LAMPEDUSA (AGRIGENTO) (ITALPRESS) – “Stiamo vivendo momenti di ansia, trepidazione e gioia: tanti sentimenti contrastanti, nei quali però prevale la gioia, aspettando l’incontro con il Santo Padre”. La sua visita qui “è un segnale e noi lo viviamo con un grande senso di gratitudine, oserei dire anche di privilegio, per quello che rappresenta l’isola di Lampedusa, per quello che si è fatto e si fa nei confronti dei migranti. Per cui, oltre alla gioia, c’è questa gratitudine nei confronti della Chiesa per questo piccolo lembo di terra che è Lampedusa”. Così all’Italpress don Carmelo Rizzo, parroco di Lampedusa da cinque anni, che descrive l’attesa per la visita di Papa Leone XIV, che arriverà domani nell’Isola delle Pelagie tredici anni dopo Papa Francesco. Una visita breve ma che assume comunque un grande significato perché il Pontefice toccherà i luoghi simbolo dell’isola e del dramma delle migrazioni.
“Il fenomeno migratorio ha attraversato diverse fasi – spiega don Carmelo Rizzo -. All’inizio, nel 2011, l’isola è stata presa d’assalto e gli arrivi erano davvero massicci. Lampedusa si è trovata a improvvisare la gestione del fenomeno, affrontandolo in maniera spontanea. Tutti gli isolani davano da mangiare, aprivano le proprie case. Poi, man mano che il tempo passava, ci siamo organizzati. Sono arrivate le cooperative, il centro di accoglienza, le varie associazioni, la Croce Rossa e tante altre realtà. Oggi il sistema è abbastanza organizzato ed è gestito principalmente dalla Croce Rossa”. Adesso i migranti “vengono subito trasferiti, perché questo è un centro di primissima accoglienza. La permanenza dura generalmente 24 ore, con un massimo di 48”.
E oggi l’auspicio è che questo viaggio si colleghi a ciò che ha rappresentato per l’Isola la visita di Papa Francesco nel 2013. “I toni di Papa Francesco sono stati schietti – ricorda -. Ha utilizzato quell’espressione rimasta impressa, la ‘globalizzazione dell’indifferenza’, di un mondo che pensa a se stesso e non si cura degli altri. Credo che Papa Leone sia sulla stessa scia. Ha utilizzato un’altra espressione altrettanto forte, nel videomessaggio che ha voluto lasciare all’isola annunciando la visita: ‘Speriamo che non si passi dalla globalizzazione dell’indifferenza alla globalizzazione dell’impotenza’. È questo che ci auguriamo e credo che il Papa dirà qualcosa in merito”, conclude.
CRI “DA INIZIO ANNO 8 MILA ASSISTITI,DIETRO NUMERI STORIE E SOFFERENZA”
“La situazione è molto tranquilla: attualmente ci sono un centinaio di persone ospitate, mentre un’altra sessantina è partita per il trasferimento verso la Sicilia questa mattina. Le attività proseguono regolarmente, con assistenza, informazione e cure alle persone presenti all’interno dell’hotspot”. A fare il punto sulla situazione all’interno dell’hotspot di Contrada Imbriacola a Lampedusa è Francesca Basile, responsabile Migrazioni della Croce Rossa Italiana, in un’intervista all’Italpress. “Qui la gestione della Croce Rossa Italiana è attiva dall’1 giugno 2023 – spiega -. In una fase iniziale si sono registrate situazioni molto particolari, con presenze e arrivi numerosi e un contesto quasi emergenziale. Oggi, però, la situazione è molto cambiata: i numeri degli arrivi sono diminuiti, ma continuiamo a prestare assistenza a tutte le persone ospitate. Dall’1 giugno 2023 a oggi abbiamo assistito oltre 184.000 persone, di cui 8 mila nell’anno in corso”. Purtroppo, i viaggi dei migranti proseguono senza sosta, così come le morti nel Mediterraneo, e “non ci si può abituare a considerarle come un dato ordinario: le persone perdono la vita durante la traversata e anche lungo tutto il percorso migratorio. È importante non fermarsi ai numeri, perché dietro ci sono famiglie che non hanno più notizie dei propri cari e che probabilmente non le avranno mai. Come Croce Rossa siamo impegnati anche in questo, nel tentativo di restituire speranza o almeno un nome ai morti in mare, per chiudere, per quanto possibile, il cerchio di dolore delle famiglie”.
