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Il libro è applausi e sputi le 2 vite di Enzo Tortora e ne parliamo oltre che con l’autore, anche con Emilio Targia, caporedattore di Radio Radicale, ciò Emilio buonasera e con Guido Vitiello saggista e scrittore buona sera, Guido allora Emidio, io parto da te perché sei assolutamente sotto sotto questo aspetto un un profondissimo,
Conoscitore di quelle che sono state le vicende di Enzo Tortora anche all’interno della sua parabola, nel partito, nel partito radicale e la la vicenda Tortora. È una vicenda che ancora oggi, secondo me, si fatica a capire. No, perché perché è un personaggio televisivo arcinoto, in quel momento al top della della popolarità finisce sulle prime pagine dei giornali, arrestato per un’accusa gravissima e e per la prima volta forse l’Italia scopre una gogna mediatica di queste proporzioni. No, sempre per il famoso discorso che facevamo anche spesso con Vittorio la gente ama vederti in alto, ma più di tutto l’anno buttarti giù dalla dalla dalla torre, no, però quella di Tortora colpisce particolarmente perché perché io la ricordo ero bambino quando 83 Tortora viene arrestato e io ricordo le voci della gente. No, quindi i miei nonni, piuttosto che i miei genitori, piuttosto che gli amici di famiglia
C’era questa netta spaccatura tra chi diceva no Tortora, non può essere stato in grado di fare una cosa del genere e chi diceva ebbe però il mondo dello spettacolo, ma che ne sai come funziona no in questa situazione, qui, in questo scenario qui si inserisce la vicenda umana che è profondamente drammatica di di Enzo Tortora e Vittorio nel libro ne traccia un un un profilo,
Chiarissimo lucidissimo, però, in realtà Emidio vista da dentro questa storia, qua cosa è stata realmente per la coscienza di questo Paese e cosa questo Paese ancora può imparare dalla vicenda di Enzo Tortora.
Sul microfono Matteo il microfono
Ci sei ci sei, ok no, si sentano Xiamen, allora cosa è stata eccoci buonasera a tutti, innanzitutto grazie per essere qui con 37 simpaticissimi gradi di Roma, quindi avete scelto di investire il vostro tempo, noi non so bene dal punto di vista neurologico sei stata, ebbene allora cercheremo di come dire di supplire a questa cosa c’è anche Primo Mastrantoni quindi poi,
Non so chi chi non lo conosce sui documenti, allora, tornando seri perché la la vicenda merita, io credo che i libri, insomma, ne scriviamo qualcuno vittoria da qualche anno con tutto il rispetto per chi, insomma, nell’editoria.
Come dire, profonde investimenti con ampio margine su libri che non sempre sono utilissimi.
Poi i libri si dividono fra quelli inutili e quelli utili, e questo qui riempie proprio un buco, ma non lo dico per la stima e il bene che voglio Vittorio, è proprio che c’era un buco nel senso che un ragazzo di 15 anni che sempre al centro della storia torto che volesse capirne qualcosa di più puoi impazzisce su Radio Radicale s’ascolta, 50.000 ore di quel che non è consigliabile se non sei pazzo, oppure si prende un libro che racconta il Tortora privato, il Tortora pubblico e Tortora uomo, il tour tra liberare il torto del Partito radicale, il Tortora innocente, il tortello del processo Tortora dopo il processo e tutto il resto e quindi qui c’è una sintesi e Vittorio io mi ricordo Vittorio che veniva a fare d’estate i turni a Radio Radicale di notte si portava il computerino con
I pacchi di documenti e scrivevano e quant’quanti anni ci hai messo perché poi raccontiamo le sue cose quanti anni ci hai messo scriverlo 4 5 4 5.
No, in un amen, una bella impresa in un mondo che vive sui 15 secondi, le soglie di attenzione nello scroto Instagram, voi capite che siamo sempre nel nel mondo della follia, quindi credo che la prima cosa da dire è che questo sia un libro utile e per chi studia giurisprudenza per chi ha voglia di approfondire le cose di questo Paese, perché studia televisione piuttosto che a sua finisce la sociologia anche perché è indispensabile appuntamenti, quindi grazie, perché perché l’ha fatto non non stranamente, se pensa dei libri che sono sceso, Pippo, Baudo, libri che sono usciti e su Aidi o su Zorro dicono due sciocchezze per farvi capire, poi sotto il treno è uscito praticamente uno che che racconta veramente in maniera analitica il Tortora pensiero. Poi ci sono anche delle piste
Suggerite, cioè la faccenda P 2 che lui suggerisce attraverso gli articoli di Enzo. Insomma, c’è tanta roba e quindi innanzitutto grazie perché ha scritto un libro che non c’era e di cui c’era bisogno grazie a Sperling PM Mondadori perché l’ha fatto uscire e l’ha fatto riuscire perché poi le generazioni cambiano e tour tra sui nostri perde diventa una scatola vuota. Quindi grazie per averlo fatto, però io adesso, siccome faccio da maggiordomo stasera do la parola vittoria perché prima di tutto voglio chiedergli
Come come ti è venuto in mente di imbarcarsi in questa cosa e se non ti sei spaventato 46, resoconto che sarebbe stato il primo e forse anche l’ultimo libro definitivo su Tortora, e quindi gli toccava la l’onore e l’onere, come direbbe un nostro amico che non c’è più descrivere una roba che doveva restituire raccontare, spiegare,
L’Enzo Tortora privato, pubblico, politico e innocente non te sei un attimo spaventato quando hai capito che stai facendo questa cosa, sta cosa a me, mi mi interessa capirla, allora non so se è stata incoscienza o in stato coraggio, però una cosa la devo fare non sono abituato devo ringraziare e devo ringraziare,
Stefano Faina, Silvio Napolitano, che tratto male, come tutte le persone a cui voglio bene, devo ringraziare Emilio Targia, che si ostina a voler presentare questo mio libro, non lo fa per affetto, lo fa per sadismo, nei pagamenti, piace ti pagano, tanto gli piace tanto interrompere il flusso del del mio eloquio molto forbito e Qazi armi e questo gli dà soddisfazione dunque continua a dire di sì a tutte le proposte.
