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Buonasera a tutte e tutti, in attesa che l’onorevole Riccardo Magi, che ospita questa conferenza stampa, ci raggiunga. Iniziamo a questo appuntamento che, per presentare della diciassettesima edizione del libro bianco sulle droghe, che è un rapporto indipendente, sostenuto e realizzato dalla società civile che si occupa ed è impegnata nella riforma delle politiche sulle droghe, in particolare da società del della ragione Forum droghe Antigone, CNCA, Cgil, Associazione, Luca Coscioni, ARCI Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS, la Lila e poi con l’adesione di a buon diritto, Gruppo, Abele e Comunità di San Benedetto al Porto, Funzione Pubblica Cgil, Itar, i tamponi Meglio Legale, Human Icaro, Volontariato, Giustizia o dei vini. Io sono Leonardo Fiorentini, segretario di Forum droghe, direttore di fuori luogo, coordinerà giusto i lavori. Questa, appunto, è la diciassettesima edizione di un rapporto che
Realizziamo un da quando abbiamo cominciato a valutare gli effetti delle politiche sulle droghe, in particolare dell’allora appena approvata. Legge Fini-Giovanardi sulla giustizia sulla società, sulla salute delle persone che usano sostanze. Io non mi dilungo perché abbiamo sicuramente poco tempo passo la parola a Franco Corleone che uno dei curatori del libro bianco, oltre che presidente onorario di Società della Ragione prego Franco,
Grazie, siamo qui alla Camera come.
Volte precedenti è stato detto che è il diciassettesimo Libro bianco, se non ricordo male il primo libro bianco lo presentammo a Trieste.
Grazia Zuffa io con una presenza militante perché vi era la conferenza sulle droghe di Giovanardi, Serpelloni e la contro conferenza al Teatro Miela di Trieste con don Gallo.
È una lunga storia quella che che presentiamo una lunga storia di soprattutto di Resistenza.
Alle perversioni e alle ossessioni dei proibizionisti.
è un po’di anni che il libro bianco.
Prende spunto da titoli di canzoni,
Oh poesie, questa volta abbiamo scoperto questa artista molto interessante, Fausta Squatriti che ha
Molti anni fa presente ha pubblicato un suo volume di opere artistiche e poesie intitolato e non sono pazzi.
Ecco
Diciamo così, che Alfredo Mantovano.
Non gli diamo l’attenuante della incapacità di intendere e volere, ma in realtà pigliamo atto che è pervicace perché, dopo essere stato l’autore della legge Fini Giovanardi che aveva uno slogan, la droga è droga.
E quindi tutte le sostanze erano unificate nella legge proibizionista che cambiava quella già di del 90 la Jervolino Vassalli ora.
E
C’è da dire che?
Mantovano rispetto a casi precedenti ai governi precedenti, rispetta la la data del del 26 giugno, anzi l’ha anticipata, ma anche noi l’abbiamo anticipata, e quindi siamo tutte e due nello stesso giorno
Che cosa ha detto Mantovano oggi, ma nella relazione si confermano i dati che presentiamo noi sugli ingressi in carcere, le presenze in carcere
Soprattutto, insisto da sempre sul fatto che.
Il numero maggiore di presenze relative ai fatti di droga e per violazione dell’articolo 73, cioè detenzione e piccolo, spaccio.
Non continuiamo a non sapere quanti sono in carcere per la fattispecie autonoma della lieve entità.
Perché, nonostante sia appunto una fattispecie autonoma, non viene distinta e sappiamo solo quanti sono per l’articolo 73,
E poi per l’articolo 74 e 80, come ci dirà Maurizio, c’è anche il successivamente
Il.
Cosa noi?
Abbiamo appreso oggi
Ma che non sappiamo se prenderla come una promessa o una minaccia, ma la Presidente del Consiglio ha detto che il lavoro non è finito e, sapendo che la Fini Giovanardi?
Fu un colpo di mano del al legislatura, addirittura scaduta.
Dobbiamo allora attrezzarci per impedire una prova che ripeta quella violenza istituzionale che non fu fermata dall’allora presidente della Repubblica, bene e invece da Mantovano abbiamo scoperto che il ritornello sulla droga non lo convince più addirittura pare che usi anche il plurale le droghe,
Oh ah è questo
Passo coraggioso, ma poi anche ha scoperto.
Che il nemico non è la droga o le droghe, ma è la dipendenza.
Ora noi.
E qui oggi possiamo lanciare la sfida di un confronto sulla dipendenza, il concetto di dipendenza fra Alfredo Mantovano e Peter Coin, che ha scritto saggi importanti proprio per mettere in luce questa
Categoria fasulla della dipendenza, così come e noi contestiamo quella che anche noi siamo costretti a usare nel libro bianco latte che la categoria dei tossicodipendenti.
La usiamo perché viene usata nei documenti da cui ricaviamo i dati.
Però teniamo a dire che il numero più alto di presenze è relativo alla violazione, alla contestazione dell’articolo 73
Quindi.
Per possesso, detenzione e cessione gratuita, insomma, 17 condotte sono quelle previste, bene
Poi però c’è questa categoria dei tossicodipendenti.
Forse è interessante la differenza del dato che c’è fra gli ingressi e le presenze.
Dei cosiddetti tossicodipendenti, che sono in realtà il frutto della detenzione sociale, perché sono persone che sono in carcere per furto, scippo, rapina, eccetera, non in quanto consumatori di sostanze.
Però all’ingresso in carcere si chiede al alla persona che entra in carcere se fa uso di sostanze o di alcol, adesso dicono anche questo, forse per fare contento a San bassi, gli chiederanno, anche se gioca al gioco d’azzardo no e allora,
Scrivono e lo mettono nella catena Casella tossicodipendente, poi il SerT, perché uno si dichiara tossicodipendente, ma perché non si sa mai che porti qualcosa di buono, qualche vantaggio, qualche eccetera no poi però a ai successivi passaggi, questo numero diminuisce, per cui nelle presenze,
I violatori dell’articolo 73 sono superiori, appare però questa categoria dei tossicodipendenti, affascina, mantovano perché sono dipendenti, sono malati, sono da curare.
