Il corridoio IMEC e la sfida indiana (1.07.2026)


Visualizza la trascrizione automatica
Nascondi la trascrizione automatica

Ben trovati all’appuntamento con asiatica, qui, su Radio Radicale, chi vi parla, Valeria Manieri, come Jaco condurre, c’è Francesco Radicioni, corrispondente dall’Asia per la nostra emittente in queste ore ancora in India è stato poco tempo fa a Delhi in queste ore è Gujarat per ritrovato Francesco ciò Valeria buonasera, buonasera a chi ci ascolta, come vi avevamo in qualche modo preannunciato, saremmo tornati a parlare di India e lo facciamo davvero con grande piacere tra poco vi sveleremo anche l’ospite di questa puntata, ne approfitteremo per fare il punto sulla situazione
Economica, politica indiana, ma in particolare ci concentreremo su quello che è il grande progetto, il mega progetto infrastrutturale e logistico transcontinentali, il cosiddetto Corridoio economico India, Medio Oriente, Europa, il corridoio Imec che è stato poi concepito nel lontano non lontano settembre 2023 dall’India e non solo per essere una alternativa di fatto a quella che fu la Via della Seta la Belt and Road Initiative cinese di cui tante volte avete sentito parlare qui e a Radio Radicale e in questa rubrica in particolare,
Che cosa ne è a che punto siamo su questa iniziativa, perché su questo i legami con l’Europa e l’Italia sono importanti, perché ovviamente anche l’accordo che è stato raggiunto e che abbiamo celebrato e raccontato anche da noi, tra India e Unione europea, l’accordo di libero scambio di fine gennaio è un punto dirimente anche di questa strategia. Quali sono anche gli altri passi che mancano? Per arrivare poi alla diciamo la messa a terra di questo accordo si parla appunto della fine di quest’anno per la firma formale, poi di marzo 2027 per l’entrata in vigore di questo accordo che praticamente abbatte tantissimo i dazi in settori importanti
E in tutto questo c’è il quadro internazionale, ma soprattutto le tensioni molto forti in Medio Oriente di cui spesso parliamo, e questo chiaramente non può che interessare anche l’India e anche il progetto del corridoio Imec. Per parlare di tutto questo siamo molto felici di averlo con noi. C’è collegato l’ambasciatore. Francesco Maria Talò che è proprio di questo si è occupato in particolar modo negli ultimi anni ha inviato speciale punto per il nostro Paese e per l’Imec per il corridoio, appunto che lui chiamerebbe. Poi parliamo anche di questo, anche mediterranea mediterranea, oltre che ovviamente Medio Oriente, Europa, India, ma ha molto di Mediterraneo questo questo progetto ben trovato qui ad asiatica, ambasciatore, grazie, è un piacere essere qui con voi e gli ascoltatori, ovviamente poi approfitta. Approfitteremo della presenza di Francesco Radicioni per raccontarci, al di là di questa insomma, più ampia attualità e questi focus di approfondimento, anche l’aria che si respira in India e le grandi novità che Francesco ha sicuramente, diciamo osservato, no, perché l’India vive una fase anche di grandissima accelerazione
E manifatturiera tecnologica in settori che magari diciamo.
Abbiniamo più difficilmente no nel nostro immaginario a Delhi e non solo Francesco, allora partiamo proprio da questo corridoio Imec e a che punto siamo e approfittiamo a mani basse stasera della presenza dell’ambasciatore, Talò.
Sì, no, e intanto ti dico Valeria che si è che io mi trovo qui, appunto, con un viaggio, insieme a diversi, un viaggio lungo partito da Delhi, come ricordava adesso sono in Gujarat lo Stato dove che è stata la palestra politica dell’attuale primo ministro indiano Narendra Modi un viaggio con diversi giornalisti di molti Paesi europei in viaggio che chiaramente si inserisce anche all’indomani proprio dell’accordo.
Di libero scambio, ma anche di tutta una serie di recenti visite fatte proprio dal primo ministro indiano Narendra Modi
E in Europa, incontrando nelle scorse ore al ministero degli Esteri di Delhi, il capo della diplomazia indiana, già Shankar, figura che andrebbe, diciamo così, un po’più approfondita, forse anche sui sui nostri, sui nostri media, per la sua biografia e e credo che tra l’altro il suo libro perché Bharat e quindi perché l’India conta,
Sia introduzione in italiano, quindi potrà già uscito
è già uscito, ecco e qui si trova praticamente in ogni libreria.
