Lo stato del Diritto – Irene Testa intervista Hafiza, studentessa e attivista afghana (18.06.2026)


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Buona sera, agli ascoltatori di Radio Radicale e ben ritrovati con lo stato del diritto, oggi parliamo di Afghanistan e lo facciamo con a Pisa, di cui non diremo il cognome ed è una studentessa di 21 anni che studia in Italia, economia aziendale è bravissima nel giro di davvero di un paio d’anni ho imparato a parlare perfettamente l’italiano e soprattutto è un attivista,
Che che è molto impegnata sui temi che riguardano le donne, naturalmente in Afghanistan e in questi giorni vogliamo parlare con lei proprio di quanto sta succedendo in Afghanistan, per la precisione a Herat, dove le donne stanno manifestando, è forse dopo decenni
An anche lì i mariti le stanno sostenendo nella piazza e credo che questo sia un dato molto significativo, insomma che in qualche modo dà speranza, fiducia e così
Ah ah, proprio oggi l’Afghanistan e soprattutto la provincia di Herat in modo specifico, poi, si è trasformata in una gigantesca prigione a cielo aperto. Come già sappiamo, negli ultimi emessi, anche soprattutto in questi giorni, i talebani hanno intensificato una violenta campagna di arresti arbitrari e soprattutto alle ragazze dalle strade e, ahimè, anche dai mercati. La scusa ufficiale dei talebani e il cosiddetto cattivo, e già che, ma questa è una grandissima bugia, perché queste donne e ragazze indossavano già abiti tradizionali e sono completamente coperte. Quindi il problema non è il velo e il problema non è elegiaca. Questa è solo una scusa usata dai talebani
Per giustificare il loro vero obiettivo, che terrorizzare la popolazione e colpire le famiglie e far sparire completamente le donne. Tale spazio pubblico, il risultato di cui di queste depressione e un clima di terrore totale Herat, le donne hanno paura persino di uscire.
A comprare il pane perché sanno che potrebbero essere portati via in qualsiasi momento. Ma nonostante tutto questo questa paura e nonostante tutti i rischi enormi, le donne sono uscite, lo stesso per in strada a protestare e a difendere la propria dignità, e la risposta dei talebani è stata espletata, hanno aperto il fuoco e li hanno chiesti
E con l’Inter di arma da fuoco e donne di Herat oggi non stanno solo perdendo i loro diritti, ma stanno anche rischiando la vita stessa ogni volta che decidono di non restare in silenzio. Ma questo
Siamo un gruppo di donne, diciamo, sono sono ben nutrito come gruppo, sono tante e si si sono tantissime, poi la colpa diciamo il motivo che loro hanno arrestato queste ragazze è stato il cattivo, è già, come dicono loro, che in realtà non è un motivo,
Non è quello come spiegava, non è soltanto quello e infatti non è soltanto quello il loro stanno arrestando queste donne e scienza emotivo, ma nel caso specifico c’è stato qualche altro decreto, perché ogni tanto i talebani tirano fuori un nuovo decreto che impone qualunque cosa cioè fra un po’non potranno più neanche respirare e infatti i decreti già
Sono usciti prima che poi, in forse due, tre mesi fa, che che dicevano che le donne non possono parlare in pubblico e non possono uscire senza i maschi uomini. Questi già sono le regole e le leggi che già loro hanno messo, e questo per le donne, ma purtroppo questa volta che hanno ha iniziato,
A queste arrestamento era loro non han no, non non hanno messo nessun altre, diciamo legge su queste cose
Quindi comunque, diciamo alla popolazione le donne non ce la fanno più e sono sole, perché poi il mondo non c’è la comunità internazionale cioè che cosa che cosa manca
Diciamo che manca completamente l’interessamento, le azioni mirate a dare da poco. Abbiamo parlato sempre in questa in questo spazio con un’altra ragazza afgana che diceva che spirava quanto è importante naturalmente lo studio per le ragazze afgane che diciamo con
Si cercano di studiare anche con questi corsi on line, ma non sempre riescono a prendere la linea. Internet costa caro, hanno paura di essere, viste le elezioni le devi seguire in una certa ora. Insomma, ci sa, c’è un modo tu ci hai mai pensato per fare in modo che magari più ragazze possano studiare anche con questo mezzo dell’on line, magari se ci fosse un aiuto anche di di come dire di dare gratis internet, tu cosa pensi ASCI su questo coste corsa anche, come già sappiamo, anche prima. Dal momento che i talebani sono entrati in Afghanistan, le donne e le ragazze non hanno avuto la possibilità di studiare. Per questo motivo in questi ultimi anni le ragazze e le donne hanno cercato di creare.