E allora, nella loro capacità di essere così impegnati sul sociale, loro hanno anche inventato un una nuova misura, per cui anche chi a pene fino a 8 anni di carcere può usufruire della detenzione speciale domiciliare della.
A patto che qualcuno certifichi che quel furto alla vecchietta sempre qui e qui la sicurezza non conta più no l’altro grande tema allora lo scippo alla vecchietta.
Deve essere certificato che è dovuto all’uso di una sostanza stupefacente, ora è chiaro che è sempre nella logica del codice Rocco manicomiale.
Non c’è c’è, l’incapacità per il matto fra virgolette viene prosciolto, perché non è lui che ha compiuto il delitto, ma è la malattia mentale, così, in questo caso non è il il giovane
Marginale sociale che ha fatto lo scippo, ma è colpa della droga, della sostanza, eccetera, insomma,
Questo è il quadro e quindi l’idea è di dire sì, è vero che il carcere ci sono queste persone, noi le vogliamo portare fuori, quindi si sta adesso discutendo alla Camera un disegno di legge che è stata approvata al Senato, che ha queste caratteristiche.
Fondamentaliste e poi si va a vedere e se tutto il meccanismo che viene immaginato funziona funzionerà, saranno 500 persone, rispetto alle decine di migliaia, a poter usufruire di questa misura alternativa al carcere.
Siamo appunto a che cosa
Dobbiamo dire sì, non c’è, non c’è stata fino ad oggi.
La volontà di inasprire la legge dal pool, come era stato per la Fini Giovanardi, però, hanno inasprito le pene per i fatti di lieve entità e li hanno resi praticamente impraticabili con le modifiche dei decreti sicurezza, quindi non è che non hanno fatto nulla dal punto di vista della della legge hanno peggiorato
E altre, ovviamente altre misure nei decreti sicurezza sono state messe e quindi noi cosa diciamo che
Il noi ci auguriamo che questo sia l’ultimo libro bianco che risponde alla logica proibizioniste e ci auguriamo che il prossimo libro bianco.
Abbia come interlocutori diversi rispetto a quella che abbiamo conosciuto e conosciamo pesantemente, quindi il riproponiamo i dati, devo dire che non saranno molto originali perché si ripetono testardamente di anno in anno, se non anche peggiorando, perché peggiora la situazione complessiva del carcere e quindi il peso delle due componenti legge proibizionista e detenzione sociale messe assieme sono veramente il più del 50% della detenzione. Ecco, noi vogliamo ribadire che non
Hatch.
Mettiamo né lusinghe né accettiamo.
Misure fintamente umanitarie, perché in realtà sappiamo che tutta la costruzione etica che c’è dietro il proibizionismo viene confermata anche dalla dai proclami ideologici di oggi e noi testardamente appunto, invece, proponiamo un’altra strada che è quella.
Di trovare un modo intelligente di convivere con.
I consumi, le sostanze, I, lo stile di vita dei giovani e la non criminalizzazione.
E quindi il nostro impegno, anche quest’anno, è stato quello di produrre i dati, di analizzarli.
Di continuare a dire che non ci possono essere misure.
Demagogiche e, in realtà, solo inefficaci, ma occorre non solo non costruire nuove carceri, occorre diminuire drasticamente la presenza di tutti i detenuti.
E per la maggior parte quella della detenzione sociale, che è quella che pesa enormemente sulla invivibilità del carcere e quindi questo è il nostro.
Messaggio, appunto, dicendo proprio che non sono pazzi, ma forse qualcosa di più e di peggio.
Come ricordava Franco Corleone, la Presidente del Consiglio ha detto che c’è ancora molto da fare, del resto, quando si sbagliano le politiche e si crea e si continuano a reiterare i problemi, ovviamente sì, si cerca anche di avere una missione da compiere e che probabilmente quella, appunto,
Che la presidente del Consiglio vuole mantenere o quella quella di essere una lei e Mantovano. Un esponente massimamente proibizionista proibizionismo che ha fallito lo dimostrano evidentemente i dati che adesso Maurizio Zanella cercherà di riassumersi e che purtroppo, appunto, reiterando un comportamento sbagliato, una politica sbagliata continuano ad essere sbagliati anche loro, allora sì, innanzitutto, lo scorso anno era stato colto impreparato, non avevo preparato l’intervento perché non sapevo di dover intervenire quest’anno invece, sapendo di dover intervenire, non ho potuto preparare un grande intervento perché sono incappato in una di quelle giornate di Realismo capitalista, per citare Mark Fisher, che mi ha un po’scombussolato
Ciò detto, per fortuna per fortuna, diciamo purtroppo, ma per fortuna mia odierna i dati sono sempre un po’gli stessi, quindi non è che c’è bisogno di studiarli così tanto ormai si recitano come un Padre nostro, poi, se magari avrò qualche défaillance ci sarà Leo pronto a intervenire perché ha fatto le solite pillole quindi lei sa anche meglio di me e la novità la grande novità di quest’anno ovviamente sono sarcastico e appunto il calo degli ingressi che citava, che si citava prima,
Dal calo degli ingressi, che ha riguardato sia gli ingressi totali sia gli ingressi ex articolo 73. Tuttavia, questo dato dinamico non si riflette nel dato statico, perché invece sulle presenze in carcere vediamo un aumento, siamo arrivati a 63.499 detenuti, quindi,
Considerando che la capienza delle carceri stimato è di 51.277, vuol dire che c’è un evidente 23 detenuti in più per ogni 100 posti di 123 detenuti per ogni 100 posti crescono gli articolo 73 in maniera sensibile.
