La delibera n. 770 del 10 giugno, assunta dal commissario straordinario dell’Asp di Catanzaro, Antonio Battistini, ha per oggetto l’approvazione unitaria dei modelli organizzativi delle Case di comunità hub e spoke ricadenti nei Distretti socio sanitari di Catanzaro, Soverato e Lamezia Terme, e porta come allegati gli atti prodromici alla attestazione di funzionalità.
Prodromico, sulla scorta dei dizionari, vuol dire anticipatore, preparatorio a un successivo evento più importante e significativo. In questo caso, l’atto premette che “l’approvazione formale e unitaria dei Modelli Organizzativi consente di ricondurre le Case della Comunità dell’ASP di Catanzaro a un assetto aziendale definito, verificabile e coerente con la programmazione distrettuale, aziendale, regionale e ministeriale”, che la delibera “non sostituisce certificazioni, autorizzazioni, accreditamenti, collaudi, verifiche impiantistiche, adempimenti antincendio, sicurezza sul lavoro, protezione dei dati personali, accessibilità, agibilità, conformità edilizia o ulteriori verifiche tecnico-sanitarie eventualmente richieste”, e demanda “ai Direttori dei Distretti Socio Sanitari, ciascuno per le strutture territorialmente afferenti, l’attuazione operativa dei Modelli Organizzativi, la programmazione delle turnazioni, l’organizzazione delle agende, il monitoraggio dei servizi, la verifica dei flussi informativi e la proposta di eventuali aggiornamenti”.
La delibera cita espressamente, prendendone atto, le disposizioni normative per le quali “al fine di garantire il rispetto dei termini previsti dagli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)”, “l’autorizzazione all’esercizio relativa a nuove strutture, all’adattamento di strutture già esistenti e alla loro diversa utilizzazione nonché all’ampliamento o alla trasformazione delle stesse si intende rilasciata contestualmente alla presentazione dell’istanza di autorizzazione da parte dell’azienda sanitaria interessata, fermo restando il rispetto delle disposizioni e dei criteri richiesti per la rendicontazione ai fini del PNRR. Entro dodici mesi dalla presentazione dell’istanza, le amministrazioni competenti provvedono alla verifica della sussistenza dei requisiti minimi autorizzativi dichiarati nell’istanza ovvero della loro permanenza ai fini dell’adozione del provvedimento espresso”.
La delibera approvata dal commissario Battistini definisce la Casa della Comunità come il luogo fisico e organizzativo di prossimità attraverso il quale i cittadini accedono ai servizi sanitari, sociosanitari e sociali territoriali, secondo un modello integrato, multiprofessionale e orientato alla presa in carico della persona; individuandole, ala stregua del DM 77/2022 quale “modello organizzativo dell’assistenza territoriale e prevede, secondo la tipologia Hub o Spoke, l’integrazione funzionale tra cure primarie, infermieristica di famiglia e comunità, Punto unico di accesso, assistenza domiciliare, specialistica ambulatoriale, continuità assistenziale, CUP, telemedicina, servizi sociali e ulteriori funzioni territoriali”.
L’Asp di Catanzaro, assecondando la programmazione regionale della rete territoriale e le linee di indirizzo regionali ha predisposto i modelli organizzativi delle 2 Case di Comunità Hub (Catanzaro via Acri e Catanzaro viale Crotone) e delle 8 Case di Comunità Spoke (Tiriolo, Girifalco, Squillace, Lamezia Terme, Decollatura, Maida, Gizzeria, Nocera Terinese), ricadenti nei tre Distretti socio sanitari.
La delibera allega i modelli organizzatici delle singole Case di Comunità Hub e Spoke.
Modello Organizzativo della casa di Comunità Hub di Catanzaro – via Acri
La tipologia di intervento Pnrr individuata è la ristrutturazione e rifunzionalizzazione del fabbricato esistente e la data di inizio funzionamento indicata è il 20 giugno 2026, specificando che quest’ultima è da intendersi “quale data di attivazione dei servizi minimi previsti dal DM 77/2022. Il dato dovrà essere formalizzato dall’Azienda in sede di attivazione della struttura”.
La superficie funzionale netta destinata alla CdC è pari a 742,40 mq, comprensiva di macro-aree funzionali e corridoi/connettivo, con questa suddivisione:
L’articolazione oraria dei servizi, definita secondo lo standard Hub del d.m. 77/2022 prevede l’apertura funzionale h24 – 7 giorni su 7, con turnazioni programmate e con i seguenti livelli minimi:
– presenza medica per l’intero arco di apertura, anche attraverso l’integrazione con la continuità assistenziale;
– presenza infermieristica per 12 ore giornaliere, 7 giorni su 7;
– presenza di personale amministrativo, socio-sanitario e di supporto in coerenza con l’assetto operativo dei servizi attivi;
– attività specialistiche e di diagnostica di prossimità erogate su agenda programmata, in raccordo con il CUP e con i percorsi di presa in carico.