Sono una ventina, cattolici ma non solo, i migranti che domani al molo Favaloro incontreranno il Pontefice. “Abbiamo voluto inserire anche persone di altre professioni religiose che sono felicissime di poter incontrare il Santo Padre proprio per esprimere la loro gratitudine al Paese che li sta accogliendo“. L’incontro con Papa Leone XIV, sarà a margine della sua visita nell’isola dalla forte valenza simbolica. Il Santo Padre, infatti, toccherà i luoghi simbolo dell’isola e del dramma delle migrazioni. Un momento che “vivono con grande emozione – prosegue -. Per loro “è un grande onore”. Alla domanda su cosa vorrebbero chiedere al Papa, hanno risposto “di pregare per loro, esprimendo il desiderio di rinascita e di iniziare una nuova vita. Sono ragazzi e ragazze giovani che vogliono ricominciare, studiare, imparare un mestiere e seguire i propri sogni. La parola che emerge più spesso è “sicurezza”: vogliono sentirsi sicuri e al sicuro“, conclude.
ARCIVESCOVO AGRIGENTO “VISITA PAPA LEONE NEL SEGNO ACCOGLIENZA”
“Questa è la seconda visita di un Pontefice a Lampedusa. Entrambe sono legate da un filo conduttore: l’attenzione ai popoli in cammino, ai migranti. Io temo questa parola perché si corre il rischio che diventi una categoria tra le altre e quindi si spersonalizza ciò che avviene: una massa anonima, i migranti. Ecco, Papa Francesco prima e domani Papa Leone ci ricordano con la loro visita che i migranti sono persone che hanno una storia, delle relazioni, dei sentimenti, degli affetti che bruscamente hanno dovuto abbandonare. Portano con loro questo fardello, questo peso. E allora insisto in questa riflessione: i migranti bisogna guardarli negli occhi prima di catalogarli, e questo ricorda in modo potente la visita dei Papi”. Lo ha detto l’arcivescovo di Agrigento, Alessandro Damiano, incontrando la stampa. “Contemporaneamente ricorda che visitano questa comunità lampedusana nel segno dell’accoglienza, che ha una storia lunga, fatta di disponibilità degli abitanti, ma anche una storia legata a questi popoli che si muovono perché fuggono. Un porto salvo che è diventata, per collocazione geografica e per i movimenti migratori, una salvezza per tanti di questi uomini e queste donne. Questa comunità ha saputo accoglierli con prossimità, nello stile del Samaritano, curando le ferite, vestendoli, rifocillandoli. Una prossimità molto concreta che va riconosciuta a questa comunità”, ha aggiunto.
“Papa Leone è ritornato su questa questione del movimento dei popoli che non sono in gita, ma fuggono da situazioni di persecuzione, di carestia, cercano una vita migliore, come i nostri padri, che hanno cercato una vita migliore. Ogni uomo e ogni donna ha il diritto di cercare un futuro migliore. Il percorso che farà il Papa al cimitero per un momento di preghiera personale me lo raffiguro come l’immagine di dare una carezza a quegli uomini, donne, bambini che sono lì, che sono stati accolti in questo cimitero e lì riposano”. “Lì è finito il loro viaggio. Lì si sono infrante le loro speranze di domani. E quando sono morti non hanno ricevuto una carezza, sono morti in modo drammatico, e il Papa restituisce loro una carezza mancata. Poi si trasferirà alla Porta d’Europa e al Molo Favaloro dove incontrerà due famiglie, poi un gruppo di migranti al momento ospiti nell’hotspot Lampedusa. Saranno incontri con i vivi per i quali questa isola è diventata un trampolino di lancio”, ha aggiunto.
“La visita del Papa avviene in un contesto che diventa sempre più ostile nei confronti dei migranti, attraverso proposte legislative che rendono sempre più difficoltosa l’accoglienza. Perché l’accoglienza è una faccenda seria, non solo dal punto di vista della carità ma anche della crescita dei popoli e della maturità circa la dignità umana, che non fa preferenza di persone perché tutte le persone hanno la stessa dignità. Sono visite profetiche queste qua, non nel senso di prevedere il futuro: azione profetica è leggere il presente con gli occhi di Dio. E a noi questo sguardo sembra essere smarrito. Tutto questo dicono queste visite in tempi diversi, con lo stesso obiettivo: la dignità umana va sempre salvaguardata, chi sta morendo in mare va sempre salvato”, ha concluso.
– Foto col3/Italpress –
(ITALPRESS).
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Agenzia di Stampa Italpress
Source link




