Dopo oltre vent’anni di stallo, l’Unione Europea si appresta a varare la riforma dei diritti dei passeggeri aerei, che sarebbe un totale fallimento per la politica europea se non cambieranno l’accordo raggiunto nella serata di oggi, i negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio.
Un accordo solo provvisorio, ma che indica chiaramente la strada intrapresa. L’intesa, approvata all’unanimità dalla delegazione del Parlamento, si limita a formalizzare le tutele già esistenti e a regolamentare le procedure, lasciando intatto il modello di business dei vettori sul fronte dei bagagli. La Commissione Europea, che aveva già preso le difese delle Lobby aeree è stata in grado di imporre la sua linea anche ad un parlamento che per mesi era in maggioranza contraria. Quindi un fallimento del mandato dell’Europa, che ha ceduto ancora una volta, alle lobby.
La Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha difesoperò il risultato politico: “Il Parlamento europeo è sempre stato il più forte sostenitore di solidi diritti per i passeggeri aerei. Questo accordo rafforzerà i diritti dei passeggeri in tutta Europa. Garantirà maggiore trasparenza e prevedibilità sia per i consumatori che per le compagnie aeree, senza creare inutili oneri burocratici per il settore. Il Parlamento si è battuto affinché viaggiare fosse più equo e le procedure più chiare, ed è esattamente ciò che abbiamo ottenuto”.
Risarcimenti e obblighi di assistenza: confermate le regole del 2004
Sul fronte degli indennizzi per ritardi e cancellazioni, l’accordo non introduce novità sostanziali, ma blinda l’impianto del vecchio Regolamento 261 del 2004, respingendo i tentativi di indebolimento emersi durante i negoziati. I viaggiatori mantengono il diritto al rimborso o alla riprotezione, oltre alla compensazione pecuniaria in caso di ritardo all’arrivo superiore alle tre ore, negato imbarco o cancellazione comunicata a meno di 14 giorni dalla partenza.
Le soglie economiche restano quelle storiche, parametrate sulla distanza:
- 250 euro per voli fino a 1.500 km;
- 400 euro per voli compresi tra 1.500 e 3.500 km;
- 600 euro per i collegamenti oltre i 3.500 km.
Per le tratte più lunghe, le compagnie potranno ridurre l’indennizzo del 50% qualora il volo alternativo offra un ritardo all’arrivo inferiore alle quattro ore.
Restano valide le esenzioni per “circostanze eccezionali” (calamità, guerre, meteo avverso o scioperi dei servizi aeroportuali e di controllo del volo), ma viene introdotto l’obbligo di fornire assistenza standardizzata: bevande ogni due ore di attesa, pasti dopo tre ore e pernottamento fino a un massimo di tre notti in caso di ritardi prolungati.
Regolamentazione dei tempi e riduzione della burocrazia
La vera novità sul tema dei risarcimenti risiede nel tentativo di dare tempi e modalità certe a un processo finora privo di una sponda burocratica definita. I vettori avranno l’obbligo di inviare per via elettronica le istruzioni per presentare il reclamo entro quattro giorni dal termine del viaggio, senza poter imporre al passeggero la creazione di un account o l’uso di un’app specifica.
I termini temporali vengono così fissati:
- Il passeggero avrà nove mesi di tempo per presentare la richiesta.
- La compagnia aerea dovrà liquidare l’indennizzo o motivare il diniego entro 30 giorni.
Categorie vulnerabili e continuità familiare
La riforma interviene sull’assegnazione dei posti a bordo. Le compagnie non potranno più richiedere supplementi tariffari per far sedere i minori di 14 anni accanto all’accompagnatore, garantendo la gratuità del posto adiacente. Lo stesso diritto si applicherà alle persone con disabilità, a mobilità ridotta e alle donne in gravidanza. Viene inoltre confermato il diritto all’assistenza e al risarcimento per i passeggeri a mobilità ridotta qualora la perdita del volo sia causata da un disservizio dei supporti aeroportuali di terra.
Bagaglio a mano: il fallimento sulla gratuità e il compromesso della trasparenza
Il capitolo relativo ai bagagli evidenzia il mancato raggiungimento degli obiettivi storici del Parlamento Europeo, che da anni spingeva per l’inclusione gratuita del trolley standard in cabina sulla base della giurisprudenza UE del 2014. L’accordo finale si piega di fatto alle istanze dei vettori e della Commissione, confermando le attuali politiche commerciali delle compagnie.
La norma si limita a sancire l’obbligo di consentire il trasporto gratuito di un oggetto personale di piccole dimensioni (borsa o zaino da riporre sotto il sedile), una misura che tutti i vettori, inclusi quelli low-cost, già applicavano. Nessuna gratuità o standardizzazione geometrica viene introdotta per il bagaglio a mano da cappelliera: le compagnie mantengono la totale libertà di definire le misure e di far pagare il trolley come servizio accessorio.
L’unico vincolo introdotto è quello della trasparenza tariffaria: i vettori, le agenzie e i motori di ricerca dovranno mostrare il prezzo del biglietto comprensivo del costo del bagaglio a mano sin dall’inizio della prenotazione, vietando l’aggiunta di costi nascosti alla fine del processo d’acquisto. Resta confermata la facoltà di offrire tariffe ridotte per chi sceglie di viaggiare senza bagaglio.
Vengono infine azzerati i costi extra per la correzione di errori di battitura nel nome e per la stampa fisica della carta d’imbarco in aeroporto dopo il check-in online.
Prossimi passaggi legislativi
L’accordo provvisorio dovrà ora essere formalmente confermato e votato sia dal Parlamento europeo sia dal Consiglio entro le prossime sei settimane, prorogabili di altre due. Le due istituzioni voteranno il testo comune dopo la revisione giuridico-linguistica. Il Parlamento europeo prevede di inserire il voto di ratifica definitivo nell’agenda della sessione plenaria del mese di luglio.
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Luca Gorrasi
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