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Intanto vi ringrazio, siete numerosissimi nonostante il giorno canicolare che contraddistingue queste settimane europee e e soprattutto avete manifestato veramente una grande vicinanza alla nostra associazione della nuova Europa, sono reduce con sua Eminenza cardinal, Ravasi da un giro.
In queste stanze bellissime della che ospitano oggi la Sala Stampa Estera, quindi tutti i colleghi che raccontano il nostro Paese e le vicende del Vaticano al mondo, quindi il luogo importantissimo simbolico che nel passato, per restare alla simbologia, è stata anche la sede del presidente Silvio Berlusconi che di fatto da queste stanze,
Ha governato l’Italia, vi chiederei una cortesia vista la canicola, chiudiamo quella finestra, non ama a maniglia, ma faccio anche un minimo di manutenzione, ma è per diciamo, rendere l’ambiente il più refrigerato possibile. Allora noi siamo qui per festeggiare i 10 anni della nostra Associazione, la Nuova Europa. Ovviamente ringrazio la Presidente Trichet della stampa estera e tutte le sue strutture per averci offerto questa sede prestigiosa. Vogliamo raccontare a chi non ci conosce, ci sono tantissimi amici e istituzioni che ringrazio. Che cosa abbiamo fatto in questi in questi 10 anni? Noi siamo un’associazione non profit, iscritta runs che
Ha come obiettivo quello di creare e un’anima sociale di cittadinanza all’Europa. L’Europa dei mercati lo posso testimoniare per il mestiere che faccio funziona molto bene. L’Europa diciamo della società dell’assistenza della coesione funzionano un po’un po’meno, quindi noi abbiamo questo obiettivo ambizioso, dare un’anima sociale all’Unione europea e abbiamo fondato una scuola d’Europa insieme a Raffaella Rizzo che mia moglie e ma soprattutto è la coordinatrice di tutte le iniziative con i giovani della Scuola d’Europa e della della nuova Europa. Abbiamo creato una rete di scuole che aderiscono alla nostra associazione. Abbiamo basi a Roma come sede legale, al liceo Mamiani che è stato il liceo di tantissime personalità, tra cui Altiero Spinelli, uno degli autori del Manifesto di Ventotene, ma il cuore lo abbiamo a Ventotene, a Ventotene, dove abbiamo fondato una Scuola d’Europa a Ventotene, dove da 10 anni facciamo nelle giornate della festa dell’Europa il Ventotene Europa Festival, con migliaia di giovani che sono arrivati da tutta Europa e non solo anche dalle Americhe, per incontri che durano 3 4 giorni sull’isola nelle giornate di maggio, incontri di confronto per ascoltare le lezioni di diritto e di economia di società e anche tavole rotonde importanti come c’è stata quest’anno sulla libertà di stampa. Dunque noi sostanzialmente vogliamo festeggiare insieme a voi questo evento, però lanciando un tema importante a mio modo di vedere, a nostro modo di vedere che in modo altisonante il futuro dell’uomo uomo inteso come razza
È inutile spiegare il momento che stiamo vivendo le guerre, la potenza della economia digitale, la forza dell’intelligenza artificiale e chi meglio di sua Eminenza, cardinal Ravasi, ci può aiutare in questo percorso persona di grandissimo intelletto, cultore del pensiero originale a proposito di intelligenza artificiale, giornalista pensatore sopraffino, abbiamo chiesto quindi a un’entità esterna Deák accompagnarci in questo cammino virgiliano di riscoperta dei valori umani. Mi taccio e I avremo l’amica, è nostra collega, socia Chiara, Esposito, che ci racconterà un po’cosa abbiamo fatto in questi 10 anni con un breve racconto e poi con un video breve non abbiate paura e poi partirà questa conversazione con sua Eminenza.
Prima però voglio dare io dei ringraziamenti doverosi a tutti voi, apro questo piccolo incontro con una citazione da New York ha festeggiato invece 10 di 100 anni.
Che è molto significativa, 10 anni sono allo stesso tempo sufficientemente lunghi per poter riconoscere le tendenze a lungo termine e sufficientemente brevi da costituire un periodo distinto nella nostra memoria, quindi il primo mattoncino lo abbiamo messo ora, dobbiamo raccontare quello che abbiamo fatto brevemente e guardare avanti.
E mi onoro di celebrare questo nostro compleanno con voi in una cornice così prestigiosa e voglio esprimere la mia gratitudine a tutti coloro che ci hanno in questi anni ha accompagnato sostenuto, creduto nei nostri progetti, nei nostri valori, un ringraziamento sincero Valle, Rappresentanza in Italia, della Commissione europea e del Parlamento europeo per il loro supporto fondamentale sin dal primo anno di attività. Quindi noi siamo partiti con loro a fianco. La riconoscenza va anche alla Presidenza del Consiglio dei ministri per la costanza, vicinanza istituzionale con i dipartimenti delle politiche europee e delle politiche giovanili al ministero degli Affari esteri e cooperazione internazionale, alla Camera dei deputati alla Regione Lazio e al Comune di Ventotene. Un grazie sentito poi agli enti privati che ci hanno aiutato e ci aiutano e a finalizzare importanti progetti su tutti, la scuola d’Europa, il festival Ventotene tra essi ricordo Acri l’associazione di Fondazione Cassa di risparmio Intesa Sanpaolo Meyer Eni, l’Università di Roma, Tre che c’ha introdotto nel mondo, importantissimo fondamentale del delle università, con il suo Europe Direct il centro di documentazione europea e la rete e laboratorio di cittadinanza che c’ha introdotto benissimo nel mondo della scuola. Adesso abbiamo una grandissima erede di scuola in tutta Italia. Voglio poi ringraziare gli amici e i colleghi giornalisti che ci hanno sostenuto con Media partnership
Tutti questi anni ricordo ANSA Radio Radicale, Italpress, Rai Radio 3 e l’Ordine dei giornalisti del Lazio, che di recente vi è da due anni e con noi.
E infine il riconoscimento più importante,
La medaglia del Presidente della Repubblica, che da cinque anni ci incoraggia a proseguire con entusiasmo e convinzione il nostro cammino, ora ve lo presenterà brevemente Chiara, Esposito, nostra collaboratrice, giovane, giornalista, e lascio la parola a lei per raccontarvi cosa si prova da dentro a essere far parte della nuova Europa. Grazie grazie, grazie Raffaella. Grazie Roberto, per la fiducia accordatami in questo anniversario così cruciale, un decennale che, devo dire emoziona da dentro emozionerà sicuramente anche tutti tutti i presenti, perché effettivamente lo hai sottolineato pienamente. Roberto questo è sì un traguardo, ma è il frutto di una grande scommessa su un progetto, quello dell’integrazione europea, che
E si economico giuridico, aspirazioni politiche, ma è soprattutto la storia di un ideale, di un ideale che si perpetra e che ancora vuole emozionare i cittadini e far sì che possano impegnarsi attivamente nella società, ma anche e soprattutto le giovani generazioni e rubo la possibilità di raccontarvi lo sguardo di tutti i ragazzi che hanno fatto parte continuano a far parte di questo di questo viaggio un viaggio di confronto, di dialogo, però prima di ecco addentrarmi, chiedo alla regia di mandare il contributo video,
Credo credo che la parola partecipazione riassuma quello che abbiamo potuto vedere. Ecco così in breve, 10 anni in qualche in qualche minuto non sono semplici da riassumere, ma sicuramente la necessità di aprire gli spazi di confronto che ovviamente con i tanti progetti della nuova Europa sono stati possibili. Ecco, non sono, non sono un traguardo scontato, non sono neanche un obiettivo scontato, perché scegliere di offrire prospettive diverse ai giovani, avendo un contatto con le istituzioni e mettendo le istituzioni a contatto con le nuove generazioni? Ecco, è sicuramente una una grande sfida, una sfida che è stata portata avanti grazie a progetti che hanno viaggiato per l’Italia. Non si sono fermati solo qui a Roma, dove abbiamo la nostra sede, hanno esplorato Milano, ma in realtà hanno esplorato tutta l’Europa, proprio perché la nuova Europa, questo questo fa, questo desidera con letture sceniche alla biblioteca del Parlamento europeo a Parigi e in generale, siamo arrivati nel cuore delle istituzioni proprio perché le necessità dei ragazzi sono, sono queste fare domande, porre quesiti e farlo in uno spazio che sia accogliente per le loro curiosità.
