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Radio Radicale, siamo in collegamento con il professor Michele, Marchi storico insegna all’università di Bologna, al Campus di Ravenna, buongiorno, professore ben trovato buongiorno.
Nei giorni scorsi la Francia ha fatto entrare al Pantheon, Marc Bloch storico, partigiano, resistente, fucilato dai tedeschi nel 1944 insieme alla moglie, Simona, dicevamo entrato al Pantheon, primo storico a ricevere questo riconoscimento e oggi invece Giorgia Meloni, Emanuel Macron si incontreranno per il primo vertice bilaterale dall’entrata in vigore del Trattato del Quirinale firmato nel 2021. Parliamo di questo con lei cominciamo in particolare dal bilaterale tra Francia e Italia di oggi, come si inquadrano, e ricordiamo appunto anche i quali sono stati i rapporti tra la presidente italiana al presidente francese in questi anni
Governativo odierno, innanzitutto.
Correttamente ricordava il primo dalla firma del Trattato del Quirinale. È anche il primo tra Giorgia, Meloni e Emmanuel Macron. Non sono mai stati vertici intergovernativi l’ultimo vertice intergovernativo troppo vogliamo, diciamo così, essere precisi, la firma del Trattato del Quirinale all’epoca, firmato appunto da Macron e Draghi, insomma, alla presenza anche del presidente della Repubblica Mattarella, non era nemmeno un vertice, quindi si dovrebbe andare al 2020, al al 2020, l’ultimo vertice intergovernativo. All’epoca presidente, appunto, Macron, e il presidente del Consiglio Conte si era tenuto direi a Napoli e faccio questo riferimento perché
C’era stata una interruzione sostanziale tra il 17 e il 20, con anche ricorderete.
Quella crisi legata a alla visita che l’allora ministro Di Maio fece ad un sparuto gruppo, diciamo di ci lesione all’epoca della della della crisi dei gilet gialli in Francia, e in quell’occasione si arrivò addirittura ricorderete al richiamo
Dell’ambasciatore francese in Italia, l’ambasciatore, ma se che venne richiamato nel febbraio del 19, appunto a Parigi a che Door, se come sappiamo, insomma il richiamo di un ambasciatore e il gesto diplomatico di rottura massima, non si verificava una crisi di tal tale portata dall’epoca.
E della dichiarazione di guerra italiana dell’Italia fascista alla Francia in questo quadro poi i rapporti, diciamo così potremmo definirli personali, ma in realtà forse bisognerebbe andare oltre la logica del personale i rapporti diciamo così tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni quando diventa appunto il presidente del Consiglio 1.020 22 e il presidente Macron sono rapporti complicati, sono rapporti complicati,
è essenzialmente perché potevo dire per due ragioni, da un lato perché la la Francia vede nell’arrivo alla guida del Paese di Giorgia Meloni una sorta di
Mi permetta una battuta, una sorta di Marine Le Pen che ce l’ha fatta e sappiamo benissimo le differenze tra Marin tenterà il Rassemblement National e la la coalizione che guida Giorgia Meloni anche Fratelli d’Italia, però, per un lungo periodo, è questa l’immagine che si ha in in Francia, con tutto ciò che comporta, diciamo così, da un lato per il mondo macroniano quindi di critica a questa a questa possibilità, cioè Willa la Giorgia, Meloni Marin, tempi ce l’ha fatta e dall’altra parte, con gli sguardi interessati di tutta una parte di, potremmo dire destra nazionalista, per certi aspetti, anche post gollista, che strizza l’occhio al Rassemblement nazionale, invece nel presentare Giorgia Meloni come come l’emblema di quella destra radicale, che poi però, quando entrano nelle stanze del potere diventa pragmatica, fa delle scelte a livello europeo di un certo genere. L’altro elemento di forte divisione è sempre stata questa idea che Giorgia Meloni avesse un rapporto privilegiato con la casa Bianca a questo, in particolare dopo l’arrivo di Trump alla casa Bianca, è evidente che oggi tutto ciò è in larga parte rivoluzionato. Per certi aspetti, Macron e Meloni si ritrovano su punti di convergenza, invece, nelle difficoltà che hanno con l’inquilino della casa Bianca nella necessità di ripensare il cosiddetto pilastro europeo dell’Alleanza atlantica. Quindi
