo e come facciamo noi da parlamentari il rispetto della legalità,
Da chi è sottolineando che queste non sono norme liberticide, sono norme che hanno una loro razionalità intrinseca e che si spiegano dentro questo quadro dicendo che il che va sfatata anche va sfatato anche il racconto della povera Russia, attaccata dalla NATO che no e che poverina non fa altro che difendersi.
E sottolineando che negli ultimi almeno 15 anni il regime di Putin, che è un regime liberticida e tirannico al proprio interno, ha perseguito una strategia di tipo imperialista che è stata quella di prendere i territori a tutti i propri vicini e di assoggettarli alla loro tentando di assoggettare la loro volontà. Io voglio sottolineare che si aggiunge un nuovo paese al club, perché in queste ore si sta per andare a votare in Armenia e il regime russo ha già cominciato a impegni a intimidire gli armeni che stanno cercando dopo essere stati abbandonati, volgarmente diciamo al loro destino dal dal regime dal regime di Putin. L’avvicinamento dell’Armenia è già stato fatto oggetto di minacce, a loro modo, no, sempre trasversali e mafiose, per spiegare che, se si avvicina all’Unione Europea, usciranno dallo Spazio economico, diciamo ex ex sovietico, e quindi bisogna continuare a parlare e io credo a questo punto anche a farlo con una certa decisione e determinazione, come molti di noi già fanno, e devono continuare a fare perché sotto a tutta questa vicenda c’è appunto una menzogna enorme che va sbugiardata in modo estremamente chiaro, chiamando anche alla responsabilità l’accountability, come dicono gli anglosassoni,
E quelle persone che in tutta questa vicenda non prendono la parte della del proprio Paese e della liberaldemocrazia, ma sottolineo del proprio Paese, ma quello di un Paese ostile, aggressivo verso i popoli che vivono accanto a loro e questo, per esempio nelle repubbliche baltiche lo capiscono.
Molto meglio di quanto lo capiamo noi.
Grazie Ivano anche per aver allargato il quadro, appunto non solo all’Ucraina, ma abbiamo altri paesi la Georgia, per esempio, è uno di questi, ma anche la Repubblica di Moldova, i paesi baltici, e quindi è evidente.
E che che il tema è vasto,
Filippo, con Filippo Sensi senatore del Partito democratico, siamo colleghi della seme della quarta commissione al Senato, in cui abbiamo approvato, tra l’altro, una posizione comune sul tema del contrasto alle ingerenze straniere sono sei mesi che chiediamo che quella risoluzione vada al voto dell’Aula ma non arriva alla calendarizzazione evidentemente perché,
Mette in difficoltà, diciamo, alcuni schieramenti all’interno dei due Poli, però a Filippo lascerei le conclusioni, in sostanza siamo guerrafondai, siamo Russo, fobici, siamo censori oppure cosa siamo?
Come come di più allora innanzitutto Marco ti volevo ringraziare molto e personalmente perché.
Se è un esempio sia di di di intelligenza politica e sia di competenza sono un suo collega in Commissione Affari europei, lo vedo e lo dimostra ogni giorno e su questo fronte, sul tema dello scudo democratico, sul tema della guerra ibrido ibrida sei sempre stato non solo un pioniere ma uno strenuo difensore quindi questo per me è un sta è stato in questa legislatura un esempio è e continua a esserlo. Vorrei ringraziare molto, Laura Silvia europa radicale per questo lavoro che hanno fatto per questo report che ha mappato. Ma non solo, non è un report che dà soltanto un’evidenza grafica quantitativa
Ma anche qualitativa e ci dice anche in che direzione dobbiamo andare e continuare a andare permettimi, visto che qui sono seduto al tavolo e a da remoto fumavo, con gli Avengers della difesa, diciamo della democrazia e della libertà, permettermi anche, oltre a ringraziare tutti coloro che sono qui e le loro i loro interventi da dalla piena Benedetto a Luigia Ivan a Federica e sono stati,
L’occasione per nuovi spunti e nuove riflessioni fammi ringraziare Valeria Fabbrini e Luca Falbo, perché senza di loro non ci sarebbe stato questo appuntamento.
Io dirò, come al solito delle cose molto molto sconnesse.
Lo smottamento, l’indebolimento, l’infragilimento è in corso da tanto tempo.