Proprio perché hanno sempre riscontrato e ve lo dico
In questo piccolo lavoro dietro le quinte di questi anni, hanno riscontrato la necessità di avere un momento di dialogo con chi l’Unione europea alla costruisce giorno per giorno sui dossier e non solo, quindi esperte ed esperti che ci hanno accompagnato in questi 10 anni e che ringraziamo e soprattutto ci hanno accompagnato sull’Isola di Ventotene il nostro luogo del cuore, il luogo del cuore dove oggi abbiamo lasciato un segno indelebile ovvero un murales che testimonierà,
È questo il passaggio del nostro Ventotene, Europa Festival e che in generale ha offerto l’occasione di portare sempre viva la memoria di quelle storie di uomini e donne che sono fondamentali per la storia della nostra Repubblica ma sono in generale stati fondative per la storia del nostro continente. Storie di coraggio che hanno ispirato i giovani italiani ed europei e mi permetto di dire che continueranno continueranno a farlo. Non c’è però soltanto un’anima associativa nella nuova Europa, cioè unanime editoriale. Voi avete adesso l’occasione di sfogliare uno dei tanti numeri della nostra rivista, una un atto di resistenza culturale, mi verrebbe da dire perché è una rivista di carta in tempi digitali. Questo però non significa che il digitale
Lo abbiamo lasciato da parte o non ha spazio uno spazio in realtà importante, perché per questo decennali abbiamo voluto fare un piccolo restyling del nostro sito, dico piccolo, ma non poi così piccolo, è stato un lavoro importante, un lavoro che in realtà mette a sistema anche tante firme grandi nomi ma anche giovani che ancora una volta qui questo dialogo intergenerazionale lo lo sottolineo si sono messi in gioco si sono messi in gioco perché il mondo Europa è uno spazio in cui si può sperimentare, si può provare a crescere insieme e soprattutto farlo,
Attraverso il dialogo, davvero orizzontale e, ovviamente, citando la rivista citando le attività associative, citando il sito, guardo di nuovo a Raffaele Ruberto, che sono le 2 anime della nuova Europa, insieme a tutti i soci, ma che con visioni e con pazienza e ancora una volta la parola coraggio continuano a traghettare questo percorso ben oltre il il decennale perché questo diciamo è un primo punto di arrivo non è sicuramente,
L’ultimo e appunto io vi ringrazio per per questa occasione, ovviamente anche per un’occasione di dialogo, ma come come quella di oggi, con grazia sua Eminenza cardinal Ravasi, in cui tante anime e si mettono a sistema come il Cortile dei Gentili che che lei stessa ha fondato quindi uno spazio di confronto tra credenti e non credenti ecco è sicuramente in linea con la nostra idea di Europa.
Prima però di lasciare lo spazio a questo importante confronto, vi leggo anche il messaggio del sindaco Gualtieri e che che ci saluta, saluta con grande piacere sua Eminenza, il cardinale Gianfranco Ravasi e ringrazia il presidente dell’associazione, la Nuova Europa, Roberto Sorbello per questa importante iniziativa che ci interroga su temi di enorme portata viviamo una fase di cambiamenti rapidissimi, segnata dallo sviluppo eccezionali delle tecnologie e dalla necessità di orientarle al servizio della persona, della dignità umana e di un nuovo umanesimo. È un tema che papa Leone
A posto con grande forza nella sua enciclica magnifica Humanitas dedicata proprio alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale e dello sviluppo tecnologico, a questa sfida si af si affiancano i rischi che derivano da nuove concentrazioni di potere economico e politico, di sconfinate ricchezze capaci di mettere in discussione l’assetto delle democrazie e l’ordine internazionale abbiamo di fronte a noi poi i pericoli,
È sempre più evidenti legati ai cambiamenti climatici, su questi temi Roma vuole essere un centro di elaborazione e di confronto, la nostra città ha un’anima universalistica che la rende un luogo naturale di discussione sui grandi noti nodi etici e politici del nostro tempo.
Siamo quindi felici che Roma proponga questa nuova occasione di dialogo, certi che il cardinal Ravasi con la sua profondità di pensiero e la sua lucidità di analisi potrà offrirci strumenti utili per interpretare il presente le sfide future dell’umanità, un caro saluto, un buon lavoro.
Bene, ringraziamo il sindaco Roberto Gualtieri, che è sempre stato molto vicino a noi e lo conosciamo da da tanto tempo e a questo punto passiamo a al dialogo, quindi invito qui sul palco sua Eminenza, il Cardinal Ravasi, nel mentre mi raggiunge e voglio ringraziare anche di nuovo a radio radicale che c’è sempre vicino è la mia casa editrice Class Editori e MilanoFinanza perché da qualche mese a Lega la nuova Europa all’edizione digitale.
Di MilanoFinanza, quindi, è un’unione anche in questo senso di diversità, cerchiamo di spiegare con questo connubio cosa avviene sul mercato, cosa avviene nella società, allora monsignor Emirates, grazie di questo regalo che ci fa oggi, e io partirei subito con questo quadro, insomma, come dicevo prima le guerre,
Proliferano la potenza della dell’economia digitale, pure lan l’intelligenza artificiale
Comincia a sostituire il lavoro qual è il futuro dell’umanità, so che è una domanda complessa, ma voi siete abituati a dare risposte a domande complesse, benvenuto e ancora grazie, grazie beh, dopo questa introduzione molteplice, che era già significativa suggestiva, il contesto stesso che ci aiuta mi mette nell’interno però di un altro orizzonte che al di fuori di questo palazzo, al di fuori anche dalla nostra presenza un orizzonte sterminato che è proprio rappresentato dal titolo il dialogo sul futuro,
Il futuro dell’umanità già
L’affacciarci su questo orizzonte permetterebbe non so io decine e decine di percorsi prima di sceglierne uno e io non sapevo effettivamente sono venuto per certi aspetti un po’nudo, senza avere una preparazione particolare, perché penso che poi nel dialogo si aprano forse strada che io non considero ora io vi vorrei proporre allora prima di tutto una premessa e poi alcune, appunto dicevo alcune traiettorie, soltanto la premessa, la premessa, la prendo da un’immagine un’immagine di un filosofo importante del secolo scorso che è stato Ludwig Wittgenstein
Nella sua opera fondamentale, peraltro di ardua lettura, che è il Tractatus logico-philosophicus, la sua considerazione è più suggestiva è, come accade sempre nella prefazione che si scrive sempre al termine dell’avere, elaborato un una riflessione, ebbene lui dice io quello che intendevo fare che intendo fare con quest’opera intendevo era quello di definire i contorni di un’isola,
Cosa possibile, pensate in un atollo incamminate lungo la battigia e in un arco di tempo limitato è riuscita a determinare a definire questo ambito concreto, limitato ciò che ho scoperto alla fine sono invece le frontiere dell’oceano.
Se io guardo solo di quattro o qualcosa definito di limitato che si può sempre catalogare, ed è per questo motivo che esiste tutta la saggistica che esistono tante riflessioni, però tutte sono insufficienti quando si parla della persona umana della storia, quindi perché noi abbiamo sempre qualcosa, io qui non parlo in chiave religiosa perché potete ben immaginare che cosa vuol dire la frontiera dell’oceano.
In coloro che introducono una dimensione spirituale, cioè la dimensione dell’eterno dell’Infinito no, ma anche semplicemente e laicamente noi vediamo che la persona umana non riusciamo mai a circoscrivere la tant’è vero che la storia, anche attuale, ci dimostra come siamo di fronte a delle realtà sconcertanti anche,
A livello altissimo pensano o nella politica, ai nostri giorni, quindi non riusciamo mai a costruire una definizione completa della persona umana, proprio perché quindi anche di tutto ciò che opera, proprio perché essa ha una dimensione indecifrabile e noi ne siamo tutti consapevoli.
Siamo talmente consapevoli che noi tutti abbiamo una conoscenza che non è di un unico canale, perché non è solo il canale razionale, come invece ci insegnavano noi conosciamo con molti altri canali di conoscenza, pensate cosa vuol dire, per esempio, il canale dell’arte?