Ti ringrazio, Guido Guido Vitiello, perché una buona regola di vita è sempre quella di circondarsi di persone migliori, di te più capaci e Guido, non lo dirà, lo dico io al posto suo sta per uscire un libro su Enzo Tortora per Feltrinelli da lui scritto l’affaire Tortora che finalmente di Enzo Tortora leggendo Guido potrò capire conoscere delle cose che non so, dunque non è vero che ci sono libri definitivi, ci sono autori molto capaci e altri passabile. Quando io ho iniziato a scrivere questo,
Questo libro avevo in me la consapevolezza che questa è una storia che andava raccontata, che nessuno lo aveva fatto finora e che altrimenti restava consegnata alla tradizione orale e che era una storia che, ad esempio, a Hollywood avrebbero subito prese impacchettate prodotto perché abbiamo una parabola esemplare la grande star televisiva che fa decine e decine di milioni di telespettatori che improvvisamente viene arrestata per accuse assurde perché confliggenti in maniera totale con la natura del personaggio arrestato che lotta per affermare la sua innocenza ci riesce e poi, quasi subito dopo muore,
Vista con la lente fredda dell’entomologo. La storia è perfetta, sia assolutamente a Hollywood, ne avrebbero fatto un filmone in Italia, invece non hanno fatto nulla, nel senso che questa storia per molti anni per almeno 20 anni è rimasta nascosta, sottaciuta. Troppi avevano troppo da farsi, perdonare e da e da fare dimenticare e se c’è una cosa di cui sono soddisfatto e che, grazie a questo libro che alla prima fiction che ne è stata tratta collocarlo di e con Ricky Tognazzi e con le circa 70 75 presentazioni in tutta Italia si è avviato un processo per cui poi oggi abbiamo decine di strade, piazze e giardini pubblici intitolati Enzo Tortora, Enzo Tortora, non è solamente un nome così evocato il povero Enzo Tortora uno. Ho spiegato che c’è una mattina ha colpito da un asteroide, ma invece è il protagonista di una grande battaglia
Politica che va fatta conoscere e che in parte viene ricordata, di cui lui è stato leader, perché di tutto stiamo parlando appunto, tranne che di una di una vittima, la parte termino che sono più contento di aver di aver scritto che quella che forse è risultata più sorprendente è stata quella degli applausi della sua carriera perché anche qui un effetto dell’arresto della condanna e della battaglie politiche è stata quella di annientare.
Decenni di carriera inimitabile nel campo della televisione, della radio e del giornalismo, anche perché Enzo Tortora che è stata una figura televisivamente Nobel, perlomeno per quelli della mia generazione. Ricordiamo Portobello che è stato il il, il seme di dal quale poi tutta la televisione successiva, attinto cioè dentro Portobello, le varie rubriche di Portobello sono poi state prese dilatate, ci hanno fatto dei programmi successivamente, negli anni negli anni dopo, però Enzo Tortora era una figura molto rassicurante, no, era una una sorta di grande zio d’Italia, in realtà Tortora con la Rai ha fatto un paio di bracci di ferro, non da poco. Il primo, quando viene allontanato negli anni 60, mi sembra all’inizio degli anni 60 e va a fare. Un programma di grande successo sulla televisione svizzera, sulla televisione della Svizzera italiana viene allontanato perché presentava un programma di rinnovo dell’abbonamento televisivo esatto ed era accompagnato in quell’occasione di Alighiero Noschese, che si produsse quella sera in una fantastica imitazione di Amintore Fanfani così riuscita che ci fu il fuggi fuggi generale dei dirigenti della RAI iniziarono a protestare i maggiorenti democristiani, non certo Fanfani, che quantomeno era piccolo ma intelligente e Tortora, rimase lì
Da solo e pagò per tutti la seconda volta, invece venne allontanato perché aveva rilasciato un’intervista Edgarda Ferri in serie giornalista di oggi, in cui intanto affermava di sentirsi soprattutto un giornalista per lui, la televisione erano elettrodomestico che si dava delle aree e poi richiesto di un giudizio sulla Rai disse una cosa che oggi sembra,
Purtroppo ancora oggi ancora oggi all’acqua di rose, ma la Rai oggi mi pare un jumbo pilotato da un gruppo di boy scout che pigiano a caso il volante, il.
La tua cloche, non avendo voluto ritrattare, anche per non mettere nei guai Edgarda Ferri a questo punto viene allontanato una seconda volta dalla Rai come indesiderato per poi tornare nuovamente, è diventare l’icona televisiva, che poi diciamo anche.
Meredith, diamogli qualche merito alla Rai, c’è un signore che si chiama Massimo Fichera, che uno dei più grandi esperti di televisione del mondo, e forse possiamo dirlo di tutti i tempi con un coraggio da vendere, un signore che si è inventato un’altra domenica la domenica di RAI due blitz la tv di Arbore processo per stupro pensata in quegli anni quando si conto dovette lottare per imporre e fu lui e in qualche modo volle fortemente e ritorno di Tor Tre Rai tanto che come Vittorio scrive ben ricorda e forse qualcuno di voi sa bene,
Quando viene fuori tra le voci folli del processo che torto era tornato in Rai grazie all’intercessione della mafia Massimo Fichera, da par suo gentiluomo, ce ne fossero, si fa vivo con il giudice, dice veramente, siccome sono io che ho premuto per il ritorno dei vini Enzo in Rai, mi costituisco, vorrei essere ascoltato. Ecco, questo è il livello di D ue della vecchia dirigenza Rai e il livello di alcuni gentiluomini Guido che allora, per il Vajont in questo Paese, la alla memoria in questo Paese fa una fatica maledetta, semmai una parolaccia no, mentre venivo qui, pensavo che per il Vajont tre quarti del Paese pensava che fosse crollata una diga e dal 97 quindi in 63 son passati quanti 44. Insomma, ci vuole qualche decennio perché poi, grazie a Marco Paolini, L Italia capisse che invece era crollata una montagna, una cosa un po’diversa, quanto ci vuole ancora, perché
La vicenda Tortora entri direttamente nella memoria e nel sangue degli italiani che merita tanto quanto lo Vajont.
Bellissima domanda non è facilissimo, risponde però ovviamente bisogna distinguere tra la storia che la storia si fa cercando di rispettare i fatti, gli atti, i documenti e la memoria è quella individuale, può essere ingannevole quella pubblica generale, mentre la memoria mitologica cioè deve trarre una specie di piccola leggenda,
Dai dai fatti, che abbia un qualche valore edificante, eccetera e Tortora, come tanti altri grandi personaggi italiani, è stato oggetto di una di queste trasformazioni, in piccole leggende, che però ad oltranza del tutto la realtà delle delle cose, essenzialmente è vero che adesso abbiamo,
Un film che passò un po’inosservato e due serie televisive diverse non cito il libro perché stiamo parlando adesso di grandi, diciamo
Purtroppo popolare proprio nel senso più vasto, eppure e io ho l’impressione che quella di Tortora continui a essere essenzialmente una storia ignorata dalla maggior parte degli italiani perché qualcuno si ricorda i più anziani si ricordano gli applausi gli altri ne possono ricostruire, molti si ricordano gli sputi mai in una maniera molto restrittiva, cioè come se fosse un momento di impazzimento collettivo in cui tutti quanti si mettono a lapidare Tortola c’è stato anche questo, ma,
E c’è stato qualcosa di molto più grande.
E accanto a queste due cose mi viene in mente un vecchissimo libro e Giovanni Boine che scava applausi e botte, che è un po’la l’antefatto del Dante fatto del tuo, c’è un terzo Tortora che è quello che, oltre agli applausi e agli spunti ci sono le lotte il Tortora combattente è qualche cosa di completamente rimosso.
Nella memoria pubblica italiana e qual è il momento in cui si possono recuperare veramente delle memorie è triste dirlo, ma molto spesso le memorie sì recuperano facilmente quando non sono.
