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Trent’anni di attività nel property e facility management, una crescita quasi raddoppiata negli ultimi cinque anni e un posizionamento sempre più definito tra le realtà indipendenti del real estate italiano. Svicom festeggia il suo trentesimo anniversario ‘in corsa’, con un fatturato che nel 2025 ha toccato i 22,5 milioni di euro, 200 dipendenti, e un target da 25 milioni fissato per il 2026. A tracciare il bilancio con Pambianco Real Estate in occasione di Mapic Italy è Letizia Cantini, CEO della società fondata da Fabio Porreca e oggi tra i principali player indipendenti nel settore dei servizi immobiliari in Italia. “Intravedere già allora – afferma – il bisogno di una società indipendente nei servizi immobiliari è stata una grande intuizione, ancora molto attuale.” Una visione che nei primi venticinque anni ha proceduto a passo lento, per poi accelerare in modo deciso nell’ultimo quinquennio. “Rispetto al 2021, in quasi cinque anni abbiamo fatto una crescita di quasi il 100%”, sottolinea la CEO. “Questo ha portato tanta complessità, ma anche tante opportunità.”
Un ritmo che Cantini attribuisce in parte alla governance adottata sin dalla nascita. “Siamo stati certamente più veloci degli altri grazie a questa governance e grazie a una fiducia continua nel fare di più, con quel senso di perfezione e di perfezionamento continuo che è lo stile imprenditoriale di Fabio Porreca”, afferma. “Avere un investitore vicino ci ha dato la velocità di poter sperimentare nella tecnologia, provare nuovi business model e nuove asset class, testare nuovi servizi, assumere persone, verificando costantemente se quello che stavamo facendo era corretto.”
INDIPENDENZA COME VALORE STRATEGICO
Uno dei temi ricorrenti nel racconto di Cantini è la scelta di restare indipendenti, in un mercato dove la concentrazione avanza. “L’indipendenza ci permette di restare fedeli a quell’idea di intraprendenza che è il cuore dell’imprenditoria: il coraggio di fare le cose diversamente”, spiega. Una differenza che, secondo la CEO, i clienti percepiscono concretamente. “Chi ha scelto Svicom ha trovato una società con un’anima imprenditoriale.”
Cantini insiste su un concetto che considera un valore fondante dell’azienda: la visibilità della gestione. “Fabio ci ripete sempre una cosa: quando si entra in un asset gestito da Svicom, si deve sentire che il gestore è Svicom”, spiega. “Non basta fare bene le cose. Bisogna che si veda. L’impronta della gestione deve essere riconoscibile, in qualsiasi tipo di asset. È lì che si misura la differenza.”
IL RIEQUILIBRIO DEGLI ASSET
Tra i temi più rilevanti del bilancio trentennale c’è il riposizionamento del portafoglio: un riequilibrio progressivo tra la storica vocazione retail dell’azienda e le nuove asset class. L’obiettivo era arrivare a un 50/50. “Siamo al 53% di retail”, dice Cantini. “Direi che ci siamo.” Un traguardo che arriva nel momento giusto. “Nel 2026 il retail è tornato protagonista. Nel primo trimestre ha rappresentato circa un quarto degli investimenti immobiliari totali in Italia: 650 milioni su quasi 2,5 miliardi complessivi. Segue il living, poi l’office, poi la logistica.” Per una società nata nel retail, la lettura è immediata. “Siamo a casa nostra. E il mercato ci sta dando ragione, soprattutto nell’out of town, dove si sono concentrate le transazioni più importanti.”
LIVING, L’ALTRA META’ DEL PORTAFOGLIO
Sul versante non retail, la crescita più consistente è arrivata dal living, un segmento che Cantini descrive come ancora in cerca di una definizione precisa. “Il living è una asset class molto varia: build-to-rent, multiproprietà, social housing, studentati. Sono mondi diversi che oggi condividono un’etichetta comune, ma che probabilmente in futuro dovranno essere trattati come categorie separate. Il purpose di un build-to-rent non ha nulla a che fare con quello di uno student housing. Il mercato dovrà fare i conti con questa complessità.”
