Piazza Vanvitelli infiamma il Consiglio Comunale di Frascati : mozione bocciata e scintille 


 

Doveva essere una discussione sulla destinazione del futuro Urban Social Hub di Piazza Vanvitelli. Si è trasformata invece in uno dei confronti politici più accesi degli ultimi mesi in Consiglio comunale, con accuse, repliche taglienti e visioni profondamente diverse sul futuro della città.

Al termine del dibattito la maggioranza ha respinto la mozione presentata dai consiglieri Gelindo Forlini e Roberto Mastrosanti, che chiedeva di modificare l’atto di indirizzo con cui la Giunta comunale ha previsto di destinare il nuovo padiglione di Vermicino al Consorzio di Tutela e Valorizzazione dei Vini Frascati.

Ma il voto finale è stato soltanto l’epilogo di uno scontro politico che ha coinvolto direttamente l’assessore ai Lavori Pubblici Claudio Cerroni, la consigliera comunale Anna Delle Chiaie, il consigliere di maggioranza Alessio Ducci e lo stesso ex sindaco Roberto Mastrosanti, facendo emergere due letture completamente diverse del progetto PINQuA e del ruolo che il nuovo spazio dovrà svolgere nel quartiere di Vermicino.

Forlini e Mastrosanti: “Si sta tradendo lo spirito del progetto”

Nella mozione i due consiglieri ricordano di essere stati parte attiva nella costruzione del progetto finanziato attraverso il Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (PINQuA), nato con l’obiettivo di creare nuove centralità urbane e servizi nei quartieri periferici della città.

Secondo Forlini e Mastrosanti, gli Urban Social Hub erano stati pensati come spazi di aggregazione, partecipazione e servizi destinati ai cittadini, mentre l’attuale amministrazione avrebbe progressivamente modificato l’impostazione originaria del programma.

Da qui la critica alla scelta di trasferire il Consorzio del Vino nel nuovo padiglione di Piazza Vanvitelli.

Per i firmatari della mozione, quella struttura dovrebbe continuare a svolgere una funzione sociale e di quartiere, mentre il Consorzio troverebbe una collocazione più adeguata nel Mercato Coperto, mantenendo così nel centro cittadino una funzione storicamente legata all’identità di Frascati.

Delle Chiaie: il Consorzio deve restare nel cuore della città

Una posizione che ha trovato sponda nell’intervento della consigliera comunale Anna Delle Chiaie, che durante il dibattito ha insistito sulla necessità di mantenere il Consorzio nel centro di Frascati.

Per la consigliera, una realtà che rappresenta uno dei simboli più riconoscibili del territorio dovrebbe continuare a mantenere una presenza nel cuore della città, preservando quel legame diretto con il centro storico che negli anni ha contribuito a rafforzarne l’immagine.

Cerroni contrattacca: “Tra i render e le opere realizzate c’è una differenza sostanziale”

La risposta dell’assessore ai Lavori Pubblici Claudio Cerroni è stata lunga, articolata e in più passaggi particolarmente severa nei confronti dei proponenti della mozione.

L’assessore ha respinto l’idea che la destinazione del padiglione al Consorzio sia incompatibile con gli obiettivi del PINQuA, sostenendo invece che la valorizzazione di una delle principali filiere economiche e identitarie del territorio rappresenti una forma concreta di rigenerazione sociale, culturale ed economica.

Ma è quando il confronto si sposta sul terreno politico che il dibattito si accende.

Parlando di Piazza Vanvitelli e delle critiche mosse dall’opposizione, Cerroni rivendica il passaggio dalle intenzioni alla realizzazione concreta delle opere.

“Piazza Vanvitelli non è più soltanto una prospettiva illustrata in tavole progettuali o in suggestivi render destinati alla comunicazione politica”, scrive nella sua replica, contrapponendo la fase progettuale delle precedenti amministrazioni all’attuale realizzazione dell’intervento.

Un passaggio che in Aula è apparso come un chiaro affondo politico nei confronti dell’ex sindaco Roberto Mastrosanti.

Ancora più duro un altro passaggio della memoria: “Siamo altrettanto consapevoli che qualcuno possa perfino sperare che l’opera non venga mai completata, così da poter continuare a utilizzarla come argomento di polemica politica”, afferma l’assessore.

