Localizzazione nuovo ospedale, passa la linea del “Pugliese”: il Consiglio vota, ma senza unità


Dopo oltre cinque ore di confronto, il Consiglio comunale di Catanzaro ha messo nero su bianco la propria posizione sul futuro del nuovo ospedale cittadino, ma lo ha fatto senza quella compattezza istituzionale che in molti avevano auspicato.

La mozione che indica come sede preferenziale l’area compresa tra gli attuali presìdi Pugliese e Ciaccio è stata approvata con 17 voti favorevoli e 11 astensioni, chiudendo una delle sedute più lunghe e politicamente più divisive degli ultimi anni. Il voto consegna un indirizzo chiaro all’assemblea, ma fotografa anche una città politicamente spaccata su una delle scelte più strategiche per il suo futuro sanitario.

La richiesta di convocazione del Consiglio, formalizzata il 2 luglio e sottoscritta da diversi consiglieri comunali, prendeva le mosse dal mancato svolgimento della seduta convocata nel giugno 2025 per assenza del numero legale e dall’impossibilità, nonostante una serie di riunioni con il sindaco e tutti i gruppi consiliari, di arrivare a un documento condiviso. Da qui la decisione di riportare la questione in aula con una mozione che impegnava il Consiglio a recepire la localizzazione del nuovo ospedale nell’area tra Pugliese e Ciaccio, a fare il punto sulle risorse disponibili, sul secondo Pronto soccorso del Mater Domini e sullo stato delle Case di comunità finanziate con il Pnrr.

L’esito era in parte prevedibile, ma non il modo in cui è maturato. A differenza di quanto avvenuto circa dieci anni fa, quando sul tema si registrò una sostanziale convergenza, questa volta la politica cittadina non è riuscita a presentarsi con una posizione unitaria. Al contrario, il dibattito ha evidenziato profonde fratture sia nel centrodestra sia nel centrosinistra, con partiti e gruppi consiliari divisi al proprio interno e con un fronte favorevole alla mozione costruito attraverso convergenze trasversali, insolite sul piano politico ma determinanti ai fini del voto finale.

Sul tavolo restano due visioni contrapposte della sanità catanzarese, mentre si attende ancora il parere del Politecnico di Milano incaricato dalla Regione. Da una parte c’è chi sostiene il mantenimento del nuovo ospedale nell’area del Pugliese-Ciaccio, ritenendo essenziale evitare lo svuotamento di un intero quadrante urbano; dall’altra chi continua a ritenere Germaneto la soluzione più coerente con un moderno polo sanitario integrato, capace di servire l’intera Calabria.

Al termine della maratona consiliare ha prevalso la linea favorevole al Pugliese, sostenuta da esponenti della maggioranza, del gruppo Misto, da consiglieri di Cambiavento, da Fratelli d’Italia e da alcuni rappresentanti di Forza Italia, mentre il resto dell’assemblea – tra cui Partito Democratico, parte di Forza Italia, Lega e Noi Moderati – ha scelto la strada dell’astensione.

Il dibattito

Dopo oltre cinque ore di confronto, il sindaco Nicola Fiorita è stato l’ultimo a prendere la parola, rivendicando la scelta di lasciare al Consiglio comunale il compito di esprimersi su una decisione destinata a segnare il futuro della città. «Ho sempre ritenuto che dovesse essere il Consiglio comunale, e non il sindaco, ad assumersi la responsabilità di esprimere una posizione politica», ha affermato. «La normativa attribuisce al commissario per la sanità poteri straordinari, ma proprio per questo il voto dell’Aula assume un valore politico ancora più forte, perché rivendica il diritto della città di far sentire la propria voce». Il primo cittadino ha ricordato il tentativo di mediazione portato avanti negli ultimi mesi e l’occasione persa un anno fa con il Consiglio comunale aperto che non si tenne. «Ho cercato una posizione il più possibile condivisa perché Catanzaro è più forte quando si presenta unita davanti alla Regione. Purtroppo il confronto arriva in ritardo e senza certezze sui finanziamenti e sullo studio del Politecnico di Milano». Pur riconoscendo che sarebbe stato preferibile un percorso diverso, Fiorita ha spiegato il proprio voto favorevole: «Non decidere sarebbe un grave errore. Oggi, tra presente e futuro, ritengo venga prima la tutela di ciò che esiste. Non possiamo svuotare il Pugliese senza sapere quali risorse e quali garanzie accompagneranno il suo futuro».