Rimangono pressoché stabili quelli ex articolo 73 e 74 e crescono invece quelli, diciamo 73 74 congiuntamente e crescono gli articoli 74 crescono anche le toccano il loro apice degli ultimi 20 anni, sia in termini assoluti che percentuali detenuti tossicodipendenti. Ma quest’anno grazie a Franco, insomma, che l’ha fatto notare. Abbiamo anche introdotto una nota metodologica per far capire di cosa parliamo quando parliamo di tossicodipendenza in questo caso, perché noi per diciamo rimanere coerenti con i dati del ministero e quindi non creare discrasie questa cosa non c’è o se abbia usiamo il termine tossicodipendenti, però va chiarito, appunto che
Non corrisponde in questo caso la tossicodipendenza a una diagnosi di disturbo da uso di sostanze, spesso appunto all’immatricolazione. Chi si dichiara tossicodipendente per i vantaggi di cui si diceva o perché magari fa uso di sostanze viene considerato tossicodipendente, spesso tossicodipendente. Non è
Quindi, sì, c’è un aumento anche di quelli, bisognerà, bisognerà vedere anche qui questa è una questione proprio di raccolta dei dati, si diceva degli articoli 73, comma 5 che non abbiamo, i tossicodipendenti sono dossier pendenti, davvero non si sa, è chiaro che per un problema così complesso i dati andrebbero raccolti in maniera più puntuale cioè questo è penso,
Oggettivo, tra l’altro, non è che non ci sia attualmente la capacità informatiche di farlo, perché allora non è un’esperienza, è rivolto in prima persona, però il professor Stefano Anastasia ci diceva che qualche anno addietro, per forse i carceri del Lazio aveva chiesto dei dati gli erano stati mandati anche effettivamente gli articoli 73 gli articoli 73 comma 5, quindi il sistema informatico,
Dovrebbe essere se interrogato in quella maniera in grado di separare, per diciamo per comma, anche perché l’articolo ko cioè il comma 5 e dicevamo una fattispecie autonoma di reato, però, come quello dell’identità per lieve entità si scusate.
Il comma 5, quello dedicato alle identità è una fattispecie autonoma di reato, non è semplicemente una circostanza attenuante e quindi sapere quanti, se articolo 63, sono dentro per comma 5, sarebbe utile con tutto che sarebbe comunque un altro dato limitato, perché magari uno è dentro e 73 comma 5 ma anche per furto o per qualche altro reato.
Quindi, certamente andrebbe spronato il ministero a fare di meglio, sia con i mezzi che ci sono attuali, sia magari potenziandoli.
Un altro problema che abbiamo avuto quest’anno abbiamo un po’aggirato è che c’è una certa reticenza a darci questi dati, ora ci sono molti.
Diciamo dipendenti pubblici negli uffici che ci danno una mano sono super disponibili, però a volte incontriamo una certa ostilità, tant’è vero che siccome l’anno scorso abbiamo avuto difficoltà anche sui 73 74 varie c’erano mandati diretti illimitati, quest’anno ho tagliato la testa al toro fatto proprio la com’è che si chiama la Sila FOIA il Freedom of Information Act quindi il l’accesso civico ecco,
Ne abbiamo ottenuti alla fine, tutti quest’anno, mi sembra, persino quelli che erano più difficile ottenere erano quelli sui processi, sui procedimenti per articolo 73 e articolo 74, perché il direttore dell’ufficio diceva noi facciamo questa cosa per la relazione, quindi voi aspettare relazione, quello riceverete come se i dati fossero coperto da copyright sono dati pubblici di interesse pubblico, quindi non vedo perché non dovresti darli fino a che poi non lo pubblica. Il ministero non è che stiamo parlando del grande romanzo. Insomma,
Quindi c’erano queste piccole reticenze e magari anche non so.
C’è anche una mole di lavoro e non riescono a gestire, quindi abbiamo avuto ogni tanto ha delle difficoltà a tenere i dati, quest’anno tardi, ma li abbiamo ottenuti tutti, al di là del dell’ovviamente del, la situazione carceraria non so se sto andando un po’lungo, però, al di là della situazione carceraria, ci stanno anche quelle i dati sulle misure alternative. Lì, per esempio, c’è una differenza. Abbiamo detto prima del dato sui tossicodipendenti in carcere qui, in questo caso, la misura alternativa per tossicodipendenti e effettivamente per tossicodipendenti, perché per accedere serve
Una diagnosi, quindi c’è un procedimento diverso, cosa notiamo in questo caso notiamo che molti detenuti tossicodipendenti accedono alla misura alternativa dal carcere, mentre per altre misure alternative si accede direttamente senza passare dal carcere, cioè una proporzione inversa, mentre sulla misura ordinaria tre su quattro non passano dal carcere per la misura per tossicodipendenti tre su quattro passano dal carcere, anche lì bisogna vedere se magari i nostri utenti accedono a sanzioni sostitutive non non passano dal carcere perché per altre vie, diciamo,
Però questo i dati non ce lo possono dire.
Poi vediamo appunto sui procedimenti che prima diciamo, che abbiamo sempre avuto difficoltà ad avere. C’è stato un calo effettivamente dei procedimenti per l’articolo 73 e 74, ma un calo. Parliamo comunque di 156.179 persone al 31 dicembre 2025 che erano sotto processo per violazione dell’articolo 73 e 46.000 per violazione dell’articolo 74, quindi comunque un carico sui tribunali non indifferente, altre difficoltà sui dati e quello sulle segnalazioni. Io le segnalazioni non so più se analizzarlo o meno, quest’anno corrente non sono state analizzate perché sono numeri impazziti. Plaza di New York si guarda la serie storica cambia, componente della serie storica di tutti gli anni precedenti, cioè non c’è un numero che coincide quindi, come posso io dire, sono calate rispetto all’anno scorso, quando è giusto che il prossimo anno mi arriverà un dato differente, riferito a
A quel a quello stesso anno, insomma con gli stessi anni e sto commentando è strano perché non si tratta neanche di dati che vanno consolidandosi, perché non parliamo di piccole variazioni, parliamo proprio di variazioni che non hanno, non io non riesco a spiegarmelo non so se magari ci sarà qualche esperto che possiamo che ci possa spiegare la cosa magari sarà il compito del prossimo anno a trovare qualche esperto all’interno del ministero che ci spieghi questo mistero della fede.