Segniamo proprio soltanto dal punto di vista della cronaca, alle Olimpiadi che abbiamo ospitato uno in Italia, le Paralimpiadi che abbiamo ospitato noi in Italia, la Biennale e il vergognoso padiglione russo aperto, eccetera, eccetera il dibattito pubblico e politico di queste ore, il gas russo, voi vi rendete conto che noi stiamo parlando del tema del gas russo, credo va be’insomma adesso non non entro su questo. Adesso va di moda l’accesso dell’Ucraina all’Unione europea, quindi no, ma Psi, ma come soltanto la maggioranza, poi parleremo querele, l’opposizione è divisa in tre tronconi la Lega mai l’Ucraina. Nell’Europa Fratelli d’Italia, insomma, Crosetto ha parlato santa
E Forza Italia si però ci sono anche i Balcani, e questa sarebbe la coalizione di governo, taccio per carità, di patria sulle posizioni all’interno dell’opposizione e va be’non, dico altro tema del riarmo, adesso in queste ore si discute alla Camera una mozione.
Una mozione sul Patto di stabilità, dove dentro ci sono delle questioni che riguardano anche la difesa, la NATO, eccetera, eccetera.
Io non so come andrà a finire, c’è in atto un negoziato fra i partiti, probabilmente finirà che tutti i partiti dell’opposizione voteranno questa mozione. Penso chissà se la discuteremo questo giovedì o se lo discuteremo il prossimo la prossima settimana. Io sto al Senato, quindi mi dovrei fare i fatti miei, quindi dovrei dire poi non l’ho vista non l’ho letta, quindi non so che cosa ci sarà scritto alla mozione che parte dal Movimento 5 Stelle e non vorrei che all’insegna dell’diamo la dimostrazione di quanto siamo uniti e compatti venne arriviamo poi a una roba supera annacquata su percepita, per poter dire, come siamo compatti nel dire boh che non dobbiamo onorare i nostri
Impegni lasciò il 5%, non ci crede nessuno Trump in testa i nostri impegni con la NATO, attenzione, attenzione che poi va be’ma, lo fanno alla Camera, parlo del Partito Democratico, però poi riguarda pure tutti noi, quindi, insomma, vediamo come andrà a finire c’abbiamo il signor Vannacci di cui ha parlato prima Federica,
Che invece di costringere la destra, un riallineamento, diciamo liberale.
Li costringe a una rincorsa verso un’agenda filo-russa da noi se ne parla poco, ma c’è Alessandro Di Battista e compagnia, lasciamo perdere i gli quelli dei giornali, lasciamo perdere il Midi Environment, lasciamo perdere gli opinionisti che no, non finiamo di fare la la, la la la la fila di questo abbiamo Di Battista al primo e la prima cosa del di di credo, la prima battaglia di Battista e togliere il finanziamento ai giornali su questo per dire a proposito di quelli che ci dicono no, ma voi siete quelli contro le libertà, eccetera, eccetera.
Da diceva prima benissimo Benedetto sul tema no-vax e le linee di continuità che ci sono sui filorussi no-vax che sono, lo lo vediamo con i troll che abbiamo su X, lo vediamo su quelli che ci seguono ogni giorno ai nostri tweet sono salutati da decine centinaia di bot che che ci che si attivano attenzione perché una parte della propaganda filorussa da sempre e da sempre è legata alle linee di faglia di frattura all’interno delle democrazie,
E alla mostra edificazione alla caricatura della libertà, cioè loro a loro è un attacco alla libertà, nel segno di una mostri Picazio né della libertà, e anche, diciamo, della del dubbio.
Vin, finiamo il dubbio, il pluralismo a, ma non siete pluralisti, possiamo parlare tutti e non ci fate parlare la mia reazione, generalmente la culla è quella, diciamo, dei Blues Brothers, davanti ai nazisti dell’Illinois, per quello che mi riguarda.
Rispetto al ponte, ma io dico una cosa a tutti noi altri la Costituzione italiana è una Costituzione antifascista ed è una Costituzione che sancisce le libertà e il perimetro della nostra democrazia, nessuno si sogna di dire che la nostra Costituzione è una Costituzione che censura i diritti della lì e la libertà delle persone.
