Trump ammette le pressioni a Infantino, ma il Belgio le rispedisce al mittente: USA sconfitti 4-1


Il risultato del campo pone fine (momentaneamente) alla polemica sul “caso Balogun” che ha incendiato il clima attorno ai Mondiali 2026 nelle ultime 36 ore. Il Belgio ha infatti battuto 4-1 gli USA nella partita degli ottavi di finale, strappando un pass per i quarti che li vedrà impegnati contro la Spagna (vincente contro il Portogallo).

Uno “score” netto, sancito dalla rete finale del bomber Lukaku, che ha esultato senza filtri, mimando con la mano il gesto delle chiacchiere, indicando platealmente col dito verso la tribuna autorità e ballando con i suoi compagni, a mo’ si sfottò, la “Trump dance“.

Il “caso Balogun” in breve

Tutto bene quel che finisce bene… insomma. Sicuramente il “caso Balogun” è destinato ad avere strascichi fino alla finale del 19 luglio e anche una volta terminata la Coppa del Mondo di USA, Canada e Messico.

Per riassumere quanto accaduto, Balogun, attaccante degli USA, nel match dei sedicesimi contro la Bosnia è stato espulso per un fallo commesso sull’avversario Muharemovic (irregolarità dubbia, ma che è stata sanzionata col rosso dopo il richiamo dell’arbitro al VAR).

Il fallo di Balogun

Nella serata di domenica 5 luglio 2026, però, la Commissione Disciplinare della FIFA, ai sensi dell’articolo 27 del FDC, ha deciso di sospendere la squalifica dell’espulsione di Balogun per un periodo di un anno. Per questo motivo, il calciatore statunitense è stato schierato titolare nella partita contro il Belgio (anche se da prassi un giocatore che ha ricevuto un rosso non può scendere in campo nella partita successiva).

Le conseguenze di questa decisione, che mai si era verificata nella storia dei Mondiali di calcio (era accaduta invece in poche occasioni in altre competizioni), rischiano ora di scaldare gli animi, dato che il precedente creato dagli Stati Uniti potrebbe spingere le altre Federazioni a chiedere sospensioni di squalifiche anche per loro giocatori (ad esempio, la Francia ha già chiesto che venga sospeso il giallo preso erroneamente da Olise contro il Paraguay, mentre l’Inghilterra sta valutando di fare la stessa cosa per il rosso subito dal difensore Quansah contro il Messico).

Le pressioni di Trump a Infantino

Ma il carico da novanta sul “caso Balogun” è stato messo ovviamente dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che fin da subito aveva commentato su Truth la scelta della FIFA con queste parole:

Grazie alla FIFA per aver fatto la cosa giusta e per aver posto fine a una grande ingiustizia!“.

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Donald Trump, Presidente degli USA

Una dichiarazione che subito ha alimentato le speculazioni sulle pressioni messe dal capo della Casa Bianca al Presidente della FIFA Gianni Infantino, le quali sono state confermare da indiscrezioni del New York Times e di altre testate giornalistiche.

A trasformare le voci in un fatto assodato è stato però lo stesso Trump, che in una conferenza stampa nello Studio Ovale, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha dichiarato:

Non sapevo nemmeno che diavolo fosse un cartellino rosso, poi ho scoperto che significa che non puoi giocare nella prossima partita. Allora ho detto: Stai scherzando! Balogun è il nostro miglior giocatore. Come lo penalizzi per una partita che non è stata ancora giocata? Quindi ho detto: Penso che questa decisione dovrebbe essere riesaminata“.

Gianni Infantino, invece, interpellato sulla faccenda, ha risposto così:

Gli organi giudiziari della FIFA sono indipendenti. Operano in autonomia, applicano il Codice Disciplinare della FIFA e decidono i casi sulla base delle normative applicabili e dei fatti specifici che si presentano loro.

Gianni Infantino, Presidente della FIFA

Sì, discuto regolarmente con il Presidente degli Stati Uniti di questioni relative alla Coppa del Mondo FIFA e, a tal proposito, ho ricevuto una telefonata dal Presidente Donald Trump, così come ricevo telefonate da capi di Stato, funzionari governativi, operatori del settore calcistico e dirigenti d’azienda di tutto il mondo su diverse questioni. Durante la nostra conversazione, ho spiegato che era in corso un procedimento legale che coinvolgeva gli organi giudiziari indipendenti della FIFA e che il caso sarebbe stato deciso a tempo debito dagli organi competenti.

Leggo le decisioni del Comitato Disciplinare della FIFA quando vengono pubblicate. A volte ne sono sorpreso. A volte sono d’accordo, a volte no. Ciò che faccio sempre, tuttavia, è rispettare tali decisioni e l’autonomia degli organi che le prendono”.

Tra le principali contestazioni alla decisione della FIFA sulla sospensione dell’espulsione a Balogun, oltre ai duri comunicati della Federazione del Belgio, che ha agito anche con un ricorso, c’è stata quella della UEFA, principale organismo europeo del mondo del calcio, presieduto da Aleksandar Ceferin.

La decisione ha superato il limite. Il calcio, come qualsiasi altro sport, si basa su regole, che sono alla base di una competizione equa, onesta e trasparente. A volte le regole sono soggette a interpretazione. In questo caso no. La squalifica automatica minima di una partita a seguito di un cartellino rosso non è una facoltà discrezionale e non richiede la decisione di un organo competente per essere emanata. È un principio sancito dal regolamento, che non può essere oggetto di eccezioni, tanto meno nel bel mezzo di un torneo in cui diversi altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la loro squalifica.

Quando la certezza delle regole non è più garantita dai suoi custodi, l’integrità del gioco è a rischio e la credibilità della competizione viene compromessa. Allo stesso modo, una tale decisione crea un precedente nel torneo in corso, dove situazioni simili richiederanno un trattamento equo, a discapito della competizione stessa. Il calcio è lo sport più amato al mondo perché è un gioco bellissimo e gode di fiducia perché viene praticato ovunque con le stesse regole. Un torneo non è mai un evento isolato e, se il torneo in questione è la Coppa del Mondo, ha il potere di generare conseguenze positive o negative sull’intero panorama calcistico. Esprimiamo la nostra incredulità di fronte a una decisione così senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile“.




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 Alessandro Balconi

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