La delibera 770/26 passa in rassegna i servizi offerti dalla Casa di Comunità Hub suddivisi per le diverse Macro aree:
– la macro-area Cure primarie comprende quattro ambulatori destinati alle funzioni di medicina generale, pediatria di libera scelta, infermieristica di famiglia e comunità e attività multiprofessionali di presa in carico;
– la macro-area Assistenza di prossimità ha una superficie complessiva pari a 94,30 mq e accoglie le funzioni di Punto unico di accesso (PUA), Centro assistenza domiciliare(CAD)/Assistenza domiciliare integrata (ADI), vaccinazioni e raccordo sociosanitario. Costituisce il cuore operativo dell’orientamento, della valutazione del bisogno e dell’attivazione dei percorsi territoriali;
– la macro area specialistica comprende due ambienti per prelievi e sei ambulatori per servizi specialistici, prestazioni ambulatoriali e diagnostica di prossimità;
– la macro-area Servizi generali e logistici accoglie le funzioni non sanitarie necessarie al funzionamento della struttura: Centro unico prenotazioni (CUP), accoglienza amministrativa, uffici di supporto, depositi, servizi logistici e raccordo con sistemi informativi.
La delibera 770/26 passa poi in rassegna la dotazione tecnologica di ciascuna macro area, assumendo che “le apparecchiature devono garantire l’erogazione effettiva e continuativa dei servizi assistenziali previsti dal modello Hub, con particolare attenzione a cronicità, diagnostica di prossimità, sicurezza clinica, continuità informativa e telemedicina”.
Modello organizzativo della Casa di Comunità Hub di Viale Crotone
Anche qui la tipologia di intervento Pnrr individuata è la ristrutturazione e rifunzionalizzazione del fabbricato esistente e la data di inizio funzionamento indicata è il 20 giugno 2026.
La struttura si sviluppa su tre livelli funzionali, piano terra, piano primo e piano secondo, all’interno del medesimo complesso edilizio.
Il piano primo ospita le funzioni già ricomprese nel modello Hub: ambulatori Medici di medicina generale (MMG)/ Pediatri di libera scelta(PLS), ambulatori diagnostici/specialistici, punto prelievi, Punto unico di accesso, ambulatorio Infermiere di famiglia o comunità (IFoC), Centro unico prenotazione (CUP), assistenza h24, assistenza sociale, assistenza domiciliare, sala riunioni/polivalente, aree di attesa, accoglienza/segreteria, servizi igienici, depositi, archivio e locali tecnologici;
il piano terra integra e completa l’offerta del piano primo mediante servizi sanitari e amministrativi di prossimità front-office e back-office, tra cui protocollo, informazioni, CUP, esenzioni per reddito, esenzioni per patologia/invalidità civile/causa di servizio/malattie rare e scelta/revoca, oltre ad ambulatorio di radiologia e servizio dialisi;
il piano secondo completa l’assetto funzionale della Casa di Comunità con attività specialistiche ambulatoriali e di supporto clinico-amministrativo: cardiologia, diabetologia, dermatologia, dietologia, endocrinologia, fisiatria, ginecologia, neurologia, oculistica, odontoiatria, otorinolaringoiatria, ortopedia, pneumologia, sale prelievo per esami di laboratorio e ufficio assistenza integrativa per diabetici, celiaci e nefropatici.
La delibera 770/26 precisa che “il dato di superficie lorda complessiva dell’immobile e dell’intervento deve essere validato con la relazione illustrativa, con gli elaborati metrici e con gli atti tecnici aziendali”. Sulla base degli elaborati disponibili, la superficie netta funzionale rilevabile è pari a circa 913 mq al piano terra, 533,45 mq al piano primo e 633,21 mq al piano secondo, per un totale netto funzionale desumibile di circa 2.079,66 mq.
L’articolazione oraria dei servizi è definita in 24 ore giornaliere per 7 giorni a settimana (h24 – 7/7), con turnazioni programmate, assicurando: presenza medica per l’intero arco di apertura; presenza infermieristica per 12 ore giornaliere; presenza di personale di supporto amministrativo e/o sociosanitario, in coerenza con l’assetto operativo della struttura.
La dotazione funzionale (profili professionali) è dimensionata in coerenza con gli standard della Casa della Comunità Hub previsti dal DM 77/2022 e con la programmazione aziendale dell’ASP di Catanzaro. La delibera 770/26 precisa che “in assenza di un piano nominativo del personale allegato alla documentazione fornita, il modello riporta la dotazione funzionale di riferimento e lo schema minimo di copertura dei servizi, da formalizzare con specifico provvedimento aziendale e con piano mensile delle turnazioni”.