Diciamo per per, per chiudere il quadro da posizioni per certi versi agli antipodi e quindi di anche alla stampa, ha presentato sempre al rapporto tra i due, come un rapporto di sincera antipatia tra Giorgia, Meloni EmmanuelMacron oggi si ritrovano ad Antibes in Costa Azzurra tra l’altro Macron riceverà inizialmente Giorgia Meloni in questo Museo Picasso per poi, insomma, concludere il vertice in una in una villa che sovrasta la la Costa Azzurra si trovano paradossalmente, invece, su tanti punti in sintonia e soprattutto si trovano all’indomani del G 7 di e via all’indomani. Ieri c’è stato il vertice cosiddetto e 5 in preparazione al summit della NATO di
Inizio luglio ad Ankara si trovano, diciamo così, su posizioni nelle quali l’obiettivo è quello di rinsaldare un rapporto, poi su questo ci possiamo tornare, che ha delle poi relazioni soprattutto economiche, commerciali e di di altissimo livello, critichiamo, cito solo che per l’Italia la Francia e il secondo,
Partner per export, secondo appunto solo alla Germania, che è il primo partner commerciale per l’export, c’è un interscambio tra i due Paesi che supera i 110 miliardi di euro e peraltro L Italia e può vantare un surplus consistente attorno ai 20 miliardi di euro proprio nell’interscambio commerciale. Quindi
Insomma, i legami sono salvi da un punto di vista economico e la contingenza dell’evoluzione della politica internazionale e li rende anche necessarie e fondamentali da un punto di vista, diciamo così, delle scelte di politica estera e di politica europea, da ultimo con le dichiarazioni di Trump diciamo ostili al presidente del Consiglio e con il coinvolgimento non solo non si è,
Pizza, insomma,
Volontario o involontario nelle dichiarazioni da parte del segretario generale della NATO Rutte, né delle forze europee nato nell’operazione Pick fiori, dicendo appunto che le basi italiane, per esempio, erano sono state utilizzate largamente dagli Stati Uniti, questo può avvicinare effettivamente i due.
Partner e può
Ah, e potranno appunto anche discutere di dossier internazionali come quello del Libano, per esempio sul posto UNIFIL. Penso per esempio a una missione che è ancora in corso, assolutamente diciamo che non ti aspetti. Da un lato la postura potrà dire neogollista, post gollista di Macron. Sarà quindi questa idea che l’Europa dovesse trovare una sua autonomia strategica. Temi diciamo che sono di tutti i due, qui, in quella che ormai quello che fate. Il secondo in fase conclusiva di EmmanuelMacron,
Vengono a convergere e c’è questa potremmo dire non rivisitazione. Relazioni con gli Stati Uniti da parte dell’Italia, però, questo oggettivo necessario anche ripensamento da parte di Giorgia Meloni del rapporto con Trump con Washington finisce per incontrare, per certi aspetti, un lavoro che Macron e la diplomazia francese, anche la tradizione di politica estera francese fa da fa da decenni e è chiaro che c’è però un punto interrogativo, cioè giustamente lei faceva notare che il tema chiave è quello della difesa, è quello della dimensione militare. È vero che ci sarà da decidere cosa fare della missione UNIFIL, appunto, Libano. Quindi c’è un grande coinvolgimento anche da questo punto di vista del dossier mediorientale, anche alla luce appunto, della della fragile tregua dopo la guerra, fra appunto, Stati Uniti ed Iran. E però dicevo, il punto della difesa è un è un punto cardine, ma è anche una potenziale Spina, in particolare per il governo di Giorgia Meloni e per le scelte di tagliare, perché, ad esempio quasi sicuramente Macron insisterà affinché l’Italia prenda una decisione sul famoso piano. 6 per l’Italia non ha ancora deciso. Se sbloccare questi fondi europei
E soprattutto andare nella direzione di quel comprare o produrre europeo. Da un punto di vista militare, che è uno dei punti chiave, potremmo quasi dire della dottrina militare e Macron della Francia. È evidente che tutto questo si inserisce nelle difficoltà nelle posizioni differenti che si trovano all’interno della coalizione di governo e di Giorgia Meloni. Non più tardi di oggi mi pare che il giornale, ad esempio, intitolasse ci vogliono far spendere soldi per la difesa quando e quindi potrebbe riaccendersi per troppi aspetti. Eh