Ad aprire il confronto è stato Rosario Mancuso (Gruppo Misto), che ha invitato a superare la contrapposizione tra Pugliese e Germaneto, sostenendo che «non dobbiamo mettere in competizione due realtà che possono invece rafforzarsi reciprocamente». Per Mancuso la soluzione passa attraverso «un grande accordo di programma tra Regione, Comune, Università, Azienda ospedaliera e Anas», capace di costruire una rete sanitaria moderna. «Il nuovo ospedale può trovare collocazione nell’area del Pugliese-Ciaccio, mentre Germaneto deve continuare a svilupparsi come polo universitario e dell’alta specializzazione, con un secondo Pronto soccorso e nuovi spazi dedicati alla ricerca e alla didattica». Il consigliere ha insistito sulla necessità di «pensare a un sistema integrato e non a una guerra tra territori».

Tommaso Serraino (Gruppo Misto) ha invitato il Consiglio a non trasformare il dibattito in una contrapposizione geografica. «La vera domanda non è dove costruire il nuovo ospedale, ma quale sanità vogliamo lasciare ai cittadini e quale modello di città immaginiamo per il futuro», ha affermato. «Prima di assumere una decisione dobbiamo conoscere il modello organizzativo, il numero dei posti letto, le discipline che saranno presenti e attendere le valutazioni del Politecnico di Milano». Da qui la scelta dell’astensione, definita «non una fuga dalle responsabilità, ma una posizione politica di prudenza».

Per Daniela Palaia (Cambiavento) il punto centrale è difendere il ruolo di Catanzaro quale principale hub sanitario della Calabria. «Gli 855 posti letto previsti devono rimanere patrimonio della città e il nuovo ospedale deve nascere nell’area del Pugliese-Ciaccio», ha sostenuto. «Esistono già investimenti importanti, un piano urbanistico coerente e un progetto di rigenerazione che consentirebbe di rafforzare la sanità senza consumare nuovo territorio. Non possiamo disperdere ciò che è stato costruito in decenni».

Della stessa opinione Anna Chiara Verrengia (Fratelli d’Italia), secondo cui «trasferire completamente il nuovo ospedale a Germaneto significherebbe infliggere un colpo durissimo all’economia, ai servizi e alla vita del centro cittadino». Per la consigliera «l’area del Pugliese può invece diventare il fulcro di una grande operazione di riqualificazione urbana, con nuovi parcheggi, una viabilità moderna e servizi capaci di rilanciare l’intero quadrante nord della città».

Generico luglio 2026

Tra gli interventi più seguiti quello di Sergio Costanzo (Forza Italia), che ha ammesso con franchezza: «Se dovessi ragionare soltanto con la testa e guardare alla Catanzaro dei prossimi cinquant’anni probabilmente sceglierei Germaneto». Poi, però, ha spiegato la scelta opposta: «La politica non può limitarsi alle valutazioni tecniche. Attorno al Pugliese si è sviluppato un tessuto economico, sociale e professionale che vive grazie a quell’ospedale. Spostarlo significherebbe accelerare il declino del centro cittadino». E ha concluso con la frase che ha sintetizzato il suo intervento: «Tra la testa e il cuore oggi scelgo il cuore della città».

Valerio Donato (Rinascita) ha ricordato che «il Consiglio comunale non è chiamato a progettare un ospedale ma a esprimere un indirizzo politico sulla localizzazione». Secondo Donato «Catanzaro ha già perso troppe funzioni strategiche negli ultimi decenni e non può permettersi di perdere anche il principale motore economico e sociale della città consolidata». Per questo «la scelta più responsabile resta quella del Pugliese, accompagnata da un grande progetto di rigenerazione urbana».

Per Stefano Veraldi (Azione) «si arriva con enorme ritardo a discutere di una questione che il Consiglio avrebbe dovuto affrontare già da tempo». Il consigliere ha ribadito che «non basta decidere dove costruire il nuovo ospedale: bisogna ottenere dalla Regione garanzie precise sui posti letto, sul piano delle assunzioni e sulle risorse economiche». Per Veraldi «la soluzione più naturale è potenziare il presidio esistente, sfruttando gli spazi tra Pugliese e Ciaccio e migliorando accessibilità, parcheggi e collegamenti».

Di segno opposto l’intervento di Manuela Costanzo (Forza Italia), che ha parlato facendo riferimento alla propria esperienza professionale nel settore sanitario. «Oggi la sanità è divisa tra Pugliese e Germaneto e questo sistema semplicemente non funziona», ha detto. «I pazienti vengono continuamente trasferiti da una struttura all’altra, il Pronto soccorso è sovraffollato, i posti letto sono insufficienti e i reparti lavorano con enormi difficoltà». Secondo Costanzo «costruire un nuovo ospedale mantenendo questo schema significherebbe cristallizzare gli stessi problemi per i prossimi cinquant’anni. Bisogna mettere al centro il paziente e non la nostalgia».

