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Un saluto agli ascoltatori di Radio Radicale da Diego sabati, Nelli per il consueto appuntamento a cura del Partito radicale non violento transnazionale e transpartito è partito di Marco Pannella. Ci risentiamo dopo la pausa di giugno e Ripartiamo alla grande con l’appello per l’Organizzazione mondiale delle democrazie avremo in collegamento Nicolò Rinaldi che ci parlerà della finalità e come costruire questa Organizzazione mondiale delle democrazie, fortemente voluta da Marco Pannella. Avremo in collegamento anche Simona Giannetti, l’avvocato Simona Giannetti, ci parlerà di Mauro, Moretti, l’allora amministratore delegato di Fs, che è stato condannato, è entrato in carcere per la strage di Viareggio dopo 17 anni. La sentenza e la condanna definitiva
Ma prima di questi due collegamenti sentiremo la voce di un dissidente afgano dalla manifestazione per la libertà dell’Afghanistan, per la libertà delle donne afgane, manifestazione che si è tenuta a piazza Santi Apostoli a Roma domenica 21 giugno. Non mi resta che lasciarvi agli ospiti della serata, ma prima vi voglio ricordare l’iscrizione al partito radicale potete andare sul sito Partito radicale punto it cliccare sul banner riscriviti. Ora ci sono tutte le modalità per l’iscrizione all’anno 2026, potete iscrivervi anche a rate. È importante farlo entro il congresso per potervi partecipare appieno.
E adesso vi lascio con le voci della manifestazioni per un Afghanistan libero e poi avremo gli ospiti Nicolò Rinaldi e l’avvocato Simona Giannetti, buona serata.
Siamo alla manifestazione a piazza Santi, Apostoli per un Afghanistan libero, per la libertà delle donne, siamo con Sohrab ai vari il membro dell’associazione Taurus, coloro che hanno organizzato questa giornata di oggi.
Insieme ad altre realtà associative qui a Roma, una giornata contro contro quello che sta succedendo in Afghanistan, soprattutto sulle donne afgane.
Enzo, se ben sapete che gli ultimi tre giorni, quattro giorni, ci sono stati degli arresti, degli uccisione addirittura ad Herat, a Kabul e degli arresti molto forzati e addirittura.
E dei controlli dei talebani che essi si muovono casa per casa, per trovare delle ragazze che nei giorni scorsi hanno partecipato alle piccole manifestazioni, chiedendo semplicemente il diritto di studio, il diritto di lavoro e la libertà di movimento nel loro Paese, ma purtroppo questa questa libertà ad oggi ancora oggi è soppressa da questo regime.
Noi, insieme a tante altre realtà, come sta vedendo lei, siamo qui presente per poter dare una piccola voce, non possiamo far nulla, ma se chi li voglio dire, una cosa perché io sono rimasto molto colpito a Herat soprattutto sono uscite delle immagini, poi bisognerà verificare se sono vere o meno ma con l’uccisione in modo,
Orrendo di una donna e di altre donne si sa che sono state uccise a stampa italiana, non ha riportato niente, no, questo lo hai visto, purtroppo è come consideri questo questo tacere da parte della stampa italiana, questo è un accordo interno ed internazionale, secondo noi è una vergogna, è una vergogna molto.
Profonda, penso, gli italiani devono rendersi conto, dopo vent’anni di presenza in un Paese dove si cercava, di creare una democrazia per cui, dopo essere lasciata nelle mani dei più assassini famosi riconosciuti in tutto il mondo e si trova in un posto dove qualche giorno fa delle donne vengono uccisi davanti agli occhi degli altri e dei suicidi dei video noi pure stiamo verificando se realmente questi video sono vere certe ma da coppie che altro se sono Gadau, magari sono vecchi video o nuovi, però comunque la voce di
Di retate di uccisioni ci sono insomma, vengono da più parti. È possibile che a stampa non diga assolutamente nulla, e questo è anche un problema, perché fonti per uscire fuori. Questa situazione è molto scarso, quindi anche noi e siamo alla ricerca, però sappiamo di certo che ci sono tantissimi, tantissime donne che ci hanno contattato e ci hanno chiesto una mano di tirare fuori la loro la loro voce se vuole almeno metto il vocale delle ragazze messe in scena, se non è in italiano, diciamo agli ascoltatori della radio, ma penso che si sentiranno se sentiva adesso allora fra poco la facciamo sentire, quindi, secondo te è un accordo internazionale della stampa, diciamo che sembra un po’
Complottista questa cosa, io ho più paura del disinteresse totale della stampa che che c’ha avuto un’importanza strategica dal punto di vista di informazione Afghanistan, quando gli americani diciamo sotto Biden e se ne sono andati anche esigendo è quella, l’immagine sembrava quella del Psi, sembra Guerra del Vietnam del 75 sembravano immagini simili stesse immagini e scappavano promuove ed è stata una cosa vergognosa e ha fatto il giro del mondo e per settimane si è parlato di quello che è successo faccio atterrito. Afghanistan è sparito perché non è no e non riusciamo a recuperarlo. C’è il rischio, secondo me, ma chiedo la tua opinione che sia soffocato dalle notizie che arrivano dall’Iran
Sì.
Oltre l’Iraq durante la guerra di ucraina, che in qualche modo ha soppresso tutta questa parte era a noi, noi pensiamo, era un progetto che comunque da quel parte del mondo in qualche modo doveva finire qualcosa per poter iniziare da qualche altra parte per poi due complessi momenti, questi gli ultimi tre sono. Vedo anche cose tra l’Iran e l’America, speriamo noi, qualora adesso lo facciamo sentire quell’audio, perché se mi dici che può colpire, diciamo anche la sensibilità lo sentiamo l’hip-hop, sentirlo perché praticamente è una richiesta di di di aiuto e penso che sia che anche se il persiano ma si capisce benissimo
Ammazzati Rock.
