Trump “L’Iran non avrà un programma nucleare e senza capacità missilistiche, lavoriamo per raggiungere un giusto accordo”


IPA85798917 – The President of the Republic, Emmanuel Macron, and his wife, Brigitte Macron, hosted the President of the United States of America, Donald Trump, at the Palace of Versailles on 17 June 2026 to mark the 250th anniversary of US independence.

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “L’Iran non avrà mai un’arma nucleare, e hanno accettato questo punto”. È il messaggio lanciato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante il suo intervento davanti ai lavoratori della fabbrica della Mack Trucks a Macungie, in Pennsylvania. Un discorso nel quale il presidente americano ha messo al centro il dossier mediorientale, rivendicando quello che ha definito un “accordo storico” con Teheran, e collegando la nuova fase geopolitica alla forza dell’economia americana. Trump ha spiegato che la questione nucleare iraniana è stata la motivazione principale della sua azione diplomatica e strategica. “È per questo che l’ho fatto. L’ho fatto per questo motivo”, ha detto il presidente.

“L’Iran non può avere una bomba nucleare. Per 47 anni diversi presidenti e diversi Paesi hanno provato ad affrontare questa situazione senza riuscirci. L’Iran era il bullo del Medio Oriente”.

Secondo Trump, l’intesa avrebbe l’obiettivo di chiudere definitivamente il capitolo della possibile proliferazione nucleare iraniana. “Abbiamo raggiunto un accordo storico di pace con l’Iran per mettere fine al conflitto e garantire la sicurezza nella regione”, ha dichiarato davanti agli operai della Pennsylvania. Il presidente americano ha poi rivendicato gli effetti della pressione esercitata da Washington sulle capacità militari e strategiche di Teheran. “Stiamo lasciando l’Iran senza marina, senza aeronautica, senza difese antiaeree, senza capacità missilistiche e senza programma nucleare”, ha affermato Trump.

“La loro economia è stata schiacciata e la loro base industriale della difesa è stata danneggiata così gravemente che serviranno molti anni per ricostruirla”. Un passaggio centrale del discorso è stato dedicato allo Stretto di Hormuz, una delle aree più strategiche per il commercio mondiale di energia.

Trump ha sostenuto che la situazione nella regione sia tornata sotto controllo e ha sottolineato l’impatto immediato sui flussi petroliferi. “Ieri 19 milioni di barili di petrolio sono transitati attraverso lo Stretto di Hormuz”, ha detto. “È il livello più alto mai registrato nella storia dello Stretto. Non avete mai visto nulla di simile. È stato un enorme flusso di petrolio”.

Secondo il presidente americano, la stabilizzazione della regione avrebbe conseguenze dirette anche sui mercati globali. “Il petrolio, per la prima volta dopo mesi, è sceso sotto i 70 dollari al barile”, ha affermato. “E quando il prezzo dell’energia scende, scende tutto il resto”. Trump ha collegato la questione iraniana alla necessità di evitare una crisi economica internazionale. Non possiamo permettere che il Medio Oriente esploda”, ha detto. “Perché se accadesse, l’economia mondiale ne risentirebbe enormemente”.

Il presidente ha quindi rivendicato il ruolo degli Stati Uniti nella gestione della crisi, criticando le precedenti amministrazioni. “Abbiamo avuto 47 anni di tentativi, ma nessuno aveva risolto il problema. Ora la situazione è diversa”, ha detto Trump. Nel corso del suo intervento Trump ha inoltre ribadito che Washington sta cercando di arrivare a un accordo con Teheran che sia “giusto” e garantisca la sicurezza americana e dei suoi alleati. “Stiamo lavorando per raggiungere un’intesa equa”, ha spiegato.

Dopo il lungo capitolo dedicato all’Iran, Trump ha spostato il focus sulla situazione economica interna, rivendicando una fase di crescita degli investimenti stranieri negli Stati Uniti. “Stiamo facendo numeri che nessuno ha mai visto prima”, ha detto il presidente. “Meno di un anno fa gli investimenti provenienti dal resto del mondo erano inferiori a un trilione di dollari. Noi abbiamo raggiunto 19,1 trilioni di dollari di investimenti in 12 mesi”. 

Una cifra che Trump ha definito il simbolo del ritorno della fiducia internazionale negli Stati Uniti. “Paesi di tutto il mondo stanno investendo qui. Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Kuwait e molti altri stanno portando capitali negli Stati Uniti. Due anni fa non avrebbero nemmeno pensato di farlo: credevano che l’America fosse finita”.

Il presidente ha citato anche il recente incontro con il leader cinese Xi Jinping, raccontando un episodio che secondo lui rappresenterebbe il cambio di percezione degli Stati Uniti nel mondo. “Quando ho incontrato il presidente Xi, mi ha guardato e mi ha detto: ‘Ti muovi velocemente’. Pensavano di avere il controllo, ma ora è l’opposto”.

Trump ha poi rilanciato la sua strategia economica basata sul ritorno della produzione industriale negli Stati Uniti e sull’utilizzo dei dazi per proteggere il mercato interno. “Abbiamo ridotto il deficit commerciale con la Cina del 67%, il più grande taglio nella storia del commercio del nostro Paese”, ha affermato. “Le aziende non vogliono pagare i dazi, quindi costruiscono le fabbriche qui e assumono lavoratori americani”. 

Il presidente ha citato in particolare il settore automobilistico, quello dell’intelligenza artificiale e la produzione pesante. “Abbiamo più fabbriche in costruzione di quante ne abbiamo mai avute nella storia del nostro Paese”, ha dichiarato. Tra gli esempi indicati da Trump anche il caso della U.S. Steel, azienda simbolo dell’industria siderurgica americana. “L‘anno scorso ho salvato una grande compagnia americana e abbiamo mantenuto la sede in Pennsylvania, dove deve stare“, ha detto.

“Abbiamo ottenuto 17 miliardi di dollari di investimenti – ha aggiunto Trump -. Stanno costruendo nuovi impianti siderurgici, ampliando le attività e creando nuovi posti di lavoro. Hanno fatto più di quanto avevano promesso perché hanno creduto nella Pennsylvania e nei suoi lavoratori”.

Il presidente ha poi rivendicato i nuovi tagli fiscali approvati dal Congresso. “Abbiamo firmato i più grandi tagli alle tasse nella storia americana”, ha dichiarato. Tra le misure citate da Trump l’eliminazione delle tasse sulle mance, sugli straordinari e sulla previdenza sociale per gli anziani. “Per i cittadini della Pennsylvania questo significa oltre 10 mila dollari in più all’anno per famiglia”, ha detto. Trump ha concluso il suo intervento ribadendo il legame tra sicurezza nazionale, energia e crescita economica: “L’America sta tornando a essere il Paese più forte del mondo. Abbiamo fabbriche che aprono, investimenti che arrivano e lavoratori che vengono assunti”.

“Abbiamo passato anni in cui il mondo rideva degli Stati Uniti”, ha aggiunto. “Ora invece tutti vogliono investire qui. L’economia americana è pronta a raggiungere livelli che nessuno ha mai visto prima”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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