Più scomodi, cioè quando non svenuto rassicurante, quando non potevano più qualcosa su cui si fonda ancora consolatorio, ed è il motivo per cui tutti quanti in Italia dicono per capire l’Italia bisogna tornare al caso Moro e scrivono 100.000, quando in realtà i veri, i pilastri del mondo in cui viviamo, per quanto mi riguarda almeno sono,
Il caso Tortora e Mani pulite, sui quali invece la letteratura è rara e quando, quando c’è, è benemerita e solitamente molto, molto omissiva, perché svelare veramente quei due momenti vuol dire diciamo trovare la la, la pietra angolare su cui si fonda tutto l’edificio e quindi bisogna stare molto attenti a toccarlo.
Oltre alla vicenda di Enzo Tortora Emilio, se si inserisce chiaramente oltre alla percezione pubblica.
C’è poi la sua vicenda personale e la sua avventura politica, no, che sono in un’epoca nella quale oggi oggi un Enzo Tortora, si troverebbe qualcuno che gli va a mettere la maglietta addosso o no per fare riferimento a fatti recenti nei quali ci sono i colpevoli.
Solamente Tortora non avrebbe il Partito Radicale, non avrebbe Pannella, non avrebbe intellettuali e scrittori importanti al suo fianco da Sciascia in giù, sì, ma perché non ci sono perché biliari, ovvero andrebbe, ma avrebbe il social pronti a condannarlo immediatamente.
E ad affermare una verità
Ante giudiziaria, nel senso che oggi, nel giro di 10 giorni
Non c’è nemmeno il rinvio a giudizio, eccetera, eccetera se uno è colpevole indifferente immediatamente e dunque, paradossalmente, in una situazione ben peggiore, a dimostrazione che questo è un Paese che non impara, che non impara, assolutamente non impara e quindi non migliora e quello, dicevo io però da miseria, però la la, la vicenda del Tortora che entra nel Partito radicale viene candidato, in realtà è una vicenda anche questa, forse è un po’poco raccontata bene, perché Tortora si crea il parlare. Il parallelismo Tortora Pannella in realtà erano due personalità molto forti e che mi sempre su tutto vanno vanno a braccetto, anzi
Cominciamo col dire che, insomma, rendiamo omaggio, non ne ha bisogno, ma qualche medaglia faccia un passo indietro quando arrestano Vasco Rossi.
Che si fa una settimana di carcere per, insomma, erano i primi anni 80, quindi c’era un uso abbastanza disinvolto di cocaina per uso personale e lì scatta subito la mediazione dell’abitazione mediatica, con un signore di votanti a salvataggio che già avevano preparato il terreno, non c’erano i social ma insomma,
L’atmosfera simile
è quello che capisce subito, perché c’ha le antenne, che la faccenda è strana e che va a trovare Vasco Rossi in carcere e Marco Pannella, che certo non ascoltava, siamo solo noi a casa, è tutto assolutamente no.
E la storia si ripete, perché, quando arrestano Enzo B Lecce anche un fatto storico, nel senso che il Partito radicale si fonde, è una costola a sinistra del Partito liberale, la radice, la stessa Tortorella, evidentemente più conservatore.
Marco era era il partito radicale è libero e lì per un marco ha capito subito da da genio qual era non solo della politica, ma ma ma del costume e della società della comunicazione, e anche aveva queste case quest’antenna ulteriore che gli facevano davvero capire se uno era innocente o no. Marco si infila anche nel caso Pantani, pur non capendo nulla di ciclismo Pep per farvi capire quanto quelle antenne funzionano solo più regimi. No
E lì scatta poi una una interconnessione, il Partito liberale lo scarica stupidamente perché sarebbe stato la fortuna del Partito Liberale Enzo Tortora in quel caso Tortora, li definiva i radicali con le pantofole, esattamente i suoi amici liberali o c’è un episodio minimo però che mi è venuta in mente adesso i casi i corpi della vita allora Tortora viene arrestato alla vigilia delle elezioni politiche del 1983,
Retequattro organizza per l’occasione una serie di tribune politiche che dovevano essere alternativo per l’occasione prima, se prima non sembra prim.
Presentate da Pippo, Baudo ed Enzo, Tortora okay, ma copia un po’inedite e una sorta di temere la condizione Teatro Teatro Eliseo e sono delle puntate registrate, allora registrano l’ha puntata con Marco Pannella, quando va in onda la puntata con Marco torto, arrestato arrestato da un giorno e tu senti Marco che dice a Tortora,
Enzo se sei libro fra due giorni, se sei libro fra due giorni viene alla nostra conferenza stampa, che ti illustreremo il programma e mi ricordo che Mediaset era costretta a mettere.
Una scritta in sovraimpressione questo programma è stato registrato perché era soluzioni sembravano prima dell’arresto di Tortora, ricordo con particolare gustoso, siamo qua anche per sorridere, ogni tanto c’ero c’ero quella quella registrazione al Teatro Eliseo.
Pannella dava del lei a Pippo, Baudo per marcare la distanza e dava del tu a Enzo, perché era un collega giornalista che questa cosa crea molto imbarazzo nel gentiluomo che era Enzo quando lo invito e invito solo torto. Conferenza stampa loro si conoscevano dai tempi della leader della Lega italiana per il divorzio e Tortora, fu uno dei pochi volti noti che presto se stesso e la sua immagine per quella battaglia, quella dei Tortora e quello che ha lottato per la rottura del monopolio radiotelevisivo e quello che fu uno dei primi diretta dei sindaci previste, erogarla, che era la prima televisione via cavo fondò alle prime televisioni locali e poiché nella vita ti ritorna sempre tutto in positivo o in negativo, quando lui fa la campagna elettorale per le europee nel 1984 è ridotto agli arresti domiciliari. Accade anche qui una scena da film
E cioè decine e decine di televisioni private che salgono in via Piatti e nel salotto lo intervistano finita, 1 arrivava un altro e lui ha fatto la campagna elettorale da detenuto parlando alle televisioni private o intervenendo in diretta via telefonica ai comizi di Marco teniamo sentire un pezzettino bravo, è facile sedersi visto che parliamo di televisioni locali è stato insomma un documento straordinario. Ve lo guardate con calma a casa con le cuffiette, perché l’audio e il video sono del 1984
Piuttosto consumate, però, il valore storico è importante, Carlo Romeo.
E per chi è di Roma, insomma, Teleroma 56, una bandiera di riferimento di una informazione piuttosto ricercata e nei suoi dossier una serie invitò in studio Giovanni Negri, Toni Negri ed Enzo Tortora, ascoltiamo, ci aspettiamo un pezzetto grande.
è una Babilonia radicali, non è migliore a questo punto.
Generale dei problemi.
Dentro, proprio come in tutto il mondo.
Non si cambia nulla, questo è un problema molto semplicemente, o il Partito radicale, come ho già parlato, di questo gioco recupera quelle che sono le parole d’ordine che sono il pensiero di tutta la sinistra italiana parrocchiale.
Ritrovo rivoluzionaria, o questo non fosse in.
E dobbiamo
Io chiedo ininfluente.
