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Con Michele Barcaiuolo di Fratelli d’Italia, membro della commissione Esteri.
Vogliamo parlare un po’della situazione in Medio Oriente perché, benché a volte sembra che ci siano degli spiragli di qualche possibile qualcosa, insomma che possa far pensare a degli esiti o comunque.
Ah ah, almeno l’apertura dello stretto di Aarhus con con l’Iran c’è però il problema Israele c’è proprio l’OMS Raeli perché insomma, come sappiamo, l’alleanza tra Trump e Netanyahu un’alleanza forte, no.
Ha attaccato l’Iran, insieme, però, sono arrivati a un punto ed è stato raccontato da AXUS nei giorni scorsi di questa telefonata, molto insomma dai toni molto agitati in cui il presidente degli Stati Uniti ha accusato Netanyahu
Di essere la causa, diciamo, del dell’odio nei confronti di Israele, in questa fase storica.
E anche perché i una parte dell’accordo che dovrebbe esserci tra l’Iran e gli Stati Uniti prevede questo chiedono gli iraniani che il Libano e Israele voglio dire si fermi no.
Nei confronti del Libano, che man mano sta conquistando, abbiamo visto tra l’altro oggi, come mi ricordava poco fa è stato ucciso anche un casco blu, un povero ragazzo serbo, di qualunque sia la sua provenienza, comunque è finito in mezzo a una situazione in cui
Insomma, diciamo un casco pure sempre un, insomma, no, ed è una parte, così come posso dire, neutrale e allora intanto le chiedo.
Che cosa pensa dello Stato proprio dell’arte di adesso, di questo momento delle situazioni appunto in atto Israele?
Stati Uniti alcuni analisti hanno detto che questa telefonata così raccontata era in realtà una parte era, diciamo, un messaggio da parte degli Stati Uniti di Trump per i Paesi del Golfo.
Questo siamo sulle dietrologie che, per carità, possono avere anche un certo fondamento, però, insomma, non sta mai commentare questo no, la situazione è sicuramente una una situazione complicata, seppur oggettivamente degli spiragli per una trattativa che possa portare ad alcuni punti fermi, i punti fermi sono, da un lato, l’apertura sotto di Hormuz, dall’altro il fatto che l’Iran non possa procedere con l’arricchimento dell’uranio, tale per arrivare a un’arma atomica. Perché io ricordo Caterham c’è un orologio, un countdown per la distruzione dello Stato d’Israele, quindi è chiaro che questo mina
Ovviamente la sicurezza per Israele, Israele ha tutto il diritto, appunto, di difendersi, non ha il diritto di far sì che questo sia questo, sia un suo diritto a difendersi, diventi un eccesso di legittima difesa, come sicuramente avvenuto nei mesi scorsi e negli anni scorsi a seguito della tragedia del 7 ottobre a Gaza.
E perché è stata intollerabile la reazione.
