CENSITE OLTRE 300 STRUTTURE E 700 STUDENTI FORMATI
Righini: “Numeri e attività che certificano Il Lazio come Regione Gluten Free”
Roma, 21 luglio 2026 – Sei istituti alberghieri coinvolti, circa 700 studenti formati, oltre 80 attività di ristorazione coinvolte, due convegni medico-scientifici con 200 partecipanti e una rete di iniziative territoriali dedicate a informazione, consulenza e sicurezza alimentare.
Sono i principali risultati del progetto “Lazio senza glutine: inclusione, formazione e informazione”, presentati oggi presso il Consiglio regionale del Lazio durante la conferenza stampa organizzata da AIC Lazio APS, con la partecipazione dei rappresentanti della Regione, del Consiglio regionale, di ARSIAL e di medici e ricercatori esperti nella gestione della celiachia.
Il progetto, promosso da Regione Lazio e ARSIAL in collaborazione con AIC Lazio e realizzato tra gennaio e luglio 2026, ha tradotto in attività concrete alcuni degli obiettivi della legge regionale n. 7 del 2025: formazione dei futuri professionisti della ristorazione, aggiornamento degli operatori economici, diffusione delle corrette procedure per prevenire le contaminazioni e maggiore consapevolezza tra cittadini e famiglie.
Nel Lazio sono oltre 28mila le persone con diagnosi di celiachia. A livello nazionale, si stima che la patologia interessi circa l’1 per cento della popolazione. Il bilancio regionale vigente autorizza 500mila euro per le politiche per l’inclusione delle persone celiache nel 2026 e ne prevede complessivamente 240 mila nel 2027.
Nel corso della conferenza è stata presentata anche la Guida on-line “Lazio senza glutine” per l’estate, uno strumento multilingue rivolto alle persone con celiachia, alle famiglie e ai visitatori che scelgono il Lazio per le proprie vacanze. La pubblicazione, composta da 56 pagine e scaricabile dal sito AIC Lazio (https://lazio.celiachia.it/) o con QR code, indica gli eventi dedicati alle persone con celiachia e conta complessivamente 303 strutture di ristorazione e pubblici esercizi aderenti al programma Alimentazione Fuori Casa (AFC) dell’Associazione Italiana Celiachia (AIC), distribuite nelle cinque province del Lazio, e punta a rafforzare la cultura dell’accoglienza e della preparazione sicura degli alimenti.
Di seguito il dettaglio delle strutture citate per ciascuna provincia:
- Città Metropolitana di Roma Capitale: 205 strutture tra hotel, ristoranti, pizzerie, gelaterie e numerosi punti ristoro presso l’Aeroporto di Roma Fiumicino e le aree di servizio autostradali;
- Provincia di Viterbo: 36 strutture, con una forte concentrazione nella città di Viterbo e nelle località turistiche come Bolsena e Tarquinia;
- Provincia di Frosinone: 28 strutture;
- Provincia di Latina: 22 strutture, distribuite tra il capoluogo e rinomate mete costiere come Gaeta e Fondi;
- Provincia di Rieti: sono presenti 12 strutture, incluse alcune aree di servizio sulla A1.