Ho chiesto a John Shankar anche proprio di questo di questo corridoio, qual è il destino di questo corridoio lui mi ha confermato che la il, il progetto, il progetto va avanti anche se ambasciatore Talò l’impressione è che per il momento siano solamente una serie di puntini sul sulla mappa.
Questo progetto, che parte da Mumbai poi arriva a negli Emirati Arabi Uniti, dovrebbe attraversare l’Arabia Saudita e arrivare in Israele il caos e per poi, per poi arrivare in Europa, Capena Pasquale, dice no, mi pare che la fase sia complicata.
Ambasciatore d’Alò e, se non fosse complicata, non saremmo qui.
E quindi eh sì, viviamo.
Francamente ottimista a microfoni spenti su questo no, nel senso il potenziale è enorme, diciamo oggi più che mai lo era nel 23, nel settembre del 23, quando venne lanciata l’iniziativa proprio a New Delhi a margine di un vertice del G 20.
Adesso, dopo quello che è successo con quello che sta succedendo in Medio Oriente, direi che è più necessario che mai avere nuove vie.
Però uso il plurale nuove vie perché se ci sono delle correzioni da fare, credo che sempre tutto è perfettibile e non dobbiamo mai innamorarci delle delle nostre, delle nostre iniziative, del nostro lavoro.
Quindi è giusto cambiare il mondo veramente in questi tre anni già è cambiato parecchio, non userei più la parola corridoio,
Cioè l’idea di un senso unico di una via, comunque, con una corsia, andare una tornare tra, com’è stato detto adesso tra Mumbai e l’Europa passando per gli Emirati e poi l’Arabia Saudita a tagliare la penisola arabica, arrivare nel Mediterraneo orientale in un punto preciso che poi si chiama Israele insomma,
Vuol dire contraddire quasi lo spirito, l’obiettivo per cui è nato è nato a questo progetto che si basa su una parola differenziale io credo che la parola chiave nel mondo di oggi, ma in tutto è proprio questa differenziare, cioè evitare di essere condizionati, di rimanere ostaggio,
Di un interlocutore, di una rotta, di una materia prima di una fonte energetica, cioè dobbiamo ampliare il ventaglio delle opzioni, e questo per l’Europa, perché l’India di fatto no ogni tanto qui ad asiatica, l’abbiamo spesso anche accusata di essere no al Paese che gioca su più forte, ma è inevitabile e soprattutto un Paese che non ha costruito fin dall’inizio un sistema strutturato di Alleanza. Noi abbiamo due pilastri, no parte di multilateralismo generale nel quale
Gli indiani credono molto le Nazioni Unite
Ma noi abbiamo l’Unione europea e la NATO che bene o male, hanno fatto da stampelle pilastri nella crescita del dopoguerra, per quanto riguarda la crescita economica, per quanto riguarda la sicurezza, gli indiani, per la loro storia, per la mancanza di partner geograficamente vicini, non hanno fatto questo e hanno anzi fatto una scelta opposta no di di di un multi allineamento di una,
Visione che non è neanche più quella del non allineamento antica,
Eh.
Direi, è la scelta un po’che deve contraddistinguere questi tempi, cioè noi possiamo, senza rinnegare il nostro contesto, fare altrettanto in un momento nel quale dobbiamo allargare gli orizzonti, non basta più lavorare e vivere con interlocutori europei in un contesto che dobbiamo cibo, sicuramente rafforzare l’Unione europea o l’Occidente che vive un momento molto difficile per i rapporti tra le 2 sponde dell’Atlantico, ma che insomma, in qualche modo dovrà continuare a ad andare avanti, perché effettivamente un contesto di valori, anche culturale, che ha un suo fondamento per l’India, è diverso, a parte che il leader se stessa un continente no, e quindi avere nuovi interlocutori nuove rotte. Prima hai parlato di il Belt and Road Initiative di questa grande iniziativa cinese, noi non vuol pretendiamo di essere scusi. Se la interrompo ambasciatore, parlavamo prima dei problemi geopolitici del, non lo chiamiamo corridoio, insomma dell’Himeka anche la belter Road, forse il problema geopolitico, cioè la lungo lungo la sua la sua rotta B e poi l’ambizione così importante. No, perché è una iniziativa che va oltre l’idea ai tanti. Così la suggestione della via della della seta e globale,
Eh eh eh, parte con una chiarissima caratteristica, cioè di essere l’iniziativa cinese, cioè c’è un centro, è un enorme numero di interlocutori, quasi in tutto il mondo centinaia.