Una sorta di competizione sull’asse. Roma Parigi mi pare di aver letto poi vedremo se sarà un’informazione confermata che, ad esempio, il ministro Salvini non sarà né la delegazione dei nove ministri che dovrebbero essere presenti. Dovrebbe esserci il Vice Ministro Rixi. Anche qui è un segnale la cooperazione tra Francia Italia dal punto di vista
E, diciamo così, dei trasporti va piuttosto bene e la Torino Lione, la Genova, Marsiglia, ci sono tutta una serie di progetti. Il fatto che non ci sia il ministro dei Trasporti è significativo. Matteo Salvini. Ha sempre fatto, potremmo dire dell’anti macronismo, una bandiera per il proprio elettorato. Quindi, da questo punto di vista, insomma,
Vedremo se uscirà qualche informazione. 20, qualche novità dal vertice. Chiudere questo argomento
Da tracciare un bilancio del Trattato del Quirinale pensata sul modello del Trattato dell’Eliseo franco-tedesco. Come sa, cosa si può dire che ha prodotto finora? Ma si può dire che sicuramente ha prodotto dei del delle ottime collaborazioni tra singoli ministeri.
Ma, ancora una volta, citando la difesa, sappiamo benissimo che nella cornice del Trattato del Quirinale, ad esempio, il ministro della Difesa Crosetto e l’allora ministro della Difesa, o appunto del deserto, come si dice in Francia, le curve che poi è diventato primo ministro e hanno lavorato hanno lavorato molto bene è chiaro che a questo,
Penso fosse evidente fin dal momento dell’arte della firma nel 21.
Paragonare comparare il Trattato del Quirinale al Trattato dell’Eliseo è abbastanza, diciamo così, da un lato antistorico e ingeneroso per il Trattato del Quirinale il Trattato dell’Eliseo nasce addirittura, insomma, all’epoca con De Gaulle Adenauer come un pilastro fondamentale per la ricostruzione di tutto ciò che era stato,
Ciò che erano stati i 70 anni precedenti di scontro. Franco tedesco. D’altra parte, però, bisogna anche ammettere che tra il 21 ed oggi, proprio per ciò che abbiamo detto, insomma per le le difficoltà oggettive tra Roma e Parigi è la cornice è rimasta in piedi. Non si è fatto troppo tantissimo per riempirlo di contenuti, diciamo che l’architettura e potremmo quasi dire politico istituzionale esiste
E si tratta di capire se è meglio nei prossimi mesi, nei prossimi anni. Insomma, c’è la volontà. Molto dipenderà anche da chi verrà eletto alla presidenza della Repubblica nel contesto Francesco. Se tutto ciò, insomma, potrà avere un no lo sviluppo nei prossimi anni,
Passiamo alla cerimonia toccante.
Questa settimana, con la teorizzazione di Marc Bloch e di sua moglie e una cerimonia in cui è intervenuto il presidente della Repubblica Macron con un discorso molto importante,
La figura di Block è nota resistente, ebreo, autore di libri, insomma su argomenti che oggi potrebbero essere di grande attualità, come quello sulla diffusione delle false notizie nelle nelle trincee, partiamo appunto proprio da un ritratto dello storico
Sì, diciamo così, Marc Bloch tiene insieme, per certi aspetti, le Monde diceva
Parte
L’emblema è una figura emblematica di tutte le virtù repubblicane, potremmo dire, è il cittadino francese profondamente repubblicano, figlio di un ebreo, alsaziano, il padre di Marc Bloch, che sceglie dopo il 1.871 quindi, dopo che l’Alfa e la Lorena passano all’impero tedesco, sceglie di trasferirsi e di rimanere in Francia, più sceglie. La Francia vede poi un noto anche lui professore universitario, a sua volta Matlock è l’emblema della promozione repubblicana attraverso lo studio tema peraltro, insomma, 8 trattato oggi in Francia, quello delle delle grandi crisi francese odierne, anche quella della promozione repubblicana attraverso attraverso l’insegnamento, attraverso lo studio e poi il patriota, ma un patriota
Ah anti nazionalista,
È il Storlato, appunto, che con Ba patriotticamente nelle nelle trincee.