Israeliana nei confronti della popolazione civile, pur usata come scudo umano dai terroristi di Hamas, ma con delle conseguenze che non potevano e non possono essere accettabili sul Libano la questione e andiamo indietro di decenni, nel senso che noi sappiamo che a sud del Libano, sul piano, mentre a livello marittimo esiste un confine tra Israele e Libano, a livello terrestre non esiste un confine formale tra Israele e Libano, c’è quella sorta di Blue Line che un confine amministrativo, non politico
E appunto che però quotidianamente dagli anni 80 viene da una parte dall’altra, diciamo superata
è il tema di
Nelle diciamo, della concatenazione dei proxy iraniani e quindi di Isvor di Hezbollah ala con una parte di quella mezzaluna sciita che comunque è quella che ha fomentato, diciamo, la non stabilità di tutta la regione, perché noi dobbiamo ricordarci che l’instabilità della regione, data appunto da questi proxy iraniane, e quindi Hezbollah, Hearing in Libano e Hamas in Palestina, li YouTube nello Yemen e altre forze,
E nella Siria, e questa cosiddetta Mezzaluna Cina che sciita, che è sicuramente ridimensionata rispetto a un paio d’anni fa ma che tuttora diciamo ha una sua forza, ahimè non trascurabile nell’area, e questo provoca ovviamente una instabilità nella regione e stabilità che difficilmente possiamo immaginare possa ridursi a zero fintanto che in Iran c’è quel tipo di regime, quel tipo di regime, comunque l’attacco israeliano statunitense, non l’ha rovesciato, la sicuramente indebolito, ha decapitato, diciamo la testa, ma non è riuscito in un cambio di regime che probabilmente la maggioranza del popolo iraniano vorrebbe. Noi sappiamo dell’enorme repressione e che c’è stata nell’ira nei confronti di coloro i quali continuano a appunto le impiccagioni sono decine di migliaia, i morti semplicemente negli ultimi nell’ultimo anno. Direi rispetto anche alle reazioni che ci sono state. Dopodiché è chiaro che i punti di equilibrio, soprattutto in cui c’è una trattativa in corso
E diventa difficile sostenere che, visto che da parte iraniana una delle condizioni per trattare e appunto che Israele si fermi in questa avanzata a sud del Libano, che Israele ha trattative in corso invece proceda da qua, credo che sia, diciamo, comprensibile l’irritazione statunitense da questo punto di vista, dopodiché che questa irritazione sia uscita con questi diciamo fuori onda di una telefonata che, evidentemente, se non una telefonata da due qualcuno ha fatto trasparire, ma lo stesso Trump non ha smentito e quindi si probabilmente e torna all’inizio alla domanda. Un messaggio da questo punto di vista c’è dopodiché io credo che quella è un’area in cui tutto il mondo, ma l’Europa in modo particolare ha la piena necessita di avere appunto stabile e quindi è chiaro che bisogna lavorare molto con quei Paesi arabi moderati, con gli Emirati Arabi Arabia Saudita, ma di fatto lo stesso Qatar e il Bahrein, cioè che possono appunto
E dare un nuovo orizzonte a quell’area. Serve un ridimensionamento di quella mezzaluna sciita e dei proxy iraniani. È chiaro che questo si può raggiungere, ovviamente con un indebolimento progressivo di queste forze. La vicenda dello stretto di Hormuz ha dimostrato che probabilmente c’era stata anche una sottovalutazione da parte di qualcuno nel momento in cui
Non ha considerato le reazioni che ci potevano essere. Ricordiamo che, per quanto riguarda in modo particolare l’Italia, lo stretto di Hormuz non sta inficiando il nostro approvvigionamento perché fortunatamente, grazie alle politiche messe in campo dal Governo Meloni, eravamo riusciti a differenziare molto diciamo, la provenienza del nostro approvvigionamento energetico. È chiaro che però contribuisce all’aumento dei prezzi perché diminuendo ovviamente nel mercato globale una delle risorse. È chiaro che anche anche tra virgolette i fornitori da cui ci stiamo fornendo noi aumentano i prezzi perché non perché ovviamente aumentano le nazioni che si rivolgono appunto a Paesi terzi. Penso all’Algeria preso dall’altro lato Sarabhai, Jeanne noi col tappo abbiamo fatto un lavoro che sta andando oggi i nostri frutti. Non è un caso che oggi la benzina in Italia e si cara però insomma, siamo insomma sull’ordine dell’una e 9. Insomma, speriamo di riuscire a abbassarla ancora di più a breve
Francia e Germania, siamo a cifre ben maggiori e ben più alte. 2 5 2 6 2 7 e infatti per la prima volta a mia memoria, troviamo alle frontiere italiane sia Ventimiglia con la Francia sia al Brennero e insomma stranieri che vengono a fare benzina in Italia, cosa che, insomma,
Non era mai accaduta e questo comunque è un dato che secondo me non non risolve nulla.