La cosa che è chiara delle segnalazioni è che tre su quattro riguardano la cannabis, anzi, più di tre su quattro riguardano la cannabis e quando si tratta di minori, praticamente il centro, il centro del 97 97,1% dei dei minorenni è stato segnalato per cannabis.
Ho dimenticato di dire qualcosa, comunque sono sempre 30 sì, per parliamo, parliamo infatti di quasi 40.000 segnalazioni, è andato un po’più basso, ma andrà aspettandosi, però aumentando e le segnalazioni sono quelle segnalazioni dei prefetti che poi possono portare a una sanzione amministrativa che può essere il ritiro del passaporto e il ritiro della patente, il ritiro del porto d’armi e il ritiro del permesso di soggiorno per turismo che sono particolarmente affettive e che colpiscono il 38% vado a memoria di coloro che hanno avuto una segnalazione per consumo,
E che non vuol dire aver agito in modo pericoloso per altri, ma semplicemente si sta stati presi al parco sulla panchina con una canna in mano, io, una cosa che non ho detto è che ci sono anche questi famosi.
Perciò per misure sono in carico altri 100.000 soggetti, siamo arrivati a 99.000 e ci ha scritto qualche parte qua siamo poco sotto i 100.000 soggetti in carico per misure.
Quindi non solo cresce il carcere, cioè la la propria popolazione carceraria, crescono anche tutte le misure alternative, tant’è vero che siamo però alternative, forse 40 metri non mi ricordo dove però però per si sommano tutte le misure, siamo a poco sotto le 100.000 persone ciò significa che la Miss già diciamo Los gli strumenti penali essenziali valori sono in costante espansione quello che devono essere misure alternative al carcere.
Stanno diventando sempre più misure alternative alla libertà e questo è un dato insomma da non sottovalutare, perché è costante da vent’anni, cioè e con e con un ritmo di, diciamo di CR di crescita molto superiori, un trend di crescita molto superiore a quello della popolazione carceraria che è veramente preoccupante grazie a Maurizio Zanella e ringrazio anche l’onorevole Franco Mari e il senatore di Tino Magni che sono,
Qui con noi io comincerei poi se hanno bisogno di andar via e di intervenire prima, nemmeno dicano io comincerei a diciamo passare i contenuti del libro bianco che appunto, come ogni anno, ha una sua parte nazionale, in cui analizziamo non solo i dati, le politiche c’è un mio intervento che ricostruisce i cinque anni ormai di,
Di mantovano al dipartimento e ci sono altri interventi, come quello di Denisa Merini, che appunto cercano di capire come passare dal dalla repressione al welfare, prego, Denise.
Quattro minuti.
Cercherò di stare nei quattro minuti come passare dalla repressione al welfare, indubbiamente è sempre stato molto complesso, complicato, difficile nel nostro Paese passare da politiche meramente repressive a politiche davvero di welfare, oggi è più difficile che mai, basta pensare a tutti i provvedimenti che si sono succeduti da quando questo governo sia in sede di insediato che vanno nella direzione proprio della repressione di comportamenti che non si configurano come reati nella repressione di comportamenti che avrebbero bisogno comunque anche laddove diciamo così.
In qualche modo non con perfettamente adeguati, penso all’abuso di sostanze, per esempio avrebbero bisogno di risposte che sono di carattere sociale e invece si punisce, si recrimina, si isola, si fanno le zone rosse, si inseriscono nuove fattispecie di reato anche per comportamenti che reati non sono appunto pensiamo a quello che è successo.
Con la modifica del codice della strada che ha fatto di fatto rientrare una previsione che era scomparsa, e cioè il fatto che l’uso personale di sostanze sia perseguibile penalmente, perché se non è più previsto che la persona possa essere sanzionata, si è alla guida con un, con con uno stato alterato ma è sanzionabile perché positiva al ai test per l’uso di sostanze eh ehm, anche essendo perfettamente in grado di controllare pro il proprio comportamento alla guida. Questo ce la dice lunga su su queste cose e quindi vado di corsa, perdonatemi perché quattro minuti sono pochi. Questo ci conferma non solo come il proibizionismo abbia fallito. Ce lo dicono i dati del libro bianco, ci dice che lo dice quello che Maurizio ha appena adesso illustrato, ma ci dice anche come ci sia davvero bisogno di un cambio di paradigma, cambio di paradigma che oggi è assolutamente complicato, se pensiamo anche alla presentazione di questa mattina,
Dei dati
E ci rendiamo conto di come siamo di fronte a un percorso sempre più complicato. Si sta rilanciando la guerra alla droga, senza se e senza ma non si tiene in nessun conto gli effetti che il proibizionismo così com’è inteso, né ha avuto sulle sulle persone. Non si tiene conto del bisogno che avrebbero i servizi, anche i servizi di risposte assolutamente diverse, perché dopo anni di sottofinanziamento e definanziamento dei servizi pubblici e del privato sociale, che hanno avuto un ruolo importantissimo, sono stati gli unici che hanno veramente declinato la riduzione del danno nel nostro Paese. Oggi più che mai si pensa di non parlare di riduzione del danno, di cancellare quelle politiche che sono politica assolutamente importanti se vogliamo avere una gestione del fenomeno dell’uso di sostanze, che è un fenomeno che attraversa la società e che attraversa la storia delle nostre società, da sempre che ha bisogno di risposte diverse, perché non è legato assolutamente per forza a comportamenti devianti, non è legato solo e per forza marginalità a disagio, ma può essere legato a ben altre esigenze, soprattutto se penso alla popolazione giovanile, al bisogno anche di stare insieme di divertirsi di soddisfare
Esigenze che oggi, con la visione che viene fatta passare anche del mondo giovanile, vengono invece assolutamente narrate come pericolose e devianti, e quindi c’è bisogno assolutamente di invertire la rotta il pezzo che mi è stato chiesto per questo libro bianco mi è stato chiesto appunto di ragionare di come si stia andando verso una visione etica dello Stato ed è così perché tutti i comportamenti che non rispondono ai paradigmi,
Che ci che ci vengono dati vengono letti in un’ottica moraleggiante,
