Cannabis terapeutica in Sicilia, da Palermo riparte la battaglia


All’Assostampa Sicilia il convegno promosso dal Comitato Esistono i Diritti Traspartito. Medici, giuristi, farmacisti, associazioni e istituzioni a confronto per rendere realmente accessibile la cannabis terapeutica e superare burocrazia, disparità territoriali e pregiudizi.

PALERMO, 27 giugno 2026 – C’è una differenza sostanziale tra un paziente e un delinquente. Può sembrare un’affermazione scontata, eppure è proprio da questa riflessione che ha preso avvio il convegno “Pazienti non delinquenti. Cannabis Terapeutica”, svoltosi giovedì 25 giugno nella sede di Assostampa Sicilia e promosso dal Comitato Esistono i Diritti Traspartito.

L’iniziativa ha riportato al centro del dibattito pubblico un tema che in Sicilia non nasce oggi. Il riconoscimento e la piena attuazione del diritto alla cannabis terapeutica rappresentano infatti una battaglia civile e sanitaria che da anni coinvolge medici, giuristi, associazioni dei pazienti e rappresentanti delle istituzioni. Un percorso che ha progressivamente spostato il confronto dall’ideologia al diritto costituzionale alla salute e che oggi punta a rendere realmente esigibile una terapia già prevista dalla normativa italiana.

L’incontro ha rappresentato anche l’occasione per fare il punto sullo stato di applicazione della normativa che disciplina l’impiego della cannabis terapeutica e sulle criticità che ancora oggi i pazienti incontrano nel percorso di accesso alle cure.

Il convegno ha rappresentato un ulteriore passaggio di questo cammino, nato anche dalla preoccupazione per le difficoltà che molti pazienti continuano a incontrare nell’accesso alle cure: procedure burocratiche complesse, differenze organizzative tra i territori, difficoltà di approvvigionamento dei preparati, scarsa informazione e un pregiudizio culturale che ancora oggi accompagna chi utilizza una terapia prescritta dal medico.

Ad aprire i lavori è stato Toti Amato, presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo. Sono quindi intervenuti Gaetano D’Amico, presidente del Comitato Esistono i Diritti Traspartito, gli avvocati Antonello Armetta, Giorgio Bisagna e Marco Traina, i dottori Stefano Carpino e Giuseppe Valenti. La moderazione è stata affidata al giornalista Gaspare Nuccio. Presente anche l’onorevole Valentina Chinnici, che ha preso parte al confronto istituzionale. Nel corso dell’incontro è intervenuta inoltre la dottoressa Alfonsa Vacanti.

Dalla ricerca scientifica alla tutela dei diritti

Pur partendo da esperienze professionali differenti, tutti i relatori hanno condiviso un principio comune: la cannabis terapeutica deve essere affrontata esclusivamente come una questione sanitaria e di tutela dei diritti dei pazienti.

Nel suo intervento, Toti Amato ha richiamato l’importanza della formazione continua dei professionisti sanitari e della ricerca scientifica, evidenziando come una maggiore conoscenza delle indicazioni terapeutiche rappresenti uno strumento fondamentale per garantire appropriatezza prescrittiva e qualità dell’assistenza.

L’avvocato Marco Traina, già componente del Tavolo tecnico regionale sulla cannabis terapeutica, ha ripercorso il lavoro svolto negli anni in Sicilia per arrivare ai primi provvedimenti regionali, ricordando il dialogo costruito con le istituzioni e la necessità di proseguire lungo quel percorso affinché le norme trovino piena applicazione.

Il dottor Giuseppe Valenti ha posto l’attenzione sul valore clinico della cannabis terapeutica nel trattamento di numerose patologie croniche e invalidanti, sottolineando come le persistenti differenze organizzative continuino ancora oggi a creare disuguaglianze nell’accesso alle cure.

Nel corso del dibattito è intervenuta anche l’onorevole Valentina Chinnici, che ha ribadito la necessità di mantenere aperto il dialogo tra politica, comunità scientifica e associazioni dei pazienti, affinché il diritto alla salute possa tradursi in un’organizzazione sanitaria realmente efficace.

Un percorso che continua

Uno dei momenti più significativi dell’incontro è stato l’intervento del presidente del Comitato Esistono i Diritti, Gaetano D’Amico, che ha ripercorso il lavoro sviluppato negli anni sul tema della cannabis terapeutica.

D’Amico ha ricordato il percorso portato avanti dal Comitato attraverso tavoli tecnici regionali, confronti con le istituzioni, iniziative pubbliche e un dialogo costante con il mondo sanitario e giuridico. Un lavoro che ha contribuito ad accrescere la consapevolezza sul tema, ma che continua a confrontarsi con ostacoli burocratici, disomogeneità applicative e criticità che rendono ancora troppo difficile, per molti pazienti, l’accesso a una terapia prevista dalla legge.

Durante il confronto è stato inoltre ribadito come la cannabis terapeutica rappresenti, per numerosi pazienti affetti da patologie croniche e invalidanti, uno strumento terapeutico riconosciuto e indispensabile. La vera sfida, hanno osservato i relatori, non riguarda più il riconoscimento della terapia, ma la capacità delle istituzioni di renderla concretamente accessibile, uniforme e tempestiva, superando le persistenti disomogeneità territoriali.

Medici, farmacisti, giuristi e rappresentanti dell’associazionismo hanno così offerto una lettura multidisciplinare del tema, evidenziando la necessità di rafforzare la formazione dei professionisti, migliorare l’organizzazione dei percorsi terapeutici, garantire continuità nelle forniture e tutelare i pazienti da ogni forma di stigma.

Il Comitato Esistono i Diritti ha espresso soddisfazione per la partecipazione registrata e per il livello del confronto sviluppatosi durante il convegno, confermando il proprio impegno a promuovere nuove iniziative di sensibilizzazione affinché nessun paziente venga privato di una terapia prevista dalla legge.

«Quella di oggi non è una battaglia ideologica e nemmeno una provocazione – dichiara il presidente del Comitato Esistono i Diritti, Gaetano D’Amico. È una richiesta di civiltà. Chi soffre non può essere ostaggio della burocrazia o dei pregiudizi. La cannabis terapeutica è uno strumento previsto dalla legge e riconosciuto dalla comunità scientifica. Adesso chiediamo alla politica siciliana di fare la propria parte, trasformando il diritto alla cura in una realtà accessibile a tutti i pazienti che ne hanno bisogno».

Da Palermo continua ad arrivare, ormai da anni, un appello che oggi risuona con ancora maggiore forza. Non quello di introdurre nuovi diritti, ma di rendere pienamente esigibili quelli già riconosciuti dalla legge. Perché quando una terapia è validata dalla scienza e prevista dall’ordinamento, il compito delle istituzioni non è soltanto autorizzarla, ma garantire che ogni paziente possa accedervi senza ostacoli, senza disparità e senza pregiudizi. È questa la sfida che il Comitato Esistono i Diritti continua a portare avanti, trasformando il confronto pubblico in un impegno concreto per il diritto alla salute.


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 Francesco Panasci

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