In termini assoluti, ma in termini di comparazione, credo che sia un qualcosa che possa darci un minimo di soddisfazione, pur non essendo una situazione ideale, dopodiché è chiaro che va trovata, speriamo, al più presto, una quale credo che tutte le 2 diplomazie, anche alla diplomazia italiana sta facendo in queste settimane.
È un lavoro forte per cercare appunto di arrivare a una tregua che possa essere prodromica anche a una vera e propria pace, in cui appunto i punti fondanti devono essere quelli, da un lato, la rinuncia alla preparazione nucleare da parte iraniana, dall’altro l’apertura dello stretto di Hormuz anche perché quello è fondamentalmente restano e devono diventare acque internazionali come è giusto che sia in ogni passaggio stretto. Io sono più preoccupato rispetto allo stretto di Hormuz dall’altro stretto, quello che ancora oggi è sotto i potenziali attacchi dello Utah e ovvero Bab el-Mandeb, perché da lì invece, passa tutta la merce che arriva dall’Asia
E l’impossibilità di farla arrivare nel Mediterraneo, ma di farlo a circumnavigare tutta l’Africa per poi, dopo arrivare nei porti del Nord Europa, a noi costa parecchio perché aumentano ovviamente di molte settimane i tempi di viaggio, ma poi su questo va
Si insediano Laman, il mancato introito e quindi anche di lavoro dei porti italiani ed europei e il ricollocamento di quelle merci che siano sia su ferro che su gomma, magari al porto di Rotterdam, porti del nord Europa, fino a noi questo ha un contributo sull’inflazione potenziale che non mi lascia stare tranquillo, ma grazie anche alla missione militare Aspide est a guida Italia. Stiamo riuscendo anche in quello stretto di cui poco si parla, siccome rispetto alle conseguenze dirette che può avere sull’Italia e stiamo riuscendo a mantenerlo aperto e quindi a evitare quei rischi di cui ho parlato poc’anzi
Interessante sulla questione energetica.
C’è stata questa richiesta, no, da parte italiana l’Unione europea di inizialmente era quella di sospendere la clausola, come appunto per l’utilizzo delle.
E di questa clausola del patto stabilità, appunto per la difesa, per poterlo fare anche per l’energia
Da un no è diventato un allora un ni che Giorgetti era molto felice, io sinceramente magari non ho capito bene, non ho capito perché era così felice nel senso che da un lato è stata accolta, voglio dire comunque questa proposta italiana
Ma non esattamente.
Parigi nei termini in cui era stata formulata e soprattutto voglio dire al Presidente del Consiglio che più volte ha detto ma come lo racconto io agli italiani che per la difesa si è l’energia, no e quindi voglio dire sì, va bene, eh però sono per le rinnovabili però dovete fare la riforma del catasto
Mi spieghi lei.
Ma allora, intanto, io credo che questo governo ha dimostrato un qualcosa che prima dell’insediamento del governo Meloni non esisteva, ovvero Credit Imi in Europa, si può andare a trattare, si possono ottenere dei risultati.
E lo abbiamo fatto con la rimodulazione del PNRR, quando tutta l’opposizione diceva che era intoccabile. L’abbiamo fatto sul tema dell’immigrazione quando sostenevamo che un concetto banale, non politico ma geografico, ovvero che i confini dell’Italia erano anche i confini dell’Europa e che quindi i controlli devono essere fatti e sostenuti anche economicamente dall’Unione europea si potevano usare quei fondi sembrava impossibile. È stato fatto stessa cosa per quanto riguarda i controlli nei Paesi terzi, tanto son stati criticati per i centri in Albania e oggi tutta l’Europa segue il modello italiano, che c’entri Albania, finanche il governo socialista spagnolo Sánchez, che vuole appunto creare centri analoghi.