Per cui vengono repressi, vengono criminalizzati e le persone vengono marginalizzate, c’è bisogno assolutamente di cambiare, c’è bisogno di investire nei servizi servizi che hanno un ruolo importantissimo nella comprensione del fenomeno dell’uso di sostanze che, ripeto, non è sempre Lega, è soltanto legato a comportamenti,
Diciamo così, dei fianchi o marginali, che può essere un uso assolutamente transitorio, ma sono proprio queste politiche che lo fanno diventare un uso problematico, perché nel momento in cui un uso non problematico viene così stigmatizzato e la persona viene inserita in un percorso stigmatizzante criminalizzando patologie Zante, è ovvio che la direzione che si può prendere una soltanto e quindi io penso e mi fermo qua che a partire anche da questo libro bianco, io rivendico l’importanza che la pubblicazione del Libro bianco a ogni anno per la conoscenza del fenomeno e per un punto di vista diverso del fenomeno dell’uso di sostanze rispetto a quello che la narrazione comune ci vuol far passare, ecco, io penso che ancora di più le nostre alleanze, le nostre, i nostri ragionamenti vadano rafforzati. Questa vasta rete che si è costruita intorno al tema, appunto, dell’uso di sostanze, debba essere assolutamente rafforzata e ancora più coesa, perché ci aspetta un compito assolutamente complicato. La narrazione, lo ripeto dominante è quella sta passando pervasivamente nei media, nei linguaggi comuni, né nella, come dire nei social, e quindi dobbiamo assolutamente continuare a lavorare in questo senso, rafforzando anche i servizi. Me pensiamo banalmente all’importanza che le politiche di riduzione del danno hanno nella prevenzione,
In un’ottica di salute individuale e collettiva, pensiamo all’importanza del drug checking, che ci dice esattamente quali sono le sostanze che stanno circolando sul mercato, pensiamo all’importanza di luoghi per il consumo sicuro, quello che ci raccontano come le stanze del buco perché poi le parole non sono indifferenti che sono invece presidi importantissimi di salute individuale e collettiva pensiamo a quello che è successo a degli operatori a Perugia, poche settimane fa che sono stati perseguiti svolgendo il loro lavoro,
Pensiamo quindi è che, come dire, c’è bisogno davvero di invertire la rotta, c’è bisogno di rafforzare i servizi, di rilanciare in un’ottica ovviamente di servizio Pubblico, anche tutto quel ruolo importante che il privato sociale ha svolto in questi anni con le unità di strada con i,
I camper e i servizi nei luoghi dell’aggregazione giovanile e del divertimento, perché solo in quel modo possiamo davvero perseguire politiche importanti di salute individuale, salute collettiva, ma anche di di tutela e difesa dei diritti delle persone che usano sostanze.
Che devono trovare il loro protagonismo perché, ripeto, l’uso di sostanze non è necessariamente legato a comportamenti devianti, non è necessariamente un comportamento patologico, ma è un comportamento che ha bisogno di trovare risposte giuste e adeguate nel rispetto delle persone e dei diritti delle persone e quindi rilanciare anche le politiche di legalizzazione della cannabis e di completa.
Depenalizzazione dell’uso personale di sostanze si sta andando nella direzione opposta, grazie mille Babies, continuiamo come contenuti nel libro bianco che va da San bassi di venire, uno dei dei temi che tipicamente appare in particolare sulla stampa è il collegamento fra uso di sostanze illegali.
E incidenti stradali Hassan da alcuni anni ha preso il testimone del compianto Giorgio Bignami nel esaminare quelli che sono i dati e riportare, diciamo al ad evidenza de dei fatti, quelli che sono molto spesso, certamente delle tragedie, ma anche delle correlazioni non supportate.
Dai dalle evidenze, grazie.
Sì, grazie alla Margot.
Sì, sono diversi anni che
Che portiamo anche i dati della dell’incidenza, del de dell’incidenza del.
Delle persone che usano sostanze su un numero di incidenti stradali e anche l’incidenza della violazione dell’articolo 187 del Codice della strada, cioè quello che punisce chi si mette alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti rispetto al violazioni generali de.
Del codice della strada
Diciamo che troviamo sempre conferma
Del fatto che siano assolutamente
Dei numeri marginali, questa conferma nulla, evidenziamo solo noi ogni anno nella Relazione al Parlamento per l’appunto quest’anno già è stata presentata con qualche ora di anticipo rispetto a noi perché di solito arriva con qualche giorno, se non qualche mese di ritardo, questi numeri non sono altro che confermati e infatti anche nella relazione di quest’anno potete trovare il classico schemino sull’incidenza.
Del del dell’effetto delle sostanze stupefacenti sugli incidenti stradali, che può essere che chi, insomma, che Quaglia un per 100 mentre l’incidenza delle violazioni conta lo 0,05% sul numero delle violazioni.
Del codice della strada, questo non per sminuire ovviamente l’importanza di evitare di prevenire qualsiasi incidente, soprattutto quando può avere degli effetti drammatici, se non addirittura mortali, causato da persone che si mettono alla guida sense sotto l’uso di sostanze stupefacenti ma per riportare al giusto a alla giusta dimensione questo fenomeno che ci sembra usato soprattutto per la propaganda c’è oggi,
L’onorevole Mantovano ha portato un po’di numeri, fra cui anche i numeri dei controlli sulla strada
I controlli in Italia sono tantissimi, in ogni forza dell’ordine carabinieri, polizia vigili svolge milioni di controlli all’anno in cinque anni si controlla l’equivalente della popolazione generale italiana, il problema è che non si sa che cosa si sta controllando l’ultima modifica del codice della strada e l’articolo 187,
Paul proposta da Salvini parla di controllare se una persona abbia fatto uso di sostanze stupefacenti in generale, senza posizionare nel tempo, quando questo uso sia stato fatto, contravvenendo alle indicazioni della Corte di Cassazione anche della logica della tutela del bene, ovvero di poter dimostrare che sono le persone sotto l’effetto di sostanze stupefacenti che possono essere un pericolo alla guida.
