Scontro Comune-Sindacati. Radice rompe il silenzio: «Accuse false, investito oltre un milione di euro per i dipendenti»


L’Amministrazione comunale replica punto per punto alle polemiche di CISL e UIL su relazioni sindacali, ticket, fondi di produttività e sistemi di valutazione

Legnano – «E’ ora tempo di ristabilire la verità dei fatti dinnanzi alle ripetute false rappresentazioni di alcune sigle sindacali: relazioni sindacali scorrette, non volontà di istituire di ticket elettronici in sostituzione dei buoni pasto in uso facendo credere che ai lavoratori sia negato un diritto, mancata costituzione del fondo di produttività e, in ultimo, approvazione di un nuovo sistema di valutazione del personale bypassando il confronto con i sindacati». «Su ciò di cui non si può più tacere si deve parlare, e lo si deve fare secondo verità», esordisce il primo cittadino, che rivendica gli sforzi economici fatti negli ultimi cinque anni: oltre 1 milione di euro investito sul personale, di cui 500.000 euro di risorse aggiuntive e non obbligatorie.

Passato il silenzio imposto dalle scadenze elettorali, quando infatti non si poteva parlare per obblighi di legge (nei 45 giorni del silenzio elettorale) o perché non poteva approvare atti di competenza del Consiglio Comunale (l’assestamento di bilancio che “sblocca” le risorse per i fondi integrativi per i lavoratori non poteva essere votato durante il periodo elettorale e andrà in aula il prossimo 28 luglio) l’Amministrazione ha taciuto. Ora invece, il Sindaco Radice ha rotto il silenzio per rispondere alle accuse mosse da alcune sigle sindacali (in particolare CISL e UIL), definendole “false rappresentazioni” che danneggiano i lavoratori.

«Gli sforzi dell’Amministrazione sono continui»

«Sono pesantiscrive il Sindaco in una nota le accuse che vengono mosse alla nostra Amministrazione; una serie di false affermazioni che fanno sorgere domande. O il Comune di Legnano improvvisamente è divenuto nemico delle persone che vi lavorano o, forse, chi le sta usando saltando dall’una all’altra in maniera frenetica, e senza “portare a casa” alcun risultato, sta cercando a tutti i costi uno scontro che nessuno vorrebbe?

« E allora, su ciò di cui non si può più tacere si deve parlare: e lo si deve fare secondo verità, argomentando punto su punto. Anche per questo ho chiesto alla RSU dei dipendenti comunali un incontro per ascoltare dubbi e confrontare i fatti con le paure alimentate ad arte da qualcuno che, mi sembra, lavori avendo a cuore più i propri interessi che non quelli dei lavoratori comunali. E lo dico perché tutto si può dire a me e alla mia Amministrazione, ma non che in questi anni le richieste delle parti sindacali non siano state ascoltate».

«Un milione di euro per i dipendenti negli ultimi 5 anni»

«Negli ultimi anni – dichiara abbiamo destinato oltre 500.000 euro aggiuntivi, e non obbligatori, al personale, tra riconoscimenti per le progressioni di carriera (oltre 230.000 euro), incrementi volontari e stabilizzazioni di risorse prima variabili al fondo di produttività e, soprattutto, la creazione del welfare aziendale. Grazie a quest’ultimo, quasi 230.000mila euro oggi arrivano nelle tasche del personale comunale in buoni da 500 euro annui utilizzabili per spese di varia natura (consumi, salute, ecc.)».

«Sono risorse chiarisce il Sindacoche nessuna norma obbligava a stanziare e che questa Amministrazione ha scelto di investire per riconoscere concretamente l’impegno e la professionalità dimostrati dalla stragrande maggioranza dei dipendenti in anni segnati dalla pandemia, dalle emergenze, dall’attuazione del PNRR e da un’intensa attività progettuale che ha consentito al Comune di intercettare importanti finanziamenti. A questo si aggiunge uno sforzo costante per la formazione continua e per il benessere dei lavoratori. Per non parlare dello “sblocco”, dopo anni e anni di inerzia, delle progressioni orizzontali e verticali (per i non addetti ai lavori del settore pubblico: crescite economiche e di posizione)».