E poi il boss Holger, ospedale Saint Laurent Solmi con Arafat.
Solo.
Secondo noi The young schede ancora in Cisgiordania
Due o tre giovedì le auguro di inclusività, Giuncaioli omissioni, anche senza colpa, cristiani o inglese, un inglese che sta dicendo la ragazza ha riportato semplicemente che s’accendono il massacro delle delle vie di rotte, le ragazze sono state violentate, violentate e dice che piangendo Seven non riesce più a esprimersi che sta chiedendo alzate la voce o dite qualcosa, non possiamo rimanere sempre fermi così allora proveremo a farlo anche noi. Ti ringrazio, è stata gentilissima, grazie.
E abbiamo in collegamento Nicolò Rinaldi, Buonasera Nicolò, buona sera, a tutti voi, grazie Diego, allora stiamo parlando di Organizzazione mondiale delle democrazie e parliamo di un appello la cui genesi del partito radicale ma che è offerta a chiunque voglia partecipare a una grande campagna per creare questa organizzazione per modificare lo status quo che evidentemente sotto gli occhi di tutti non sta funzionando.
E partiamo da questo l’organizzazione delle Nazioni Unite non sta facendo il suo lavoro oppure non è in grado di poter fare quello che oggi serve per evitare i conflitti, per evitare tragedie quelle che vediamo tutti i giorni in televisione che vediamo sul che leggiamo sui giornali che avvengono in varie parti del mondo, a noi interessano due conflitti in modo particolare, ma noi viviamo immersi in conflitti che magari nemmeno conosciamo, nemmeno sappiamo dove si stanno svolgendo in questo momento, ma se dopo ormai il 70 80 anni le Nazioni Unite stanno mostrando ovviamente il fiato corto, ma è colpa delle Nazioni Unite in quanto tale, ma il fatto è che la polarizzazione
Nella comunità internazionale blocca qualsiasi capacità operativa delle Nazioni Unite, ma non è soltanto un problema dell’Onu, è anche un problema di quegli altri forum di cooperazione, di confronto che tra i Paesi principali del mondo sono stati creati negli ultimi anni per cercare di coordinare alcune decisioni, quelle sul clima sono un esempio e che di fatto non non funzionano più come il G7 che premerà G 8 come il C, il G 20, c’è una una sorta di di crisi strutturale delle
Comunità che modo multilateralisti ko cercano di affrontare un problema, ma anche la stessa Organizzazione mondiale del commercio, ultimamente fa fa fatica a imporre la sua legge, pur meno tenendo botta rispetto alla una sorta di anarchia che è stata portata soprattutto dall’Amministrazione Trump, forza di tariffe a forza di misure unilaterali ma insomma c’è una una, una grande difficoltà, per così dire a organizzare il mondo o a governare le sfide, le sfide globali,
La Organizzazione mondiale delle democrazie nasce però anche rispetto a un altro punto, che è quello della cosiddetta autonomia strategica, cioè l’Unione europea. Da qualche anno si è posta il problema di cercare ed è molto difficile di colmare la sua dipendenza rispetto a tanti problemi da numero limitato di di partner, per cui le materie prime e le terre rare soprattutto arrivavano e continuano ad arrivare in buona parte dalla Cina. L’energia dalla Russia, l’intelligenza artificiale dalla dalla, dalla Cina e dagli Stati Uniti, la copertura satellitare dagli Stati Uniti e via dicendo. Ecco, da qualche anno l’Unione Europea si è posta il problema. Dobbiamo cercare di contare sulle nostre forze, perché quel tipo di cooperazione internazionale, di buone intese, di spirito collaborativo, insomma, è più un ricordo del passato nella nella fortissima polarizzazione competizione che che è sotto gli occhi di tutti
E allora ci sono una serie di misure che su alcuni aspetti in modo più efficace, su altri aspetti ancora insomma con grande difficoltà, l’Unione europea ha messo in atto per cui le terre rare, le materie prime le compriamo più dall’Australia, dalla Mongolia, dal Canada e non soltanto dalla Cina. Il problema della dipendenza energetica della Russia è stato grandissima parte, ormai risolto sull’intelligenza artificiale. Siamo invece ancora in ritardo sui cavi sottomarini. Abbiamo ormai una nostra che sono molto importanti. Autonomia strategica sui satelliti c’è un programma in atto, ma insomma, ci vorrà ancora
Parecchio tempo prima di poter essere autonomi e quando parliamo di autonomia strategica parliamo di sovranità, qualcuno direbbe di libertà di non dipendere appunto dagli altri, ora un’organizzazione mondiale della democrazia è fa parte di questo, di questo disegno e io credo che questo Diego sia uno degli elementi sul quale noi dobbiamo puntare anche per rendere appetibili ai governi del del dell’Occidente il progetto dell’Organizzazione mondiale delle democrazie non è soltanto una, come dire un fiore all’occhiello, l’ennesima istituzione,
La volontà di creare un presidio dei valori occidentali no, e soprattutto la necessità per l’Europa di creare una alleanza organizzata, disciplinata, trasparente e soprattutto trasparente, con delle regole che siano scruti, inabili da parte dei parlamenti e che siano annunciate con un funzionamento che che che si ha comunicato alle opinioni pubbliche per,
Organizzare la difesa dei valori delle democrazie, oggi questo non riesce ad avere luogo nelle Nazioni Unite, non riesce ad avere luogo, nemmeno con una parte di quello che un tempo tuttora consideriamo occidente, che va da Israele agli Stati Uniti ma che, ormai,
Viaggiano su su altri, su altri binari, ma tuttavia l’Unione europea, nella sua debolezza, nelle nostre contraddizioni e via dicendo, rimane il baluardo a cui una parte importantissima del mondo continua a guardare come un baluardo di stati, di diritto, di multilateralismo, di giustizia internazionale di,
Pianificazione, programmazione nel cercare di affrontare il caldo. I cambiamenti climatici sono evidentemente un un esempio, neanche sotto gli occhi di tutti sulla pelle dei profughi di tutti noi in queste settimane così esposte. Ecco, siamo un po’rimasti gli unici a poter assumere un ruolo di guida, e chi sono quei paesi che potrebbero essere interessati e, devo dire in alcuni casi hanno fatto proprio degli appelli quasi esplicita. L’Unione europea di prendere un’iniziativa in questo senso sono il Canada, sono l’Australia Nuova Zelanda, sono il Giappone e la Corea del Sud sono il Messico l’Indonesia, insomma, il Filippine sono Pae e molti altri. Ora non stiamo qui a dover fare una una lista esaustiva, ma c’è una parte del mondo che ha bisogno di parlarsi e di concordare una serie di iniziative, di decisioni tra di sé per affermare quei valori nei quali si crede e quali sono questi valori ed è quello che è rappresenta né nell’appello del Partito radicale
Un un punto, come dire, di chiarezza per partecipare a una tale organizzazione.