Svicom gestisce oggi diverse anime del comparto, dal living luxury alle soluzioni legate all’emergenza abitativa. Tra le novità più recenti, Cantini annuncia l’avvio della gestione di Torre Richard a Milano, edificio build-to-rent del gruppo Hines. “Le operation sottostanti sono molto diverse tra loro: gestire una multiproprietà è un mestiere completamente diverso da gestire un build-to-rent. Il settore dovrà imparare a distinguerle meglio, anche sul piano della letteratura tecnica.” Ma i segnali di crescita sono già concreti. “Siamo cresciuti molto nel living, e cresceremo ancora. Il piano casa e le nuove norme in ambito condominiale ci apriranno spazi importanti. Sarà una stagione di grande espansione per chi è già attrezzato a gestire questa complessità.”
Un vantaggio competitivo che Cantini considera strutturale è la capacità di gestire la complessità B2C, comune tanto agli shopping mall quanto al residenziale. “Nel living hai a che fare con un tenant o un occupier che è esattamente come il cliente finale di un centro commerciale: ha aspettative, ha bisogni, ti chiede una relazione continuativa”, spiega. “Noi siamo attrezzati per questo. Chi arriva al property management senza una storia nel retail spesso non lo è, e si vede.”
AI E TECNOLOGIA, LA VERA LEVA DEI MARGINI
Capitolo a sé merita la strategia tecnologica di Svicom, che Cantini descrive come una delle principali leve di crescita degli ultimi anni. “Stiamo consolidando un massiccio utilizzo di AI”, afferma senza esitazioni. “Lo si vede anche osservando la nostra crescita da un punto di vista occupazionale, che non sta seguendo la crescita dell’azienda: siamo ancora intorno alle 200 persone, e la nostra crescita in termini occupazionali è più lenta anche grazie alla tecnologia.”
L’automazione ha riguardato soprattutto i processi di back-end. “Abbiamo rivoluzionato tante aree operative: automatizzato, applicato tecnologie diverse, robotizzato fasi che prima richiedevano un effort enorme in termini di forza lavoro”, racconta Cantini. “Il risultato è che siamo cresciuti molto senza dover crescere proporzionalmente nelle persone. La base tecnologica che abbiamo costruito è in grado di coprire ancora tanto.” Il saldo, secondo la CEO, è positivo su due fronti distinti. “Il primo è economico: abbiamo stabilizzato il personale, lavorato sui margini, fatto profitto. Il secondo è operativo: siamo diventati più veloci, più efficienti, più precisi. E la cosa che mi piace di più è che tutto questo è misurabile: il delivery, l’accuracy rate.”
A livello di site management, la tecnologia entra in gioco su più fronti: energy management, procurement, marketing automation, sensoristica. “In uno shopping mall i sensori non sono un accessorio: sono infrastruttura”, dice Cantini. “Capire come il consumatore si muove all’interno dello spazio, riconciliare quei dati con le attività di marketing, costruire una conoscenza reale del cliente. E’ lì che si gioca una parte importante della competitività di un centro.” Un percorso che Svicom ha intrapreso con convinzione. “Abbiamo costruito molto del nostro posizionamento commerciale sul proptech e sulla tecnologia. E il saldo, devo dirlo, è positivo.”
UN INIZIO DI 2026 ‘MOLTO A FUOCO’
I primi quattro mesi del 2026 sono stati intensi. Cantini cita l’acquisizione di otto nuovi centri commerciali per il fondo Wemo di Praemia SGR, un fondo misto con componente retail, l’avvio della gestione di Torre Richard a Milano, le acquisizioni in ambito condominium management, la crescita su Roma con nuove aree residenziali e l’ingresso nella logistica con Idea Capital. “Un inizio di anno molto, molto a fuoco”, dice. “Siamo davvero contenti.”
Sul fronte organizzativo, Svicom ha rafforzato l’area advisory e consulting con l’inserimento di una figura proveniente da un competitor, con competenze in valuation, capital market e brokerage. Un innesto pensato per dare ulteriore spinta a Svicom Agency, la business line in crescita più rapida. “Sta portando molto profitto, non solo nel leasing, che è il nostro mestiere storico, ma anche nel sales management e nel capital market”, conclude Cantini.
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Maria Elena Molteni
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