Mancando fatto molto, diciamo significativo, tutti i G 7 perché prima c’era l’Italia si è ritirata, quindi non c’è nessuno dei G7 che aderisce alla Belt and Road Initiative, non a caso è mancano alcuni pochi altri paesi, tra cui un gigante come l’India che chiaramente non può mai pensare di allinearsi ed essere, diciamo, il satellite di qualcosa a guida cinese perché sarebbe un satellite, diciamo dalle proporzioni tanto sarebbe pending, Stradelli pesantemente, rischia di destabilizzare, diciamo, il rapporto no
Il fatto che diciamo il corridoio principale, uno dei corridoi principali della belter Rota, ma anche di questo qui dai microfoni di asiatica ne abbiamo parlato tante volte,
E cioè quello Pakistan Cina transita per una regione che i cachemire, che la Cina, che l’India rivendica come propria, poi sostanzialmente è fatto per aggirare l’India.
E quindi?
Bene avere lanciato questa iniziativa in questo momento, mentre noi sempre di più ci rendiamo conto che abbiamo sofferto di eccessive dipendenze, che ci hanno anche fatto comodo, pensiamo ad esempio quella energetica del gas rispetto alla Russia ci ha fatto comodo per tanti anni poi ci siamo Putin ci ha dato una sveglia con l’aggressione all’Ucraina e abbiamo capito che non potevamo continuare a dipendere dal gas russo al 40% e abbiamo trovato delle alternative.
Magari ci potevano pensare prima stessa cosa adesso lo stiamo vivendo in questo periodo, riguardo alla sicurezza con gli Stati Uniti stessa, cosa in generale per i rapporti economici, soprattutto per quelli tecnologici, per certe filiere di produzione, con con la Cina, quindi più interlocutori differenziare più rotte ma non quindi un corridoio perché sarebbe una contraddizione in termini parliamo piuttosto di reti, almeno questa è la visione che abbiamo noi italiani con alcuni altri europei, gli indiani non so se siano esattamente sulla stessa linea, ma insomma,
È la nostra visione, ora questo si collega a qualcosa di molto antico e quindi ci dà l’idea di qualcosa che diciamo.
Profondamente radicato nella storia e nella cultura e quindi vi faccio vedere un libro, ecco qua, questo è un libro che in India si trovano molto diffuso e di una giornalista, studioso britannico Darling pu
Udibile scozzese non vi sono pertanto ordinarie, si arrabbierebbe tantis dalla Gran Bretagna, allora lui è praticamente sostiene che diceva il so significativo sottotitolo come l’antica India ha trasformato il mondo, quindi una visione molto in docenti veneti che piace molto agli attuali governanti dell’India.
Cioè il ruolo trasformativo e di guida che ha avuto l’India antica
Rispetto alla chioma, la storia mondiale all’economia, soprattutto pensando a un periodo, diciamo allinei all’inizio del del del dell’era corrente dell’era cristiana, quando in noi da noi in Europa c’era l’Impero Romano, ecco, in quell’epoca alla già esisteva il corridoio o i corridoi la golden rod cioè quella itinerario quella rotta che portava dall’Impero romano da Roma loro.
Che si è trovato in grande quantità, cioè ci sono delle mappe molto interessanti mappe diciamo archeologiche che mostrano come il maggiore numero di monete romane sia stato trovato, ovviamente in tutto il territorio dell’Impero romano e dintorni immediati, più in un altro solo luogo l’India soprattutto l’India meridionale perché dall’India si esportavano beni,
I preziosi di lusso, le spezie verso Roma, all’apice della sua potenza militare e di ricchezza, e Roma doveva pagarle, quindi mandava il proprio le proprie monete d’oro, risultato deficit commerciale dell’impero romano nei confronti del sistema India. Non c’era allora un impero vero e proprio risultato, Plinio il Vecchio, ci racconta che questo causava un problema, un questo deficit, anche politico, di cui si discuteva al Senato, che nulla di nuovo sotto il sole l’Impero, quello grosso dell’Occidente, si lamentava che gli indiani sostanzialmente avevano un rapporto in uguale dal punto di vista economico bisogna mettere i dazi, insomma, no, quindi vedete come le cose
Non non fossero tanto differenti rispetto ad ora che tu l’India.
