Con lo spettacolo “Biancaneve”, imitatio del poeta svizzero Robert Walser in cui vi è una rivisitazione in chiave più cupa, onirica e psicodinamica della fiaba dei Fratelli Grimm, splendidamente portato in scena dal regista Andrea Lucchetta, si chiude la stagione 2025-2026 “Mostri” del TPE – Teatro Astra di Torino. Un’annata memorabile, identitaria, esplorativa e di riscoperta dei temi universali che non riguardano banalmente l’oscurità che attanaglia il soggetto contemporaneo, ma una ricerca, magistralmente condotta dal direttore artistico Andrea De Rosa, di un dramma collettivo antico che affonda le sue radici nel mito e nella filosofia, declinato attraverso le sue molteplici rappresentazioni, simbolo del mostro che ha caratterizzato la stagione.
“Monstrum” non è soltanto colui che incute terrore fisico e spirituale nell’ombra, ma anche prodigio, un segno divino di cui si nutrono la poesia e il mito al momento della trasformazione in catalizzatori di eventi, passioni, sentimenti e personaggi che, a loro volta, vivono grazie all’ispirato e mostruoso centro d’energia universale. In letteratura, nei classici, dalla figura di Achille in avanti, ricorre spesso questa potente voragine associata al personaggio che solo il teatro sa mutare in voce, gesto e strumento espressivo della poesia stessa. Si può effettivamente pensare al “monstrum” in quanto ispirazione poetica, tipica dell’uomo, finalizzata all’esorcismo non confessionale di nominare le entità della notte per portarle verso la luce, intenzione massima dell’opera di Foscolo, “I sepolcri”, in cui l’oltretomba diventa il luogo della “corrispondenza d’amorosi sensi”, di arte, memoria e valori capaci di rendere infinito il cammino umano nel mondo e fugare l’oblio, ma anche maledizione dell’uomo incarnata dalla hybris di Fetonte, figlio di Helios, che perde il controllo dei cavalli di Apollo, alla testa del Carro Solare, sopraffatto dalla sua stessa tracotanza nel voler eguagliare il potere divino, contrapposta all’innocenza del giovane Icaro, che muore di meraviglia avvicinandosi alla luce che vede per la prima volta.
Sembra essere proprio questa l’impostazione contenutistica dell’intera stagione 2025-2026 del TPE, caratterizzata da mostri multiformi che fungono da specchio dell’anima, senza tradirla o appesantirla, ma aiutandola a superare, attraverso una leggerezza insita nell’intrattenimento teatrale, l’ombra, il non detto e la totalità della struttura scenica che pare prendere forma attraverso dinamiche che ci connettono al grimorio immaginato da Michele Psello e alla sua gerarchia dei demoni.
“Mostri” ha rappresentato una stagione tra le più importanti a livello italiano (e la più affascinante per il gusto di chi firma questo articolo): il “Dracula” di Andrea De Rosa, punta di diamante della rassegna, porta in sé un’idea di teatro totale originalissima e di grande impatto; splendida Federica Rosellini, che con il suo “iGIRL” sembra nascere dai miti che incarna, artista di cui sto seguendo con attenzione i passi, recentemente nominata condirettrice del Festival delle Colline Torinesi, e ancora “Atomica” di Muta Imago, “La tempesta” di Shakespeare per la regia di Alfredo Arias e, sempre del drammaturgo inglese, il progetto dei “Poemetti” portati in scena da Valter Malosti. Questi sono alcuni degli spettacoli che maggiormente, ripensando al mio percorso di vita al fianco della poesia e del giornalismo, che interpreto avvertendo fortemente il privilegio di poter dare notizia riguardo a ciò che di bello è accaduto, mi mettono oggi in contatto con una mia malinconia strutturale verso ciò che si conclude e che avrei voluto amare, in questo caso particolare, per un monologo in più.