O trovare un mezzo per studiare sia on line, anche.
Poche io so, ci sono anche etico le scuole e anche i corsi nascosti che loro vanno ad imparare delle cose che purtroppo in questi giorni con questo
Arrestamento che c’è in questi giorni, che è successo e ne Rota, adesso tutte le donne tutto dell’Ascani stanno hanno paura di uscire di casa, poi ho sentito anche una notizia che hanno detto di questo, sabato scorso hanno detto hanno pubblicato una cosa che le donne non devono uscire se escono non si sa che si possono tornare al loro a casa o no e loro si arrestano allora quindi,
Per questo motivo adesso anche questo mezzo che loro hanno trovato di studiare, non possono averlo di più, poi per
E studiare come on line.
è anche molto difficile, perché è sì, come l’hai già detto, che il costo è anche il prezzo di internet, è molto caro, in Afghanistan, poi ci sono le famiglie che se non hanno i soldi per mangiare la cena, come possono, come le ragazze di quella famiglia possono studiare on line e per questo motivo anche come già ho detto
Questa è una motivazione a una ispira come una moto d’ispirazione per loro che Knorr inizia hanno iniziato di studiare on line, ma questo non è un mondo, diciamo ufficiale, è un modo comodo per tutti o un modo accessibile a tutte le donne e per questo sì, per questo motivo
Anche se questi questi giorni che è successo, questa cosa nera, i, la comunità afgana in tutti i Paesi del mondo,
Noi iniziato di fare le manifestazioni che queste manifestazioni nascono con una reazione immediata è necessaria, è quello che sta accadendo in Afghanistan,
Che tipo, quando e in patria le donne vengono colpiti dai proiettili e noi abbiamo una un dovere morale di non stare in silenzio, per questo motivo, in questi giorni, da quello che so io noi?
Ci sono né nei paesi ci sono questi manifestazioni nel Paese, come in Canada, in Germania, Francia e Spagna anche la settimana prossima, anche qui a Roma, che noi scendiamo in piazza e ci rinunciamo nelle piazze di questi situazione che c’è in Afghanistan almeno per attirare l’attenzione della,
La comunità internazionale, quella importanza di di trovarsi in piazza è fondamentale, perché noi ci uniamo tutti insieme per fare da casa da casa, da lì e di chi, di chi chi etico, in patria delle donne che in patria viene zitto con le armi, il nostro obiettivo principale è a rompere il silenzio dell’opinione pubblica e sfide che basta a questi crimini che stanno colpendo l’Afghanistan e in particolare la città di Herat. In questi giorni
Poi, se parliamo dell’importanza di questi, di queste manifestazione e che in questo preciso momento è vitale e non e non può essere sottovalutata.
E quando la comunità Ghana e anche altre persone che ci aiutano composte delle donne e uomini uniti scendono in piazza,
Stanno compiendo un atto di resistenza politica fondamentale per due ragioni principali che il primo in primo luogo, è questo che proteste servono a rompere il muro del silenzio e dell’indifferenza che i Talebani vogliono far credere al mondo, che la questione delle donne in Afghanistan sia chiusa, che la loro totale cancellazione dalla società sia ormai un fatto compiuto e accettato. Ogni piazza che si cliente nel mondo smaltisce questo propaganda che queste manifestazioni dimostrano alla comunità internazionale e anche ai governi occidentali che la ferita è aperta. L’apartheid di genere non può essere normalizzato e che non permetteremo Emis e a nessuno a nessuno di
Voltarsi dall’altra parte per convenienza diplomatica e poi, in secondo luogo, che forse questa è la cosa più importante che queste proteste hanno un valore immenso per chi è rimasto dentro il Paese, le donne a Herat o anche in altre città dell’Afghanistan che oggi vivono reclusi terrorizzati dall’idea di essere arrestate, anche picchiati ogni volta che escono di casa, hanno bisogno di sapere che non sono state dimenticate. Ecco quando vedono che
A me che ci sono le persone e migliaia idee che a migliaia di chilometri di distanza ci sono le persone che gridano che loro, che portano i loro nomi e le loro storie nelle piazze europee, anche altre altri Paesi del mondo capiscono che la loro voce è ancora viva in questa manifestazione sono l’unico filo di speranza che unisce le donne dichiarati anche altre Province al resto del mondo ed è nostro dovere morale, molto brava, importante
Su questo aspetto che ha sottolineato