Della poesia dell’estetica, che non ha naturalmente qualche volta assolutamente non può essere elaborata noi, all’interno di uno schema razionale logico, il simbolo, il simbolo di sua natura, parte da una realtà concreta e arriva tendenzialmente all’infinito.
Ho alcune volte simbolo, parte quasi dal punto zero.
Però ci permette di salire il silenzio è un punto zero della comunicazione, però pensate quanti significati può avere.
Il silenzio, io son stato invitato più volte a fare conferenze proprio su silenzi, ecco, per questo motivo ribadisco ancora che il discorso sul futuro dell’umanità deve partire proprio dal concetto di umanità, che non è.
E continuando ancora in questi canali di conoscenza diverse, pensate che cos’è l’innamoramento?
C’è è stato citato prima a New York che anch’io vedo alcune volte, non sempre con molto piacere, molto interesse c’era tempo fa una testimonianza di uno scienziato.
Uno scienziato di Harvard, il quale diceva immaginiamo uno studioso, un biologo che sta lavorando sta studiando un dermatologo sta studiando la pelle.
E da lì, nel suo studio, con tutta la sequenza di di strumentazione, per determinare l’ep termini del derma, tutto quanto è complicato. Sapete che è la parte più pesante del nostro corpo e la pelle e il dermo-epidermica, ebbene, fa tutto questo lavoro, li attento vede le degenerazioni anche di queste, poi dopo finisce perché deve andare a un ricevimento, va questo ricevimento e, come è capitato magari qualcheduno di voi per pura occasione, adesso io non lo so quanti hanno approvato, ma che adesso tutti più o meno l’esperienza dell’innamoramento epifanico, quello che ti convince, ti conquistati con guide, insomma, ebbene lui incontra una donna, una nonna che lo affascina proprio col volto, con tutto con un minimo di dialogo
Ecco la domanda, allora in quel momento lui come guarda quel volto.
Lo guarda forse esaminando la qualità dell’epidermide vedendo tutte le eh no a me, quel volto che sono accanto non dice assolutamente nulla. Per lui diventa invece un panorama, un paesaggio, un linguaggio, ed ecco che allora, naturalmente, quando questa donna si ammalerà e di dermatite, naturalmente interverrà con la sua scienza, ma normalmente la sua conoscenza di lei e attraverso quello sguardo che è completamente diverso e che suppone un diverso tipo di conoscenza ed è per questo motivo che, se questa donna lo dovesse tradire, non è assolutamente indifferente per lui la vicenda come se fosse gravemente ammalata. Vedete, come fisico e spirito si intrecciano tra di loro in maniera in maniera so. Ecco perché questa lunghissima premessa, che ho fatto è per dirvi che parlare di temi che riguardano la storia, l’umanità e il suo futuro passato ed è veramente qualcosa di Skov ed è veramente significativo che papa Leone abbia intitolato magnifica Humanitas perché magnifico è un’ardua magnificus è un aggettivo latino che veniva attribuito soltanto sintatticamente poter semanticamente soltanto
A livello alto aristocratico.
Augusto era definito magnifico per la sua funzione, Lorenzo il Magnifico.
E invece vedete tutta l’umanità che è magnifica, e anche vorrei dire un’altra cosa Humanitas umanità.
E noi questa cosa non la pensiamo, è stato detto giustamente la razza umana, non esistono le razze.
Esistono le etnie, che è un’altra storia, la razza è unica e noi tutti abbiamo un nome prima di tutti i nostri nomi e qual è questo nome Adamo e Adamo non è un nome proprio nel testo biblico Genesi 2, dove appare,
è con l’articolo ah Adam?
E se ha l’articolo e l’uomo l’umanità, tra l’altro il suo significato, è un altro e perché Adam vuol dire letteralmente colui che ha il colore ocra e colore rossastro giallastro, cioè quale colore e colore dell’argilla, cioè la nostra materialità è importante. Ecco allora quanto sia importante, da questo punto di vista, partire dall’idea che le esperienze sono un numero sterminato. Le culture sono completamente diverse, però hanno sempre una radice e questa radice la cerchiamo sempre di conquistarla ed è la radice che tante volte noi smentiamo. Pensiamo che cosa vuol dire, per esempio a destra, il razzismo, la xenofobia, tutte queste forme oppure il diverso, che viene diverso sessualmente, per esempio, che viene colpito ed è proprio perché non si vuole riconoscere questa comune radice ed è per questo motivo che un filosofo, un altro filosofo importante del secolo scorso Levinas e diceva, bisogna che noi adottiamo per le nostre relazioni il volto, perché il volto ti fa vedere quanto uno è diverso dall’altro. Eppure interloquisce con te e tu non riesci a vedere il tuo volto, per cui è l’altro che ti giudica e soprattutto lui diceva quando ci si incontra, si scopre anche la nostra comune indigenza, cioè noi abbiamo bisogno di un altro e tutte le volte che lo neghiamo il superbo, eccetera che crede smentisce, perché non abbiamo sempre bisogno di un legame con chi ci cerco. Ecco la relazione
Come elemento fondamentale. Purtroppo ho detto questo, noi dovremmo a questo punto definire la natura umana
E invece ai nostri giorni non c’è una definizione comune, è per questo che anche ci scontriamo, non siamo in grado di avere, perché la al concetto di natura umano è diventato ormai fluido.
E da questo punto di vista significative, anche se sono ormai in crisi adesso le teorie del gender, perché mostravano la diversità che non è soltanto quella diversità che ha alla base un elemento comune, non si cercava soltanto di puntare tutto sulla diversità, sull’elemento culturale che fa tanto, è vero, è famosa la dichiarazione di Simone de Beauvoir, la suo famoso testo sulla donna e donna non si nasce donna, si diventa, che è vero, anche, però anche si nasce indubbiamente c’è anche una struttura che dobbiamo definire e non riusciamo a metterle insieme, mentre in passato era semplicissimo. Forse voi sentite queste parole che erano le parole della diede un grande pensatore del Medioevo, cioè Tommaso d’Aquino che prendeva Aristotele
Ed era la sua definizione, era agere sequitur S la ontologia precede la deontologia e ora questa cosa non c’è più, per cui vedete, non c’è più l’etica, la morale è tutto, sto sparpagliato perché non c’è più.
Un S, un’essenzialità ed ecco allora che il futuro dell’umanità si dimostra sempre più mutevole.
Perché non ci sono dei parametri tra virgolette oggettivi, tutto viene affidato un po’, il concetto di verità è pensata e fake news è proprio l’esempio che non esiste la possibilità di un dato oggettivo, a differenza della grande cultura classica e la quale diceva tutti i getti della verità come in un mare,
Oppure Platone nel suo Fedro e che era mirabile su questo che cos’è noi siamo su un cocchio con due cavalli, la ragione ai sensi e noi corriamo il Fedro e noi corriamo nella pianura della verità, la pianura della verità, cioè la verità esterna, noi la conquistiamo con quale via alla ricerca,
E quando invece io ho un altro che mi rappresenta, questo è a dall’America viene che mi rappresenta la verità, così ognuno si elabora come il ragno, la propria ragnatela.
Io l’altro che è vicino a me la sua ragnatela viene il vento che me la distrugge, che cosa faccio ne ricostruiscono un’altra, più o meno uguale o diversa, e voi comprendete che questa fragilità che noi scopriamo continuamente in rete, alla fine è veramente rende difficile parlare di questo pianeta che ha il pianeta umanità due soli adesso perché poi dove lasciare spazio anche al dialogo, vorrei indicare,
Nella società, che è l’elemento fondamentale.
L’umanità, questo singolo che abbiamo cercato di descrivere come complesso e si mette in se vive insieme.
Certo, c’è anche l’autismo, non quello fisico, che portò quello appunto della, che richiede delle terapie, è difficilissimo, veramente, un da però è un simbolo.
Esiste anche chi rompe tutte le relazioni, le te la guerra di sua natura e autismo e cercare proprio di annientare l’altro, perché devi essere solo tu ed è una malattia veramente la guerra, e questo non c’è ombra di dubbio, ebbene, ora la persona umana entra in relazione qui ancora ci serve la Bibbia direi e nella prima pagina che ho citato prima quella di Adamo per quando cosa fa?