Alessandra Lobello (Forza Italia) ha difeso la scelta della Regione di affidarsi al Politecnico di Milano. «Dopo venticinque anni di discussioni finalmente avremo valutazioni fondate su dati scientifici e non soltanto su posizioni politiche», ha osservato. «Se lo studio dirà che il Pugliese rappresenta la soluzione migliore sarò la prima a sostenerlo, ma oggi ritengo prematuro assumere una posizione definitiva senza avere tutti gli elementi necessari».

Molto critico Eugenio Riccio (Lega), che ha accusato la politica di avere perso troppo tempo. «A Catanzaro si è fatto di tutto per non realizzare il nuovo ospedale», ha dichiarato. «Non possiamo continuare a rinviare. Germaneto dispone già di Università, infrastrutture e collegamenti che meritano una riflessione seria. Il vero errore è non decidere».

Alberto Carpino (Cambiavento) ha posto una domanda destinata a rimanere al centro del confronto: «Presidente Occhiuto, quante risorse ci sono realmente per costruire il nuovo ospedale?». Per Carpino «senza conoscere il quadro finanziario ogni discussione rischia di trasformarsi in propaganda». Il consigliere ha ribadito la preferenza per il Pugliese, «che può diventare il fulcro di una grande rigenerazione urbana», chiedendo però anche «la realizzazione di un nuovo Pronto soccorso a Germaneto per alleggerire la pressione sull’attuale presidio».

Gregorio Buccolieri (Partito Democratico) ha invitato «ad abbandonare le tifoserie» perché «la sfida non è scegliere tra Pugliese e Germaneto, ma costruire una sanità capace di ridurre la mobilità passiva e trattenere i pazienti in Calabria». Da qui la scelta dell’astensione: «Mancano ancora certezze sul progetto complessivo, sulle risorse disponibili e sull’organizzazione della futura rete ospedaliera».

Sulla stessa linea Lea Concolino (Noi Moderati). «La vera domanda non è Pugliese o Germaneto, ma quale scelta garantirà la migliore sanità possibile nei prossimi cinquant’anni», ha affermato. «Il vero patrimonio del Pugliese non sono le mura, ma le donne e gli uomini che ogni giorno vi lavorano con competenza e dedizione. La politica deve decidere, ma sulla base di dati oggettivi e non di contrapposizioni territoriali».

Per Fabio Celia (Gruppo Misto) «il Pugliese-Ciaccio va rafforzato e integrato sempre di più con l’Università Magna Graecia». «Non è una battaglia ideologica o di appartenenza politica. È una scelta di responsabilità per impedire che Catanzaro perda un’altra delle sue eccellenze. La somma delle eccellenze è quella che produce i risultati migliori».

Antonio Barberio (Misto)ha sostenuto che «il dibattito ha preso una direzione sbagliata, concentrandosi soltanto sulla localizzazione». «Prima di decidere dove costruire il nuovo ospedale dobbiamo stabilire quale sanità vogliamo costruire», ha detto. «Servono certezze su posti letto, personale, tecnologie, risorse economiche e destino delle strutture esistenti. Solo così il nuovo ospedale rappresenterà un valore aggiunto e non una semplice sostituzione dell’esistente».

Tra i pochi a sostenere apertamente Germaneto è stato Francesco Assisi (Forza Italia). «Le moderne strutture ospedaliere hanno bisogno di grandi spazi, possibilità di espansione e collegamenti efficienti», ha spiegato. «Germaneto possiede queste caratteristiche e consentirebbe di costruire una vera cittadella della salute. Questo non significa cancellare il Pugliese, che potrebbe continuare a svolgere un ruolo importante attraverso servizi territoriali, riabilitazione e poli specialistici».

Infine Rosario Lostumbo (Gruppo Misto) ha ribadito la posizione già assunta dieci anni fa. «Non essendo un tecnico ho affrontato questo tema con prudenza e responsabilità», ha detto. «Resto convinto che il nuovo ospedale debba rimanere nell’area del Pugliese, ma riconosco che il confronto di oggi ha fatto emergere elementi importanti che dovranno essere approfonditi dagli studi tecnici prima della decisione definitiva».

Nelle dichiarazioni di voto sono intervenuti anche Francesco Passafaro (Forza Italia), che ha definito l’astensione «una scelta di equilibrio in assenza di un quadro tecnico completo», e Vincenzo Capellupo (Cambiavento), che ha ringraziato il sindaco «per il tentativo di costruire una sintesi istituzionale», ribadendo che «Catanzaro è più forte quando riesce a presentarsi unita davanti alla Regione, ma occorre difendere con determinazione il ruolo sanitario del capoluogo».




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 Maria Rita Galati

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