La delibera 770/26 passa in rassegna i servizi offerti dalla Casa di Comunità Hub di Viale Crotone suddivisi per le diverse Macro aree:
– la macro-area Cure primarie dispone al piano primo di 5 ambulatori MMG/PLS, per una superficie netta complessiva di 95,66 mq. Gli ambulatori sono destinati all’attività dei medici del ruolo unico di assistenza primaria, dei pediatri di libera scelta e delle équipe multiprofessionali;
– la macro- area Assistenza di prossimità comprende l’insieme delle funzioni di accesso, valutazione del bisogno, orientamento, presa in carico e raccordo con la rete territoriale. Al piano primo sono collocati Punto unico di accesso, ambulatorio IFoC, assistenza h24, assistenza domiciliare, assistenza sociale, sala riunioni/polivalente, accoglienza e attesa. Al piano terra l’offerta è completata dagli ambienti destinati alla Continuità Assistenziale, dagli ambulatori dedicati e dalle aree di ingresso, informazione e attesa;
– la macro-area Specialistica e diagnostica di prossimità è distribuita sui tre livelli funzionali della struttura. Al piano primo sono presenti 3 ambulatori diagnostici/specialistici per 44,93 mq, e 2 locali prelievi per 20,39 mq. Al piano terra sono presenti radiologia, sale Rx, mammografia, ecografia/preparazione pazienti, sala lettura lastre, archivio lastre, studio medici, area dialisi e ambulatori dedicati. Al piano secondo sono presenti gli ambulatori specialistici programmati e le sale prelievo per esami di laboratorio, con una superficie netta calcolata per specialistica e prelievi pari a circa 226,04 mq;
– la macro-area dei Servizi generali e logistici comprende tutte le funzioni non sanitarie necessarie al funzionamento della struttura, suddivisi nei tre piani della struttura.
Anche qui l’allestimento tecnologico è definito in conformità al DM 77/2022 e alle linee guida per la comprovazione del raggiungimento del target PNRR relativo alle Case della Comunità: ”la dotazione deve garantire l’effettiva erogazione dei servizi minimi e il supporto alla presa in carico integrata, alla diagnostica di prossimità e al monitoraggio della cronicità”.
Le critiche del gruppo consiliare regionale del Partito democratico
In una nota del 12 giugno il gruppo consiliare regionale del Partito democratico ha segnalato ciò che ritiene “l’ennesima forzatura della Giunta regionale: una delibera last minute che aggiunge nuove Case della Comunità in overbooking su poliambulatori, ex ospedali e strutture già esistenti, spinta dall’incombere delle scadenze PNRR senza un vero piano di rafforzamento del personale e senza un euro in più stanziato. Un escamotage reso possibile dall’uso strumentale di una norma voluta dal governo Meloni che trasforma l’autorizzazione all’esercizio in un atto quasi automatico al momento della domanda e rinvia di dodici mesi le verifiche sui requisiti. In pratica si anticipano le insegne e si rinviano i controlli certificando come operative strutture che, senza personale adeguato e senza standard strutturali garantiti, rischiano di restare scatole vuote, utili solo a chiudere il file PNRR e a tenere in piedi la propaganda di chi governa”.
La nota del Pd muove proprio dalla delibera dell’Asp di Catanzaro: “Un esempio concreto è la deliberazione n. 770 del 10 giugno 2026 dell’Asp di Catanzaro, che approva in forma unitaria i modelli organizzativi di 10 Case della Comunità, 2 Hub e 8 Spoke, nei distretti di Catanzaro, Soverato e Lamezia Terme. Si tratta di strutture quasi tutte ricavate dentro presidi già esistenti senza un vero piano di rafforzamento del personale e senza nuovi oneri di spesa, come la stessa delibera ammette espressamente.
È la fotografia di una sanità che cambia nome alle corsie, ma non migliora i servizi e non rafforza l’assistenza territoriale. Il rischio è di promettere ai territori una nuova rete di prossimità, ma di fatto consegnare ai cittadini le stesse strutture di prima con una targa diversa sulla porta. Cosa rimane delle previste Case della Comunità con medici h24, infermieri h12, Punto Unico di Accesso, assistenza domiciliare, specialistica integrata ed équipe multi-professionali? Tutto è rimandato a futuri atti, come la definizione delle turnazioni e dell’assegnazione del personale. Tutto ciò mentre i Pronto Soccorso esistenti esplodono e i distretti territoriali restano sottorganico”.
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Cristina Rotundo
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