Presenta né nell’appello del Partito radicale un un punto, come dire di chiarezza, per partecipare a una tale organizzazione bisogna.
Avere le carte in regola rispetto ad alcuni parametri, pochi e semplici, ma che sono chiari innanzitutto il fatto di rispettare.
Lo spirito e la lettera della Carta delle Nazioni Unite qui si parla di diritti umani e si parla di rispetto della sovranità.
Degli altri, dei vari Stati e anche della del dei principi di di di autodeterminazione dei popoli, poi il rispetto degli accordi di Parigi e quindi un’idea chiara e tutti questi Paesi sul clima, sulla lotta ai cambiamenti climatici che alcuni si sono sfilati pienamente gli Stati Uniti, ma che dal Canada alla alla Nuova Zelanda continuano a essere come dire, la strada maestra che si può migliorare, sulla quale ci si può continuare a confrontare ma insomma, un cammino in quella direzione. L’aver firmato e rispettare lo Statuto di Roma e quindi la giurisdizione della Corte penale internazionale, che è un altro discrimine anche all’interno dei Paesi occidentali.
La appartenenza e l’investire nell’Organizzazione mondiale del commercio, per cui cercare di irregolare un problema enorme, una fonte, una una, una somma di problemi come quelli che appartengono alle regole delle nostre transazioni commerciali, ma far facendolo, ancora una volta in modo trasparente, non attraverso semplici e brutali i rapporti di forza e misure unilaterali, ma all’interno di un’organizzazione come lo Emc e dotarsi essersi dotati di una Costituzione democratica basata sul principio della separazione dei poteri e su un un modello che può essere presidenziale parlamentare, ma comunque di democrazia a suffragio universale e multipartitico, criteri semplici di un’organizzazione che poi dovrebbe ovviamente essere aperta a chiunque voglia partecipare nel rispetto di questi criteri, non un club chiuso, ma idealmente quasi un riconoscimento, una sorta di certificazione di una democrazia non soltanto matura, ma anche di una democrazia che riesce a restare negli stessi rapporti internazionali nei binari del rispetto
Reciproco tra Stati, che è quello che purtroppo è cominciato a mancare negli ultimi anni anche dal da parte di alcuni tradizionali partner del dell’Occidente, questo è frutto di una.
Come dire dell’incrocio tra tra tra due, tra due filoni, da una parte, la riflessione che c’è in Europa su questa autonomia strategica e dall’altra parte, la visione sempre possiamo dire anche avveniristiche sempre proiettata verso il futuro del mondo radicale del partito radicale che,
Sì, si è posto, lo si è posto con la moratoria sulla pena di morte con la battaglia contro la fame nel mondo, naturalmente con la questione delle della giustizia internazionale, della Corte penale internazionale, con la riforma delle Nazioni Unite, con la riforma dell’Organizzazione mondiale della sanità e via dicendo si è sempre posto il problema di pensare in termini strategici a una migliore,
Governabilità delle delle delle sfide e delle sfide.
Globali, ora c’è anche un altro elemento, Diego, che è importante nella multi polarizzazione che caratterizza la comunità internazionale, ognuno cerca come dire, di avere il suo giro, il suo giro di Paesi alleati più o meno organizzato, la Russia e la Cina hanno creato questo grande movimento abbastanza inconcludente ma comunque attivo con i suoi vertici che sono i Brics,
La Turchia, che è un Paese che, a suo modo ragiona in termini di propria autonomia strategica, ha creato l’organizzazione dei Paesi.
Turcofoni, che è un’organizzazione che funziona con programmi di cooperazione con i vertici politici, con un un, una rete di di di di di di rapporti, e questo naturalmente vale per i Paesi africani il il bordo hospice su Gaza degli Stati Uniti e per certi aspetti ti direi, perfino gli Accordi di Abramo sono diventati per l’Amministrazione americana una una, una maniera di creare un proprio network intorno a un disegno politico della della della presidenza. Ognuno, insomma, ha come dire il suo giro, il suo network. L’Europa non ce l’ha
L’Europa ha rapporti costanti e vertici bilaterali con i coreani giapponesi canadesi questo e quest’altro, ma una.