Mentre l’impostazione iniziale della modifica del 187 diceva semplicemente dopo aver utilizzato sostanze stupefacenti, quindi per assurdo.
Un cinquantenne che avesse utilizzato sostanze quando aveva 15 anni e si potesse dimostrare che l’aveva fatto potrebbe essere fermato e punito perché si è messo alla guida chiaramente questa cosa aveva una tale evidenza di illogicità che è stata modificata da una circolare dello stesso governo nell’aprile circolare, che però faceva riferimento a del ha la possibilità di dimostrare che la persona fosse sotto l’uso di sostanze stupefacenti in maniera scientifica ci sono stati dei ricorsi alla costituì Corte Costituzionale. La Corte Costituzionale Sap si è espressa a febbraio di quest’anno, chiedendo al governo di al governo e ministeri
Competenti di poter definire in una maniera inequivocabile quali sono gli esami per cui una persona si trova alla guida sotto l’effetto delle sostanze stupefacenti,
In qualche modo, richiamando quello che avviene per l’alcol, in cui ci sono dei livelli e delle percentuali ben chiare di Sos di di di alcol presenti nel sangue perché si possa essere dichiarati sotto gli effetti dell’alcol, richiamando anche normative di altri Paesi europei, fra cui per esempio la Germania nella quale è stato,
Depenalizzata, legalizzato
L’uso della della cannabis e che hanno ovviamente normato quali sono.
Egli le percentuali, diciamo, di sostanza attiva nei liquidi biologici, per cui si possa essere ritenuti sotto gli effetti della sostanza utilizzata.
Quindi quello che che mi pare chiaro che la Corte costituzionale dice non lasciamo all’interpretazione della pattuglia per la strada o del giudice valutare qual è l’effettiva e oggettiva condizione del conducente, ora, se finalmente il governo.
Mettesse mano a questa, a questa mancanza, forse potremmo anche auspicare che questi stessi teste, queste stesse verifiche, potessero essere allargate, per esempio, ai lavoratori, o potremmo addirittura auspicare che questo potesse essere finalmente uno.
Uno strumento per poter arrivare a una legalizzazione dell’uso delle sostanze, sì, mi guardi, perché forse sono andato lungo, non me ne sono accorto, spero sia stato chiaro quello che ha detto grazie grazie ad Azzam bassi.
All’interno di questo volume trovate anche le proposte di riforma che sono ormai storiche, presentate da dalle associazioni e presentate poi da alcuni parlamentari.
In sia alla Camera che al Senato, fra queste c’è anche una proposta di iniziativa popolare che è ora al Senato in attesa delle audizioni, non so se esistono notizie su queste.
Antonella, Soldo di medio legale, che è una delle associazioni che collaborano, che promuovono il libro bianco e qui con noi, per cui chiedo di intervenire.
Grazie Leonardo e grazie a tutti per questo lavoro come sempre, puntuale, preciso e fecondo non è rituale e il mio ringraziamento perché davvero questo è un documento prezioso che, se ci fossero orecchie pronte ad ascoltare, sarebbe tradotto in nelle politiche più giuste, mentre venivo qui ho pensato al fatto che spesso ci dicono,
Eh, ma non possiamo parlare solo di droghe quando si fa politica, quando si fanno le proposte, bisogna parlare dei temi più ampi, e però, se ci pensate, il governo Meloni praticamente ha lavorato quasi esclusivamente sulle droghe, dal decreto Rave al decreto Caivano al decreto sicurezza al codice della strada hanno fatto una politica intera di repressione.
Sulle droghe e attraverso le droghe di limitazione delle libertà personali. Quindi noi non siamo dei naïf, che vogliono che tutto sia sregolato, che ci siano crimini per strada e drogati che corrono nei boschi. Ne vogliamo che sia giusto, che sia regolato, che sia affrontato per la complessità che questo fenomeno è quando parliamo di droghe, parliamo di salute, parliamo di giustizia, parliamo di immigrazione, parliamo di economia, parliamo di una marea di temi che vanno affrontati nella loro complessità e questo testo, raffrontato al testo che questa mattina il sottosegretario Mantovano ha presentato, dimostra uno scarto veramente profondo. Quel documento striminzito con il quale questo governo si presenta a giustificare una guerra alla droga che non ha alcuna giustificazione scientifica, è veramente imbarazzante. Noi oggi abbiamo la possibilità di confrontare
Questo studio approfondito con i dati del governo, che ci confermano una cosa che il grosso dello sforzo repressivo, questo governo lo fa su una sola sostanza, la meno pericolosa, la cannabis che interessa il 77%, pensate delle segnalazioni al prefetto per uso personale.
E quindi un grandissimo sforzo repressivo verso questa sostanza, io ci aggiungo anche la repressione alla canapa industriale, i sequestri e le perquisizioni controlli ai pazienti che in queste settimane stanno avvenendo, da una parte, questo grande sforzo repressivo.
Però, dall’altro i loro stessi dati. Che cosa ci raccontano che sono aumentati i decessi per oppiacei, che sono aumentati, i ricoveri, che sono aumentati i consumi della cocaina, del crack, delle sostanze più pesanti, anche tra i minori, che sono aumentati gli incidenti stradali causati dall’alcol? Il 34% degli incidenti con un morto, quindi con una vittima, con un decesso causati da sostanze, sono stati causati dall’alcol e a fronte di queste emergenze, di questi dati, che pure oggi Mantovano ci ha presentato qual è il piano? Non c’è un piano ci raccontano del piano sul fentanyl e per fortuna in Italia non abbiamo il fentanyl grazie al fatto che abbiamo un robusto sistema sanitario nazionale. Non so ancora, per quanto ma ce l’abbiamo e ci racconta, di questa grande percorso condiviso a me ha colpito e mi ha fatto sorridere anche la premessa di Mantovani, quindi c’è un grande percorso partecipato fatto ascoltando la società civile
Io ho pensato a quando siamo andati lì e siamo stati cacciati dalla Conferenza nazionale sulle droghe c’era il nostro nome, voi non potete entrare e ci occupiamo di di droghe da almeno 2007, quindi 19 anni.