Crea faceva crescere il proprio rapporto con, diciamo, il Sud-Est asiatico, l’Indonesia quindi la diffusione del dell’induismo e poi del buddismo in in tutto quel mondo del sud-est asiatico e quindi anche in India. Questo libro sostiene in Cina il libro su Van sottolinea naturalmente come il la, la, la crescita, la diffusione del buddismo in Cina, ovviamente venga dall’India, quindi questa grande fase di espansione della cosiddetta indosserà. Per quanto ci riguarda, io credo che sia interessante far crescere un termine che ormai
In India si è molto affermato, e in epoca più recente, anche in Europa e io l’ho sempre sostenuto di hindu mediterraneo.
E qui c’è anche mamma all’inizio no, esatto, è quello che acronimo, è quel sistema, è quel mondo culturale ed economico che poi andavano a braccetto che legava.
Roma, quindi il Mediterraneo, perché non è soltanto a Roma, ma anche l’Egitto, ad esempio, l’Egitto antico, che era poi gradualmente, è entrato sotto la sfera di influenza romana e tutto il mondo. Diciamo, di quello che noi adesso chiamiamo Medio Oriente, ma dove c’era la la via dell’incenso, i mai nabatee, no quindi, tra insomma, le terre di Giudea, Israele, lo Yemen, insomma alla rabbia quella che ora è alla rabbia sono insomma le alla rabbia, la Giordania, tutto quel mondo lì è l’India e quello che poi è, diciamo, il percorso di idee Imec, quindi ci sono delle profonde e logiche radici culturali molto importanti, in concreto per noi europei ed italiani, in quanto noi europei
Soprattutto dopo l’accordo di libero scambio firmato nel gennaio scorso tra tra l’Unione europea, tra la Commissione e l’India, possiamo avvantaggiarci di questa prospettiva di grande crescita del dell’India, che avrà un salto di qualità nel rapporto bilaterale grazie a una forte abbattimento dei dazi.
E di tutti gli ostacoli al commercio,
Gli indiani anche, ovviamente, potranno veder crescere quantitativamente anche qualitativamente le loro esportazioni, cioè l’operazione fatta con l’accordo di libero scambio è importante, porta, secondo tutti gli studi, a una crescita e a vantaggi per tutti, fino alla prospettiva addirittura di un raddoppio dell’interscambio nel giro di 10 anni questo vuol dire che, se crescono tanto i rapporti commerciali ci vorranno in ogni caso più infrastrutture,
Quindi, infrastrutture nei trasporti questo vuol dire che, al di là di ciò che pensavamo già nel 23, cioè della necessità di altre opzioni di differenziare di ridondanza, qui a un certo punto avremmo una necessità veramente.
Diciamo ineludibile, in ogni caso, dobbiamo rafforzare il sistema infrastrutturale di connettività tra l’India e l’Europa attraverso il Medio Oriente e qui.
Poi, insomma, va be’passano la palla perché?
Mi sto dilungando un’altra contestazione terminologica, no, dicevo no corridoio poi dicevo, ma rete.
è una ramificazione esatto, rete perché tutto funziona così a griglia, no, del resto pensiamo a una rete elettrica, deve essere una rete, perché se fosse una sola linea quella cade e rimani così soprattutto tagliato fuori no, quindi devi avere sempre altre opzioni direi ho detto sì in do Mediterraneo dico un’altra cosa, ma diciamo un po’più veramente terminologica, non Medio Oriente, parliamo di Asia occidentale come fanno regolarmente
E gli indiani e tanti altri in ordine Oriente, questo, ovviamente, in un contesto, in una trasmissione che stiamo asiatica ha un suono, abbiamo tenuto debitamente conto esatto, allora Valeria Manieri sa che questa è una mia antica battaglia.
Facciamo la aspettiamo quindi ogni occasione dico un po’Medio Oriente perché così ci si capisce, insomma, va bene, non non voglio essere così un talebano di un in senso Paul di correttezza politica, io parlo di correttezza geografica.
