Lucrezia Maloberti la forza dei sogni


Joy Cadenasso e Lucrezia Maloberti

Lucrezia Maloberti la forza dei sogni: il talento di una giovane promessa del taekwondo guarda già al futuro.

Quando sport, studio e passione crescono insieme

Ci sono giovani che fanno notizia per un risultato sportivo. E poi ci sono giovani che colpiscono ancora prima per il modo in cui guardano alla vita. Lucrezia Maloberti, genovese, appartiene senza dubbio a questa seconda categoria.

La sua è una storia fatta di sacrificio, determinazione e sorrisi. Una storia che racconta come il talento, da solo, non basti mai: servono costanza, educazione, una famiglia che sostiene, un maestro che crede nei propri allievi e la capacità di non smettere mai di imparare. Sul tatami come sui banchi di scuola.

A guardarla oggi, con un medagliere già ricco di successi nonostante la giovanissima età, si potrebbe pensare che tutto sia arrivato naturalmente. In realtà dietro ogni medaglia c’è una bambina che, a soli cinque anni, ha deciso di indossare il dobok e avvicinarsi ad uno sport che ancora oggi viene spesso considerato prevalentemente maschile: il taekwondo.

L’inizio è quasi casuale, grazie al consiglio di un’amica di scuola. La motivazione, invece, è molto concreta: imparare a difendersi.

«All’inizio era soprattutto un modo per imparare a difendermi. Poi, con il tempo, è diventata la mia passione più grande», racconta con la semplicità di chi lascia parlare i fatti più delle parole.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti della sua testimonianza. Per Lucrezia il taekwondo non è mai sinonimo di aggressività, ma di rispetto, autocontrollo e crescita personale.

«Le arti marziali servono prima di tutto a questo: imparare a difendersi, conoscere se stessi, rafforzare il carattere. Ti insegnano disciplina e ti aiutano anche nella vita di tutti i giorni e a scuola.»

Parole che restituiscono il significato più autentico dello sport, quello capace di formare persone ancora prima che atleti.

Una palestra che educa

Nel suo racconto emerge con forza anche il valore della scuola sportiva in cui è cresciuta, la Scuola Taekwondo Genova (realtà di livello Nazionale ed Internazionale del Maestro Pietro Fugazza), che considera una vera famiglia.

Un ambiente nel quale non si impara soltanto a combattere, ma anche a costruire relazioni, affrontare le difficoltà, gestire le emozioni e scoprire i propri limiti per superarli.

«È un modo per sfogare lo stress, fare nuove amicizie e conoscere meglio se stessi.»

Non è difficile capire perché Lucrezia parli del taekwondo con gli occhi che si illuminano. Dietro quella passione c’è un percorso costruito giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento.

E dietro ogni percorso importante c’è sempre qualcuno che accompagna i giovani nella loro crescita.

Lucrezia non dimentica mai di ricordare infatti il lavoro del suo maestro Fugazza e dei tecnici della Nazionale, figure che hanno saputo seguirla con competenza, ma soprattutto con passione.

«Dietro ogni medaglia c’è tanto lavoro. Ci sono gli allenamenti quotidiani, anche quando avresti voglia di restare a casa perché devi studiare. E poi c’è il lavoro svolto con i tecnici della Nazionale e con i compagni di squadra, che mi hanno aiutata tantissimo a migliorare.»

Parole che restituiscono il volto più bello dello sport: quello degli educatori che, con pazienza e dedizione, accompagnano i ragazzi lungo un cammino fatto non solo di vittorie, ma soprattutto di crescita.

Il valore del sacrificio

Allenarsi ogni giorno, affrontare competizioni internazionali e allo stesso tempo mantenere un eccellente percorso scolastico non è semplice.

Eppure Lucrezia ci riesce.

Lo sport, anziché sottrarre tempo allo studio, sembra averle insegnato proprio ciò che serve per affrontarlo: organizzazione, disciplina e capacità di concentrazione.