Giovanni Gabrieli.
E mantelletto quello di fare da maestro, mi pare, io credo, che la battaglia contro l’arbitro.
Sono mancati aprendo buttato anche il deputato, proprio perché pensavo che la febbre da sottratto tra le nasce l’ho fatto per anni e anni ho lavorato sempre sotto l’incrocio di professione, non ho mai avuto stipendi politiche mensilmente quindi più sicuro che cognitivi.
Un serio progetto di solito prendono il ministro Costa per questo propulsore, dotato di pareti lezioni sul modo di condurre la battaglia per la giustizia, che non sia una condizione familiare, io penso che le persone che stanno qui ci hanno lasciato esperimento.
Simili a quelle che abbiamo constatato lui, la grande maggioranza la pensa come me sottrarci fondamentali.
Sicuramente l’assoluzione ebrei non è individuale, perché so solo quando.
Consigliere giuste.
A fronte continuando a parlare di un sistema di tutto quello che ci sono così tanti, allora capisce che batteriche
E questo odio nei miei confronti che molto presto.
Moderatore godevano nel cosiddetto della società, è proprio figlio nere quando ne ha fatto le sue scelte.
Non so se mettere insieme.
Perché Filomena impatto negativo?
Voglio dire il dolore e lo fa c’entra, nessuna uscente ha provocato, lo mettono in tutto il pianeta carceri almeno un po’dei miei limiti, che io non so chi è riuscito a trovare un solo personaggio, un solo amico, nessun assessore della passata attraverso questa era solo una scheggia ci scusiamo per l’audio ma era solo per darvi il quadro della Stanza della testimone ora però va precisato perché organizzato da Carlo Romeo, come ha detto Emilio Targia, però questa trasmissione in questo documento incredibili viene registrato in realtà a Parigi,
E viene registrato pochi giorni dopo un fatto importante allora Toni Negri era stato,
Un candidato ed eletto nelle liste del Partito radicale e persona lontanissima dalle idee di Marco Pannella e dei radicali, perché da ormai quattro anni in carcerazione preventiva o come leader del 7 aprile e dunque il problema era prendere un simbolo, proprio perché distante, di una persona che stava in carcere in attesa di giudizio,
Quando diventa deputato Toni Negri e subisce una richiesta di arresto delle autorizzazioni a procedere dal Parlamento.
E proprio per l’astensione dei radicali, in realtà questa richiesta viene accolta
E dunque lui fugge e fugge a Parigi, okay è sostanzialmente in Francia e la parola data con i radicali.
Lo si rintraccia garanzia, Francesco Rutelli e che teneva il rapportino. Per questo va va ricordato e loro si riuniscono Giovanni Negri, che precisava nessuna omonimia, era stato appena eletto segretario del partito e fanno questa trasmissione perché il problema di Enzo Tortora all’inizio sull’onda dello scandalo della fuga di Toni Negri era dire guardate che io rimarrò al mio posto, come fece anche in caso di condanna, non fu girò e infatti, condannato in primo grado a 10 anni di carcere per associazione, camorristica e spaccio di droga. Lui si dimise dal Parlamento europeo per poter tornare agli arresti domiciliari e subire il secondo grado di giudizio umida una varietà di temi rilevanti
Da Guido una anche così anticipiamo anche due secoli dopo che
Gifuni si scusa, ma è a Giffoni Gifuni, a Giffoni, sembra un calembour e quindi ci ha pregato di mandare due piccole pillole delle interviste che abbiamo fatto su Radio Radicale, per Radio Radicale, in video sulla sulla serie televisiva, girata da Marco Bellocchio in cui lui interpreta in maniera davvero secondo me straordinaria Enzo Tortora, io volevo chiedere a Guido com’è stata secondo noi la narrazione del caso Tortora visto che abbiamo detto che la memoria,
Con la memoria sia personale condivisa da questo Paese fa fa fatica e spesso quella condivisa e manomessa dal tempo e non solo
Mi mi piace cercare di capire da te
E come è stata narrata la vicenda Tortora secondo te in questi decenni prima di arrivare a questo, a questo, che secondo me diventerà un punto di riferimento che la serie di Bellocchio.
Come è stato narrato alle le volte in cui è stata narrata, è certo e nelle occasioni in cui è stata narrata esso mi riferì mi riferisco in particolare a.
Perché in realtà il film lo hanno visto in pochi, credo, perché non un mistero ricordo bene, non uscì neanche nelle sale un uomo perbene fu bloccato per delle ragioni che adesso non ricordo, forse Vittorio le ricorda, io ho l’impressione che ho avuto in generale in tutte le le commemorazioni in tutte le forme del del caso Tortora è quella di un,
È una storia in cui si dà quasi per scontato che il Tortora del caso Tortora sia il Tortona di Portobello.
Vale a dire il torto di Portobello, e riguardano per per questa sua.
Umanità, a volte anche anche un po’leziosa, ma nel senso del del del del mostrare compassione in modi che a molti sembravano sembravano un po’falsi, un concept Audi dettati.
Essenzialmente il
è successo, no, un’esplosione, ma non credo che ci riguarda.
Nulla che ci riguarda da vicino, insomma, quindi, un’immagine, in un modo o nell’altro, rassicurante e mansueta del del brav’uomo, perseguitato sicuramente torto all’ombra uomo e sicuramente è stato perseguitato, però l’immagine del brav’uomo perseguitato è un’immagine che secondo me è estratta più da un certo martirologio cattolico che non dal dad, dalla postura che poi tenne veramente veramente torto esatto perché,
E questo lo dico forse può anche fare da
Da come dire da anteprima al all’intervento di Gifuni, che ho anche avuto la fortuna di di intervistare qualche settimana o un mese fa in so, poco prima che uscisse che uscisse Portobello e che le diceva beh, io ho cercato di non fare troppo limitazione di Tortora e volevo evitare l’effetto Gigi Sabani per un attore è comprensibile che poi Tortorella imitatissimo in televisione anche,
Facile da imitare che avevano parlato molto marcata, dice ho cercato di immaginarmi il Tortora privato
E secondo me però ha.
Paradossalmente, è un po’invertito i poli, nel senso che ha poi presentato un Tortora.
Come dire?
Privato che che ricorda quasi il torto di Portobello cioè molto tranquillo, molto un po’Schicchi che che si indigna anche molto, però che mantiene un come dire, una una capacità di sopportare i dolori, buttiamo Artusi
E ha fatto invece poi del del Tortora pubblico quello che interviene al processo, quello anche in televisione, un personaggio molto più estroso è molto più aggressivo, anche quando probabilmente è vero il contrario, e cioè quando quando sì, sì, sì, si leggono anche le le le lettere di Tortora e in generale tutto ciò che Tortora dice fa al di fuori del personaggio di Portobello che era un personaggio molto più rassicurante, in realtà ne viene fuori uno con delle incassatore notevoli. Insomma, è un carattere molto, molto battagliero.