È l’universitario e poi il giustamente lo ricordava e poi l’ebreo
Perseguitato prima ancora che dal nazismo, dalla Francia di Vichy, quindi perseguitato dalla Francia, questo è un tema sul quale poi magari torneremo, sul quale ha insistito molto Macron nella sua orazione funebre e poi è il resistente coraggioso fino al sacrificio, è colui che viene per certi aspetti,
Figura emblematica alla quale lo si finisce per assimilare in parte quella, diciamo, la è colui che viene catturato, torturato, non parla e per questo viene condannato a morte e fucilato dalla Gestapo, appunto nel giugno del 1944
E tutto questo in tutto questo, però non dimentichiamo, anzi lo mettiamo Caserta esprime al pepe spetti al primo posto, che è uno storico, è la prima volta che uno storico entra al Pantheon, e questo è un significa un significato.
Veramente importante, perché da un lato diciamo così Pam teorizzare il primo storico significa riportare in auge la missione civica della storia e in più, nel contesto francese odierno, la memoria non può che andare a quel.
Tragico assassinio del 2020 20, quel professore di storia, Samuel Paty, che viene decapitato barbaramente proprio perché aveva portato all’interno delle sue aule, in quel caso di liceo, e una serie di tematiche scomode affrontate da un punto di vista storico. Ecco, questo è un po’il quadro del Marc Bloch naturalmente Marzocca, che noi ricordiamo giustamente come storico per le sue due grandi opere potremmo dire per il grande pubblico, l’elettronici e The Fat la strana sconfitta che racconta appunto della della deriva della Francia nel 1940, che però descrive le radici profonde di quella deriva è quella deriva che arriva dagli anni 30 da uno spirito di sottomissione, per certi aspetti, da uno spirito di critica nei confronti del Fronte popolare, nei confronti di chi aveva criticato Monaco
E lo ricordiamo per l’apologia della storia o del mestiere di storico, insiste su questo punto perché noi ricordiamo di Marc Bloch queste due opere che sono anche quelle poiché ristampate soprattutto ad inizio anni, 90 da Gallimard, e lo fanno conoscere al grande pubblico non dimentichiamo che Murdoch è uno storico del Medioevo che soprattutto tra gli anni 20 e 30 del 900,
Apre con le anal e quindi con questa idea di una storia che vada oltre la storia politica, la storia degli avvenimenti, la storia delle battaglie, la storia dei singoli, ma che integri anche la dimensione antropologica delle scienze sociali, la storia di lungo periodo è un grande innovatore e per questo tipo di storia che è una storia per gli specialisti, per gli universitari e quindi per la categoria diciamo non necessariamente del grande pubblico e la scelta di Macron,
Nella sua orazione funebre. Beh, allora l’orazione funebre macroarea funebre ha per certi aspetti c’erano state alcune polemiche. Bisogna ricordare che il, la pampa zonizzazione di Marc Bloch ha radici lontanissime. Vent’anni fa, per la prima volta un comitato, un gruppo di storici, firmò una lettera aperta pubblicata su le Figaro nella quale chiedeva
E l’ingresso al Panthéon di Murdoch. Da allora sono passati vent’anni e Macron ha lavorato alacremente a questa a questa possibilità quando è nelle prerogative del Presidente della Repubblica in quanto tale, senza dover consultare né il Parlamento né il senatore e altri quella di scegliere chi Pantheon, ISEE è l’unico passaggio, è quello che la famiglia, gli eredi del del bilancio del soggetto della persona che entrerà al Pantheon siano d’accordo, e c’è stato uno scambio di voti
Corrispondenza tra la famiglia e gli eredi di Mazzocchi, in particolare questi due nipoti e in particolare una nipote che, peraltro, è stato un giornalista della della France Press.