Un giro largo, una entità nella quale i vari soggetti con i quali si parla di fatto la stessa lingua si siedono tutti insieme e si possono confrontare cercando di arrivare appunto al coordinamento di alcune decisioni, ecco, questo questo forum ancora non esiste, ce lo hanno tanti altri Paesi, tante altre potenze, non ce l’ha, l’Europa l’Organizzazione mondiale delle democrazie serve anche a questo a rafforzare il dialogo privilegiato con
Con quei Paesi con i quali abbiamo appunto una comunanza di valori fondamentali e parliamo lo stesso linguaggio nell’affrontare le crisi e i problemi di oggi, mi sembra che il premier canadese abbia detto se non siamo a tavola siamo nel menu giusto, mi sembra, in quel pesando le parole ecco la domanda diciamo che potrebbe farsi un ascoltatore di Radio Radicale, ma questa organizzazione delle democrazie non potrebbe diventare l’ennesimo attore nella spartizione delle risorse del potere della gestione del più piccolo.
No, io non penso di no, perché la l’organizzazione non non è basata, non è come il G7 o cominciò cioè le grandi economie numero 1 e numero 2 fino al numero 7, il numero dei piedi o o il G 20.
No, è un’organizzazione che nasce proprio con lo spirito di essere aperta, aperta a tutti quei Paesi che esattamente vogliono rovesciare la logica dei rapporti di forza, io sono quello più potente, mi impongo rispetto al più piccolo e la la, la fetta della torta alla taglio come voglio io no, ma quei Paesi che vogliono stabilire nella comunità internazionale delle regole di diritto delle regole di diritto internazionale e di legalità internazionali basate però su la propria identità di comunità che è quella di una comunità appunto lì di democrazia e di Paesi che sono sottoposte non è il capriccio, il dittatori nascono,
Sottoposte allo scrutinio dei dei dei propri dei propri Paesi, con istituzioni e poteri che sono indipendenti e con una serie di impegni, proprio nel di regole d’ingaggio, nell’affrontare i problemi internazionali che sono chiari e che sono quelli che dicevo prima, quindi Corte penale internazionale, Accordi di Parigi all’Organizzazione mondiale del commercio insomma l’accettare il confronto in modo in modo razionale e trasparente al ah ah, esattamente al contrario di chi invece vuole.
Ti dico affermare soltanto la logica della sopraffazione, ma comunque sia qualcosa di molto simile, quindi diciamo il punto principale ricade sul rispetto delle regole, sul principio del diritto rispetto alla forza bruta, perché poi è quello a cui stiamo assistendo in questi anni, c’è il più forte come dici te tenta poi manco ci riesce,
Di mangiare il pesce più piccolo, in questo caso, invece, il rispetto delle regole siamo ritornando ai principi dell’Illuminismo, forse è come dici tu, ma aggiungo che c’è.
Una forza delle democrazie, cioè oggi noi pensiamo che la forza sia nei Putin e in tutti questi altri uomini dal pugno forte che che si impongono e.
Grandi Diego, no, c’è anche una straordinaria potenza forza operativa delle democrazie democrazie, non sono un’entità di gruppetti sfigati che hanno i loro sani principi, i diritti della persona, il cambio di maggioranza e quindi, forse anche una una maggiore difficoltà a imporre una linea politica costante perché insomma la democrazia è fatta di di di di check and balance costante e di poteri che si sorvegliano e poi con gli elettori che decidono chi mandare al governo di volta in volta di volta in volta, ecco, in questo c’è una,
Forza della democrazia, di cui noi dobbiamo essere consapevoli, e la democrazia è però devono saper gestire, valorizzare, strutturare questa questa loro forza, io credo, una delle difficoltà di questa Organizzazione mondiale delle democrazie dal punto di vista operativo e che ci sono quelli che dicono eh beh, insomma, se creiamo questa cosa e poi gli Stati Uniti se la prendono perché dicono non l’avete fatta col Corte penale internazionale con gli accordi di Parigi, l’avete fatta contro di noi, di fatto noi non possiamo partecipare, ma esattamente questo il tipo di dinamica che bisogna costruire.
Il fatto che le democrazie hanno una, una capacità di seduzione e anche una capacità di organizzare le decisioni nel nel mondo che.
Capricci del del più forte generalmente hanno soltanto per interessi personali, con una visione a corto termine, con tutti i limiti di di di di lavorare su colpi di testa e sui cerchi magici, e non in un modo confronto molto più.
Molto più plurale, quindi, un’Organizzazione mondiale delle democrazie serve a dare forza all’idea di democrazia, a renderla più seducente, a far sì che certi Paesi forse si potrebbero cominciare a porre il problema, ma io devo esserci, perché in quel in questo, in questa organizzazione dove poi ci sono anche Paesi piccolissimi, San Marino per dirle,
Per dirne uno perché no, ma è l’organizzazione che in qualche modo tu parlavi dell’Illuminismo si fa forte proprio della migliore tradizione umanistica e del rispetto della legalità internazionale. Naturalmente, però, per farci parte, poi bisogna rispettare quei criteri che noi nell’appello abbiamo messo come pochi ma chiari, definibili e comunque tali da essere poi asse portante di tante altre decisioni, perché se tu rispetti un certo tipo di organizzazione, un certo tipo di legalità internazionale, poi questo è una una, una, una, una dimensione che diventa orizzontale rispetto a tanti aspetti della politica della politica estera. Per l’Europa e ritorno al tema dell’autonomia strategica è molto importante non essere soli, avere la capacità di mettere a frutto questo gol ruolo di leadership che tanti ci chiedono Canada, che tu hai citato. È un esempio e che
Di cui dobbiamo approfittare, ma ancora non lo facciamo per gli altri Paesi, si tratta uso un termine abbastanza banale di avere un patentino di rispettabilità, un patentino di essere delle democrazie davvero mature, e io credo che se si riuscisse davvero a creare questa Organizzazione mondiale delle democrazie, poi dopo l’effetto come dire di seduzione la volontà di di appartenere a i Paesi più virtuosi che poi alla fine sono i Paesi più innovatori perché essere democrazie e organizzare,
Una comunità delle democrazie e vuol dire
Lavorare in un in in un campo straordinario, un campo che che che è completamente diverso rispetto ai soliti, ai soliti archetipi, appunto delle guerre, dei rapporti di forza, delle prepotenze, delle dittature o altro, ecco, io credo che ci sarebbe un effetto di seduzione che potrebbe essere molto importante.