E ho l’impressione che nel ricordo di Tortora questi questi due poli si siano un po’un po’cambiate un po’cambiati di posto complicatissimo, raccontare torta, diciamo che Fabrizio probabilmente un ricordo sul Tortora ha incalzato a raccontarlo con gli occhi più che col corpo nel 1900, credo 87, insomma lo accompagno a trovare Giugliano Maria che era stato accusato di far parte della lotta armata aveva fatto digiuni, ero insieme a un altro personaggio mitologico che si chiama Reni, Andrea va bene all’epoca mi divertivo a fare il giornalista adesso non mi diverto più e ci avrà avuto 17 anni e gli faccio un’intervista per Radio Reporter allora al processo di primo grado
C’era stato questo episodio, una giornalista del Secolo, decimo nono, quando lui finalmente può parlare davanti ai suoi giudici e dunque dalle spalle, ah ah, arresto della della sala dell’aula, che poi l’aula bunker, che è stata inaugurata proprio per il processo Tortora perché è quell’inchiesta che ha visto 856 mandati di cattura è diventata un circo a tre piste spezzato appunto in tre tronconi 114 poi non erano più fatto parte perché erano stati arrestati per omonimia ma così,
E allora, Tortora, finalmente può parlare davanti al al suo tribunale e questo giornalista che si chiamava Luisa forti, se riesce a scrivere Enzo, Tortora virgola con occhi abilmente, lucidi virgola e dunque, quando intervista Enzo Tortora, lui peccato che dovrei avere ancora da qualche parte la registrazione sulla sulla cassetta magnetica,
Dice, Luisa so forti, dovrebbe vincere il premio giornalistico Elena di Troia, allora lo dico perché.
Rispetto appunto al personaggio televisivo, il torto era per come l’abbiamo conosciuto noi Ronchi, leader, affiancato e graffiante incalzato, infatti mi riaggancio poi ci sentiamo Fabrizio Gifuni e alcune diceva Guido però alcuni passaggi della dad della serie viene fuori anche un termine che invece ecco, magari si perde un po’nel tempo equa del coraggio che il coraggio di Enzo e lì c’entra anche la faccenda Costanzo P 2, dove accipicchia sei aggressivo porca miseria.
E Fabrizio Gifuni risponde alla domanda che gli ho fatto su che cosa ha provato quando Bellocchio e gli ha detto Enzo Tortora, lo fai tu.
Allora la primissima nella primissima sensazioni.
Onestamente prescindeva addirittura da Tortola, cioè per me la primissima sensazione,
È stata quella di avere la possibilità di continuare a lavorare con un regista, immenso e Marco Bellocchio, con cui negli anni si è costruito un convoglio di lusso, realizzo che non mi permetterei di massa, ma un rapporto di collaborazione.
Che mi ha fatto crescere moltissimo, che è arrivato forse in un momento giusto proprio dell’Old del mio percorso.
Quindi dopo dopo il primo
Poi, dopo il primo film che fu Fai bei sogni
Poi è arrivato, erano all’esterno notte, arriva dalla grande avventura con Moro e poi rapito e poi un lavoro fatto d’estate a Bobbio, un cortometraggio, dove Marco sperimenta d’estate tutta la sua scatena, tutta la sua libertà creativa che e poi è arrivato questo torto, quindi la prima,
Immediata emozione è stato che bello che posso continuare fortune possa continuare a lavorare con Marco immediatamente dopo.
Si è, diciamo, palesato, il fantasma.
Mi piace chiamarlo così perché il rapporto con con i personaggi con questo ente entità misteriosa che sono i personaggi con cui hanno a che fare gli attori o diciamo, mi piace chiamarli fantasmi.
E Nesta dall’apparizione del fantasma di di di Tortora e quindi ho ripensato,
Ho ripensato a tutto quello che ne sapevo e a tutto quello che avrei scoperto, perché poi, ogni volta che c’è un un’occasione del genere, è un’occasione di di grandissimi scoperte e quindi scoperte fatte veramente tante.
Allora veniamo alla al ruolo di Tortora.
Che son state date interpretazioni è un ruolo complicatissimo per me, che l’avevo visto da in qualche modo in prima linea in quegli anni nei quali il mio vicino al partito radicale, nel mio ricordo piuttosto nitido delle degli sguardi di Tortola, degne, dei sentimenti di Tortona, tutto quello che è successo,
Va be’hai, affrontato già altri ruoli particolarmente impegnative, insomma, Basaglia, Pippo Fava, Aldo Moro sono proprio cosette facili, però questo è stato il sasso niente, io mi chiedo, come hai lavorato sull’interpretazione di Tortora, perché credo di poter dire che viaggiava sul filo del rasoio, liberi a un passo dal didascalico a un centimetro dal macchiettistico, cioè era un lavoro sul filo del rasoio nel senso oggettivo del termine, eppure la misura che che che c’è, almeno nelle prime puntate che ho visto, è perfetta, perché è una gamma di espressioni che appartiene molto a Tortona che, anche quando lo arrestano, mantiene incredibilmente la rabbia che gli ribolle, una una sorta di no
Quindi cos’ha lavorato in sottrazione, come hai lavorato, allora guardare veramente,
è stato il personaggio più più complesso e difficile perché c’erano tante tante trappole, tanti pericoli, alcuni sarai citati, uno tra questi diciamo che Tornatore non è cosa da poco e che Tortora ha in quell’epoca cioè, diciamo Pri prima dell’arresto era uno degli uomini di televisione più imitati d’Italia.
Era Gigi Sabani, che quasi tutte le sere lo imitava anche in sua presenza, quindi diciamo negli occhi e nelle orecchie di una generazione non c’era soltanto Tortora, ma anche, ma anche da una serie di riproduzioni, no, in qualche modo, quindi, in questo lavoro che per me parte sempre dall’interno parte, sempre da un processo di interiorizzazione,
Dei materiali in cui mi immergo per mesi, in questo caso anche per più di un anno
è sempre un lavoro che parte dall’interno e che poi io dico sempre se Arriba
Dall’interno a modificare anche il corpo, cose ovviamente e a cui io mi rendo disponibile bene, ma non è quello l’obiettivo finale, cioè.
Se riesce a lavorare a stare veramente dentro e a non pensare mai
Immediatamente ai suoi tic, a suo modo di parlare a suo modo di camminare, lo sai, ma te lo devi dimenticare, gli chiesi ai lavori dall’interno hai la possibilità di guadagnare e i suoi occhi di guadagnare i suoi occhi, che la cosa su cui mi sono soffermato di più questi occhi,
Che al momento dell’arresto e quando inizia tutta la sua tutto sul fermo giudiziario si spalancano progressivamente, c’è un’intervista della sorella Biagi che lo dice che la cosa che lo aveva spaventato di più era questi occhi che si spalancavano come quelli di un di un bambino durante l’arresto non sono ancora così spalancati c’è una specie di stupore,
Un tempo sospeso, quello che hanno visto tra stupore e incredulità è veramente Joseph K. No che una mattina, senza che avesse fatto nulla di male gli bussano alla porta di notte, gli dicano venga venga del ma perché non si preoccupi venga.
Eh eh.