Anche perché Medioriente un termine con una forte impronta colonialista riflette, diciamo, un qualcosa che peraltro a noi italiani per fortuna riguarda l’India è estraneo.
Anche perché poi, allora, se blindiamo Selm, diciamo ai paesi del Golfo sono Medio Oriente, l’Italia è vicino Oriente.
Rispetto a quei signori che così hanno creato quella visione colonialista, no, quindi, mentre l’Asia occidentale è un fatto semplicemente oggettivo, esiste un continente Asia, la parte occidentale di quel continente, chiamiamolo Asia occidentale, ciò detto, è veramente importante questo rapporto a beneficio di tutti i diciamo i segmenti di tutti i Paesi coinvolti e più sono questi paesi coinvolti più abbiamo un approccio inclusivo, quindi si collega ancora il tema della rete.
E più questo va a beneficio di tutti, naturalmente non è difficile, non è facile, perché nel frattempo esistono innegabilmente delle contrapposizioni delle che si sono aggravate e che sono peraltro fluide, sempre cambiano cangianti, soprattutto Ali all’interno del Medio Oriente, ciò detto, l’India conta questo è il libro di John Shankar,
E con una introduzione e una prefazione di Tajani anche è e quindi senz’altro conta ciò, ma siccome io continuo a sostenere, non bisogna innamorarsi di nessuno né di progetti rischiare, diciamo, diversifichiamo, c’è molta più India andare ad investire in India, parlare di India è un Paese che cresce e tra i grandi quello che cresce con ritmi maggiori è un paese indubbiamente diciamo più aperto anche,
Nessun termini democratici rispetto ad altri, ma non non c’è solo un’idea, ecco, Francesco, Alò allora ambasciatore alle sue, ha spiegato nel dettaglio la storia di questa è anche l’evocazione storica, per meglio dire, di questa di questa idea dell’Imec ci ha spiegato la filosofia politica attuale ci ha spiegato come deve essere,
In rete
Nella pratica, che cosa significa significa puntare sulle infrastrutture, per esempio porti perché presiede una delle delle questioni infrastrutturali, lo sappiamo, è stata una dei grandi obiettivi di Narendra Modi qui sull’India qualcosa, devo dire sì, si vede anche rispetto alle strade, c’è molto lavoro ancora da fare in questo Paese senza senza ombra di dubbio.
Però ecco né nella pratica come si rafforza questo questo collocamento perché Bruxelles Perrotta e lo sappiamo
B e Bethenod, diciamo, è relativamente facile, perché hai uno che comanda più o meno è un gigante con risorse straordinarie e con una grandissima capacità di programmare no, se c’è una cosa, uno dei segreti dei dei del successo cinese è quello di stabilire delle priorità, di guardare nel lungo termine, avendo peraltro una classe dirigente con una formazione scientifica quindi molto pragmatica e allo stesso tempo diciamo questa formazione e inquadrata in una ortodossia politica anch’essa così ben definita, e quindi le 2 cose messe insieme mandano avanti il progetto, pur con le difficoltà e con i rischi che, come tutte le cose, poi nulla è eterno.
Qui le cose sono da un lato, più semplici, perché abbiamo un gruppo limitato di Paesi più o meno paritari, no, con un rapporto tra loro paritario, in cui ciascuno vede una convenienza a mandare avanti il progetto. Si tratta di otto partner che hanno firmato nel settembre del 23 ricordiamo quali sono l’India, ovviamente protagonista era padrone di casa nel set di a Nuova Delhi quasi tre anni fa, gli Stati Uniti che lo vedevano in chiave alternativa, bel del road, ma anche aspetto importante nella prospettiva di un completamento degli Accordi di Abramo, che allora sembrava a portata di mano, cioè il raggiungimento di una normalizzazione tra l’Arabia Saudita ed Israele.
Ci stavamo Cavasin, poi è arrivato, non a caso, direi, il 7 ottobre a Gaza e tutto quello che è seguito, con ovviamente le difficoltà per i sauditi di riprendere quel percorso di avvicinamento ad Israele, poi abbiamo i due partner mediorientali del Golfo, cioè gli Emirati e l’Arabia Saudita altro problema questi due che erano una bella coppia.