E allora, a questo punto non ci resta, mi sembra, Nicolò, che organizzare incontri e dibattiti, dibattito politico su questa proposta, perché poi, alla fine, potrebbe diventare come dici te una sorta di attrattiva per chiunque volesse farsi accreditare, in un certo modo,
Prendiamoli, deve diventare un’attrattiva anche per l’opinione pubblica, quando tu parli, organizziamo dibattiti, iniziative, ecco, questo è un altro dato molto importante, non è un’operazione.
Che cala dall’alto è un’operazione che deve anche essere il riflesso di un’esigenza da parte delle nostre società, si manifesta per la Palestina, si manifesta per l’Afghanistan, ma se non c’è un’organizzazione mondiale che dice bisogna rispettare alla Corte penale internazionale bisogna comunque avere un’idea chiara e all’interno della Corte penale internazionale c’è anche la questione dell’apartheid di genere, che è così importante per per l’Afghanistan, insomma, è diventa la madre di tutte le battaglie diventa
E la I il forum, dove tante istanze che sono all’interno della del della nostra società i tam ping commerciale, ritorna ovviamente su sulle questioni chicche chicchi, ci angosciano tutti dei cambiamenti climatici, ecco, senza questo tipo di organizzazione noi avremo sempre le gambe corte, andiamo molto, molto lontano, già abbiamo bisogno di rafforzare l’Unione europea, ma non basta nemmeno l’Unione europea, bisogna veramente mettere insieme tutti quei paesi di buona volontà che sul web, sulla base di principi di valori e hanno una
Una posizione di poter esprimere delle sinergie, tutti tutti insieme rispetto appunto a questi problemi globali.
Ti ringrazio con abbraccia, Nicolò grazie eh, ma sarà un saluto a tutti gli ascoltatori della radio.
E abbiamo in collegamento Simona Giannetti buonasera, Simona buonasera, a tutti buonasera, Diego allora, Simona, parliamo di un caso eclatante perché si parla nuovamente di giustizia nel suo funzionamento. Parliamo del caso del Di Mauro Moretti, l’amministratore delegato di ferrovie, che adesso dovrei entrare in carcere in una vicenda avvenuta già in carcere, anzi, mi correggo per una vicenda che è avvenuta quasi vent’anni fa e contatto signora raccontare un po’anche dal punto di vista processuale. Come si arriva a questo punto. Sì, ma cercherò di essere anche un po’breve, perché effettivamente devo dire che anche il fatto è abbastanza semplice. In effetti stiamo parlando di quel lato, tutti ricorderanno la, quella chiamiamola disastro
E che era successo a Viareggio, alla stazione di Viareggio, se si esclude, si era scoperto in seguito a una, come dire, a una una serie di perizie che il 29 giugno 2009 a Viareggio, nella nella stazione, mi sembra di ricordare che fosse sera,
32 persone furono coinvolte in una, diciamo, una sorta di incendio che scoppiò a causa di.
Del metano. Mi sembra di ricordare, comunque, cosa del genere, che era fuoriuscito da un vagone che si era sganciato dal treno che passava per la stazione, quindi sicuramente si era appurato che il treno non ne aveva, diciamo aveva la giusta velocità. Il problema che aveva fatto scaturire questa vicenda era e la rottura di un asilo di questo termine, che ovviamente abbiamo tutti imparato leggendo la sentenza un termine molto tecnico, diciamo un pezzo che era e si è rotto nel nella nel momento in cui passava proprio sui binari della stazione e quindi da lì si è
Ha fatto seguito una serie di.
Concause che più o meno una concausa, una serie di eventi che hanno portato alla alla, anche al distacco del vagone, quindi all’esplosione.
La faccio breve la se le sentenze hanno definitivamente accurato sicuramente la responsabilità del produttore che dei coloro che avevano l’obbligo della manutenzione, la peculiarità sta nel fatto che, secondo una normativa europea.
E quello era un treno straniero, mi pare di ricordare tedesco.
Ad ogni modo, la la normativa europea prevede che questo, anche perché siamo in Europa, altrimenti non è che ci siamo solo quando ci pare che la CEDU va bene solo quando ci pare comunque il e la normativa europea prevede che se uno Stato certifica la buona condizione e la lo Stato hanno la condizione a norma di una,
Di uno del, diciamo, del suo, del suo materiale, come si chiama in gergo delle ferrovie, evidentemente questo vale in tutta Europa, quindi i soldoni, l’Italia, non è tenuta a dover ricertificati ciò che è certificati o in base alla normativa europea da uno Stato membro ecco la peculiarità, diciamo la singolarità di questa sentenza che,
Condanna un amministratore delegato, quindi una vitale per questo incidente e quindi per colpa, evidentemente non per dolo, cioè non è che l’ha voluta e la il, la strage e l’amministratore delegato Moretti, ma per colpa quindi in piena colpa, quindi una responsabilità, la colpa prevede una responsabilità per un reato in termini di negligenza, imperizia e in questo caso per colpa, nel senso di non avere, ha prestato tutte le condizioni di prevenzione della sicurezza attorno al luogo dove passava il treno o comunque in quel contesto mi sembra culpa in vigilando, sì, più più che altro, ed diciamo che io non riesco neanche a dargli, a dire la verità, un po’difficile
Neanche una culpa in vigilando perché culpa in vigilando, secondo me è quella più della della maestra, che deve guardare i bambini e deve fare in modo, ha una posizione di garanzia, ma in questo caso io non riesco a dargli neanche una forma e ma non io cioè anche altri giuristi che ne hanno parlato ecco cioè non è che riesco a dargli una forma anche perché la diciamo la lettera della della sentenza è particolare perché appunto riguarda una sorta di obbligo di rinvenire
Rinvenire una una.