Poi c’è un lampo già in quella, in quella passerella sconcia che gli fanno fare a via in Selci, c’è un lampo di consapevolezza glaciale, perché quando vede i camion della Rai, quando vede che cosa gli hanno apparecchiato?
Capisce subito che è una faccenda,
Che non si risolverà presto, perché perché quello che trova la mattina lì fuori è già un presagio di sventura sì?
Al microfono eccolo, presagio di sventura e al rifiuto recitare con con gli occhi Kinzo chi di voi ha visto per caso su HBO la serie qualcuno l’ha già vista, no, va bene. Fra un anno ce lo avete su sulla Rai, comunque io vorrei nel libro trovate tutto Enzo Tortora, tanto lo conoscete già anche le insomma la la comunicazione con Pannella e molto divertente da ripercorrere immaginatevi insomma, Tortora Pannella a cena insieme io pagherei 1 milioni di euro per tu c’eri no, quindi sai di cosa parlo, invece vorrei raccontare con con vittorie, con guidò un po’il il torto non proprio in nascosto, ad esempio il Tortora giornalista nel senso il Tortora che scrive
Chi non è assolutamente inferiore al Tortora conduttore televisivo brillante poliedrico, anzi, è perché ovviamente non c’ha il ricatto dell’immagine e quindi riesce a essere ancora più Tortora no di quello che tutti sospettavano il torto alla tua e ti sei lui che è un pazzo furioso, se rieletto tutti gli articoli di Enzo, tutti tutti gli articoli di Tortona, soprattutto me li sono cercati perché non è che c’erano già belli pronti, ecco, non ho passato diversi mesi a e basta la medaglia d’oro giornata, io mo non te ne dà una misura della Camera e del Senato e se ci fosse un mercato editoriale, soprattutto se ci fossero dei lettori
Meriterebbero questi articoli di essere ripubblicati, riproposti perché Tortora si sentiva innanzitutto un un giornalista e ci sono delle sorprese, ad esempio una serie di corrispondenze da Cuba dove lui spiega il regime comunista, partendo da episodi minimi.
Non so la lunga fila dei cubani per poter avere un gelato monoposto oppure ragionamento del reggiseno, cioè Tortora, partiva da un dettaglio e riusciva a spiegarti cose che non sapete non potevi nemmeno immaginare. È stato, ad esempio, il primo a spiegare nuovi mestieri, ad esempio di chi fotografava il cibo, solo che non era cibo per la pubblicità. Se Sepe è una vecchia tecnica, i tortellini velocità dei colleghi, ma all’epoca negli anni 70, è una cosa che certo non conosceva. Nessuno è stato uno straordinario Virgilio della sterminata provincia italiana, ha fatto articoli, ha scritto articoli di cronaca bianca strepitosi andando a cercare dei personaggi che da soli avrebbero meritato lunghi racconti, quando non nei romanzi si è esercitato anche nella cronaca nera, perché a seguito casi importanti è stato, ad esempio, tra i primissimi a rendersi conto che la facoltà di Sociologia di Trento stava accadendo qualcosa di particolare
E che la strategia all’epoca si diceva degli opposti estremismi ci son delle espressioni che per noi sono collaudate, ma mi hanno chiamato, ad esempio, da pm perché pensavano fosse un refuso per dirti, cioè i nuovi redattori di pm, gli opposti estremismi pensavano fosse un errore no all’epoca pensa quanto siamo vecchi, questa era addirittura una frase fatta ma gli opposti estremismi.
Della destra e della sinistra erano ben disposti a combattersi sul terreno della dell’eversione e a seminare morti reciproci, meglio ancora se tra le forze dell’ordine, perché questi dovevano essere prodromici alla risoluzione Torto, arrestato un giornalista sportivo, ma di uno sport che metteva al centro dell’analisi campione e dunque era interessato a capire, il calciatore se credevano credeva in Dio quali libri aveva letto quali erano le sue passioni, è stato un giornalista rigoroso. Se ci fermiamo allo sport, lui è stato il presentatore della Domenica Sportiva che completamente rifatto ha inserito il
Il la moviola e se l’è praticamente inventata, ma c’è un episodio che va ricordato allora una sera tristissima muore una domenica sera un campionissimo Gigi Meroni, la farfalla, granata il Beatle dei dei dei del Torino, il George Best italiano Giorgio ex giocatore del Genoa peraltro avviene.
Specializzazione necessaria viene Invest e viene investito in macchina da quello che poi diventerà il presidente del Tilli Romero Bronzino, cioè questi casi proprio nella vita incredibile.
Tortora viene informato in diretta di questa di questa morte, ma si rifiuta di dare la notizia perché?
Sì, perché chi vuole essere sicuro che la madre di Gigi Meroni sia stata già informata, se non ho questa certezza, io questa notizia non la donna.
Oggi ti danno per morto ancora prima, nel senso che, se devi subito creare il click come si chiama, non lo so, ma il Bate e il clickbait se Cazzato e dove devi arrivare per primo, dunque non è che il cadavere tiepido proprio non ancora a casa se manca quello nel giro di 10 minuti muore, partiamo con la notizia, la madre di Gigi Meroni ricorderà sempre grazie a Tortora, io ho avuto due ore in più di vita che è una frase Franzese e bellissima ecco, questo era l’Enzo Tortora giornalista Chini Estremoz aggiungere una quota dei dei dediti allo Stato per chiedere perché prima vittoria ha citato la, l’invenzione della moviola
Benissimo Tortora stesso. Penso, tra l’altro, di averlo scoperto dal libro di Vittorio. Adesso non mi ricordo diceva la, la muovere o non l’ho inventata io, l’ho inventata Marcel Proust, e cioè il mostrare le azioni umane a un ritmo così dilatato che vedi tutti i dettagli, ora torto non era tanto un amante di Proust, quanto di Stendhal e di altri e di altri autori per rimanere alla Francia, poi è la sua passione, era ancora un’altra letteratura, però la cosa interessante è che prima e più che giornalista torto ne sentiva proprio uomo di lettere, come avrebbe detto Sciascia e qualcosa ancora anteriore, addirittura a intellettuale, cioè una persona il cui rapporto con il mondo è mediato dai libri, dalle moltissime letture, quando andò a intervistarlo Sebastiano Vassalli nella casa di via dei Piatti, poi disse questo ha più libri di me che faccio lo scrittore di professione
Ora qual è però il il dramma dell’uomo di lettere italiano, da sempre da per per alcuni secoli, prima dell’Unità e poi anche dopo l’Unità, è quello di Skov, siccome media attraverso la letteratura o un paese che non esiste ancora poco e forse non è mai esistito?
Il soggetto anche delle allucinazioni incredibili, cioè sovrappone alla letteratura, alla vita e questo perché lo dico perché è vero tutto ciò che ha detto Vittorio sul fatto che Tortora è stato un grande narratore dell’Italia dei dei dei dei dei 1.000 campanili, è andato a cercare le storie più più assurde e né né nei paesini più dimenticati.
Ma è anche uno che poi, dopo l’arresto e in quei mesi successivi.
Apre io che direbbe Gifuni sgrana gli occhi e c’è c’è un suo appunto disperante.