Quel personaggio che tutti noi abbiamo detto faceva Pascal Adamo, è mio padre, sono io e mio figlio e questo tessuto comune che ci unisce bene che cosa fa prima di tutto cerca?
Come mai è venuto alla vita questo filo di respiro della visione religio, cos’è Dio evidentemente guarda verso l’alto, verso l’infinito, il mistero, quella cosa di cui parlavamo prima con l’oceano?
Però non gli basta.
Che cosa fa guarda il finito, il concreto?
Lavora messo sulla Terra per coltivarla e custodirla, eravamo tecnico se l’uomo che ha bisogno anche di coltivare e custodire e questo è un’altra avventura importante, pensiamo cosa vuol dire il lavoro e a questo proposito un cenno farò subito dopo.
Ma giunto alla sera della sua funzione di homo religiosus di Homo lavoratore, quello che volete voi tecniche, se eccetera alla Giunta, se è infelice, non trovò un aiuto che gli fosse simile, si dice nella Bibbia né la traduzione, un aiuto che gli corrispondesse in ebraico cioè nell’originale c’è un’espressione invece è molto più forte non trovò un aiuto che McDonald che vuol dire come davanti a lui davanti a sé gli occhi negli occhi.
Ed ecco che arriva la donna.
Che, dopo tutta la Fanti, femminismo, stupido, costola, no, ma io non è costola tra l’altro in ebraico e l’ATO che è già qualcosa di diverso e il lato della parità, ma poi costola, per esempio nelle lingue orientali, vuol dire anche semplicemente la vitalità, non per nulla si chiama Eva, ha vacche, vuol dire la vivente, ebbene, solo allora dice veramente costei, è carne della mia carne osso delle mie ossa ed è felice e il primo canto d’amore dell’umanità, dicevo prima, quando incontri una persona, tu sei veramente Cantico dei Cantici, dice io sono del mio amato e il mio amato è mio e della pienezza raggiunta, vedete che la società è fondamentale, purtroppo c’è questa tentazione, adesso, dicevo, dell’egoismo dell’idea in auto identità risma della anche la guerra e, come ho detto, che è solo affermare il nazionalismo, ci sono tutte queste forme sono forme di autismo e insomma, spirituale e sociale nell’interno della società. Cosa dobbiamo allora sottolineare eri adesso io parlerò ancora poco. Poi lasciamo discorso io per il futuro nostro sottolineerei
Due elementi, un elemento conclusivo, due elementi, primo, naturalmente nella modernità, la comunicazione.
Noi sempre l’umanità ha voluto parlare e da comunicarsi è proprio per quella relazione che abbiamo tenete presente la parola comunicare e deriva da dove.
Dal latino,
Munus
Scambiarci un dono.
Bisogna scambiarci qualcosa della vera comunicazione, purtroppo, invece ci scambiamo le spade, pensate cosa occorre nelle reti a che questo momento di aggressività, di volgarità, di banalità eccetera bene.
La comunicazione e qui entra tutto il discorso su quello che è ora la comunicazione e se avete un capitolo sterminato.
McLuhan era convinto che la comunicazione nuova della modernità fosse Estension of Me.
L’estensione telefono, televisione, Tele e allungare gli organi, no, adesso invece c’è qualcos’altro, è cambiato l’ambiente, non puoi sottrarti la rete come diciamo che s’avvolge tutte le info sfera ed è per questo motivo che il futuro diventerà sempre di più in questa linea non sappiamo come fino a quanti punti potrà arrivare già adesso, vedete quale comunicazione istantanea frenetica pensiamo il dramma del giornalista adesso è questo, e soprattutto quando il lavoro sulla carta stampata, per questo continuo muoversi incessante dinamico flou flusso 60 questa è la
La prima componente, la seconda componente, qual è il suo, la quale si dovrebbe discutere e non sappiamo a dove arriverà e pensate che io sono ancora incarno qui presente davanti a voi la il Neolitico.
Da questo punto di vista, perché io scrivo ancora tutti i miei testi con la penna penna tutti e pensate che allora per questo mi hanno indotto la maledizione.
Tant’è vero che devono andare da da anche da Darko intanto fare qualche laser, qualcosa perché mi è venuto il dotto carpale per cui queste due dita, che son quelli che tengono su quelli che sono meno sensibili adesso perbene e pensare che ho scritto chilometri e chilometri di mio papà diceva tu a furia di scrivere così tanto hai fatto già tutto il perimetro della l’equatore.
E do così tante pagine adesso questo è assolutamente inconcepibile e ai ragazzi non sono quasi più capaci di scrivere veramente materialmente, perché è solo il computer che è pensate, che cosa accadrà ancora di più, perché già cominciamo a vedere basta soltanto il parlato e ti scrive il testo o peggio peggio o meglio ancora dobbiamo dire,
Chi è com’è colpito da queste malattie terribili, che può parlare attraverso l’occhio, soltanto il battito, scrivere qualcosa e guardate che e quindi ecco questo futuro che è affascinante, ma è anche per certi versi terribile, perché non avrai più la possibilità di fermarti, pensate cosa vuol dire scrivere adesso vi racconto una cosa personale autobiografica, è così vi dico come io scrivo e,
Io per tutte le domeniche devo fare almeno la recensione per il Sole 24 ore al Breviario, poi debbo fare anche per la famiglia cristiana un articolo ebbene, cosa faccio io di solito al sabato mattina erano impegni io, cammino per Roma.
Cammino per astrae, Roma e a un certo momento un’ora non so neppure esattamente dove vado certe volte rientro in casa, mi metto alla scrivania e scrivo dalla prima riga all’ultima la recensione del libro che ho letto prima c’è l’ho scritto prima nella mente e l’uso vedete anche questo non c’è più l’uso della memoria, certo,
è evidente come si calca abbia questo futuro, sarà tutto e avrei tante cose ancora da dirvi sulla comunicazione, ma lasciamo secondo e l’ultimo elemento che voglio considerare, secondo, evidentemente per la nella modernità che ci attende nel futuro che ci attende
E c’è la scienza.
A scienza e che scienza e tecnica sapete che non sono sinonimi, e la scienza e una visione, la tecnica è uno strumento e noi viviamo, come diceva giustamente un altro filosofo, io aspetto i filosofi, quelli che riflettono di più.
Che nel secolo scorso Francesca diceva
Noi viviamo in un’epoca in cui alla bulimia dei mezzi.
Corrisponde?
L’anoressia dei fini.
Questa bulimia dei mezzi continua a cancellare il pensiero, la infine il senso della vita, la oasi di silenzio per la coscienza e perché è la bulimia dei mezzi e Titti, continua a spingere incessantemente ed ecco, allora.
Che cosa vuol dire qui entriamo Babes, potrei fare l’esempio della genetica, il DNA, intervenire sul Dna, se noi scaviamo più in profondità transumanesimo post umanesimo, se chiamiamo più so qual è il grande sogno della genetica, alla fine non lo dicono, perché è un po’però non possono dirlo possono,
è pensate e fare un nuovo modello antropologico transumanesimo è questo e e scandisce sogno del Golem ebraico e giudaico dal Medioevo, è il Faust di Goethe e pensate l’homunculus, allora qualcosa il nazismo nazismo già aveva era avanti su questo è purtroppo purtroppo qui non lo fanno in questa maniera brutale però c’è già, per esempio la possibilità di chiedere ti costa 30.000 euro mi pare 30.000 dollari negli Stati Uniti quello di avere studiare in modo tale da avere occhi azzurri, capelli, biondi eccetera.
La genetica su questa elica delicatissima che tra l’altro è stata scoperta anche da uno che erano ecclesiastico, è uno dei due seconda cosa, pensate che cos’è questa cosa qui e neuroscienze e Scienze neuro cognitive e noi adesso siamo ancora, ci sembra di aver scoperto chissà che cosa i neuroni a specchio per esempio di aver scoperto che sa e ma io lo dico sempre
Questo momento nessuno di voi pensa, non lo penso neppure io che questa scatola cranica minima a poco più di un etto e mezzo di materia cerebrale.
Però contiene lo spread 80 100 miliardi di neuroni.
Tante quante sono le stelle della nostra galassia, più o meno.