Una responsabilità nei confronti dell’appiccare che per il mondo.
Deve fare in modo che questi eventi non accada, cioè questo è quello che io ho letto in quella motivazioni, perché ma io penso che non bisogna essere un giurista per capire che se si è rotto una Site di un materiale che proviene da uno Stato europeo membro dell’Unione europea e quindi certificato se le condanne sono cadute su coloro che dovevano, diciamo il produttore che lo certifica il manutentore cioè andare a prendere la responsabilità di chi sta,
All’apice di una società come Ferrovie dello Stato. E quindi un amministratore delegato e pensare che l’amministratore delegato possa peraltro aggiungo e qui chiamo anche diciamo per esempio in causa anche un precedente rispetto Amoretti, che fu quello di Bertolucci, che nel 2025 ugualmente trovi in carcere per un fatto analogo si parla del viadotto da cui era crollato, ma un autobus, e in questo caso l’amministratore delegato era stato ritenuto responsabile per non avere prevenuto una diciamo Manute prevenuto. L’incidente, nel senso che aveva adottato delle delle pochi aveva risparmiato, secondo la sentenza sugli strumenti per evitare l’incidente. Ecco, io prendo in aiuto quello che disse Castellucci e disse io però feci solo, diciamo a prendevo decisioni di indirizzo, ecco, in effetti io mi chiedo quanto un amministratore delegato non me lo chiedo solo io ripeto è evidente che chi fa diciamo l’avvocato in particolar modo penalista in questi termini sa che la responsabilità penale è personale e soprattutto anche diretta no, perché ci vuole anche una cosa che si chiama nesso di causalità tra la condotta e l’evento, la colpa
È come dire urna, un profilo di elemento soggettivo che attiene alla volontà della della, e quindi alla parte diciamo, della della coscienza di chi agisce e quindi è dolo, quando uno vuole fare una cosa, poi ci sono tutti i vari tipi di dolo eventuale dolo diretto e dovevo pretendono pretenzioso intenzionale e quant’altro e poi finiamo nella colpa la colpa è,
Per esempio, non so quando, appunto non so che, ad esempio, quando ci sono gli eventi di lesioni colpose e magari si fa un sinistro un incidente non è che puoi fare del male a qualcuno succede perché non adotti tutte le prevenzioni però in quel caso sono io che azionò quella condotta ora chiedo quanto spazio in quanto quanto spazio eccetera una apicale con una società che sta,
In un altro luogo che siede in un consiglio d’amministrazione che prende decisioni di indirizzo quanto questa persona porta, con la sua azione, incidere con nesso di causalità, appunto sull’evento al punto da pensare che per esempio nel caso di Castellucci abbia faccio lo faccio questo esempio perché sono molto simili no, e quindi sono anche questi precedenti che non per quanto mi riguarda, non vanno bene in un ordinamento come il nostro e poi dirò anche perché secondo me non vanno bene, ma il punto è che non si può pensare, appunto, che un soggetto che sta in un’assemblea
Chiede che prende decisioni di indirizzo come è l’Anpi il consiglio d’amministrazione possa essere ritenuto responsabile con questo nesso per quella che è la colpa, cioè imperizia negligenza per non avere, ad esempio nel caso di Castellucci, avendo risparmiato ma non si sa in che termini perché poi materiali, immagino che non li decida l’amministratore delegato e tant’è nel caso di Moretti, non avere creato le condizioni di sicurezza senza neanche che ci dicesse quali per esempio, ma a quali condizioni di sicurezza che è un amministratore delegato? Ora arrivo al punto, cioè il vero pericolo di queste sentenze, a parte che abbiamo quello di mandare in carcere una persona che è un locale che, ripeto,
Ha una responsabilità che un profilo per colpa e allora, se la pena detentiva o qualsiasi altra pena, ai sensi dell’articolo 27, significa che la Costituzione riconosce e prevede una finalità rieducativa della stessa, io mi chiede la detenzione che prevede un trattamento penitenziario che è,
Adeguato alla e di finalizzato alla revisione critica su un atto che si è scelto di fare, quanto la finalità rieducativa del carcere e quindi della pena estrema, e il trattamento che so sotteso, perché quando uno va in carcere non è che viene solo parcheggiato lì, cioè nella pratica spesso sia cade, perché siamo assolutamente tanti detenuti che, ora che parte effettivamente un trattamento penitenziario, magari uno che ha una pena bassa fai in tempo a finirla, ma senza aver fatto il trattamento. Il punto è che il trattamento ha una sua funzione, cioè quella di rieducare chi ha scelto la linea della del Cuoa condotta antigiuridica. Quindi ha commesso un reato scientemente. Il problema è che se tu vai in carcere, se una persona va in carcere per colpa mistiche, mi chiede quale effettiva finalità rieducativa in chiave costituzionalmente orientata possa avere la pena detentiva. Al più invece, mi chiedo, ma non sarebbe meglio per i reati colposi prevederebbe, c’è una finalità rieducativa diversa, per esempio una giustizia riparativa
Magari con le vittime chiamiamole vittime, perché ormai in Costituzione avremo la vita parola vittima, quelli chiamiamole vittime non sono tanto d’accordo con questo termine, evidentemente per una ragione, perché io di distinguerei tra persone offese persone danneggiate, parti civili perché il processo appunto non è uno show non è tanto una docuserie è una cosa del,
è una sede dove, dove si decide secondo secondo le norme, no tecnico, ma ecco, ripeto, forse non ha più senso iniziare a valutare che reato colposo debba avere una esecuzione della pena diversa, visto che si parla di giustizia riparativa, giustamente di pene sostitutive e allora attiviamo la anche con lavori di pubblica utilità socialmente socialmente utili no che riavvicini no anziché creare di Sciascia e odio sociale che è quello che poi,
E arrivo a quello che volevo dire, è l’humus in cui cresce questo abuso del diritto penale, che diventa quasi uno strumento di.