Parole che hanno contribuito ad alzare ulteriormente il livello dello scontro.

Ducci ribalta il dibattito: “Il Consorzio non è una rivendita”

Tra gli interventi più significativi della seduta quello del consigliere di maggioranza Alessio Ducci, che ha spostato il confronto dalla collocazione geografica della sede alla funzione stessa del Consorzio.

“Il Consorzio è fatto da uffici che programmano ed è luogo di concertazione tra produttori, vinificatori e imbottigliatori”, ha spiegato.

Secondo Ducci, il Consorzio non svolge attività di vendita e non può essere assimilato a una rivendita o a una struttura commerciale aperta al pubblico.

Per il consigliere si tratta piuttosto di un organismo nel quale si definiscono strategie, attività di tutela e percorsi di valorizzazione delle denominazioni.

Da qui una delle battute che ha maggiormente caratterizzato il dibattito: “Nei bar, nelle enoteche e nei ristoranti devono esserci le bottiglie”, ha osservato, sottolineando come il Consorzio svolga invece una funzione di coordinamento e programmazione della filiera vitivinicola.

La difesa dei tecnici: “La Pubblica Amministrazione non può sostituire i fatti con le insinuazioni”

Tra i passaggi più forti della replica di Cerroni c’è anche quello dedicato alla difesa dei dirigenti, dei funzionari e dei tecnici comunali coinvolti nell’attuazione del programma PINQuA.

L’assessore ha contestato in particolare alcune espressioni contenute nella mozione relative all’utilizzo delle risorse impiegate per i supporti al Responsabile Unico del Procedimento.

Secondo Cerroni, l’utilizzo di determinate formulazioni rischia di gettare ombre ingiustificate sul lavoro svolto dagli uffici comunali: “La Pubblica Amministrazione non può permettersi di sostituire i fatti con le insinuazioni. Non può basare il proprio giudizio su suggestioni o sospetti non dimostrati”, scrive l’assessore nella sua memoria.

Un passaggio che segna uno dei momenti più netti dell’intera replica.

Cerroni ha quindi rivendicato il lavoro svolto dall’ingegner Riccardo Basili, dai collaboratori del settore Lavori Pubblici e da tutti gli uffici coinvolti nella gestione dei finanziamenti.

“Dietro ogni cantiere aperto, dietro ogni finanziamento ottenuto e mantenuto, dietro ogni procedura, vi è il lavoro quotidiano di dipendenti e funzionari che spesso operano lontano dai riflettori”, sottolinea l’assessore.

Parole che hanno rappresentato una vera e propria difesa d’ufficio della struttura tecnica comunale e che hanno contribuito ad accendere ulteriormente il confronto politico.

La stoccata finale: “Tra chi accarezza le nuvole e chi costruisce sulla terra”

La conclusione della replica di Cerroni contiene forse il passaggio più politico dell’intera memoria.

Difendendo le scelte compiute dall’amministrazione, l’assessore respinge le accuse relative alla qualità degli Urban Social Hub e rivendica la necessità di trasformare idee e progetti preliminari in opere concretamente realizzabili.

Poi la chiusura destinata a far discutere: “Esiste una differenza sostanziale tra chi è abituato ad accarezzare le nuvole e chi ha il compito di costruire sulla terra”, scrive Cerroni.

Una frase che sintetizza perfettamente il senso dello scontro emerso in Aula: da una parte chi rivendica la paternità e la visione originaria del progetto, dall’altra chi rivendica di aver trasformato quelle idee in cantieri e opere pubbliche.

La mozione respinta

Al termine del confronto il Consiglio comunale ha respinto la mozione presentata da Gelindo Forlini e Roberto Mastrosanti, confermando l’indirizzo dell’Amministrazione comunale di destinare il futuro Urban Social Hub di Piazza Vanvitelli al Consorzio di Tutela e Valorizzazione dei Vini Frascati.

Una decisione che chiude il procedimento amministrativo ma che, alla luce della durezza del confronto andato in scena in Aula, lascia aperta una discussione politica destinata probabilmente a proseguire ancora a lungo.


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