Ogni manifestazione che si fa in qualunque parte del mondo aggiunge speranza, diciamo una situazione che deve essere illuminata, de de de deve essere conosciuta scusami se ti ho interrotto
Allora non c’è problema e si come ho detto, che questo è un come un dovere morale a proteggere. Questa è Achraf rafforzare questo filo che c’è e tu che sei così giovane. Insomma, ventun anni
E se è riuscita a venire in Italia a studiare,
Ma chiaramente tu hai parte della famiglia d’estate in Afghanistan
Io sono arrivata in Italia con le mie due sorelle, ma altri membri della mia famiglia e stanno lì, ma la estere, attivista per me, non è solo per essere attivista di fare qualcosa solo per la mia famiglia, che che adesso che Iod come una ragazza che l’Afghanistan sono qui sicura e posso studiare,
E questa è la mia responsabilità di portare la voce delle delle ragazze, di delle mie amiche che e dei miei coetanei che stanno in Afghanistan, non riescono a studiare e non riescono a lavorare, non riescono ad uscire da casa, di parlare di loro e portare la loro voce a tutto il mondo e tu sei bravissima te lo fai così.
Così
Giovane così forte, perché ti conosco quindi
So quanto impegno.
E quanto sia difficile per una persona non non poter fare anche i ricongiungimenti familiari o stare lontano dalla propria famiglia e cavarsela in un Paese straniero soprattutto anche so quanto soffrite nel pensare.
Ah, come stanno il vostro popolo come costretto a vivere, come sono costretti a vivere le donne, le bambine e le sorelle, e quindi è importante parlarne per quello che oggi ne stiamo parlando, anche proprio per ricordare come dicevi, tu che si stanno mettendo in piedi delle manifestazioni importanti è che chi ci ascolta può informarsi anche tramite i social per diciamo conoscere le piazze dove si faranno queste manifestazioni no hashish,
Infatti, ah, sì, anche io, come già detto, anche prima Chico parlare di queste cose anche non è facile per noi, perché ogni volta che noi parliamo di questo ricordiamo I del ricordiamo tutto quello che è accaduto in Afghanistan e anche ricordiamo della nostra famiglia della mia famiglia che è lontano di me ma Contu nonostante tutte queste
Ho ho deciso di parlare di queste cose e per questo motivo, come ho già accennato prima, questi manifestazione anche sono come un filo di speranza tra noi e loro che stanno in Afghanistan, poi quello che noi vogliamo, proprio dentro, quando facciamo queste manifestazione, è quello che noi chiediamo dalla comunità internazionale e ai governi occidentali, noi prima di tutto chiediamo che loro devono smettere con le dichiarazioni, a volte perché siamo profondamente stanchi di sentire espressione di profonda preoccupazione e anche comunicati di condanna, perché le parole di queste parole non fermano i proiettili a Herat e non proteggono le ragazze che vengono portati via delle strade o le ragazze che non riescono a studiare che sono passati cinque anni che loro stanno senza un futuro i governi e non possono continuare a far finta di non sentire e di non vedere
E noi specialmente chiediamo tre cose molto chiare e concrete, né in queste manifestazioni che facciamo. Prima di tutto chiediamo di conoscere l’apartheid di genere come un crimine contro l’umanità, quello che i talebani stanno facendo alle donne in Afghanistan e non è una questione culturale, una sistema sistematico.
Di cancellazione degli esseri umani passato sul genere e va punito dal diritto internazionale,
La seconda cose, nessun riconoscimento e nessun normalizzazione, perché purtroppo io vedo che in questi giorni anche il mondo sta normalizzando dei rapporti con i due che hanno i rapporti con il regime dei talebani, qualsiasi tipo di dialogo, gli aiuto devi essere assolutamente con due condizionato al ripristino immediato e totale dei diritti fondamentali delle donne,
A partire dal diritto allo studio, al lavoro e alla libertà di movimento e la terza cosa che vogliamo e azione irreale, concrete per fermare questi crimini, specialmente le violenze e gli arrestati che stanno avvenendo in questi giorni a Herat, e la comunità internazionale deve esercitare una vera pressione politica economica invece di girarsi dall’altra parte quando si parla e quando si spingono i riflettori del dei media e noi noi abbiamo bisogno di compassione e abbiamo bisogno di giustizia e di coerenza quello che noi vogliamo dalla comunità internazionale.