Come dire di Wen un po’di vendetta.
E adesso la apicale no sei apicale.
Guadagni tanti soldi, la faccio proprio base ma uguale a tanti soldi, devi a queste cose non devono succedere, ma questo non è penalmente rilevante, non si può usare il diritto penale e questo è un discorso che faccio diciamo in chiave un po’di chiamiamola Sociologia no, cioè il non al di là poi di quello che so è che ho detto sulla sentenza mi sono permessa di commentare, ma il problema è che finché noi avremo creeremo,
Cioè non Ubi, non utilizzeremo gli strumenti che adesso abbiamo della giustizia riparativa, Ales nebbie le pene sostitutive, i lavori di pubblica utilità, quelli socialmente utili in questi contesti che riavvicini no anche a coloro che hanno subito Gra le gravi perdite, perché è chiaro che non possiamo dimenticare che ci sono 32 vittime anche molto giovani e che non sono tornate a casa quei giorni quindi è certo che non lo dobbiamo dimenticare ma non è mandando in carcere l’amministratore delegato che noi risolveremo la,
Menu la mancanza di queste persone Atilia perdute, e quindi non è con la Bassani, termine vendetta che diventa a questo punto la pena per la piena, perché rimane solo quello, non avendo nella pratica nessuna funzione rieducativa, come ho detto, quantomeno costituzionalmente orientata, cioè quella dell’articolo 27 e quindi,
Abbiamo il diritto penale, che rischia di diventare uno strumento di risposta alla perdita grave che ha la vittima, cioè del resto è un po’allineato anche con questa idea di inserire nell’articolo 24 della Costituzione.
Il diritto della della presenza, diciamo, i riconoscimenti della vittima no.
Ma l’articolo 24 della Costituzione parla del processo, parla dei diritti della dell’imputato, di difendersi dalla missione al gratuito patrocinio adibito alla riparazione, parla di una, diciamo, dell’emergenza, mi permetto di dire che personalmente io penso che il processo sia dell’imputato.
Quindi è evidente,
Di dire che personalmente io penso che il processo sia dell’imputato, quindi è evidente che quando c’è un reato c’è chi ne soffre, perché ha avuto la lesione di un bene giuridico, ma pensare di inserire nell’articolo 24, che riguarda il processo,
Un ultronea necessita di di di inserire la parola vittima dove, tra l’altro, nel primo nel primo comma si dice che tutti hanno diritto di accedere a la faccio, diciamo semplice, hanno diritto di accedere alla giustizia per far valere i propri diritti e interessi e quindi anche una persona lesa può costituire evidentemente parte civile ma allora c’è bisogno di ricci di citare la parola vittima.
Ecco, questo fa parte di una, purtroppo di un andamento che un po’mi preoccupa non solo io che diciamo in questo caso ho una voce certamente minoritaria, ma professori, ma anche colleghi, avvocati, enzimi che si stanno preoccupando di questa di questa diciamo via che sta prendendo.
L’uso del diritto penale con queste sentenze e, ripeto, ci sono persone che entrano in carcere e scontano una pena queste ragioni quindi non si capisce se è un po’come il caso Castellucci, per quanto ti posso fare una domanda, colpisce anche che ci sono voluti 17 anni per una sentenza definitiva, ora non mi si venga a dire che erano tanti gli imputati, ci vuole troppo tempo, io personalmente ritengo scandaloso che per avere una sentenza definitiva e quindi mettere in carcere, ma era una persona colpevole scioperi dei dubbi, ma magari parliamo di qualsiasi altro processo, 17 anni per veder fare o meno giustizia su un caso
Ecco, a me sembra una un’enormità, qualcosa che addirittura supera tra virgolette lo scandalo del fatto che questa persona, comunque, è stata messa in carcere per un reato colposo, poi ci ha spiegato che dal tuo punto di vista poteva essere non responsabile di quello che è accaduto per vari motivi ecco però parliamo di questi 17 anni,
Sì, devo dire che certo c’è anche questo tema e sono d’accordo con te, evidentemente
Questo è un è un problema della, è un problema della giustizia nel momento in cui, appunto, anche al di là poi del caso concreto.
Le vittime, appunto in questo caso i familiari ai 32 persone comunque si sono trovati a avere delle sentenze, chiamiamole tardive, c’è una giustizia tardiva, è una giustizia negata, no, anche perché 17 anni e sono tanti, anche solo per poi poter avviare un eventuale risarcimento del danno nel caso né né nei casi come questi le possono succedere. Anche situazioni in cui le persone rimangono Leese hanno bisogno di cure e allora il risarcimento del danno diventa fondamentale per poter anche vivere. Non sto parlando di questo caso, ma in generale una giustizia ritardata è una giustizia negata, come si suol dire, ora ci sono state diversi step
In questo processo, quindi, non tutti i gli imputati hanno finito nello stesso momento la loro cioè, o meglio, il procedimento, quindi hanno avuto la Def, la la, la, la la la definitività e quindi la la sentenza è esecutiva dopo il dopo 17 anni però più o meno per esempio per esempio nel,
Nel 2024 la Cassazione aveva chiuso definitivamente sulle condanne dei vertici, in particolar modo aveva aveva quindi.