E vorrei dire che in una liberaldemocrazia, la legge è la forma della libertà e quindi quello che è stato detto benissimo qui da tutti quanti non è un puntiglioso gni è sul far valere le norme o su avere i decreti attuativi, ma è esattamente l’espressione e la manifestazione della libertà attraverso il diritto e non ci dobbiamo stancare di dirlo non sembrando causi Dc o dei legulei ma sembrando quello che siamo persone preoccupate per la condizione della libertà e della democrazia in Italia e in Europa.
Chiudo.
Ha detto benissimo sulla sull’opinione pubblica, non dico niente ancora oggi ci abbiano il drone in Romania, ma era un drone russo, non ma era un no, era un drone ucraino, non era un drone russo, però rimbalzato dagli ucraini, per cui passa non solo nei social. Questa idea oggi un autorevole editoriale intitolato fece tricolori, a proposito della parata, con i droni a quel militarismo, la guerra parla della rappresaglia russa. No, o stiamo in questo schema di gioco, l’Ucraina, attaccato dunque la Russia e che può fare poverina, se non continuare a attaccare tutto questo, dimenticandosi sono due, e dal 2014 diciamo che che va avanti, questa storia è dal 2022, non c’è giorno che Dio manda in terra in cui non ci sono morti, feriti, distruzione in Ucraina e noi stiamo ancora qui a sentire della rappresaglia russa, ma è una roba che mi fa accapponare la pelle
Chiudo, volevo dire voglio dire una cosa, volevo dire due cose, ha detto benissimo, Marco, questo riguarda l’Ucraina, la Georgia.
Dove c’è un’asfissia democratica continua, lo sappiamo, io penso sia ama globali e con cui Co Co con Diana Andro c c c c nazi che stanno in galera in carcere, tutte le persone che non possono camminare sul marciapiede e vengono arrestate perché camminano sul marciapiede,
E il governo italiano e non solo, comincia a essere un po’più cedevole nei confronti delle profferte di come si chiama loro il regime del georgiano, e cioè incontro il ministro incontro l’ambasciatore incontro il sottosegretario su questo pure dobbiamo essere vocali, e così avviene per la resistenza bielorussa così avviene, lo sappiamo ha detto benissimo Ivan dell’Armenia, ma la Serbia, Mara, Romania, ma la Moldavia,
Chiudo Marco
Avrei tantissime cose da dire, ci sono due, così come mi sta molto antipatico il tema B populismo, io detesto anche il termine doppio standard, quando qualcuno di noi difende l’Ucraina, eccetera eccetera improvvisamente c’è qualcun altro, sappiamo di quale azienda che improvvisamente invoca il doppio standard, come se quelli del doppio standard gliene fregasse mai niente di quello che succede in Sudan, per esempio no, quindi il doppio standard deve essere quantomeno triplo, se non quadruplo, eccetera eccetera, ma mi taccio chiudo con questo
E tu mi chiedevi, c’è un modo per io, ti dico una parola parresia, libertà, verità, parlare franco, parlare chiaro, parlare vero, continuare a farlo siamo pochi, non siamo pochi, siamo sempre i soliti, ci scaldiamo tra noi, c’è, c’è meno, sta sulle prime pagine, non sta sulle prime pagine, noi siamo chiamati a fare un lavoro anche interiore, nostro di parresia e di cultura del limite, come è stata detta di cultura del diritto di gridare, di denunciare sarà un secchiello bucato, tutto quello che ti pare chiudo, volevo dire due cose ultime 1 fino a che, per quello che mi riguarda, alla di Danko, una ragazza ucraina, non rivedrà il suo compagno che si chiama Oleksy, che sta incarcerato in un carcere, siberiano e di cui non ha notizie da mesi, mesi, mesi, mesi e anni, secondo me nessuno mi potrà parlare del tema delle rappresaglie della Russia, della libertà, eccetera, fino a che il suo compagno non sarà libero. Ultima cosa fammi ricordare un nome anzi due o tre nomi, Alex Pineschi, che è morto in Ucraina l’altro giorno dopo aver combattuto contro l’Isis peshmerga e assieme a lui Luca Thomas Manuel, i tanti italiani che sono andati volontari e non il contractor, oppure il mercenario che sono andati e sono volontari a combattere in Ucraina, poi in Italia non possono tornare poi verranno giudicati, poi verranno usati, poi verranno imprigionati. Intanto, questi ragazzi muoiono per difendere la nostra libertà, la nostra democrazia. Lo volevo dire qui al Senato, grazie
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