Per questo, già Democrito di avverà, siamo nel quinto secolo, cosa diceva Democrito di Abdera.
Non c’è bisogno che traduca il greco anthropos, mi cross Cosmos.
E qui mi capite anche qui il problema delle neuroscienze, tutto è cervello, non c’è mente tutte fisico.
Li ho la coscienza, l’estetica, i simboli, l’arte, la religione se tutto soltanto prodotto elettronico elettrico di questi neuroni.
Lasciamo stare da destinarsi quante sono poi?
Ecco vedete come siamo di fronte, non sappiamo dove stiamo ho fatto due esempi di due discipline scientifiche di grande qualità, terzo, però è quello, ma su questo non bisogna intervenire più, perché non se ne può più, è l’intelligenza artificiale io vedo tutti i giorni incessantemente un articolo sull’intelligenza artificiale in cui si dicono un mare di cose ovvie o un mare di cose strane.
Anche perché non si sa veramente atto,
E potrà arrivare questo è.
Per questo che lo si mette anche all’insegna anche di una riflessione critica.
E non soltanto l’ottimismo, certo l’ottimismo non merita pensate, mi si descriveva proprio due giorni fa un intervento fatto dal Gemelli in Angola.
Fatto dal medico qui al Gemelli, che però ha operava in Angola stando qui eh beh attraverso l’attrice, senza artificiale pensiamo cosa vuol dire anche l’Intelligent, quindi la robotica, per intenderci, è stato accusato di intelligenza artificiale dal punto di vista anche della del lavoro i lavori usuranti che vengono però,
Chi possiede tutte queste strumentazione domina vedete al massimo della divulgazione che tutti potranno avere l’intelligenza artificiale, però chi conta adesso nel mondo sono pochissimi che hanno in mano.
I software che hanno in mano le strutture radicali costituenti benedette, perciò, come oppure ancora faccio l’ultimo esempio basi può continuare all’infinito su cosa sarà il futuro, lo lasciamo con un punto di domanda, perché non lo si può prevedere, anche se si vedono i percorsi e per questo è giusta la domanda.
E pensate l’intelligenza artificiale con l’algoritmo aperto, quell’algoritmo aperto dentro ad una coscienza e anche se la introduco io, però, se io la macchina do
100 possibilità di scelta.
Nel contesto in cui si trova.
è una creatura umana, poi sempre io cito quale esempio che avete conoscete voi di un film, quello famoso che ha il lo strumento.
Una un drone, uno è un aereo senza pilota che deve colpire i, se i siti terroristici nel deserto poniamo ne sono stati dati 10, ebbene, dal computer commessi la al robot li la
L’aereo, il drone comincia, ha deciso che ne prende uno nel deserto del Sinai, poniamo con va bene.
Allora si comincia a morsi e Stati Uniti vuole venire qua, ma poco prima che quello arrivi ancora sull’atlante che sta per arrivare, cosa succede che sul sentiero che porta a questa tenda nel deserto di questi terroristi DM avanti una ragazzina con un cesto di verdura e frutta che vuole vendere vedendo la,
Sta ormai entrando così, ecco la domanda, il drone.
C’ha la possibilità di scegliere un altro eh, ma lo sceglierà l’uomo.
Di fronte a questo, che cosa farà l’uomo ha un sussulto, io credo, di umanità, nonostante la descrizione un po’amara che abbiamo fatto, ecco, io mi fermo qui, perché sennò dovremmo continuare inglese e lascio a voi adesso di realtà, ovviamente avevo sottostimato la capacità culturale del cardinal Ravasi, perché la mia domanda a questo punto è quasi banale, però vorrei, da cronista, a farmi vedere e, se posso, il piccolo foglio di posso posso, ecco lui tutte queste cose le ha dette partendo
Ma questi a Ponti però lo trovo straordinario perché è, come dicevo prima è, diciamo, frutto dell’intelletto, ma soprattutto del pensiero originale. Sottoscrivo totalmente la necessità, tra le tante cose che ha detto e ci ha anche dato una risposta. Insomma, la risposta nella razza umana, alla mia domanda e alla sua imperfezione, alla sua incompletezza, al suo mistero, alla sua capacità di cercare l’altro è di non respingere l’altro. Insomma, ci ha detto tante cose in una cosa in modo ontologico, però io sottoscrivo soprattutto totalmente la necessità di scrivere, di scrivere a penna io da tempo coltivo, l’idea di scrivere un libro tra i tanti insuccessi letterari, miei tutto di nuovo a macchina. Pensate cosa sarebbero stati i capolavori della letteratura se ci fosse stato già il computer non sarebbero stati tali. Non sarebbe stato possibile
Interrogarsi sulle errori, sulle sbavature, su una parola si narra che per scrivere il Manifesto del Partito Comunista Engels e martedì si siano interrogati tanto tempo tra scegliere la parola spettro è fantasma.
Spettri e fantasmi
E poi alla fine hanno scelto a proposito del. È un fantasma o spettro che si aggira per l’Europa, che era il fantasma del capitalismo e del nazionalismo e quanto si sono interrogati i nostri padri, le nostre madri costituenti, tra l’altro, oggi è un giorno importantissimo per la nostra Repubblica. Perché l’ottantesimo anniversario dalla prima seduta del Parlamento dopo l’approvazione della Costituzione, quindi, tutti le nostre cariche istituzionali sono alla Camera dei deputati e quanto tempo si soffermarono, ad esempio la Costituente Mattei, per stabilire la parità di fatto tra uomo e donna. La Costituente Mattei fece inserire poi senatrice la parola di fatto e dunque la parola conta. È chiaro che conta di più se riusciamo a immediatamente trasporre dal pensiero alla penna la matita questo ragionamento e effettivamente cambia. Se voi fate una prova, tutti quanti noi scriviamo e molto spesso ormai non riusciamo a capire quello che scriviamo e questo era retaggio esclusivo dei medici, a volte che ci prescrivevano una ricetta e diciamo di raramente riuscivamo a capire. Ecco, siamo diventati tutti così prescriviamo delle ricette
Che non riusciamo a leggere se ho capito bene, il Pontefice ha scelto di fare l’enciclica sull’intelligenza artificiale, perché la vede come sia come un’opportunità, ma anche come una minaccia, diceva Rabelais, la scienza senza coscienza e la rovina del genere umano ho interpretato male dal punto di vista laico perfetto allora farei un passo in più farei un passo in più.
E dunque, visto che il tema dei rapporti umani si sta esacerbando per tanti motivi, e lo sappiamo il tema delle disuguaglianze, che sono crescenti per l’accumulazione di denaro da parte di pochi e l’impoverimento da parte della stragrande maggioranza degli abitanti del pianeta terra ecco,
In che modo, voi, che avete evidentemente un’esperienza plurimillenaria, affrontate questo tema delle disuguaglianze, cioè c’è una ricetta possibile per affrontare questo tema, che poi è un tema, torno di nuovo a Mars enorme, perché quando il capitale genera altro capitale, senza aver bisogno dell’uomo e dell’estrazione del plusvalore dal lavoro dell’uomo abbiamo un problema enorme perché non abbiamo manco più bisogno del lavoro per creare ricchezza, questa ricchezza dove può andare questa ricchezza come può essere condotta?
A fini sociali che poi anche diciamo, il nostro obiettivo papa Ratzinger secondo me ha dato la definizione migliore della finanza, ha detto la finanza è un ponte tra l’oggi e il domani l’oggi e il domani sono, siamo tutti noi.
Come lo costruiamo questo, sì sì, beh, questo tema che è stato proposto e che è continuamente sul tappeto perché anch’io lo evocavo prima questi che hanno in mano la strumentazione.
Informatica oppure la strumentazione dell’intelligenza artificiale sono diventati ormai e non producono in maniera concreta, come si ricordava, non hanno e sono alla fine i veri arbitri della finanza sono veri, allora adesso noi ci troviamo, poniamola la posizione.
Della della religione in questo caso la domanda arriva perché prima di tutto questo è l’impegno, dovrebbe essere della politica, dovrebbe essere dell’economia, anche perché, se guardate bene economia e finanza non sono sinonimi, l’economia è una visione.
