conti risanati e Pil su del 19% in Sicilia


A quasi quattro anni dall’inizio della legislatura, il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha presentato oggi all’Ars la relazione sullo stato di attuazione del programma di governo, tracciando un bilancio dell’operato dell’esecutivo regionale. Al centro dell’intervento, il risanamento dei conti pubblici, definito dallo stesso governatore il presupposto di tutti gli altri risultati raggiunti in questi anni.

Dal disavanzo all’avanzo: i conti della Regione

Schifani ha ricordato la situazione ereditata dal governo precedente, segnata da un disavanzo di oltre 4 miliardi di euro e da una credibilità finanziaria indebolita nei confronti dello Stato e dei mercati.

“Quando ci siamo insediati abbiamo trovato una Regione che, con il precedente governo, aveva avviato un percorso di risanamento ma che restava ancora gravata da un disavanzo di oltre 4 miliardi di euro, con un ciclo dei rendiconti fermo da anni e una credibilità finanziaria indebolita nei confronti dello Stato, dei mercati e degli investitori. Oggi possiamo consegnare ai siciliani una Regione più solida di quella che abbiamo ereditato”

la Regione Siciliana, Renato Schifani

Il quadro attuale racconta un’altra storia: un avanzo di amministrazione superiore ai 5 miliardi di euro, con il rendiconto 2024 chiuso a +2,1 miliardi e entrate tributarie cresciute di circa 5 miliardi in tre anni senza alzare la pressione fiscale. Un percorso premiato anche dalle agenzie di rating internazionali: Moody’s ha portato la Sicilia da Ba1 a Baa2, S&P da BBB- a BBB+, mentre Fitch ha confermato BBB migliorando l’outlook a positivo.

Pil ed economia: la Sicilia corre più della media nazionale

Su queste basi, la crescita economica dell’Isola ha superato quella nazionale in tutto il periodo, con un incremento complessivo del Pil, negli ultimi cinque anni, del 18,9%. Sul fronte occupazionale, lo studio Ambrosetti colloca la Sicilia al primo posto in Italia per crescita dei posti di lavoro tra il 2019 e il 2024 (+5,6%), con una stima di 467 mila nuovi occupati entro il 2030 sostenuta da oltre 126 miliardi di investimenti previsti.

Il presidente ha ricordato che oltre 2,3 miliardi di euro sono stati destinati al sistema produttivo tra risorse europee, nazionali e regionali, mobilitati in gran parte attraverso Irfis, trasformata in istituzione finanziaria dello sviluppo della Sicilia, con misure come Ripresa Sicilia (202 progetti per 340 milioni) e Fare Impresa in Sicilia (1.087 domande per oltre 204 milioni).

Ambiente, acqua e investimenti

Ha contribuito a questi risultati anche la riforma della Cts, la Commissione tecnico-specialistica per le autorizzazioni ambientali: dalla riforma del 2023 a oggi sono stati rilasciati circa 4 mila pareri, corrispondenti a investimenti superiori a 110 miliardi di euro. Sul fronte idrico, la Regione ha investito oltre 280 milioni di euro per il recupero di pozzi e sorgenti e la manutenzione delle reti, con un recupero di oltre 2.300 litri d’acqua al secondo. Riattivati gli impianti di dissalazione di Gela, Porto Empedocle e Trapani, avviato il percorso per nuovi impianti nell’area metropolitana di Palermo, e finanziato con 30 milioni di euro il rifacimento della rete idrica di Agrigento.

Sul fronte europeo, Schifani ha ricordato la chiusura integrale del Programma Fesr 2014-2020, con quasi 3,5 miliardi di euro certificati, e i primi risultati del nuovo Accordo per la coesione, che assegna alla Sicilia 4,9 miliardi di euro e ha già raggiunto, in pochi mesi, 744 milioni di impegni e 278 milioni di pagamenti su oltre 150 interventi.

Rifiuti: sbloccati i termovalorizzatori di Palermo e Catania

Tra i risultati più significativi della legislatura, il presidente ha indicato la riforma del ciclo dei rifiuti, di cui è stato anche commissario straordinario. Dopo l’approvazione del nuovo Piano regionale dei rifiuti, validato dalla Commissione europea, la Regione ha sbloccato la realizzazione dei due termovalorizzatori di Palermo e Catania, per i quali sono stati stanziati 1,5 miliardi di euro, di cui 800 milioni destinati direttamente agli impianti. Si tratta di opere di ultima generazione, tra le più avanzate d’Europa per emissioni, che porteranno il recupero di materia al 65% e ridurranno al 10% il conferimento in discarica, producendo energia sufficiente per circa 174 mila famiglie siciliane. Un intervento che eliminerà il trasferimento dei rifiuti fuori dall’Isola, con un risparmio stimato in circa 100 milioni l’anno, a beneficio anche della Tari pagata da famiglie e imprese.

Assunzioni e turismo da record

Il risanamento ha permesso di intervenire anche sulla macchina amministrativa regionale, dopo oltre vent’anni di blocco del turn over. Grazie all’accordo raggiunto con il Governo nazionale nel 2023, oltre 1.300 nuovi dipendenti sono già entrati in servizio e altri 2.600 saranno assunti nei prossimi anni, a cui si aggiungono altre 724 nuove assunzioni tra funzionari e dirigenti. Stabilizzati inoltre circa 1.800 lavoratori ex Pip e circa 250 ex Asu dei Beni culturali.

Capitolo turismo: nel 2025 l’Isola ha superato i 23 milioni di presenze, con oltre la metà rappresentata da visitatori stranieri, in crescita anche nei mesi di bassa stagione e nelle aree interne. A sostenere il rilancio del settore e la destagionalizzazione dei flussi, gli investimenti previsti per la riapertura delle Terme di Sciacca e Acireale.

“Il mio governo ha sempre tenuto una linea improntata al rigore e alla trasparenza. Non ho esitato ad assumere decisioni immediate e anche politicamente difficili quando le circostanze lo hanno reso necessario”

la Regione Siciliana, Renato Schifani

Schifani ha però ricordato che esistono situazioni che attengono alla sfera delle responsabilità personali e che non possono essere estese a un governo o alla maggioranza che lo sostiene, così come casi che suscitano grande clamore mediatico ma che poi si concludono con assoluzioni o archiviazioni.

“Il lavoro intrapreso non è concluso e va completato – ha sottolineato il presidente – ma la direzione è stata tracciata. Il governo continuerà a operare con un solo obiettivo: consegnare ai siciliani una Regione più moderna, più competitiva, più forte, più giusta”.

la Regione Siciliana, Renato Schifani


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 Redazione ilModeratore

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