Tappa salernitana per il Premio Letteratura d’Impresa durante il Salerno Letteratura Festival


Ieri sera Antonio Calabrò, Presidente Gruppo Tecnico Cultura d’impresa di Confindustria e Museimpresa ha condotto l’incontro che, ormai ogni anno durante il Salerno Letteratura Festival, rappresenta un momento di riflessione sulla letteratura d’impresa.

Ospitato dal Museo Diocesano di Salerno, si è aperto con gli interventi di Andrea Prete, Vincenzo Boccia e Velleda Virno. L’incontro, che fa parte della sezione “Sguardi sul mondo attuale”, è promosso da Festival Città Impresa-ItalyPost, che organizza il Premio Letteratura d’Impresa, volto a favorire le produzioni editoriali che raccontano la peculiarità del mondo produttivo italiano, con la finalità di promuovere una “nuova narrazione” dei sistemi imprenditoriali ed una moderna cultura di impresa.

Andrea Prete, Presidente Unioncamere e CCIAA di Salerno, intervistato da Calabrò commenta che l’impresa che si apre al mondo nel quale vive, con la cultura, con il terzo settore crea coesione e competitività. «La cultura d’impresa è un valore che crea un ritorno all’impresa».
Vincenzo Boccia, Past President Confindustria sottolinea l’importanza di parlare delle imprese, aprirle, far entrare i ragazzi. «L’Italia è la seconda manifattura d’Europa ma non c’è abbastanza consapevolezza del valore dell’impresa».
E ricordando l’istituzione dei PMI day sottolinea: «Dobbiamo avere la capacità di raccontare il di fuori dell’impresa» ed ancora:«questo festival ci permette di consolidare un rapporto di comunità ed imprenditori locali».
Chiude gli interventi istituzionali Velleda Virno, Vicepresidente di Confindustria Salerno con delega alla Cultura d’Impresa che sottolinea come “fare impresa in una città del sud e’ un’impresa. E’ molto più difficile che al nord perchè mancano le infrastrutture, le scuole. Gli imprenditori italiani sono i più capaci, quelli meridionali hanno una marcia in più».

La discussione poi si sposta con l’intervento di Frank Pagano e Pierangelo Soldavini, autori, con Marco Di Dio Roccazzella, di Mina. La formula di un successo italiano (Il Sole 24 Ore) e Alberto Felice De Toni, autore, insieme ad Eugenio Bastianon di La varietà necessaria del potere. Cooperazione e corresponsabilità come chiavi di successo delle organizzazioni (Guerini e Associati).

Mina e il potere è una lettura originale della carriera della più grande cantante italiana, che Calabrò definisce “una delle poche interpreti intergenerazionali”, che , anticipando un’epoca in cui la presenza e l’immagine sono tutto, ha deciso di sparire nel pieno della sua carriera artistica.
Ma quando sparisce si ripresenta sulle copertine dei suoi dischi, sperimenta, sa cambiare, si prende poco sul serio ma ha un rigore quotidiano scandito dall’ascolto dei brani che le mandano giovani artisti, dicono gli autori del libro.
Nel ‘78, quando si ritira dalla vita pubblica, inventa un altro modo di fare impresa. La marca “Mina” ha tutte le caratteristiche di un brand e di un’impresa di successo.
“La sua storia favolosa ha delle caratteristiche assolutamente ripetibili“, continuano gli autori, è scalabile, come si direbbe oggi.

Mina ha dato lezioni di marketing e imprenditorialità nei rapporti che ha intessuto con le aziende di cui è stata testimonial, seppue solo con la sua voce, si pensi agli spot per Barilla e alla colonna sonora di quelli di Tim. Rapporti che non sono stati solo di committenza ma di condivisione di valori e nelle scelte fatte dalla cantante si rtrovano quel «discernimento e capacità di prendere il rischio, tipico degli imprenditori“.

L’ex sindaco di Udine, Felice De Toni, parla invece del suo libro sul potere.

Il potere e’ la variabile chiave di tutte le imprese ed in tutti i settori, organizzativo, scientifico, economico e politico, i processi di conquista e controllo del potere sono identici.

La parola “potere” non va connotata di significati negativi, come siamo abituati a fare. Ciascuno di noi infatti «necessita di un minimo di potere per essere libero», dice l’autore.
«Non esiste il potere bensì esistono relazioni di potere. Il potere è sempre situato nelle relazioni tra due soggetti.
Non dipende dall’imposizione ne’ dalla leadership o dalla posizione che si ricopre» ed ancora, «bisogna creare le condizioni per favorire la cooperazione, questa non nasce solo dalla volontà ma dall’equilibrio del potere. Come si fa a far scattare le cooperazione? Moltiplicare le fonti di potere». E’ quello che succede nelle organizzazioni complesse in cui lavorano migliaia di persone.
Un’analisi a tutto tondo dunque, quella nell’ambito di Salerno Letteratura Festival, che, mette in evidenza l’importanza di diffondere la cultura d’impresa, anche nel senso eroico del termine, lo sforzo dell’imprenditore novello eroe in un contesto sempre più competitivo e complesso in cui il racconto diventa anche sprone, esempio, ispirazione per quanti dovranno venire, oltre che heritage e conservazione di know how, tradizioni, sapere che compongono quel grande marchio che è il made in Italy.

Due le cinquine finaliste dell’edizione 2026 del Premio Letteratura d’Impresa.

Per la narrativa: Il maestro silenzioso. Giacinto Cottino (1927 – 2022) L’imprenditore che ha saputo «restituire» (Guerini Next) di Francesco Antonioli; Cuoio (Einaudi) di Gabriele Cavallini; Prendersi tutto. Io Aristotele Onassis (Neri Pozza) di Anna Folli; Un milione di scale. Le ragazze della Rinascente (Neri Pozza) di Giacinta Cavagna di Gualdana; Mina. La formula di un successo italiano (Il Sole 24 Ore) di Frank Pagano, Marco Di Dio Roccazzella e Pierangelo Soldavini. Per la saggistica: Il futuro non aspetta. Cambiare per (far) crescere (Egea) di Stefano Caselli; Il coraggio e la visione. Alessandro Magno e la leadership generativa (Il Mulino) di Andrea Lipparini e Gianfranco Di Pietro; Pensiero e approccio strategico. Patrimonio comune dell’impresa (Guerini e Associati) di Marco Vitale e Vittorio Coda; Basta lavorare così: come trovare un equilibrio felice tra vita e lavoro (Bompiani) di Silvia Zanella; La varietà necessaria del potere. Cooperazione e corresponsabilità come chiavi di successo delle organizzazioni (Guerini e Associati) di Alberto Felice De Toni e Eugenio Bastianon.


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 Valentina Tafuri

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