La finanza è uno strumento, come dicevo prima, è quello che diceva Paul Ricoeur, Las bulimia dei mezzi e ma ai fini economia, come Fini, che cosa significano la sua matrice greca, Nomos dell’Oikos, eroi chi ha del mondo?
La legge che governa quindi il mondo ed è in questo senso anche con una dimensione sociale.
Ecco, in una dimensione culturale, cosa insegna noi Amartya Sen, col suo famoso saggio proprio sulla economia e morale, economia ed etica, ebbene, lui comincia proprio così, attualmente, purtroppo, gli economisti non sono consapevoli che è necessario per loro inoltrarsi nelle loro ricerche, tenendo conto anche della filosofia etica e,
Cioè la consapevolezza che sia necessario anche avere una sensibilità, cosa che invece, purtroppo espulsa dalla finanza alla Cala Finanza, procede solo con dei meccanismi, meccanismi di mercato e così via, ecco allora l’area lì, la cultura, la politica, la religione dovrebbero essere,
Non così afoni come sono attualmente.
L’unica dobbiamo dire un po’su questo non parlo per difesa, autodifesa, insomma la religione quando era più giovane quella gara pensate e fino adesso comincerà anche Leone c’ha cominciato, ma Papa Francesco era l’unico che poneva questo problema della sorveglianza in una maniera anche magari non con la retorica e con la drammatica fine eccessiva della scienza economica e finanziaria in una maniera veramente testimoniale.
E in questo senso è stato la era l’unico che alla fine cercava di artigliare le coscienze, perché è lì il problema, e questo dovrebbe essere il compito della Chiesa, chiedo, deve fare anche nella maniera però concreta e lo deve fare anche cioè attraverso le sue strutture e lo fa come dovrebbe essere la politica, pensate che cos’è adesso può criticare anche percezione, ma la Caritas che cosa fa io vedo anche che cosa fanno. Molti preti che io ho conosciuto capivano veramente in un contesto di
Criticando difficoltà e si inseriscono proprio nelle intreccia anche io vedo solo alcuni che adesso stanno lavorando per la diocesi da cui provengo, Milano allora che stanno lavorando ancora in una maniera proprio veramente in contesti che io non avrei il coraggio non sarei capace proprio di rientrare e quindi in questo senso credo che la testimonianza dev’essere anche concreta, però dovrebbe essere anche un caos. Compito della politica è purtroppo la politica non sembra che
Che che su questo sia pazzie ricorre a questi.
Pannicelli caldi, alla fine, ma non non ha, non ha una visione e purtroppo noi allora continuiamo adesso, io cito un filosofo.
Anche dell’800 continuiamo a citare filosofi oggi mi vengono più spontanea dei 860 Kirk corta nel suo diario scrive questa frase, questa apologo quasi la nave.
Ormai è in mano al cuoco di bordo.
E ciò che trasmette, comandante, non è più la rotta, ma ciò che mangeremo domani.
Cioè, vedete, alla fine ognuno si preoccupa del proprio benessere, ma non.
Della meta a cui deve andare a questa nave che la nave del mondo,
Ecco, per questo motivo credo che dobbiamo ancora ognuno di noi deve fare la sua parte in questo ambito per cercare di far sì che ci sia più che la diseguaglianza scandalosa che esiste tra gli stati del Levante abbia sempre almeno il grido, credo, si diceva dei poveri e credo anche l’opera della religione politica e cultura certo anche poi nel segreto del confessionale dove non voglio entrare quando vi troverete di fronte ai Bezos.
Ai Zuckerberg ha posto che lo frequentino, o anche a qualche ricco miliardario, prendergli un attimo e mettersi una mano sulla spalla e dirgli, ma tu che hai avuto tanto dal tuo paese, dalla tua società, cosa vuoi lasciare al tuo Paese, la tua società mi colpisce sempre molto quando vado a Parigi visitare la Cité Universitaire lo Shito continuamente perché è un esempio straordinario di studentato con decine di edifici dedicati ai vari.
E si del mondo fondato 100 anni fa per iniziativa di due privati e di un ex ministro della pubblica istruzione, dove si può dormire anche con 50 euro a notte, ecco, insomma, la Francia non è Marte, non c’è la dittatura del proletariato anche se all’inizio un po’ci provarono, ma è con dove sono i nostri miliardari perché ci sono perché, come diceva giustamente il cardinal Ravasi, noi in Italia abbiamo fatto una legislazione di fiscalità di vantaggio, scusate se introduco il termine
Il tema tasse di 100.000 euro, cioè se un ricco miliardario prendeva residenza in Italia, pagava parlo al passato, 100.000 euro di tasse e non serviva, che ne guadagnasse 200.000, come tutti gli altri italiani fanno pagandone la metà in tasca né potevano guadagnare 100 di miliardi, Flat tax si chiama e chiama,
Poi il ministro Giorgetti anche molto scandalizzato la raddoppiata questa flat tax, quindi un miliardario qualsiasi viene in Italia e paga una flat tax, se ci risiede di 200.000 euro e che cos’altro fa per il nostro Paese.
E questo discorso, penso che si possa fare anche per tanti altri stati un po’meno, forse per gli Stati Uniti un po’meno forse per altri paesi, sicuramente per la Francia, però ecco mettere no Cardinale una mano sulla spalla su tutte e due, magari cioè è edile amico che non venga tu che sei pieno di peccati come tutti quanti noi no, ecco invece di qualche Ave Maria dico molto laicamente ma insomma dai un contributo da AIDS sbaglio eh no, solo che appunto non si presenteranno, non si presenteranno mai e per questo c’è il fisco, però è interviene
Allora cambiamo questo qui, è naturale e tutto quello che ha detto il dottor Sommella, evidentemente più che condivisibile, anche coraggioso, perché l’ha detto chiaramente, non con la retorica e noi dobbiamo sempre parlare un po’dei bassi dei sistemi, però anche io vorrei adesso aggiungere invece all’opposto alle persone minime misere mi minime insomma quelli che hanno invece,
A poco, dal punto di vista, però, anche loro forse un contributo lo possono dare per una società più giusta e difatti è proprio vero che è così, la Caritas sopravvive, non perché questi o anche i miliardari italiani diano qualcosa anche perché, se danno qualcosa vogliono avere la targa poi dopo.
Eh no, sono tutte le persone semplici misere che danno, queste va bene e allora vorrei usare una parabola che mi ha raccontato un missionario, non mi ricordo più dell’Africa occidentale non mi ricordo più di qual è stato il quale è stato della parabola locale che ha per protagonista un uccellino che è diventato poi famoso in Italia per il romanzo di Veronesi il colibrì Colibrì sapete che tra l’altro è uno dei rari l’unico anzi mi pare dicono uccello che ha la possibilità di comportarsi come l’elicottero può stare fermo.
In muovendo leali.
Non senza precipita stando fermo però eh.
Ebbene, help parabola, che mi racconta, come si dice, si scatena un incendio nella foresta, tutti gli animali si mettono a fuggire, ha per primo di tutti il World, naturalmente capo, Calisti salva il miliardario dell’estorsione.
La.
E a un certo momento, mentre sta correndo e questi animali insomma, vedono che il colibrì sta andando in senso opposto.
Allora dicano qualcosa fa, questo Eric cercano di gridargli, no, invece il colibrì ritorna perché lui 10 idealmente nella parabola che devo fare il mio dovere, perché nella bocca aveva preso un po’di acqua da portare per.
Estinguere l’incendio tra lui era l’unico che aveva pensato, col minimo di andare però a fare quegli altri no che potevano portare anche grandi quantità d’acqua, ecco, questo è un po’il simbolo, io vedo di tante persone le ho proprio viste anch’io che danno come nella parabola come non ho né l’esperienza che fa Gesù della donna la vedova che dà un quattrino e lui dice che su questa donna ha dato il minimo,
Tutti i preti e sacerdoti da stanno guardando quelli che danno i grandi contributi che voi insomma.