In fondo è il significato più autentico del celebre principio latino Mens sana in corpore sano: una mente allenata cresce insieme a un corpo allenato.

Studentessa del liceo linguistico, studia inglese, spagnolo e cinese, una lingua scelta proprio perché diversa, complessa e affascinante.

«All’inizio sembrava difficile, poi mi sono appassionata. Mi piacerebbe continuare a studiarla e magari andare un giorno in Cina.»

Una curiosità che racconta una ragazza desiderosa di conoscere il mondo, senza smettere mai di mettersi alla prova.

Un medagliere che parla di futuro

Lucrezia Maloberti con la medaglia
Lucrezia Maloberti con la medaglia

Negli ultimi anni i risultati sono arrivati uno dopo l’altro.

La vittoria ai Campionati Italiani Juniores cinture nere, l’esperienza ai Campionati Mondiali in Uzbekistan, l’esordio agli Europei Senior a Monaco di Baviera, arrivando a un soffio dal podio, la partecipazione al prestigioso Grand Prix di Roma e, infine, la splendida medaglia d’oro conquistata a Sarajevo.

Traguardi importanti, raggiunti in un’età in cui molti ragazzi stanno ancora cercando la propria strada.

Per Lucrezia, invece, ogni medaglia rappresenta semplicemente un nuovo punto di partenza.

All’orizzonte ci sono già nuove competizioni internazionali, nuovi obiettivi e quel sogno che accomuna ogni atleta.

«Spero di arrivare alle Olimpiadi.»

Una frase pronunciata con naturalezza, senza presunzione, ma con la consapevolezza che i sogni, quando vengono sostenuti dal lavoro quotidiano, possono trasformarsi in progetti concreti.

La forza della famiglia e degli amici

Lucrezia Maloberti-Campionessa di taekwondo
Lucrezia Maloberti-Campionessa di taekwondo

Nel racconto trovano spazio anche gli affetti.

La famiglia è sempre presente, così come gli amici che, quando possono, la seguono nelle competizioni.

Lucrezia ricorda con emozione i Campionati Italiani disputati a Genova, quando alcune compagne di classe si presentarono con trombette e striscioni per tifare soltanto per lei.

Un gesto semplice, ma capace di trasformare una gara in un ricordo indelebile.

Perché nessun traguardo importante si raggiunge davvero da soli.

Oltre il tatami

Quando gli allenamenti diminuiscono, Lucrezia continua a coltivare le sue tante passioni.

Legge, disegna, cucina, ama viaggiare, pratica altri sport e, soprattutto, studia violino, percorso che proseguirà in Conservatorio.

Una ragazza curiosa, instancabile, che riesce a trovare il tempo per tutto grazie a una qualità sempre più rara: la voglia di imparare.

Ed è forse proprio questa la sua dote più preziosa.

Non la medaglia d’oro.

Non le convocazioni in Nazionale.

Ma quella capacità di guardare ogni nuova esperienza come un’opportunità di crescita.

Il futuro è già cominciato

Lucrezia Maloberti
Lucrezia Maloberti

In un tempo in cui troppo spesso si parla dei giovani mettendone in evidenza fragilità e difficoltà, storie come quella di Lucrezia ricordano quanto valore ci sia nelle nuove generazioni quando vengono accompagnate da famiglie presenti, insegnanti appassionati e maestri capaci di educare prima ancora che allenare.

Lo sport, vissuto con equilibrio e passione, diventa allora molto più di una competizione: è una palestra di vita. Insegna il rispetto, il sacrificio, il controllo delle emozioni e la capacità di rialzarsi dopo ogni sconfitta.

Lucrezia è già una splendida promessa del taekwondo italiano. Ma, ascoltandola parlare, si comprende che la medaglia più importante non è quella che porta al collo.

È la persona che sta diventando.

E se il futuro appartiene ai giovani che sanno coltivare i propri talenti con umiltà, passione e perseveranza, allora il suo è già iniziato. E ha tutte le caratteristiche per essere luminoso, non solo nello sport, ma anche nella vita.

Giorgia Cadenasso


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