Fino al 27 giugno il Museo del Presente di Rende ospiterà la mostra fotografica “Women for Women Against Violence”, progetto di forte impatto sociale nato per celebrare i dieci anni dell’omonimo progetto – da sei anni anche programma televisivo RAI – che utilizza il linguaggio universale della fotografia per accendere i riflettori su due delle principali fragilità femminili: la violenza di genere e il tumore al seno.
“Women for Women against Violence” si presenta come un’esperienza espositiva immersiva e coinvolgente: 21 ritratti fotografici di grande formato raccontano storie vere di donne che hanno scelto di trasformare la propria esperienza personale in un messaggio pubblico di consapevolezza, responsabilità civile e rinascita. Accanto a loro testimonial premiati con il Camomilla Award, riconoscimento che s’ispira alle virtù benefiche della pianta che aiuta quelle malate a guarire, per l’impegno nella sensibilizzazione sulle tematiche, contribuiscono ad amplificare la forza del messaggio. Il progetto, frutto di un lavoro interamente costruito dall’Associazione romana Consorzio Umanitas, dall’ideazione al coinvolgimento degli oltre 40 protagonisti delle storie, alla definizione delle coppie e dell’impianto narrativo, prende origine dal vissuto personale della giornalista catanzarese Donatella Gimigliano, Presidente della non profit, da anni impegnata contro la violenza sulle donne e che ha affrontato in prima persona l’esperienza del tumore al seno e trasformato nel tempo in una missione pubblica di sensibilizzazione e solidarietà che spiega: “Dieci anni fa avevo una storia segnata dal tumore al seno, sapevo cosa significava portare sulla pelle e nell’anima segni indelebili, perché non è solo una diagnosi: è una frattura profonda che compromette la percezione di sé, la sessualità, la maternità e l’intimità. E spesso arriva anche l’abbandono affettivo. Ma, se le cicatrici non sono tutte uguali, parlano la stessa lingua: le ho viste anche nelle donne sopravvissute alla violenza, ferite diverse ma ugualmente profonde. Da quel dolore è nato questo progetto che racconta storie di resilienza e rinascita, perché ogni cicatrice può trasformarsi in un simbolo di forza”. Un elemento di forte unicità e valore simbolico della mostra è il richiamo all’arte giapponese del kintsugi, antica pratica che insegna a riparare le fratture mettendole in evidenza attraverso l’oro, trasformando la ferita in valore. Questo riferimento prende forma nella fotografia simbolo che ritrae Valentina Pitzalis, vittima di una brutale violenza, accanto alla sorella Francesca, affetta da tumore al seno, l’arte non cancella le ferite, ma le rende visibili e preziose, trasformandole in forza collettiva.
Ogni opera è accompagnata da un QR code che consente ai visitatori di ascoltare direttamente la voce delle protagoniste, creando un dialogo intimo e diretto tra chi guarda e chi racconta. Gli scatti sono di Tiziana Luxardo, erede della famosa dinastia.
L’arrivo della mostra a Rende nasce dalla sensibilità e dall’impegno di Veronica Stellato, assessore alle Attività Produttive del Comune di Rende e di tutta la giunta comunale, condiviso con Gianfranco Filippelli, Presidente LILT Cosenza, che hanno riconosciuto nell’esposizione un importante strumento di educazione, prevenzione e consapevolezza per il territorio, sostenendone con convinzione la realizzazione.
“La partecipazione della LILT Cosenza a questo progetto rappresenta un’importante occasione per ribadire il valore della prevenzione, dell’ascolto e della vicinanza concreta alle donne. Da anni la nostra associazione è impegnata sul territorio nella promozione della cultura della diagnosi precoce, del sostegno ai pazienti oncologici e della sensibilizzazione sui temi della salute femminile. Essere partner di un progetto così intenso e necessario significa unire forze, competenze e umanità per trasformare la prevenzione in consapevolezza e speranza” — ha sottolineato Filippelli. Alla presentazione ufficiale significativa la partecipazione di tre donne, due calabresi, portatrici di storie che hanno saputo trasformare il dolore in testimonianza viva, Maria Antonietta Rositani, sopravvissuta a un tentato femminicidio, l’ex marito, Ciro Russo, evase dagli arresti domiciliari a Ercolano per raggiungerla a Reggio Calabria e darle fuoco, Katia Villirillo, fondatrice del centro antiviolenza “Libere Donne” di Crotone, il cui figlio Giuseppe è stato ucciso nel 2018 all’interno della struttura, e Filomena Lamberti, prima donna in Italia aggredita con acido solforico. Storie diverse, unite da una stessa traiettoria di resistenza e rinascita. L’iniziativa, patrocinata da Senato della Repubblica, Comune di Rende, Regione Calabria, Università della Calabria, LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, Coldiretti Calabria, Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri Cosenza e Provincia, Ordine degli Avvocati di Cosenza, Ordine dei Giornalisti Calabria, e Fondazione Italia Giappone, con la media partnership di RAI e Askanews nazionale, è stata realizzata con il sostegno di BCC Mediocrati, charity partner LILT Cosenza, Fondazione Roberta Lanzino, Michele Affidato. Un progetto itinerante, grazie anche al supporto di Enel, che ha saputo trasformare esperienze intime in un patrimonio collettivo di consapevolezza. L’esposizione sarà aperta al pubblico fino al 27 giugno dal martedì al sabato 9.00 – 13.00 e 16.00 – 20.00, domenica 16.00 -20.00.
Le coppie nelle foto: Alessandra Laganà & Benedetta Rinaldi, Alessio Boni & Chiara Salvo, Antonia Liskova & Filomena Lamberti, Barbara Bartolotti & Patrizia Mirigliani, Beppe Convertini & Ilaria Capponi, Carolina Marconi & Edy Giordano, Emma D’Aquino & Elga Magrini, Gianluigi Nuzzi & Alessandra Viero, Giuliana Di Carlo & Carolyn Smith, Nicolo’ Maja Con Ines e Giulio Pivetta, Katia Villirillo & Francesco Montanari, Leyla Hussein & Donatella Gimigliano, Luana Ravegnini & Antonietta Tuccillo, Maria Antonietta Rositani & Eleonora Daniele, Nadia Accetti & Maria Grazia Cucinotta, Nicoletta Romanoff & Nicolo’ Maja, Pinky & Eleonora Pieroni, Rosanna Banfi & Maria Pia Dionisi, Simone Sabani & Alessandro, Valentina & Francesca Pitzalis, Valeria Solarino & Fanny Cristina Campion.
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Alessia Burdino
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