Questa donna ha dato più di tutti gli altri perché ha dato ciò che era quasi per vivere, ecco, teniamo presente anche e questo qui la Chiesa fa molto Enel, le ultime persone vedo anche, nel mio caso, certe volte persone che non pensi mai che vogliono che si dia qualcosa per,
E questa è veramente una cosa che possiamo fare tutti, quindi senza passando oppure anche da tutto quanto è stato Milano è un esempio di questo mi mi raccontava l’amico e collega Ferruccio de Bortoli che c’è tantissima solidarietà silenziosa, operante e,
Dobbiamo essere tutti dei colibrì insomma eh
La Chiesa è un’unione di diversità, alla fine no, un po’come l’Europa cosa c’avete in comune, siete la Chiesa europeista, sì, sì, beh, dopotutto il giusto ribadirlo, ecco, il nome Europa è stato dato da un Papa al nostro continente, Nicolò quinto cow è ricorso certo la mitologia classica, però Europa, come sapete, era una delle grandi figure della mitologia classica e una donna e, tra l’altro una di queste donne, del purtroppo però del corteo degli dei
Ebbene sì, europeista sicuramente anche perché, anche se in verità dobbiamo dire
Questo lo dico un poco l’imbarazzo, ma per ragioni però puramente esterne.
Io sono un extracomunitario.
Perché sono cittadina vaticana e la Santa Sede dog e ed Europa che, per poter essere in tutto il mondo, si è cercato di fare in modo che fosse un ente per cui tutte le volte adesso io sono anche cittadino italiano quindi si devono ma quando viaggiano su aveva il vantaggio nel passaporto diplomatico o questa opportunità che è scritto in latino o attrezza era sempre un problema.
È da adesso che ci sono queste strisce con le quali si fa però effettivamente l’Europa è certamente una comfort, ma lo è per una ragione.
Perché a e qui bisogna dirlo non si è voluto riconoscere le radici cristiane, anche perché secondo me si è impostato il discorso anche da parte delle chiese come componente solo religiosa, ma il cristianesimo è una componente radicale dell’Europa per ragioni culturali.
Senza tutto qua, pensate se uno non sapesse nulla in assoluto dei vangeli della Bibbia, eccetera, entrasse in una
Pinacoteca
Non capisce il 70% dei quadri che sono esposti, perché lì è stato proprio l’imprinting, ma il decalogo diceva Kieslowski, che ha fatto i 10 film famosi e Sol de Calboli cosa diceva, ma il decalogo noi lo violiamo tutti i giorni, basta lì sempre sopra.
Nel cielo della nostra esistenza e la morale è stata sempre legata a questo, quindi credo che sia importante riconoscere che la Chiesa abbia questa dimensione, però ecco giustamente, essendo non europea, sono tutti prego, ma mondiale.
E pur essendo stato più piccolo del mondo, e 0 44 chilometri quadrati, eh eh eh.
L’unico stato tempo, ma vi sconsiderate una nazione, perché adesso è di voga, diciamo, sfoga la definizione no, qualcuno ha mai parlato di un’azione vaticana, credo di no, ma mai in due, così tanto per sapere, ma chiama neppure Città del Vaticano nella Santa Sede policy per cui era a termine meglio status.
Enrico che non è stata fatta, eccetera, comunque no. Ecco per arrivare invece alla sua domanda, che certamente, che è molteplice a colori molto diversi e quindi anche tensioni. Io da domani mattina, per due giorni con tutti gli altri cardinali, stanno nel concistoro con papa Leone e tutto il giorno abbiamo trovato un calendario molto fitto di poi le farò una domanda su Papa Leone, ah va be’comunque. Ecco, io qui voglio dire allora soltanto cosa vi direte, cda la diversità dopo questa guerra dicono no, ma è stato pubblicato, è tutto pubblico. Ci sono anche i testi, cioè in pratica si lavorerà molto sulla magnifica Humanitas e su alcuni interrogativi sullo status delle chiese e delle chiese. Infatti sono invitati, tutti sono i gruppi di studio sono tantissimi, son 21, mi pare
Eh sì, sì, 21.
Che fanno ognuno sono organizzati secondo la collocazione, perché voi immaginate l’Africa, l’Asia e i paesi Scardina ex top quale diversità di di di America Latina, Stati Uniti quindi chiese da lavorare, molto, molto di.
Sulle situazioni attuali, cioè le devono dire lo specchio devono essere un po’lo specchio della loro situazione, che non è facile, pensata soprattutto per i rapporti certe volte anche con la politica e quindi le divisioni nell’interno, e è una situazione pensate anche la tipologia della fede c’è da un lato il fideismo devozionali ismo,
Fondamentali oscurantista e beh, si certo, ma è importante e potente, era stato cos’è il fondamentalismo, si sia sempre islamico, ma pensate quello americano, quelli là che sono tutti qui ed Evangelisti.
Quindi polverone, seduti sopra o con le mani sopra Trump, esofagea.
La paura c’è un libro che è uscito da Dio benedica l’America, che è uscito adesso il Paolo Naso, Lo Re ci siano su sole in futuro, perché lo sto definendo la selezione.
è impressionante veramente che cosa vuol dire il fondamentalismo cristiano anche in questo senso, cioè, ecco che questa diversità e dall’altra parte, però, c’è la spiritualità autentica, la religiosità autentica, quella che è formulata, io penso nei grandi doc, il Vangelo alla fine e,
Purtroppo, e concludo con abbiano, devo rispondere sulla questione di papa Leone, sì, ma io mi preparo e allora facciamolo conclude, poi conclude riparo bene la domanda e poi l’ha anche la notizia che daremo da bere e da mangiare agli asset a laicamente dico alla fine di questo dialoga laicamente prego no, io dico adesso allora vorrei finire con il fatto, ritornando ancora un po’al fatto della necessità di avere nell’interno delle nostre comunità all’attenzione,
Alle persone semplici che sono un po’quelle che costituiscono il nerbo profondo delle chiese, certo, anche noi intellettuali va be’eh, sì, siamo necessari, però la Chiesa non è agnostica, non è fatta solo di coloro che hanno veramente son necessari per poi far vedere percorso però sono e qui devo dire a questo proposito che si impara tanto io ho imparato tanto da allora sono delle cose che forse avete già sentito, perché questi episodi io li racconto spesso però,
Sono, cominciammo a partire, io ho 60 anni, quest’anno non detta e 60 anni di sacerdozio, quest’anno quindi potete immaginare come sia lungo il miope più percorso è cominciato qui a Roma le prime messe celebrate qui a Roma, perché ero qui come studente per laurearmi,
E che cosa ho fatto e che cosa si faceva schifo scissi, ma si mandava noi gli alunni dei vari collegi si mandavano quando erano preti in nelle parrocchie di Roma e io sapete dove sono stato mandato all’inizio in una parrocchia comoda del Centro Santa Bibiana, che però era un quartiere un po’particolare quello quella chiesetta che si avvicina alla Effe a Termini ma poi sono stato negli altri anni sempre a Torpignattara, ah, che capite non è proprio il massimo della allora poi era ancora peggio, è perché adesso è un quartiere Etna interetnico, allora era invece quartiere, povero, proprio periferia, pensate che io andavo la Casilina era asfaltata, tutte le strade laterali erano sterrate,
Per cui quando pioveva Davide fango e ebbene andavo, ecco questo, vi ricordo questo episodio per dire quanto ho imparato io da loro andavo da un non ricordo sempre avesse usato andavo da uno vecchietto portargli la comunione
Comunione domenica o il sabato, il primo venerdì del mese, se prima non c’erano i laici che portavano la comunione Lauda della comunione.
Di questo vecchietto, ma mi hanno detto guardi, io non ho più nessuno al mondo, più nessuno.
Comunque era contento quando andava, mi preparava, il caffè metteva giù centrino anche per far vedere che era una persona e e però venne un giorno in cui un giugno.
In cui io andai da lui a portare la cosa mi ha detto guardi noi io da questo momento in avanti non verrò più da lei perché torno a Milano e quindi vado a insegnare e quindi non sarò più qui da lei, non verrò più, beh, nessuno e lui m’ha detto una frase che io ripeto sempre che mi ha impressionato o sui ciò che mi spiace che no, no no,
Lui mi ha detto, lei non può immaginare come sia tremendo.
Non avere più nessuno da aspettare.
