via alla fase operativa e termine dei lavori nel 2030 – OrvietoLife


La complanare di Orvieto compie un nuovo passo avanti. Nella Sala Consiliare del Comune è stato presentato il progetto definitivo del primo lotto del secondo stralcio dell’infrastruttura, approvato dalla Giunta comunale il 29 giugno dopo la sottoscrizione della convenzione tra il Comune e la Regione Umbria. Contestualmente è stato illustrato anche il tracciato del secondo lotto, destinato a completare il collegamento fino alla Strada Provinciale 44 del Piano.

Alla conferenza stampa hanno preso parte il sindaco Roberta Tardani, l’assessore ai Lavori Pubblici Piergiorgio Pizzo, il dirigente del Settore Tecnico Rocco Olivadese, Luca Gnagnarini della sezione Patrimonio ed Emanuela Di Bartolomeo dell’Ufficio amministrativo Lavori Pubblici.

L’opera viene indicata dall’amministrazione comunale come una delle infrastrutture più importanti per Orvieto degli ultimi decenni. L’obiettivo è duplice: creare un collegamento diretto con l’area produttiva di Fontanelle di Bardano e alleggerire il traffico pesante che oggi attraversa Orvieto Scalo e Sferracavallo, con benefici attesi in termini di sicurezza stradale, qualità della vita e riduzione dell’inquinamento.

Nel corso della presentazione è stato ripercorso l’iter amministrativo che ha portato all’approvazione del progetto. Un percorso iniziato nel 2019 con l’affidamento dello studio di fattibilità e proseguito attraverso varianti urbanistiche, conferenze dei servizi, aggiornamenti progettuali e adeguamenti normativi, necessari anche per mantenere i finanziamenti ottenuti.

Il primo lotto del secondo stralcio prevede la realizzazione di circa 3,3 chilometri di nuova viabilità per un investimento complessivo di 14,5 milioni di euro. Di questi, 12,9 milioni provengono dai Fondi per lo Sviluppo e la Coesione assegnati dal Governo nel 2023, mentre il Comune contribuirà con 500 mila euro di avanzo di amministrazione e con 1,1 milioni finanziati attraverso un mutuo con Cassa Depositi e Prestiti, la cui restituzione inizierà dal 2030.

Il nuovo asse viario prenderà avvio dalla rotatoria di Ponte Pertini, costeggerà l’autostrada A1, supererà il Fosso Albergo La Nona mediante un ponte a campata unica di circa 42 metri e raggiungerà la Strada di Cardeto, nell’area di Pian dei Poveri, dove si collegherà con la viabilità esistente.

Illustrato anche il cronoprogramma dell’opera. Dopo l’approvazione del progetto partiranno le procedure di esproprio, cui seguirà l’appalto integrato per la progettazione esecutiva e la realizzazione dei lavori, previsto nella seconda metà del 2026. L’apertura del cantiere è fissata per il primo semestre del 2027, mentre la conclusione è programmata entro la seconda metà del 2030.

Durante l’incontro è stato presentato anche il progetto del secondo lotto, lungo circa 1,1 chilometri, che consentirà di completare la complanare fino alla SP 44 del Piano. Il tracciato prevede tre nuovi sottopassaggi alle infrastrutture ferroviarie e autostradali e la realizzazione di due rotatorie di collegamento.

“È un risultato importante ottenuto al termine di un percorso lungo e complesso”, ha sottolineato l’assessore ai Lavori Pubblici Piergiorgio Pizzo. “Oggi disponiamo di un primo lotto completamente finanziato, di una convenzione che scandisce tempi precisi e di un livello progettuale avanzato anche per il completamento dell’opera. Ora la sfida sarà reperire le risorse necessarie per il secondo lotto”.

Pizzo ha ricordato come uno dei momenti decisivi sia arrivato alla fine del 2024, quando la Regione subordinò l’erogazione dei finanziamenti statali alla predisposizione del progetto dell’intero collegamento. La prima soluzione tecnica, basata sul riutilizzo degli attraversamenti esistenti dell’autostrada e della ferrovia, non ricevette il via libera regionale, rendendo necessario elaborare un nuovo tracciato con tre nuovi attraversamenti, decisamente più oneroso. “Questa revisione ha comportato circa un anno di lavoro aggiuntivo”, ha spiegato l’assessore, che ha lanciato un appello anche alle forze di opposizione affinché sostengano, insieme all’amministrazione, la ricerca dei finanziamenti indispensabili per completare l’infrastruttura. Parallelamente, il Comune punta a riaprire il confronto con la Regione per valutare nuovamente la soluzione originaria, ritenuta economicamente meno impegnativa.

L’assessore ha inoltre motivato la scelta di ricorrere al mutuo per la quota comunale. “Dal 2029 scadranno i Boc e si libereranno circa tre milioni di euro all’anno che potrebbero consentire di evitare l’attivazione del mutuo prevista per il 2030. Nel frattempo potrebbero anche aprirsi nuove opportunità di finanziamento”.

Per il sindaco Roberta Tardani l’approvazione del progetto rappresenta «un passaggio fondamentale che rende finalmente concreta un’opera attesa da anni». La prima cittadina ha evidenziato come la complanare sia destinata a migliorare sia la qualità della vita dei residenti, riducendo il traffico pesante nei quartieri, sia la competitività dell’area industriale grazie a collegamenti più efficienti.

“Presentiamo un progetto completo, frutto di un lavoro lungo e complesso svolto insieme a tutti gli enti coinvolti”, ha affermato, ricordando il ruolo svolto dal Governo e dalla precedente Giunta regionale nell’inserire l’opera tra quelle strategiche finanziate con i Fondi di Coesione.

Tardani ha infine collocato la complanare all’interno di una strategia più ampia di investimenti che negli ultimi anni ha interessato infrastrutture, sanità, scuola, rigenerazione urbana, turismo e servizi. “Sappiamo bene che amministrare significa assumersi responsabilità, affrontare difficoltà e trovare soluzioni. È molto più semplice limitarsi a descrivere i problemi o alimentare sfiducia. A noi gli orvietani hanno scelto di dare la responsabilità di governare la città e quindi ci muoviamo su una strada diversa. Per questo diciamo che la narrazione che descrive una città immobile o senza prospettive è una falsità perché i fatti dicono altro. Raccontano una città che ha recuperato credibilità istituzionale, che riesce ad attrarre investimenti cospicui, a sbloccare opere rimaste ferme per anni e a costruire opportunità che fino a poco tempo fa sembravano irraggiungibili. La Casa di comunità aperta in Piazza Duomo sarà un valore aggiunto per la città, riporta servizi ed economia nel centro storico in controtendenza a quanto avviene altrove, con il Pnrr abbiamo intercettato tutte le linee di finanziamento e con lo spostamento dei fondi ottenuto dal Ministero completeremo anche il Cepol di Orvieto scalo. Siamo pienamente consapevoli delle difficoltà che caratterizzano i territori delle aree interne: lo spopolamento, la necessità di creare lavoro, il bisogno di servizi sempre più efficienti. Proprio per questo riteniamo che la risposta non possa essere il disfattismo, ma una visione accompagnata da interventi concreti che abbiamo realizzato e che porteremo avanti nei prossimi anni. Stiamo costruendo scuole, ospedali, infrastrutture, impianti sportivi, servizi. Questo è quanto lascerà in eredità alla città questa amministrazione e questa è la nostra soddisfazione più grande”.




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 Francesco Tommasi

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