Rip aveva quindi previsto altre altre posizioni.
E infatti erano già finiti in carcere.
Dopo soli 15 anni,
Insomma Eldad del carcere, ma con sempre sempre con pene 4 anni e 2 mesi, 5 anni, adesso Moretti, quindi, comunque, stiamo sempre parlando, se non 17 16, ecco, è vero, quello che dici tu è una giustizia ritardata e quindi certamente negata, ma aggiungo anche il profilo è doppio di sicuro per quanto riguarda le vittime e dall’altra parte anche per quanto riguarda,
L’imputato che senso ha anche inc addirittura siamo nel caso del reato colposo, ma che senso ha mandare in carcere una persona 17 anni dopo?
Cioè quale finalità rieducativa può avere?
Una situazione del genere.
E soprattutto, aggiungo.
Aggiungo anche un’altra cosa, in questo caso se ne vale la pena dirlo, il carcere.
Viene applicato.
Vale la pena dirlo, perché i chi ascolta ovviamente, può dire sì, ma a una certa età, perché non è rimasto libero no, allora la pena viene sospesa.
E quindi l’esecuzione viene sospesa quando il carcere è quando la pena è sotto i 4 anni, ovviamente stiamo parlando di reati non ostativi, quindi non sui reati di mafia, terrorismo e quant’altro.
Cresce il 416 bis andava in carcere anche boss ansia, ma esatto, ma anche reati l’articolo diciamo considerati gravi come queste non sono una violenza sessuale grave, ustione, però ecco, in questo caso, se il il l’imputato avesse avuto una pena di fino a 4 anni non sarebbe
è andato in carcere perché l’ordine sarebbe stato sospeso con il diritto di accedere ad un’istanza, due alternativa nei 30 giorni.
Ecco lo stesso e quindi con cinque anni deve chiaramente entrare in carcere, faccio notare che questo rinvio di in Cassazione, e che poi ha reso la sentenza definitiva, riguardava in particolar modo l’applicazione della pena, la determinazione della pena ed è una questione a cui sinceramente anche tengo molto e mi farebbe piacere per rispondere che anche in questi termini perché non solo la giustizia è lunga ma,
Sempre nell’ottica di una giustizia che giustizia, dopo avere dato quattro anni e due mesi al le, all’ex amministratore delegato di Trenitalia soprano e quindi averlo fatto entrare in carcere per due mesi. E ora che noi sappiamo che quando entra in carcere attivi l’istanza di affidamento, allora passati due mesi puoi chiedere l’affidamento, ma ora che lo chiedi e ti arriva l’udienza devono passare almeno 7 8 mesi. Perché serve la relazione di sintesi perché non ti conoscono e non possono fare una sintesi della tua condotta nel tuo comportamento lui è riuscito ad accedere alla misura, all’affidamento, dopo un anno, quindi se n’è andato un anno di carcere, evidentemente per due mesi di differenza, e ugualmente succederà molto di più, evidentemente a Moretti, il quale
Comunque è dovuto passare dal carcere, ma perché perché gli sono state concesse le attenuanti generiche, cioè il rinvio in Cassazione, era per le circostanze attenuanti? Mi permetto di criticarlo perché è un dato tecnico,
Le attenuanti possono essere concesse fino a un terzo. È stata concessa una riduzione di un po’
Singolare, non lo so io, come avvocato, direi mi vien da dire, va be’cioè, la Corte costituzionale si è, si è.
Come dire, impegnata particolarmente a decidere sentenze a pronunciare sentenze, non ultima la 113 del 2025 che la conosco, perché l’ho usata di recente per un incidente di esecuzione perché ci dice ci dice sempre, ma il giudice ha gli strumenti nel nostro ordinamento per applicare, per determinare la pena in modo che sia adeguata al caso concreto ma soprattutto attenzione, la sentenza richiama l’articolo 27 e quindi torniamo a quello che dicevi tu per quello che ho citato, l’articolo 27, che è quello che riguarda la finalità rieducativa della pena. Quindi, una pena eccessiva è una pena, è incostituzionale, perché non è parametrata con l’articolo 27 della Costituzione, che
Prevede infatti che è allineato perché il nostro ordinamento è un ordinamento, deve essere armonico dal punto di vista del sistema perché sopra i 4 anni va in carcere perché comunque la pena prevede e imposta per un reato che è, diciamo, di una tale gravità da imporre un trattamento penitenziario parte che io penso che ormai visto che questa è una legge molto vecchia forse è il limite va un po’alzato la furia di alzare,
E i margini del dei massimi minimi edittali, è chiaro tenere una legge vecchia per quanto riguarda la sospensione dell’ordine di esecuzione il Ils il sistema diventa un po’sbilanciato, però è chiaro che se fai la possibilità, nell’ordinamento di avere le circostanze attenuanti generiche che modula nota appena rispetto al fatto,
Riconoscendo che comunque non è evidentemente la posizione di questa di questo imputato era tale per cui la pena di cinque anni potrebbe essere forse forse sbilanciata costituzionalmente, anche rispetto all’articolo 27 che lo porterebbe in carcere, come è successo anche per l’altro. Beh, la Corte costituzionale lo dice il giudice deve valutare anche questo aspetto, perché la pena come conseguenza che il reato non è sganciata dalla finalità rieducativa, cioè è tutto un insieme. Ti ringrazio, Simona, è stata gentilissima, un abbraccio grazie grazie a voi, grazie a te, Diego
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