Nel frattempo stanno diventando più lontani tra di loro e poi gli europei che diciamo al gruppo relativamente più facile, anche se non manca mai la competizione interna nell’Unione europea, che sono la Francia, l’Italia, la Germania e la Commissione europea devo dire per fortuna c’è la commissione che rappresenta tutti,
E che ha una sua anche competenza tecnica,
E riesce a metterci bene insieme con quello che chiamiamo lo spirito di squadra Europa Timi Yuro, poi un po’di concorrenza e no, è normale, insomma tra Italia e Francia c’è questa concorrenza, ora non fanno nomi tra Marsiglia e Trieste esatto, e allora tutto questo ha senso ne parliamo, abbiamo avuto una pausa dopo la la firma, cappellaccio nel 23 perché, come ho detto, un mese dopo c’è stato il 7 ottobre la guerra doveva tutto, par
Partire rapidamente, tutto invece si è congelato, poi diciamo, un po’più di un anno fa ci siamo resi conto che potevamo stare ad aspettare le opportunità, comunque ci sono, cerchiamo intanto di coltivare, di fare i compiti a casa di, iniziamo a vederci e abbiamo iniziato a vederci tra rappresentanti dei governi persone che hanno incarichi analoghi al mio,
E nel frattempo c’è stata un’esplosione di Conference B, tutto un Conference si feature, che mi pare sia debordante, ma bene, così, insomma, è cresciuta la consapevolezza, ma rimaniamo al dire è tra il dire e il fare c’è il grosso problema, l’imbarazzo personalmente, cioè dobbiamo passare dal contesto dei diplomatici a due livelli diversi, uno più alto politico, cioè non abbiamo ancora fatto una nuova riunione politica a livello ministeriale e stiamo aspettando quindi di decisioni importanti. L’altro è un livello più
Pratico cioè quello
Gli ingegneri degli economisti, dei trasporti, di quelli che ti dicono avremmo bisogno di questo porto che costa x, ma abbiamo fatto lo studio di fattibilità, ci potessero ritorno dove troviamo i finanziamenti, allora chiamiamole le banche, eccetera.
Ora noi abbiamo creato, va fatto questi incontri al mio livello con un problema Gros, cioè buoni positivi, l’ultimo è stato a Marsiglia un paio di settimane fa, prima c’è stato uno a marzo a Trieste ed è stato il più grande fino adesso sia stato fatto ne abbiamo fatto uno a Bruxelles il primo fu l’estate scorsa a New Delhi ma li abbiamo deciso di creare un livello tecnico quindi dei gruppi di lavoro.
Dedicati al trasporto delle merci all’energia, alla, per esempio alla connettività digitale, anche molto importante, alla finanza, eccetera, e questi stanno iniziando a lavorare. Ecco, penso che quello sia una cosa molto importante, il lavoro dei gruppi di lavoro tecnici e poi aspettiamo ancora che ci sia il momento giusto per fare la riunione politica nella quale a livello politico ci si dice sì, si dica, va bene, queste sono le vostre proposte e andiamo avanti con questo, con quello
Con un approccio, come sostengo io, a rete oppure continuando a privilegiare, diciamo, il gruppo centrale la diciamo il corridoio che avevamo inizialmente previsto, ovvia
Mentre qui ci sono dei dei temi politici importanti, cioè.
Il disegno, i puntini che avevamo messo sulla mappa a un certo punto passavano per Aifa per Israele e quindi un rapporto in qualche modo tra il saudita ed Israele deve crescere, ma questo vuol dire questione palestinese,
Qua è ambasciatore e siccome manca pochi minuti prima di dare la parola a Francesco, con con il quale diciamo interloquire per farci raccontare anche le grandi trasformazioni che sta vedendo in questi giorni in India, vuol fare un’ultima domanda, tornando invece appunto al rapporto e all’accordo commerciale né Europa India, abbiamo detto ci manca praticamente sei mesi fino a dicembre per la firma ufficiale.