E dentro di queste manifestazioni che facciamo abbiamo bisogno di compassione e di giustizia, di diritto, hai detto bene perché?
Anche anche quello che suggerisce che suggerite poi no di di di intervenire, di inserire l’apartheid di genere come crimine contro l’umanità.
Questo ancora non è, non è stato fatto e invece.
Rappresenterebbe sicuramente un aspetto importante per la vostra causa, diciamo che
è importante che gli Stati non non si girino dall’altra parte, così come come stanno facendo, perché forse possiamo anche spiegare no, perché tu in realtà diciamo se è andata via quando loro stavano ritornando giusto Ascea sono uscita dall’Afghanistan quanto chi può, due settimana dopo di quando sono entrati in Afghanistan e a Kabul sci, ecco e quindi diciamo tu hai vissuto una vita da Libera, sì, sì, e per questo io ho vissuto in questo o in quelle due settimane che io stavo lì, ho sentito con le mie pelle quello che succedeva per le donne è quello che si accetterà, soprattutto per la, per la ragazze che stanno in Afghanistan, che nessuno, non così non poteva uscire di casa
Anche noi, quando siamo usciti per fuggire dall’Afghanistan, anche quel momento è stato un momento molto difficile per me, perché arrivare da casa mia a aeroporto non è stato facile.
Essendo quando c’erano i talebani di strada che si è svolto questo questo tuo percorso verso l’aeroporto, questo che tu hai trovato il posto, no, perché in quei giorni non tutti riuscivano a imbarcarsi quindi.
Eh, sì, queste per noi è sacro un aiuto dai parte dei diplomatici italiani perché?
Ti do forse anche ho accennato che noi siamo qui tre ragazze, io e le mie due sorelle che la mia sorella lavorava già con una organizzazione che l’ufficio.
Sì, l’Ufficio centrale di questo organizzazione era in Italia, anche per questo motivo il loro hanno aiutato a noi per arrivare in Italia e anche loro hanno aiutato noi per arrivare in aeroporto e com’è stato il tuo viaggio da casa all’aeroporto.
è stato molto difficile, con paura, perché noi, quando siamo usciti da casa, non pensavamo che arriviamo sane e salve ad aeroporto tondo, perché in quel momento non c’era, non era nessuno che garantiva la nostra vita lì eh.
E infatti noi abbiamo deciso di andare nel porto perché in queste due settimane che noi siamo vissuti lì abbiamo visto con i nostri occhi che se rimaniamo qui in Afghanistan non avremmo più nessun diritto e saremo solo gli oggetti che devono Rim rimanere a casa solo diventiamo un oggetto non no no, non un essere umano, per questo motivo abbiamo fatto questo il rischio di uscire di casa e dar di fare da A ad aeroporto.
Siete stati coraggiosissima, bravissimi e avete fatto la cosa giusta, naturalmente perché anche per non solo per te stessa, come dicevi bene prima, ma per essere la voce anche delle tue compagne delle tue sorelle delle tue del tuo Paese, insomma affissa, io ti ringrazio per questa chiacchierata perché sa conversazione,
Perché
Dobbiamo continuare a parlare di Afghanistan, dobbiamo continuare a parlare di quello che accade in questo in questo Paese e.
E soprattutto dobbiamo ricordare che la comunità
Anche fuori dall’Afghanistan può fare molto, può partecipare alle manifestazioni, così come si stanno organizzando in tanti Paesi e quindi anche in Italia, poi magari nei giorni prossimi daremo più indicazioni più precise, quindi a Pisa ti ringrazio, se vuoi aggiungere qualcosa, altrimenti ci salutiamo.
Grazie grazie a lei veramente anche io ti ringrazio di cuore per questa intervista, anche perché questo è molto campale, tantissimo per me, perché parlare di queste cose, anche in gabbio, è una cosa che il social media, una cosa che può sentire altre gente di questo che sta succedendo in Afghanistan e dell’Associazione delle donne.
Quindi vale tantissimo per me, ti ringrazio molto e allora ringraziamo davvero ancora fissa una studentessa afgana di 21 anni che studia qui in Italia e che porta avanti i diritti delle donne afgane grazie agli ascoltatori di Radio Radicale per averci seguito, noi ci ritroviamo giovedì prossimo con lo stato del diritto.


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