“Siamo molto soddisfatti di come si è svolta l’intera stagione – ha dichiarato il Presidente del TPE – Teatro Astra, Giulio Graglia – rispetto agli anni precedenti vi è stato un incremento di partecipanti e di pubblico affezionato, che tengo a ringraziare per l’affetto e la costanza che ci ha dimostrato durante tutta la rassegna. Tengo a dire che, dal mio punto di vista, il pubblico del Teatro Astra, per quanto riguarda la prosa, è il migliore di Torino, sempre attento e coinvolto dalla cifra stilistica del direttore artistico Andrea De Rosa, precisa e rigorosa. Pur provenendo da formazioni differenti, sono entrato davvero in sintonia con il lavoro e le proposte di Andrea, che ci hanno permesso di assumere una connotazione forte e distinguibile. Dal punto di vista artistico penso che il ‘Dracula’ da lui diretto, che ha aperto la stagione l’11 novembre scorso, sia stato uno spettacolo coraggioso, originalissimo e di riconosciuto successo, capace di andare a riscrivere per intero lo spazio scenico dell’intero edificio, trasformato per 20 giorni nel castello del vampiro, un’operazione teatrale che possedeva una logica ben definita, come sempre accade quando Andrea De Rosa affronta un testo. Un grande apprezzamento, tra gli altri, voglio riservarlo al ‘Pinocchio’ di Davide Iodice e a ‘Mine-Haha’, un progetto di Marco Corsucci, che ne ha firmato anche la regia, e Matilde Bernardi, in cui il corpo in scena diventa il terreno per indagare i rapporti di potere che corrono tra chi guarda e chi viene guardato, attraverso la messa a tema del ruolo dello spettatore. Voglio ringraziare Fabio Rizzio, responsabile amministrativo e organizzativo del TPE, e l’intera squadra per lo straordinario lavoro svolto. Insomma, un successo che cercheremo di bissare anche la prossima stagione”.
“Sono contento e soddisfatto del grande lavoro artistico e organizzativo di quest’anno – ha dichiarato il direttore artistico Andrea De Rosa – ‘Mostri’ è stata una stagione intensa, dal taglio forte, preciso e caratteristico, in cui ogni spettacolo ha contribuito a rafforzare il fil rouge che legava tanti temi a un unico simbolo. Penso che sia stato un punto di forza importante, e il pubblico ci ha premiati ampiamente continuando a seguirci con passione. Aprire la stagione con ‘Dracula’ è stata sicuramente un’idea felice e mi sono divertito davvero a dirigerlo, anche se il lavoro ‘dietro le quinte’ è stato complesso e molto impegnativo sotto diversi aspetti: per metterlo in scena abbiamo dovuto ‘ribaltare’ gli spazi dell’Astra, che si è dimostrato un teatro speciale, magico, dalle mura fortissime. Ora penso a ‘Dracula’ proprio come a un omaggio verso questo luogo dell’arte, e sicuramente lo riprenderemo presto anche a fronte dello straordinario successo di pubblico e critica che ha ottenuto. Le persone sono il tema centrale di un triennio iniziato con ‘Mostri’ e che proseguirà nel 2026-2027 con ‘Guerra’ e nel 2027-2028 con ‘Amore’: il simbolo di quest’anno ha voluto rappresentare l’identità individuale, uomini e donne che si sono ritrovati per natura, scelta o necessità, a diventare qualcosa che non rientra nei parametri stabiliti; il prossimo anno affronteremo quello dell’identità collettiva, un’indagine attraverso alcuni misteri del male della guerra; la stagione ancora successiva, dal tema amoroso, avrà per protagoniste quelle identità che si trasformano attraverso le interazioni sentimentali”.
La conferenza stampa della stagione TPE 2026-2027, dal titolo “Guerra”, si terrà al Teatro Astra di Torino, in via Rosolino Pilo 6, alle 11.30 di mercoledì 10 giugno.
Gian Giacomo Della Porta ilTorinese.it
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