Quali potrebbero essere i gli intoppi eventuali che ci separano da quel momento e poi dall’entrata in vigore. Ricordiamo che, appunto l’accordo garantisce l’accesso a dazio zero al mercato europeo per circa il 93% delle esportazioni indiane che fino al 99%, del valore totale dei beni scambiati, con alcune categorie,
E sostanzialmente e ne beneficeranno settori come ad alta intensità come manodopera in India, come testi, le calzature, gioielleria, pelletteria in Europa. Per l’Europa invece, ci sarà il vantaggio su una maggiore apertura per servizi finanziari digitali automotive. Ci sono però alcuni nodi da sciogliere, tra cui appunto, il come come gestire e il Meccanismo europeo di tassazione del carbonio alle frontiere e che l’India sta cercando di litigare. Quali altri sono i nodi, ovviamente, che potrebbero venire al pettine in The Man Time, come si dice, ma io non credo che dovrebbero esserci grosse difficoltà, soprattutto da parte indiana, no, non credo. Insomma, adesso
Ci sono le altre questioni vanno in modo parallelo, no, il, la questione della tassazione delle emissioni di carbonio riguarda.
Quasi tutti gli interlocutori dell’Europa, perché l’albergo è un tema che crea problemi nei rapporti dell’Unione europea con gran parte dei suoi interlocutori, ma anche all’interno dell’Unione europea, le organizzazioni imprenditoriali contestano fortemente queste normative che, diciamo, danneggiano la competitività europea mentre,
Quindi io, anche in Europa non vedo grandi difficoltà nell’approvazione, ci sono sempre magari delle lobby che verranno danneggiate inevitabile, ma penso siano minoritarie, diciamo, dovrebbe essere più facile rispetto al Mercosur, che è l’altro grande accordo che non a caso è stato quasi nello stesso periodo
Esatto, firmato e e sono i tempi che ce lo impongono, cioè mentre c’è qualcuno che fa battaglie sui dazi e pensa di creare delle fortezze, vincere le battaglie economiche chiudendo ceo, combattendo gli altri con con i dazi, noi Unione europea abbiamo stiamo facendo il contrario e per fortuna ecco no, volevo passare la parola a Francesco Radicioni perché appunto parlando di questo accordo commerciale, in realtà citando l’India si parla di manifatturiero di settori ad alta
Diciamo
Ah ad alta, diciamo non necessariamente legati ad alti tassi di innovazione, anche se poi non è proprio così, però Francesco a microfoni spenti appunto ci raccontavano in India che sta piangendo anche su parametri molto diverse, velocità molto diversa anche su settori più tecnologici ecco Francesco, approfittiamo lì i tempi proprio per raccontarci in quest’ultima parte che cosa stai vedendo quali sono, diciamo, gli highlights,
Ma la mia impressione è stata in questi giorni, insomma, è qui quindi, in di ormai più di una settimana è stata che loro stiano puntando tantissimo, soprattutto.
Da un lato, sull’Inpgi generazione di tutta la di tutto lo sviluppo tecnologico, di tutto lo sviluppo, anche sul fronte energetico, molto molto importante, ovviamente a loro sono stati in qualche modo colpiti lo stretto di Hormuz è vicinissimo sulla mappa, da da dove vi sto parlando in questo momento.
Puntano moltissimo anche sul fatto di come e questo ce lo ha ripetuto anche il capo della diplomazia indiana, cioè Shankar, di come la cooperazione con l’Europa con i mercati avanzati e quindi, per esempio con l’FDA, insomma, l’accordo di libero scambio abbia anche una ricaduta. È evidente, interna, tant’è che Shankar diceva proprio di come la politica estera e appassioni indiani proprio perché la vedono ogni giorno sulla sulla propria pelle. Tutto questo come può spingere sull’innovazione, come può spingere su
Sviluppo Sgura su digitalizzazione, la la, questa capacità è molto molto forte,
Dall’altro, c’è una nuova India che chiaramente, rispetto all’immaginario fermo ad alcune letture degli anni 70 di questo di questo Paese, l’odore dell’India, di Pasolini, eccetera, eccetera, un Paese che chiaramente sta andando in una una un’altra direzione. Io ho visto poli tecnologici, sappiamo che lavora a contatto anche a te. L’ultima volta che ero stato qui in India era,
Era a dicembre dell’anno scorso e la città letterale delle letteralmente soffocava nell’inquinamento ti avevo anche detto, però, di come stanno sempre di più, puntando su alternative rispetto a al carbone, di cui hanno in grande e in grande quantità quindi appunto, ovviamente nucleare, ovviamente solare,
Ma anche cose nuove, per esempio l’idrogeno o quello che può quello che può significare tutto questo, ovviamente senza un approccio ideologico che vediamo invece più in altre in altre parti il loro sanno, cosa cos’hanno sottomano e che quindi continueranno in qualche modo ad usarlo, ma anche in questo caso la parola d’ordine che ci diceva prima l’ambasciatore, cioè differenziazione, differenziazione anche nelle catene delle forniture tecnologiche. Ho visitato un alcuni impianti di semiconduttori, alcuni poli, rispetto allo sviluppo dei semiconduttori, e fa veramente impressione, appunto, come anche lì tutto quanto sia
Proprio qui in Gujarat automatizzato, idee di costruire delle smart city anche queste qui in Gujarat,
Città intelligenti con U, orientate soprattutto al settore bancario e all’attrazione degli investimenti, sappiamo quanto l’India si a un Paese che storicamente ed è stato anche per questo importante l’accordo di libero scambio.
