Basta violenza sulle donne – L’Identità


Cronaca

Garantismo non è lassismo: l’ipotesi castrazione chimica, la via del referendum (utile)

di Giovanni Vasso

Basta violenza sulle donne. Ma sul serio. Non se ne può più. I giornali danno notizia ogni giorno di stupri, rapine, aggressioni. Per qualcuno, però, i “cattivi” sarebbero proprio i giornali. Chiaramente, per altre ragioni. Ma questa è (per adesso) un’altra storia. Quella, di storia, che arriva da Roma è solo l’ultima, in senso cronologico, di una realtà che fa paura. È successo che una turista di 32 anni sia stata violentata, drogata e segregata per ben tre giorni da un gruppo composto da (almeno) cinque persone. Tutti stranieri, tutti rintracciati proprio in quello stabile in cui i poliziotti hanno trovato ben 22 extracomunitari: tutti, nessuno escluso, erano irregolari sul territorio nazionale. La giovane donna era stata abbordata fuori da un locale. Poi l’inferno.

Cosa è successo a Roma

Come in un film americano, come una serie crime. Una leggenda urbana che diventa, purtroppo, realtà. La ragazza, di nazionalità colombiana, è stata chiusa in un furgone, a bordo del quale è stata portata in un edificio abbandonato nei pressi di via Collatina. Lì l’orrore: in tre giorni ha subito indicibili violenze sessuali da parte dei suoi aguzzini, che l’hanno pure drogata. A salvarla è stata la disperazione, che l’ha portata ad approfittare di un momento di distrazione della gang per scappare da quella casbah degli orrori; ed è stata la prontezza di un cittadino che ha chiamato il 112 dopo averla vista sul ciglio della strada, mezza nuda, stanca, impaurita, distrutta. Una ragazza come tante. Poteva essere sua figlia, sua nipote. Poteva essere nostra figlia, nostra nipote.

Castrazione chimica: perché è possibile

Basta violenza sulle donne. È arrivato il momento di far seguire alle parole i fatti. Ci sono troppe proposte e poca concretezza. La castrazione chimica non può essere più un tabù. Né può restare confinata ai dibattiti lunari dei talk show della sera. La violenza sessuale fa schifo. A maggior ragione perché non è neanche un delitto d’impeto, come pure si cerca talora di farla passare, ma presuppone una seppur larvale premeditazione. Va, senza perdere ancora tempo, rafforzato il quadro di sanzioni perché si arrivi a scoraggiare, a distogliere, a prevenire un fenomeno che fa paura. I disegni di legge, a proposito, si sprecano. Citano i casi in cui, all’estero, è prevista. Dagli Stati Uniti fino al cuore dell’Europa.

Garantismo non è lassismo

Questo per rispondere a chi predica di Medioevo. I trattamenti, come si evince da uno degli ultimi incartamenti presentati nel 2023 al Parlamento, è reversibile. E andrebbe accompagnato da una (vera) terapia psicologica. E sarebbe applicato solo su richiesta dell’imputato. Proprio perché un sistema garantista è tale nel momento in cui rispetta i diritti di tutti, pure quelli dei condannati. Senza dimenticare, mai, che c’è una vittima a cui dare giustizia e una comunità, anzi mille, a cui restituire sicurezza.

Stop zone grigie

Basta violenza sulle donne. È una battaglia di libertà. Vera, però. Non si possono continuare a tollerare zone grigie. Né nelle nostre città, né nel nostro ordinamento. C’è poco da capire, da comprendere, da immedesimarsi. Le zone di degrado vanno bonificate. Perché non è possibile ritrovarsi, ogni giorno, a dover scrivere e denunciare le violenze che avvengono nelle nostre grandi città. Che ci costringono a tremare ogni volta che una nostra figlia, una nipote, una ragazza fa un po’ più tardi la sera. Non è giusto. A maggior ragione perché ormai tutto questo avviene tra il silenzio e l’indifferenza. Perché, alla fine, ci si abitua a tutto. Come se fosse qualcosa di ineluttabile, un costo da pagare. Abituarsi a questo vorrebbe dire abdicare a ogni senso di cittadinanza, rinunciare alla propria libertà. Ed è proprio la libertà, quella vera, che è sotto assedio.

Leggi sì, populismo no

Basta violenza sulle donne. E basta indifferenza, perché il degrado e l’insicurezza sono tali che nessuna può dirsi davvero al sicuro. La castrazione chimica forse non risolverà i problemi del tutto. Nessuno ha la bacchetta magica. Ma, sicuramente, rappresenterà un segnale. Che costringerà qualcuno a darsi una calmata. La Dea della Giustizia è bendata perché non guarda in faccia a nessuno, usa la bilancia perché è necessario giudicare nel merito e nel pieno ossequio delle leggi, ma brandisce la spada per rafforzare quella coercitività che, oggi, sembra mancare. Son le leggi che sembrano lassiste. E allora rafforziamole. Nella consapevolezza, va da sé, che il processo (e il garantismo) sono sacri. Altrimenti non c’è più libertà. Ma solo demagogia e populismo.

Le battaglie che servono (e quelle che non fanno bene a nessuno)

Basta violenza sulle donne. Se il Parlamento non si muove, eppur di disegni di legge ce ne sono (a iosa), si potrebbe (e dovrebbe) agire utilizzando gli strumenti che l’ordinamento mette a disposizione. Una raccolta firme, per esempio. Finalizzata a portare il quesito al vaglio degli elettori per un referendum. Ecco, questa sì che sarebbe una firma ben spesa. Quanto sarebbe più utile mobilitarsi per questioni simili, vere e reali, piuttosto che per altre inutili perdite di tempo. C’è chi, contando sui soliti prezzemolini, sta raccogliendo consensi all’ennesima proposta per “togliere i soldi ai giornali”. Guarda caso, un tam-tam loffio che vola sui social. Gli stessi, a cominciare da Meta e Google, che hanno interesse (eccome!) a tacitare i giornali dopo averne utilizzato i contenuti per anni senza pagare finora un euro di copyright.

La storia si ripete

È proprio vero quello che diceva Marx. La storia si ripete due volte. Già era una farsa ai tempi di Beppe Grillo, adesso siamo (politicamente) all’avanspettacolo della demagogia spiegata da chi sogna la rivoluzione e poi fa gli interessi dei padroni del vapore digitale. Ma questa è un’altra storia. L’impegno politico è una cosa seria. E passa, appunto, da iniziative serie. Di problemi ne abbiamo, fin troppi. È giunta l’ora di impegnarsi per davvero e di dire, sul serio, basta alla violenza delle donne.  


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 Giovanni Vasso

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