E poi hanno citato il papà. E quindi a questo punto che ci che ci resta da fare, se non pregare che Dio ce la mandi buona e che qualcuno, magari scartabellando in quelle quattro slide in croce che oggi Alfredo Mantovano ha presentato come grande risultato si accorga che c’è un grande iato tra le emergenze reali che quei dati disegnano di sostanze pericolose che circolano in circolano maggiormente della grande emergenza trascurata della grande rimozione sull’alcol. In Italia, 2000000 di giovani dichiarano di aver fatto uso di alcol e di essersi ubriacati almeno una volta nell’ultimo anno. È un dato drammatico se poi lo facciamo, se fa il pari con i dati degli incidenti stradali, contro il quale nessuno prende alcun provvedimento. Anzi, si tende sempre a minimizzare e quando persino un parlamentare viene trovato in stato d’ebbrezza, dicono che nello stato d’ebbrezza non vuol dire ubriachezza, cioè siamo alla follia pura alla irrazionalità. Quindi io mi fermo qui e cito solo la questione di io coltivo che ovviamente, siccome le leggi sulle droghe hanno a che fare molto con la democrazia e con la limitazione delle delle libertà, c’è questo disegno di legge che, come sapete, l’abbiamo depositato oltre un anno fa
Hanno cominciato, en non hanno cominciato ancora le audizioni, nonostante il 7 maggio scorso scadeva il termine per indicare gli esperti da audire tra questi esperti, grazie insomma molti parlamentari nella Commissione Ilaria Cucchi, Cecilia d’Elia e altri esponenti abbiamo fatto nominare anche persone come Karl Lauterbach l’ex,
Ministro della Salute tedesco che ha.
Fatto propria una legge analoga, io coltivo in Germania, però sapete che cosa è successo dal 7 maggio ad oggi, niente non li hanno nemmeno telefonato, proprio ieri ho chiamato la segreteria della decima Commissione che sta gestendo questa pratica ormai immensa.
E non a non sono stati in grado di dare un termine a nulla, quindi ho mandato l’ennesimo sollecito con in copia tutti i presidenti e vicepresidenti delle Commissioni, seconda e decima, e stiamo a questo al fatto che la stanno mandando lungo e poi ci sarà l’emergenza della legge elettorale perché sia mai che si va alle elezioni con una legge che non venga approvata il giorno prima.
Grazie mille Antonella e Carlo Testini di Arci telegrafico e poi Marco Perduca per l’Associazione Luca Coscioni per le conclusioni.
Sì, telegrafico, anche perché non ho scritto nulla.
Rapporto, quindi non non devo raccontarvi nulla di quello che è scritto qui, però mi fa sempre molto piacere come Arci far parte di questo di questa alleanza che appunto promuove questo questo strumento fondamentale per capirne di più di questi fenomeni e del momento anche storico che stiamo stiamo vivendo io dico solo che,
Condivido l’approccio anche di Denise, che appunto ha sottolineato il problema principale, cioè che questo governo è interessato solo a inventarsi nuovi reati e aumentare le pene per reati che non dovrebbero essere reati, e questo ovviamente, come abbiamo sentito, sì.
Ha un effetto devastante anche sui numeri.
Che riguardano avrebbe tensione, eccetera eccetera un’altra cosa che volevo sottolineare è che, fortunatamente, su questi temi o qualche ente locale diciamo così lavora invece in una direzione diversa e sono degli alleati fondamentali, soprattutto, per esempio, per organizzazioni come l’Arci che organizza tante cose e tanti eventi di ricreative di spettacolo nella notte dove il consumo può essere anche,
Diciamo controllato in maniera intelligente, eccetera, eccetera l’ultima cosa e quindi sarò sono sono velocissimo e che, come sapete, lacci e un pezzo del terzo settore italiano, ecco il terzo settore italiano fa molta fatica a ragionare su questi temi in maniera,
Efficace e in maniera seria, cioè, oltre a essere soggetti che si occupano di servizi che si occupano di capire come diciamo aiutare cure, salute di persone che magari, appunto, come abbiamo visto, ah ah, ah, ma anche problemi seri,
Dovrebbe invece fare una riflessione seria, politica su quello che abbiamo detto oggi, chiudo dicendo che appunto si diceva fosse prima o poi ci sarà qualcuno che alle orecchie pronte per ascoltare tutto ciò speriamo davvero davanti a noi c’era un periodo complicato perché, per per le elezioni future ecco, per esempio,
Per i partiti dell’opposizione e che si candidano a ad un governo diversa, penso che sia necessario che prossimamente, non troppo in là, prendono anche delle degli impegni precisi su queste questioni, grazie mille, grazie, velocissimi perché credo che alle 8 si caccino.
Intanto la ringraziamo anche la senatrice Ilaria Cucchi che si è raggiunto, onorevole Franco, Mari, prego prima.
Sì, anche riallacciandomi a quello che ho appena sentito su quello delle opposizioni sul sul programma, ma innanzitutto che c’è poco di più, non so se c’è qualcosa di più fallito del proibizionismo è difficile però abbiamo sentito stamattina mantovana ha parlato addirittura di di pandemia non non solo droghe siamo di fronte a questo chiamiamolo fallimento scontato, però bisogna dire che per loro in realtà non lo è un fallimento perché,
Partiamo da questa consapevolezza, la destra non deve risolvere i problemi di sicurezza, che deve solo agita.
Anzi, si un pochettino, crescono pure non gli fa male, più di tanto e non li penalizza, neanche non è che questo lo dicevo, allora è meno sicura, la società è meno sicuro il Paese quindi voi avete fallito o no.