Fuori dice io ho.
Sono stato un idiota, ho creduto in un’Italia che non esiste e che forse non è mai esistita, dove l’ho vista io, questa Italia cellule ha l’impressione che improvvisamente cada questo velo e riesca a vedere la realtà di un Paese che che le sue lenti letteraria ve lo avevano portato un po’non dico a ad abbellirlo ma quantomeno a ingentilire lo rispetto a qual era poi la sua situazione reale.
Tra l’altro, lui disse a un certo punto Enzo Biagi, se non sbaglio, dove lo metti nel libro, forse l’unico errore che ho fatto è stato aver sbagliato passaporto e ultimo giro, poi ci chiudiamo con un’altra clip di Gifuni.
Allora, Marco Paolini è uno che approfondisce molto e dice sempre che quando lui scrive libri in realtà se scrive 100 pagine per quelle 100 pagine nelle si trova, poi si perde nel leggerne oltre 1.000 e tu di Tor tranne lette 500.000, ti chiedo, mentre scrivere il libro quanto ha imparato in più su Tortora che non pensavi di di imparare,
Ma ho imparato sulla complessità di quest’uomo.
E non era un uomo complicato, era appunto un uomo complesso, aveva una grande forza, non era simpatico perché non voleva esserlo, è stato anche la sua debolezza al momento del giudizio popolare, perché questo Paese puoi essere un simpatico figlio di buona donna ti viene perdonato tutto, ma se appena appena sei un po’alla alla schiena dritta non non fai troppe moine non non fai parte di cordate non hai non ai debiti da dover onorare e insomma stare in questo Paese a un certo livello diventa diventa difficile.
Tortora, io l’ho amato per delle frasi fulminanti.
E lui amava i calembour e i paradossi, non le mandava a dire nessuno va be’di, Emilio Fede disse che era un genero di prima necessità perché aveva sposato la figlia del direttore generale della Rai Fanfani, era il trionfo del ceto medio
Ma il compromesso storico lo sintetizzava una battuta e Posa posa Gero fratello tra la falce e il martello, ma in realtà proprio non non voleva farsi degli amici, anche perché ne voleva pochi ed erano pochi fidati di una vita, e dunque non aveva questo atteggiamento anche un po’mafioso paramafioso no la se c’era un altro che non io mi ci riconosco insomma.
E un giornalista non non lo chiamerei mai collega, ecco no, soprattutto di crudezza, ma non per cautela, per cautela Eco, non poi ho sempre pensato che il giornalismo, appunto, ci sia spazio per tutti, anche per chi sa scrivere ma non certo Tortora e Tortora era proprio così e,
E ha pagato e ha pagato fino in fondo, però sono convinto che persone di questo tipo poi ottengano indietro una stima.
Non so se è una memoria, ma una stima dei contemporanei di chi l’ha conosciuto che che impagabile, per cui alla fine l’importante è offrire un esempio, essere un esempio in un’Italia che gli esempi non vuole seguire, che che vuole dimenticare che chiede la giustizia si occupa solo quando la cosa riguarda te o un tuo familiare ma per il resto che mi frega non
E dunque studiare la sua vita è stata, è stata una sorpresa e una conferma e ed è stata la conferma che non potevano prendere la persona più sbagliata, cioè che dovevano fare un errore, dovevano propri figliare Tortora.
Errore alé alé, all’ennesima potenza, si cioè se volete prendere proprio in accantonata, micidiale e come quello hanno preso l’accantonata e sono stati promossi, c’è una un episodio che tu racconti di quando Tortora viene portato a casa perché viene messo agli arresti domiciliari perché lui era uno molto distratto allora
Dicevo, viene condannato, si rimette al Parlamento europeo, si presenta a Chiasso nella manifestazione radicale e per capire se deve essere arrestato o meno in quella manifestazione, sempre lì giocava a fare il giornalista, e da qui anche nasce un po’questo libro, perché è un piccolo episodio che,
Un rimorso, allora avevo appunto 17 anni che, come ho già detto in altre occasioni, non è un’attenuante semmai un’aggravante e mi ritrovo poi a un certo punto di fronte a Tortorano nella muta dei giornalisti,
E gli chiedo
La sua prossima mossa, quale sarà domanda veramente imbarazzante Tortora, mi fulmina con lo sguardo e mi dice noi radicali non facciamo mosse, facciamo iniziative politiche lì mi sentivo una merenda e forse in quel momento ho deciso che avrei forse ripagato, ma, come dire l’errore con un libro di Fulvio Crivello, questa cosa comunque, lui poi, dopo qualche giorno di clandestinità, insieme a Francesca Scopelliti, la sua compagna si presenta a in piazza del Duomo, a Milano scende, si leva il casco della moto accompagnato dal nipote e c’è Marco Pannella, che ha organizzato il grande spettacolo serio nel Partito radicale del
E di Tortora che si consegne sui giudici. Alla fine di tutto questo Tortora viene preso in custodia dai poliziotti caricato nella macchina e la volante fa una sgommata e va e dove va e va a 400 metri dopo perché in via dei Piatti è proprio vicino a piazza del Duomo. Anche qui, come dire, la polizia ci ha messo del se siamo interpreta con Loretta però, quello che non si sa che io racconto nel nel libro che a un certo punto, nella confusione anche i familiari, se l’erano persa per colui arriva e non c’è nessuna casa ed essendo torto era uno molto distratto, non aveva manco le chiavi di casa, per cui i poliziotti
Che molto spesso sono persone innanzitutto di grandissimo consenso, dicono guardi, onorevole
Ci fidiamo di lei, stia qui ad aspettare nella Guardiola, poi quando arrivano con le chiavi salirà gli arresti domiciliari, cioè uno degli uomini, più come dire, inseguiti condannati e perseguitati d’Italia, lasciato nella Guardiola dai poliziotti che lo salutano, gli stringono la mano e mi dicono va bene, poi ci vediamo per i controlli, fra qualche giorno chiederei con Guido, chiedendo a lui quello che poi abbiamo chiesto a Gifuni, che è un po’la nostra copertina di chiusura, ringraziandovi per aver avuto la bontà e la pazienza di ascoltarci e di ascoltare quel che resta di Enzo Tortora e questo chiedo Guido cosa resta di Enzo Tortora, è cosa ti resta addosso
Di Enzo Tortora,
Dottoressa addosso a me personalmente, cosa resta di Enzo Tortora in quello che fai nel nel tuo lavoro, ma guarda, la cosa che che mi colpisce di più in assoluto è quella a cui anzi a Spiro un po’io io.
Realtà
Attendo adesso una persona Bentham molto più concilianti a condiscendente, cerco di crearmi appositamente una maschera più antipatica, perché è proprio quel qualcosa di metodo, è una delle delle vie migliori per per mantenere la propria libertà.