Sulle coste africane, e quindi
Partendo da questo che in Europa si possono ottenere dei risultati, quando una grande nazione fondatrice dell’Unione, come Italia come l’Italia, gli chiede con forza e con la legittimità di un governo che è lì perché figlio del consenso del popolo, che è stabile con una maggioranza coesa i risultati si portano a casa è la stessa cosa è avvenuto su questo perché lo sforamento del patto di stabilità per le spese sull’energia al netto del diciamo del come spenderli, perché su questo lei avrà fatto una ricostruzione,
Che è assolutamente verosimile, ma i contenuti reali. Dobbiamo ancora vederli nel suo complesso, quindi vedremo però sei miliardi e mezzo in più. Per diciamo le spese energetiche, è chiaro che quelli sono fondi che vanno su investimenti e non sulla spesa corrente, cioè io credo che fosse abbastanza immaginabile che con quei soldi non si possa potessero abbassare ancora di più il prezzo della benzina. Perché quella è, diciamo, spesa corrente, ma noi abbiamo necessità di guardare non solo ad oggi, ma abbiamo necessità di guardare a domani e dopodomani perché il tema degli approvvigionamenti energetici e della produzione energetica per l’Italia è un tema fondamentale per tutto il nostro tessuto produttivo. Quel tipo di risposta è una risposta sicuramente positiva. Anche qui, quando l’opposizione italiana, quando il governo ha posto questi quesiti all’Italia all’Europa, sosteneva, è assolutamente impossibile, non vi ascolteranno mai, eccetera. No, le risposte sono arrivate. Sono risposte esaustive al 1.000 per 1.000 e probabilmente no, ma sono comunque risposte, positive rispetto al al punto di partenza. Dopodiché bisogna stare attenti anche alla narrazione, perché sulle spese di difesa spera di difesa io ribadisco, sono necessarie
Non per comprare armi come una certa narrativa. Diciamo polemica delle opposizioni per provare a banalizzare mettere qualche consenso racconta noi abbiamo necessità di difenderci da attacchi cyber che quotidianamente nella nostra Nazione riceve e possono mettere in ginocchio tutta la nazione dagli ospedali
Ai trasporti, all’energia quindi al lavoro, il sistema bancario.
Il bancomat, cioè, voglio dire tutta questa roba qua per garantire una vita normale, gli italiani va difesa e poi c’è il tema del sub dominio sottomarino di cui nessuno parla e da cui però riceviamo la quasi integrità integralità degli approvvigionamenti energetici di cui parlavo prima e tutte le reti di comunicazione e quindi anche lì per carità non saremo mai in grado di
Controllare ogni centimetro sotto i nostri mari, ma dobbiamo avere la capacità, nel momento in cui ci dovesse essere un attacco a quei tipi di comunicazione, alla possibilità di poter intervenire, di ripristinare il prima possibile, quindi le spese di difesa sono necessarie e non vanno confuse con altri tipi di spesa. Perché nessuno pensa di togliere spesa sociale per investire sulla difesa. Noi abbiamo Indis investire sulla difesa per garantire le spese sociali. Questo è, secondo me, la chiave di volta, è la prospettiva che dovrebbero avere tutti italiani, a prescindere dalla collocazione politica, perché qua noi non stiamo facendo una scelta politica, ma dobbiamo garantire libertà e sicurezza all’Italia e agli italiani perché è in libertà e sicurezza, sono, diciamo, pregiudiziali a qualsiasi tipo di altra attività o qualsiasi altro tipo di servizio
E anche sociale, sono pregiudiziali a qualsiasi cosa
Uno vuole sviluppare la propria vita e questo va purtroppo rimarcato con forza in un periodo come questo è vero che arrivavamo da un periodo, diciamo in questo secolo, in cui la spesa, la difesa si era contratta, ma se noi pensiamo agli anni della guerra fredda e quindi fino a diciamo all’inizio degli anni 90 la spesa anche sulla percentuale del Pil era inferiore a quella che ci poniamo noi di raggiungere rispetto ad accordi presi con l’alleanza difensiva di cui facciamo parte militare ovvero la NATO, accordi che anche qui hanno preso tutte le nazioni aderenti a prescindere dai colori politici di quei governi in Spagna compresa,
Grazie grazie al senatore Barcaiuolo, buon lavoro, grazie.
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