Non è neanche così, il problema è agitarli, il problema è creare un clima, il problema è fare queste politiche securitarie, Pampena liste, eccetera repressive, le cose non lo so se incredibili umane riescono a stare drammaticamente assieme, quindi non c’è neanche ignoranza, c’è un misto di ideologia e di interessi che non sono e non solo su un solo interesse elettorale,
E questa è una grande questione, diciamo così che attraversa
Attraversa la società.
La Perna e, ahimè, in modo anche drammatico in modo pericoloso, quindi
Lo sappiamo, certo, prima non è stato fatto, anche quelli di altri erano non avevano probabilmente la stessa cultura, erano non ci credevano adeguatamente, erano timidi, e pure tanto e tanto è stato fatto anche dal punto di vista delle delle proposte è stato detto prima ne sono state prodotte c’è un grande lavoro dietro di noi ora dobbiamo vedere come,
Come portarlo avanti, insomma, non si parte non si parte da zero e anche dal punto di vista delle proposte legislative di quelle depositate di quelle che sono state avanzate dai dalle associazioni e dai soggetti che operano su questo, su questo terreno, tra le altre cose mi sembra di non è una proposta di merito ma noi, per esempio,
Ad ogni legge di bilancio, una parte delle nostre coperture deriva dalla depenalizzazione, è una cosa, come dire, non particolarmente cogente, ma è un segno che proviamo, proviamo a lasciare.
Per mettere in fiore in fiore, io credo che bisogna avere un pochettino di coraggio di fronte alle difficoltà che sono state giustamente esposte, perché è una situazione, diciamo così, non non particolarmente difficile, quindi essere determinati a essere netti su questa questione che io credo che faccia bene non ci sono alternative depenalizzare e decriminalizzare dei carceri perché sennò,
Non ragioniamo chiaramente in questo modo noi dobbiamo provare a stare dentro la discussione, anche, diciamo così programmatica che riaperta si apre, però è fondamentale, non è noi dobbiamo attrezzarci per impedire.
Come dire che questa società rimanga da questo punto di vista davvero così com’era che ormai è una questione anche di un è anche pericoloso e non non non solo non risolvono le questioni, non so c’è un fallimento, ma c’è come dire che c’è un decadimento che non riguarda assolutamente le droghe che non riguarda riguarda lo la loro visione,
La loro visione della società noi facciamo, faremo sicuramente questa parte, qua facciamo assieme ad altri, i nostri compagni di senatori che stanno qua arriverà prima a loro questo questo, questo impegno si sia tutto o quasi tutto il gruppo, ma anche anch’esse laddove T-Stoff noi diciamo sentiamo ovviamente dentro questa partita a vostra totale disposizione grazie,
Franco, Mari e purtroppo siamo in chiusura, per cui Marco Perduca, colgo l’occasione della presenza dei tre parlamentari, che ringrazio intanto di essere qui con noi per fare una proposta, un suggerimento, allora noi abbiamo detto dall’inizio di questa conferenza stampa che abbiamo gli stessi dati del governo perché naturalmente utilizziamo i lori loro il problema è la lettura e il discorso pubblico che se ne fa allora, se qualcuno di voi è in Commissione vigilanza, non non ricordo, ma comunque avrà qualcuno che conosce, che è in Commissione vigilanza, ecco
Siccome la Rai è partner della propaganda non più padre proibizionista, ma paternalista, stamani è proprio stato, sembrava di essere in parrocchia, non sembrava di essere una conferenza stampa del governo, si chiedesse una se non altro parità di tempo, di presentazione dei dati ufficiali e di presentazione.
Di una lettura indipendente degli stessi.
Lo dico perché qui fuori stanno attrezzando alla Camera perché domani c’è il capo dello Stato, dopodomani tutti quelli che ieri alla parrocchia di Palazzo Chigi ci hanno detto che il mondo va in questo modo, tra l’altro devo dire in maniera anche quasi onestà il buono mantovano che era già al governo quando abbiamo presentato il primo Libro Bianco ha detto non è che in Italia non c’è il fentanyl, perché noi ci abbiamo il PE anti fentanyl no, quindi insomma, si è reso conto
Delle fesserie, diciamo che utilizziamo il linguaggio,
Civile che ci ha propinato negli ultimi due anni e mezzo saranno tutti al Quirinale a ripetere la stessa cosa dove madrina della propaganda di prevenzione è qualcuno che è nata a San Patrignano e, per il fatto di essere nata a San Patrignano, lei ha titolo per parlare di sostanze di dipendenza e di prevenzione,
L’unica diciamo raccomandazione che non c’è in questo libro, è quella, occorre controllare il discorso pubblico che viene manipolato dal governo, che ha il monopolio su qualsiasi tipo di comunicazione, ma dalla Rai che partner ufficiali in questo tipo di esercizi e lo si può fare voi con delle interrogazioni parlamentari noi non abbiamo le risorse se esiste ancora il centro di Pavia come si chiamava che controllava i fan e,
Esiste ancora, allora, ecco, si chiedesse un’analisi quantitativa e qualitativa del modo con cui si parla delle droghe, perché si conclude con due cose.
Quando si parla di psichedelici in Italia c’è sempre lo sciamano, non c’è lo psichiatra che finalmente dall’inizio dell’anno sta facendo un trial clinico alla Asl di Chieti, per contro, la depressione profonda e gli incidenti che fan vanno a finire su tutte le reti sono quelli dove c’è sempre modo di dire che guidava o forse non guidava perché poi anche se non guidava dicono che non guidava,
Ma il problema c’è sempre quindi a voi il controllo di qualità pessima lo sappiamo già, ma insomma ci vorrebbero dei numeri che la certifi Cassero di come si racconta questa storia, da abbondanti 36 anni, grazie grazie a Marco Perduca, grazie all’onorevole Magi, che ha ospitato questa conferenza stampa grazie a i parlamentari che sono intervenute il Libro Bianco è disponibile sul sito di fuori luogo punto it Cara
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