E la propria indipendenza e io sono convinto che forse torto non lo faceva istintivamente, questo ne ho dovuto teorizzarono, però è un metodo che che bisogna, bisogna considerare molto bene, c’è quantomeno si è inclini a mercanteggiare concedere a appunto a usare tutte le risorse della simpatia che poi sono utilissime nella vita personale tanto più si mantiene quella limpidezza che lui di dimostrò in in almeno due circostanze e che mi sono rimaste impresse una è la sua ostinazione anche quando era praticamente in fin di vita.
Poco dopo l’arresto a non voler chiedere la libertà provvisoria
E gli avvocati dovevano pregarlo e a un certo punto, quando veramente la sua situazione cardiaca si fa grave e lui acconsente dice va be’sentite, fate, come vi pare e avvocati devono presentarla, diciamo autonomamente questa richiesta di.
Di scarcerazione, ma lui per lui era proprio qualcosa che intorbida va questo suo, questa sua chiarezza e l’altra cosa è che.
Lui non vuol Ines non volle in nessun modo che l’avvocato del collegio difensivo presentasse la cosiddetta subordinata, c’è quella che si propone alla Corte nel caso di mancato accoglimento della richiesta principale, cioè diceva bene bene, io sono innocente e dovete al Söderling, però nel caso mi condannasse tenete conto di questo questo questo e questo,
E lui no.
Era proprio o innocente o premi devono triplicare la pena, sarebbe assomigliato a un pre patteggiamento esattamente tant’è vero che da Della Valle e che, insomma, il il come chiamarlo la stella polare è la stella polare del collegio difensivo, disse do dovetti infilare di nascosto la subordinata perché ero tenuto a farlo in quanto avvocato ma,
La stracciati dalla copia che de che che sottoposi a Enzo, perché altrimenti mi avrebbe tolto e mandato a difenderlo e questa nettezza, questo evitare tutte le zone ibride, torbide, eccetera è una cosa che Epsom, è preziosa anche per chi non sia caratterialmente come lui bisogna sforzarsi a essere un po’così essere un po’più antipatici.
Di quanto si sarebbe per usare De Gregori e i comici mi rendono triste, simpatici, mi stanno antipatici quella roba, lì ci salutiamo con lui israeliani assolutamente Fabrizio Gifuni, che risponde alla stessa domanda, cosa gli è rimasto addosso di tutto quello che ha letto o sentito di e su Enzo Tortora,
Mi è rimasto una cosa che mi ha molto colpito perché è stata una delle scoperte.
Ma io avevo memoria perché, appunto prima di ascoltare Radio Radicale e quel primo processo ero stato tra i tanti milioni di italiani, a quel tempo ero un ragazzino che il venerdì sera si vedevano Portobello magari non ne vedevo tutte e due ore.
E di di puntata, ma mi vedevo delle parti se c’erano Sergio durerebbe sei ore a Portobello,
E quindi conoscevo, diciamo più l’uomo di televisione.
E poi la vicenda giudiziaria che conoscevo abbastanza bene, ma che naturalmente ho cercato di capire fino in fondo, perché è una storia apparentemente semplice, cioè la derubrica, dicendogli l’esempio macroscopico, l’archetipo dell’errore giudiziario italiano.
Ma è una vicenda molto difficile da dipanare, cioè quali sono le componenti casuali occasionali, che si intrecciano gli scherzi del destino e quali sono quelle che non sono.
Per niente occasionali, e allora la cosa che mi ha molto colpito è stato qualcosa che io non conoscevo, cioè.
Prima del suo impegno politico col Partito radicale
Tipo di dirittura e di coraggio che aveva quest’uomo, rileggendo in particolare
Nel libro, che è una specie di Bibbia di di Di Vittorio, Pezzuto le cose da Mauro, ipotesi che, attraverso i fondi.
Le cose che lui andava scrivendo perché Tortora era un giornalista prima di diventare un presentatore famosissimo, anche molto bene, scriveva bene, probabilmente è quello che avrebbe voluto fare il successo, gli scoppia un po’fra le mani, naturalmente ha fatto la storia della televisione italiana o Campanile sera alla Domenica Sportiva, con tutta una serie di trasmissioni, però era una persona e ci veniva spesso anche a dirlo orgogliosamente che passava quasi tutto il suo tempo libero a leggere, a leggere i classici a leggere Stendal leggere, Dostoevskij era un uomo d’immensa cultura, quello che non sapevo erano le posizioni che lui aveva preso
Anche su rubriche laterali sempre io cito sempre quello dei periodici a fumetti anche lo descriveva si misurano sul monello, il suo albo tv teneva due rubriche della posta, ecco, se si vanno a sfogliare quelle rubriche della posta, si fa ogni volta che faccio un salto sulla sedia.
E cito spesso perché credo che sia un Fattorello di non poca importanza nella storia di questo Paese, quando nel 1981 scoppia lo scandalo della P 2 vengono ritrovati gli elenchi.
Beh Tortora e inizia ad avere un,
Voglio dire un’ossessione, ma una tensione costante a quello che stava succedendo sotto e a quello che lui vedeva anche intorno a sé nel suo mondo telefono qua non soltanto quanti colleghi appartenevano a quella terza fammi ricordiamo anche costano il dolore senza che lui diciamo che diceva sempre io non appartengo a nessuna delle due grandi chiese, io non sono né democristiano comunista, sono un liberale e questo diciamo gli costò naturalmente un diciamo una mancata protezione, uno scatto dal paracadute, quantomeno ma lui non apparteneva neanche a quella terza grande famiglia.
E che inizia a diventare visibile, poi c’è tutta la battaglia che lui fece dall’interno della Rai e tu figura di quanta quante simpatie si è potuto guadagnare per la fine del monopolio della televisione di Stato, quindi fonda Antenna 3 che supera in ascolti addirittura RAI due viene cacciato altra cosa che non sapevo
Viene cacciato due volte dalla Rai una prima volta, come succedeva tanti per un’imitazione di troppo di Alighiero Noschese che fece di Fanfani.
Ma la seconda volta per un’intervista in cui definì la Rai è un baraccone, un record e validato da boy-scout testualmente, dopo 24 ore da fuori Milano, 24 ore era fuori e ci rimane per sette anni ed era già uno dei presentatori, è importante e poi viene richiamato sotto la presidenza della Rai di Paolo Grassi che aveva fondato con Strehler il Piccolo Teatro di Milano che,
Allora, grazie a Fabrizio Gifuni, assolutamente in contumacia, vorremmo dire contesto, però io vorrei ringraziare ovviamente voi che ci avete accolto e ovviamente Guido e.
E Vittorio che, insomma, ci ha dato un motivo in più per provare a raccontare di nuovo la storia e le storie di di Enzo Tortora, puoi chiudere tu.
No, parli adesso taccia per sempre, tace per sempre, mentre pensiero bene quell’strappa applauso per Vittorio per Guido, è perché ci ha ospitato, ovviamente anche quel disgraziato grazie a voi, io ringrazio quello Vitiello Vittorio Pezzuto, Emilio Targia, restate con noi perché fra poco Alessandra Paparelli Intervita e supersonica che poi si esibiranno qui e poi diamo la linea allo studio Roma perché Green Carpet Tevere Night con Luca Bussoletti, grazie a tutti e buona serata.
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