Capita non avere più il futuro l’altro, l’altro lavoro dentro cui è chiara e l’altro esempio piccola che dissero no sono a Milano, ormai sono diventato lì a Milano, faccio le cresime e un giorno, se arrivo prima, perché per ragioni facevo più di una la domenica, allora avevo prima né quella parrocchia, siamo in una parrocchia, eliminava periferia anche un caldo, quel giorno lì sono lì col parroco a parlare fuori e una c’è una bambina, non da cresima una bambina piccola piccola che arriva, conosco la sorellina che doveva far la cresima, viene lì, Emit tira la veste, dice Quarta, e lei si era accorta che era una fessura nell’asfalto ed era cresciuta una fragolina. Nessuno di noi si sarebbe accorto
De te li ringraziai, essendo piccola piccola, ma Pellicanò senza che si ferma in particolare al piccolo, al minimo e.
Ultima riflessione.
Dal 1978, direi da Papa Wojtyla in poi, tutti i Pontefici hanno sono stati protagonisti della storia, qualcuno sostiene, a ragione che l’hanno cambiata la storia l’hanno incoraggiata, come nel caso di Karol Wojtyla, protagonista anche della caduta del muro del disfacimento del dell’economia reale dell’Unione.
E sovietiche e poi e poi, dopo il filosofo Ratzinger di cui si è parlato poco, ma mi colpì tantissimo, è un discorso che fece Ratzinger in tedesco durante la crisi dell’euro al Bundestag, in cui richiamò alle responsabilità del Nazismo tutti i tedeschi.
Un discorso coraggiosissimo che io, sempre in uno di quei libri dei miei insuccessi letterario allegato, l’euro è di tutti. Vedo che c’è anche il nostro amico grafico, che fece la copertina discorso, potentissimo, potentissimo di cui si è parlato poco. Pensate che all’epoca era più celebre in Germania, Mario Monti, che papà che papa Ratzinger, penso di non dire una blasfemia, poi abbiamo avuto Francesco che è diventato a un certo punto in una fase, il leader della sinistra mondiale, un Che Guevara un cedeva, era cattolico, e poi oggi abbiamo un papà americano per la prima volta con un altro americano un po’più rude, che significa che cosa
Come papà Messi indubbiamente, è una figura.
Diversa, come sempre sono stati tutti diversi e, tra l’altro di anche io ricorderei dei razzi che anche il dialogo con Habermas a Bernard c’era stato fondamentale è quello.
E così UE agli inizi a vi accorgete, poi lui si muove con estrema delicatezza, finezza, vi siete accorti a lui, è una persona raffinata da questo punto di visiterete che lui pochissimo parla senza testo e perché vuole essere non vuole mai sconfinare, però la sua esperienza è un esperienza e il suo messaggio finora è un messaggio che vedete tant’è vero che ha suscitato la reazione dell’altro e reazione sgangherata sgangherata eccetera però nell’azione perché vuol dire che alla fine ne tiene conto.
E su perché a lui adesso uno dei temi fondamentali e il tema la consapevolezza che il mondo è troppo striato di sangue e che bisogna cominciare, caliamo carezze ricevute dalla pace dei continuamente ribadita quella cercare di va be’comunque è con lui ha il vantaggio però di essere certamente anche un americano statunitense è nato Chicago, insomma, sappiamo,
Dall’altra parte, però, la sua identità vera è molto più complessa, è diverso se fosse stato fatto papà, un arcivescovo americano.
Un cardinale americano.
Che sapete una chiesa che è abbastanza in tensione all’interno?
Io ho degli amici, proprio amico di quello di Chicago, è un mio caro amico su Piech che alle origini croate e poi quello di Newark che Tobin, e poi c’è quello di Washington adesso che Macron ma che erano e sono veramente di grande apertura, sempre no, c’è anche una corrente che è molto più attenta Fefè,
E però lui, e anche contemporaneamente, a una fascia enorme della sua vita, in cui è stato universale, ha continuato a girare come Generale superiore generale degli Agostiniani, quindi adesso no pubblicato tutti i suoi discorsi precedenti, ma è impressionante vedere qua quanti ne ha parlato ne ha pronunciati né in Asia quanti in Africa quanti in Europa evidentemente a Roma quanti anche in Australia,
Cioè c’era questa dimensione che era propria della tra alto di una figura come Agostino, che di sua natura è universale, come terzo.
Il terzo suo lui è parla benissimo lo spagnolo, anzi, ma perché perché è stato per anni vescovo in Perù, Perù?
Chiclayo quindi, come vivendo proprio tutta l’esperienza, tutte le foto che avete visto quando davanti a noi andare a cavallo asino da in giro col quando c’era, ecco, questo vuol dire che sia il suo grande vantaggio, credo di essere polimorfo di avere una molteplici anche lì quella statunitense è importante in questo momento e avere questa e poter quindi dire anche a o alla sua radice americana quello che bisogna dire anche contro suo fratello seccato.
Anche il filo tra piano e quindi credo che sia, ecco una tipologia molto significativa per questo tempo, è un americano che ha scoperto il mondo quando invece ho scoperto di noi italiani sudamericano lui ci tiene, tanto è vero che ha parlato nella saluto iniziale se ricordate, ha fatto un pezzetto spagnolo salutando proprio la sua diocesi non avere il muro col New Messico ma la Barcaccia ha varcato, lui si è già atto se, come molti, tra l’altro è impressionante il nuovo arcivescovo di monsignor Kicks, l’arcivescovo di New York,
Il quale fa l’ingresso quello di prima, era molto conservatore, Dola tagliato che conosco bene pure.
AX arriva fa l’ingresso,
E naturalmente potete immaginare tutte autorità o meno e tutto quanto c’è di Salerno in San Patrick ma tiene metà dell’olio dell’omelia, in spagnolo spagnolo.
Ecco perché sa anche che i cristiani, la maggior parte dei cristiani di New York, adesso noi cattolici non sono gare, sono spariti, voi parlate italiano come comuni, dunque non le comunità qui adesso la comunicazione avviene linguistica, i gruppi poi dopo ognuno lo porta nella sua lingua che però sono tendenzialmente l’inglese,
Francese
Spagnolo e italiano. Qui però tra di noi tendenzialmente usiamo l’italiano, perché è la lingua ormai diventati il no, il neolatino della neolatino sì, tendiamo a dimenticare che i pontefici parlano italiano. Adesso ho parlato alla Fao recentemente e a me hanno detto di parlare l’italiano, quindi non ho preparato che sa parli ufficialmente, almeno un testo deve averlo e invece, visto che tutti gli altri brani in inglese allora io ho detto guardate, faccio scegliere poi mi han detto che potevo usare indagava però come cittadino vaticano, vi lascio la possibilità di scelta, io posso parlare o il latino o in italiano scegliete, voi hanno scelto l’italiano, forse sovranamente scelto l’Italia
Allora, beh, io penso che dobbiamo ringraziare sua Eminenza, il Cardinal Ravasi per questo regalo eccezionale che ci ha fatto molto più di un dialogo, è stato davvero un grande grande discorso di pace, di di di di coesione, di e anche di introduzione al mistero umano e,
Quindi intanto la ringrazio di nuovo per questa bellissima chiacchierata e ringrazio tutti voi, ringrazio la Sala Stampa Estera, Radio Radicale, i tanti amici che sono qui presenti, gli amici e colleghi della commissione di cui faccio parte sull’intelligenza artificiale, sarebbe interessante avere un’audizione visto che chi c’ha c’abbiamo a che fare con Google magari con qualcosa di più materiale sarebbe importante confrontarsi tutti gli amici della rivista e i colleghi.
Che sono venuti gli amici, i familiari, il presidente di Telefono Azzurro, Gerardo Santomauro, che ha scritto pagine di storia a Ventotene, isola, di pace da Isola di confino, e adesso è il momento di di rinfrescarci, riflettendo un po’su quello che ci siamo detti importante perché noi siamo un’associazione non profit troverete né in alcuni dei piani il nostro codice runs, non vogliamo evidentemente fare concorrenza alla Chiesa, ma se volete dare un contributo con le vostre tasse e che spero siano, diciamo limitati alla vostra possibilità, farete, non dico un’opera di bene un’opera, diciamo importante perché credo che noi stiamo facendo un piccolo lavoro, un granello di sabbia nella grande sabbia che si chiama Europa e cerca di resistere al mare del mondo in tempesta grazie, arrivederci e grazie
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