Giornata memorabile in Val di Fiemme per la nazionale italiana di volley maschile. Gli azzurri si sono sfidati a colpi di canederli nelle cucine dello Chalet 44, nella Ski Area Bellamonte Alpe Lusia. La super giuria ha premiato il team capitanato dallo chef Alessandro Vinante.
L’inedita sfida si è svolta al cospetto delle vette del Lagorai e delle Pale di San Martino. In una cornice di grande fascino, capitan Simone Giannelli e compagni si sono confrontati in una partita fatta di manualità, tradizione e gusto. A pochi mesi dai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, che in Val di Fiemme hanno visto svolgersi le competizioni di sci nordico e biathlon paralimpico, è andata in scena un’altra grande prova.
A giudicare i piatti, una giuria di altissima qualità. Alla guida lo chef stellato Alessandro Gilmozzi. Con lui Maurizio Rossini, amministratore delegato di Trentino Marketing, il presidente di Anef e impianti Bellamonte Luca Guadagnini e il commissario tecnico Fefè De Giorgi, il cui voto ha indirizzato il risultato.
La giornata si inserisce in una consuetudine che si ripete da due decenni. Il Palazzetto dello Sport Árpád Weisz, messo a disposizione dall’Istituto La Rosa Bianca – Weisse Rose di Cavalese, è diventato la casa estiva del volley azzurro. Qui la nazionale ha costruito tutti i suoi principali trionfi.
Il progetto è giunto al quinto quadriennio olimpico. Nasce dalla collaborazione tra l’Azienda per il Turismo Val di Fiemme e Cembra, Trentino Marketing e Fipav. Per l’occasione è stato fondamentale il supporto della Ski Area Bellamonte Alpe Lusia, che ha permesso l’apertura straordinaria degli impianti per il team italiano.
La squadra azzurra si è presentata al gran completo. In campo 42 protagonisti, tra atleti e staff tecnico, divisi in quattro squadre composte a sorte. Ogni team era capitanato da uno chef di primo livello: Luca Caviola del Ristorante Orso Grigio di Cavalese, Danilo Mich del Ristorante Le Migole di Tesero, Alessandro Vinante dell’Enobistrot Welponer di Cavalese e Antonio Lepore dell’Hotel La Roccia di Cavalese.
Ogni gruppo ha preparato quattro diversi tipi di canederli. Le ricette proposte erano i “canederli alle erbe di prato con cuore di Formaggio Fiemme Riserva, Olio del Garda e Noci del Bleggio”, i “canederli dolce di ricotta”, i “canederli di speck con fonduta al Trentingrana” e il “canederlo ribelle” con speck, formaggio Rebel de Fiemme e un originale pane nero.
Ricette che raccontano un territorio intero, quello della Val di Fiemme e del Trentino. Una sfida non facile per cuochi provetti, ancora meno per atleti non specializzati nel ramo. L’ingrediente segreto è stato la capacità di fare gruppo. Al termine della prova la parola è passata alla giuria, che ha incoronato la squadra dello chef Alessandro Vinante.
Non sono mancate risate e qualche difficoltà, nel confrontarsi con la precisa arte del “fare i canederli”. Ma anche questa è una chiave di lettura della giornata. Uscire dalla comfort zone porta spesso benefici, come sa bene il ct Fefè De Giorgi.
L’appuntamento dedicato al team building e al legame con il territorio è ormai fisso nell’estate azzurra. In passato i campioni hanno affrontato curling, rafting, sfide “olimpiche”, mountain bike e orienteering. Sempre col sorriso, ma con quella connotazione agonistica che non può mancare in atleti di primissimo livello.
Il concetto è ribadito da Maurizio Rossini. «La presenza del volley azzurro in Val di Fiemme è una storia costruita nel tempo: due decenni di continuità e un percorso giunto al quinto quadriennio olimpico di collaborazione. Alla base di questa sinergia ci sono strutture di qualità e competenze organizzative che permettono agli atleti di trovare qui in Trentino condizioni ideali per allenarsi e prepararsi al meglio in una stagione particolarmente ricca di impegni internazionali. In questa giornata, la Nazionale Italiana maschile di volley ha vissuto un momento di condivisione speciale: dopo le esperienze degli anni scorsi con rafting, mountain bike, orienteering e sfide “olimpiche”, anche i prodotti della tradizione culinaria trentina quest’anno sono diventati un’opportunità per rafforzare lo spirito di squadra, in un pomeriggio di team building all’insegna del divertimento e del legame con il territorio, a cui hanno partecipato atleti, allenatori e staff».
Sul legame tra campioni e territorio interviene anche Paolo Gilmozzi, presidente dell’APT Fiemme e Cembra. «Il canederlo è uno dei simboli della tradizione culinaria di tutto il Trentino e forse non c’è piatto migliore per evidenziare il perfetto amalgama di ingredienti diversi capaci di dare vita ad un prodotto unico. Una giornata che parla di capacità di fare gruppo, di unire diversi ingredienti ma anche di trovare le giuste abilità, di sinergia tra gli elementi della singola squadra, capaci di fare rete e di lavorare nella stessa direzione. Sono in fondo gli stessi concetti che da decenni fanno sì che l’intero nostro territorio sia pronto a mettersi a disposizione per garantire alle nazionali azzurre le migliori condizioni di allenamento e di lavoro durante i ritiri in Val di Fiemme, valle olimpica davvero capace di infondere un benessere a cinque cerchi».
Dopo la sfida ai fornelli, l’estate azzurra in Val di Fiemme prosegue tra un appuntamento e l’altro della Nations League. Questa fase di allenamento si concluderà il 10 luglio, con un altro stage in programma tra il 13 e il 19 luglio. Dal 28 luglio al 7 agosto il Palazzetto Árpád Weisz ospiterà anche le azzurre campionesse olimpiche e mondiali.
Per entrambe le formazioni l’appuntamento clou dell’estate sarà quello dei Campionati Europei. La competizione femminile si terrà tra il 21 agosto e il 6 settembre, con la fase finale a Istanbul. Il torneo maschile è in programma tra il 9 e il 26 settembre, con le finali a Milano.
L’Italia va a caccia di altri successi, per arricchire un palmares dalle dimensioni epocali. Un percorso cresciuto anche grazie al lavoro in Val di Fiemme, terra da sempre legata allo sport. Tra febbraio e marzo Tesero e Predazzo hanno ospitato i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, assegnando i titoli olimpici dello sci nordico e paralimpici di fondo e biathlon. La valle è la terra dei tre mondiali di sci nordico (1991, 2003 e 2013), di centinaia di gare di Coppa del Mondo, della Marcialonga di Fiemme e Fassa e di tanti campioni dello sport che qui hanno coltivato i loro successi.
Foto: a.p.t Fiemme e Cembra
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Guido Brigadoi
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