Finché venisse tenuto insieme, da un lato tutto il mark blocca, quindi non venisse privilegiata all’idea del resistente piuttosto che del soldato della Prima guerra mondiale piuttosto che dello storico e dall’altra parte la famiglia aveva voluto era stata molto ferma sull’idea che non si strumentalizzasse per certi aspetti il patriottismo Mattia una lista di
Marc Bloch e in particolare perché vi erano state alcune uscite, alcune prese di posizione, soprattutto in ambienti Rassemblement National, quasi diciamo così, di appropriazione della figura di Marc Bloch. Tra l’altro c’è stato anche un passaggio per certi aspetti un po’spiacevole. La famiglia aveva esplicitamente chiesto che non fossero presenti personaggi ascrivibili alla destra radicale al momento dell’ingresso al Pantheon. Ci sono stato un po’di polemiche da questo punto di vista, Macron ha fatto notare che gli inviti ufficiali non potevano prevedere e gli eletti della Repubblica sono eletti della Repubblica. Tutto l’arco costituzionale
Diciamo poi che la scelta del Rassemblement National è stata quella di fare un passo indietro e quindi di non mandare suoi rappresentanti proprio per evitare strumentalizzazioni e dicevo, però questo è un elemento, un altro elemento fondamentale e Macron ha tenuto conto di tutto questo nella sua orazione, perché ha aperto alla terza riga dell’orazione. Viene citato subito lo storico, quindi si dice oggi entra il Marc Bloch storico, poi c’è una parte molto importante che sottolinea che entra l’ebreo perseguitato prima di tutto dal regime di Vichy e, da questo punto di vista, Macron sembra collegarsi con quello Chirac che nel luglio del 95, eletto da poco alla presidenza della Repubblica francese, per la prima volta un presidente della Repubblica ha preso posizione sulla famosa Raft due dal Diw, cioè quella
Retata portata avanti dalla polizia di Vichy nella nel luglio del 1942, quando vennero arrestati oltre 13.000 ebrei a Parigi, poi ammassati nell’allora Velodromo d’inverno e poi tradotti praticamente totalmente.
Nei campi di sterminio, per la prima volta allora Chirac disse che la responsabilità di tutto ciò era innanzitutto della polizia di Vichy e quindi di francesi, cioè la Francia, aveva perseguitato i suoi cittadini ebrei in quella Raffles c’erano stranieri, ma c’erano anche un nucleo consistente di cittadini ebrei, cittadino combattente come Murdoch poi Macron insiste sul Mar blocca resistente
Ma è interessante perché fa notare che Marzocca è un resistente particolare, è un resistente che ha 57 anni, se non erro, quando entra in resistenza il suo capo della cellula è un ragazzino di una ventina d’anni che lo arruola nella resistenza, quindi una scelta di un personaggio maturo con sei figli che sa quanto rischierà.
E poi, nella fase conclusiva, torna lo storico torna allo storico e in particolare della elettronici dei sette, quindi della della strana sconfitta e dell’apologia della storia, in particolare sulle Troms del set e Macron.
Fa dei riferimenti molto precisi e all’hockey quello spirito di sconfitta, quel disfattismo che potrebbe essere un veleno anche per le nostre società e quelli che avevano appunto iniziato già dagli anni 30, quelli che poi avevano vissuto anche di false notizie piedi tutta una serie di utilizzo della propaganda, attenzione perché quella petrose set anche l’editoriale de le Monde ritorna su queste possibili strane sconfitte odierne deve assolutamente far
Far riflettere
Grazie, grazie davvero.
Archi ci risentiamo poi nelle prossime settimane, intanto buon lavoro e buona giornata, grazie grazie a voi buona giornata.
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