Un Paese fortemente protezionista e quindi la capacità di fare zone economiche speciali, dove abbassare le tasse e favorire gli investimenti internazionali ci sono insomma tutta una serie di novità, piuttosto piuttosto interessante, con i grandi problemi, comunque questo Paese che questo paese vive, che accennavamo anche prima, ma un Paese che ha un pool di talenti di oltre 1000004 di laureati ogni anno in materie STEM miliardo di utenti internet collegati alla rete che stanno stanno su sulle app.
E e l’intenzione e l’idea di Narendra Modi e attraverso tutto ciò, sollevare l’intero Paese, tra l’altro, proprio questo capitale umano che loro da anni formano in materia e che ha subito un’accelerazione. Forse è uno degli elementi che li mette, diciamo, non dico come capofila in A come capofila in Asia, però forse hanno iniziato anche molto prima di altri. Spesso ci si cita anche su questo la Cina. Facciamo una domanda a Francesco, Radicioni è l’ambasciatore, età no, su questo tema del capitale umano, chi è che se la gioca meglio di questo sarò rapidissimo, c’è loro possono contare, a differenza di quasi tutto il resto dell’Asia, su una popolazione giovane
Il resto dell’Asia, una poco compresa la scena a una popolazione a Clinton che amo molto rapidamente e negli ultimi anni, mentre appunto fino a qualche decennio fa, il dividendo demografico veniva considerato un.
A saldo negativo, oggi, invece, è considerato assolutamente al saldo positivo e appunto è una popolazione incredibilmente incredibilmente giovane.
E questo è qualcosa che vale appunto per tutta l’Asia meridionale, per un pezzo assolutamente importante anche del sud est asiatico, grazie Francesco, Radicioni, ambasciatore però insomma, questo è un vantaggio competitivo, mica da poco.
E sono d’accordo ci siamo accorti negli ultimi anni di come il tema demografico sia cruciale e giochi in senso assolutamente contrario rispetto a come qualche decennio fa, per esempio, la vedeva la Cina con la politica del figlio unico che si è rivelata sbagliata in quel caso, sì, i grandi programmatori cinesi, però, hanno sbagliato, lo diciamo l’obiettivo da conseguire. Ora gli indiani godono anche del fatto di essere arrivati più tardi. Quindi capiscono che il vantaggio demografico è importante e si abbina ad un altro aspetto sul quale noi europei, ma gli italiani stanno messi peggio di tutti
E qui, ed è quello della mancanza di persone formate nelle materie scientifiche. Lì, purtroppo, in Italia dobbiamo tantissimo da fare e su quello Ulliel diciamo, l’apertura del mercato potrebbe essere anche molto interessante e, se dovessi se potessimo gestire ad attrarre più talenti indiani, non arriveremo ai grandi numeri degli Stati Uniti. Ma guardiamo un po’ai nomi dei leader delle grandi multinazionali americane, tanti sono indiani è una è una cosa impressionante
Noi ci fermiamo qui, è stato davvero davvero interessante e ringrazio l’ambasciatore Francesco Maria Talò per essere stato con noi, appunto ha inviato speciale, spesso ne vuoi per l’Italia a del corridoio Imec che vi abbiamo raccontato in lungo e in largo sia nella storia che nella Genesi ma anche che cosa possiamo aspettarci nell’evoluzione dei prossimi mesi nei prossimi anni grazie a Francesco Radicioni che è proprio in India che qui è,
Abbiamo sfruttato anche per la presenza in loco, compagna di viaggio e co conduttore che questa rubrica, grazie a voi che ci seguite sempre così attentamente.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 

Source link

Di