«i numeri diffusi oggi certificano il Lazio come Regione gluten free. Un progetto molto importante che denuncia e racconta i problemi della celiachia. Questa attività di sensibilizzazione e la norma approvata dal Consiglio regionale va in un’unica direzione: rendere tutti consapevoli dell’importanza di questo tema e mettere in campo una serie di iniziative per rafforzare la conoscenza e quindi la prevenzione» afferma Giancarlo Righini, assessore al Bilancio, Programmazione economica, Agricoltura e sovranità alimentare, Caccia e Pesca, Parchi e Foreste della Regione Lazio
«I risultati di Lazio senza glutine: inclusione, formazione e informazione confermano come la legge regionale 7 del 26 giugno 2025, che mi ha visto promotore, stia portando i risultati attesi: i tanti studenti formati e le oltre 80 attività legate alla ristorazione raggiunte dal progetto dimostrano nella pratica il valore della legge. Da un lato una maggiore consapevolezza e formazione per permettere ad ogni persona celiaca la possibilità di vivere in sicurezza la propria quotidianità, dall’altro il crescente numero di attività legate alla ristorazione che porta ad un miglioramento della qualità della vita sociale delle persone celiache, che avranno sempre maggiori occasioni di condivisione del tempo libero senza rischi, all’insegna della tranquillità loro e dei familiari. Il tutto per un Lazio sempre più accogliente, consapevole e inclusivo nei confronti delle persone celiache. Ringrazio AIC Lazio del Presidente Angelo Mocci per l’impegno profuso e ARSIAL per il supporto e la collaborazione al progetto Lazio Senza Glutine», aggiunge Marco Bertucci, presidente della Commissione Bilancio del Consiglio Regionale del Lazio
«Una politica pubblica è davvero efficace quando riesce a trasformare un bisogno in un diritto concreto e un investimento in nuove opportunità. Con “Lazio senza glutine” stiamo costruendo un sistema che mette insieme salute, formazione, ristorazione, turismo e imprese. In questa direzione si inserisce anche l’avviso, attualmente aperto, per la partecipazione delle aziende laziali produttrici di alimenti e bevande senza glutine alla collettiva di Regione Lazio e ARSIAL al Roma Bar Show 2026, in programma il 14 e 15 settembre al Roma Convention Center La Nuvola. Un’occasione concreta per dare visibilità alle nostre eccellenze e rafforzare una filiera regionale sicura, innovativa e competitiva. Nessuno dovrebbe sentirsi escluso o essere costretto a rinunciare a un viaggio, a una cena o a un momento di socialità. L’inclusione non si proclama: si organizza», dichiara Massimiliano Raffa, presidente di ARSIAL.
AIC Lazio ha richiamato quattro priorità operative: l’attivazione del Tavolo tecnico permanente previsto dalla legge regionale; l’applicazione verificabile e omogenea del percorso diagnostico e assistenziale approvato con DCA U00034 del 12 febbraio 2020; la pubblicazione di una programmazione dettagliata sull’impiego delle risorse 2026-2027; l’avvio delle misure destinate alla produzione, trasformazione e commercializzazione dei cereali senza glutine.
«Il progetto dimostra che superamento dello stigma, sicurezza alimentare e investimento sulla qualità della vita delle persone e sul loro diritto a vedere tutelata la propria salute si costruiscono formando le persone e collegando scuola, ristorazione, sanità, agricoltura e associazionismo», ha dichiarato Angelo Mocci, presidente di AIC Lazio APS.
«Chiediamo che questa esperienza rappresenti l’inizio di una politica continuativa. Le risorse devono diventare servizi, competenze e opportunità misurabili. Una persona con celiachia deve poter frequentare una scuola, lavorare, mangiare fuori casa e andare in vacanza senza essere trattata come up problema da gestire».
Sul versante sanitario, Italo De Vitis, Presidente del Comitato scientifico regionale di AIC Lazio, ha sottolineato che «la celiachia richiede una risposta sanitaria strutturata, uniforme e fondata sulle evidenze scientifiche. Nel Lazio è necessario garantire percorsi diagnostici tempestivi, omogenei su tutto il territorio e capaci di accompagnare la persona dalla diagnosi alla presa in carico nel tempo. L’attuazione concreta del percorso diagnostico-terapeutico già definito e l’attivazione di un tavolo tecnico regionale rappresentano passaggi essenziali per superare disomogeneità, ritardi e difficoltà di accesso. La qualità della vita delle persone con celiachia dipende anche dalla capacità delle istituzioni, dei professionisti sanitari e delle associazioni di lavorare insieme, trasformando le norme e le risorse disponibili in servizi realmente accessibili ed efficaci».
«Un tema rilevante delle attività, soprattutto alla luce delle abitudini di vita, di lavoro e di consumo della società contemporanea, è quello del consumo di prodotti alimentari lontano dalle mura domestiche. Sabrina Agostini, Responsabile del programma Alimentazione Fuori Casa di AIC Lazio, sottolinea che «formazione e consapevolezza sono i due ingredienti che non possono mancare in ogni iniziativa che abbia l’obiettivo di garantire sicurezza, salute e superamento dello stigma. Formazione per studenti degli istituti alberghieri, ristoratori e personale del mondo del food e tutor professionisti o volontari sono fondamentali per accompagnare il percorso di messa in sicurezza e di inclusione sociale delle persone con celiachia. Un processo di consapevolezza che passa anche attraverso il vocabolario da utilizzare nei menù e nelle interazioni con la clientela».
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
AgenSalute Desk
Source link