«Azioni rivestite di false narrazioni»

«Infine, non si può tacere come questa Amministrazione abbia riordinato le relazioni sindacali e le abbia riportate in un alveo di rispetto dei tempi e delle procedure definite dalla contrattazione nazionale e dalla legge, come più volte richiesto dalle stesse parti sindacali. Certo, c’è sempre e ancora tanto da fare, ma dipingere un’amministrazione inerte o, peggio, che “gioca sporco” contro i propri collaboratori, è una immagine indegna, indecorosa e che sa di battaglia politica più che di rivendicazione sindacale. E quando la politica si insinua subdolamente nelle relazioni sindacali, a perderci son sempre e solo i lavoratori».

«Risulta quindi difficile comprendere come si possa descrivere quest’Amministrazione come indifferente nei confronti del personale quando, al contrario, ha scelto di condividere con i propri dipendenti una parte della crescita economica e organizzativa del Comune attraverso investimenti concreti e misurabili: considerando tutte le cifre stanziate negli ultimi 5 anni stiamo parlando di oltre 1milione di euro. A fronte di tutto ciò, le azioni dell’Amministrazione comunale sono state ignorate o, peggio, apertamente misconosciute e, per di più, rivestite di false narrazioni per scopi sindacalmente inspiegabili rafforzando narrazioni false e completamente prive di fondamento giuridico».

La replica del Sindaco punto per punto

 

«Le relazioni sindacali spiega il Sindacosono disciplinate dalla contrattazione collettiva nazionale. Il Comune di Legnano le ha sempre rispettate e le rispetta, perché crede nel loro valore. Esse non possono essere piegate alle ambizioni di singole sigle sindacali o, peggio ancora, dei loro propri rappresentanti: si contratta quel che va contrattato ai sensi del CCNL; ci si confronta esclusivamente sui temi previsti dal CCNL. Questo è quello che il Comune di Legnano ha fatto e intende fare. Tutto il resto corrisponde a false narrazioni prive di fondamento, che rischiano di confondere i lavoratori e l’opinione pubblica e che, anche nel confronto svoltosi in Prefettura, non ha trovato alcun riscontro. Dispiace constatare che, invece di utilizzare le sedi e gli strumenti previsti dal Contratto Collettivo Nazionale degli Enti Locali per affrontare questioni complesse e importanti, si sia scelta la strada della polemica pubblica e della contrapposizione mediatica. Le relazioni sindacali si costruiscono rispettando le regole, non attraverso comunicati stampa o dichiarazioni che alimentano tensioni e seminano solo confusione, senza contribuire a risolvere i problemi».

«Il Comune di Legnano, fa saperepur non essendovi obbligato, ha a suo tempo istituito il servizio sostitutivo della mensa con buoni cartacei che possono essere impiegati solo da chi consuma effettivamente il pasto. Diverso è il caso dei ticket restaurant, i quali possono essere spesi anche da chi non consuma il pasto (esempio: per fare la spesa). È chiaro che questo strumento rappresenterebbe un ulteriore benefit per alcuni lavoratori, ma altrettanto evidente è che, avendo dato priorità all’introduzione del welfare aziendale (500€ annui a lavoratore, per una spesa di quasi 230mila euro per le casse comunali), serva ora tempo e analisi di compatibilità giuridica, ma anche organizzativa ed economica, per individuare risorse nel bilancio comunale, considerato che i ticket comporterebbero un ulteriore incremento di spesa nell’ordine di 200mila euro».

«Per quanto riguarda la mancata costituzione del fondo di produttività nota qui alla falsità si aggiunge l’ignoranza o la mala fede. Per costituire il fondo di produttività – spiega – serve una variazione di bilancio che al Comune era vietato fare nei 45 giorni precedenti alle elezioni e che solo ora, a Consiglio Comunale insediato, è possibile fare. Con l’assestamento generale di bilancio del 28 luglio sarà possibile costituire validamente il fondo in questione. Il resto sono solo parole in libertà, prive di cittadinanza in contesti istituzionali».

«Il sistema di valutazione è stato approvato a fine 2024, comunicato a tutti i sindacati e reso noto a tutti i dipendenti. Nessuno ha sollevato questioni allora. Dire che il Comune di Legnano ha agito in difformità della legge e della contrattazione nazionale è semplicemente falso e si commenta da solo. L’Amministrazione applica oggi un sistema regolarmente approvato e validato secondo le procedure previste. È quindi infondato alimentare l’idea che esistano strumenti costruiti per penalizzare alcuni dipendenti o favorirne altri. L’obiettivo è esattamente l’opposto: costruire un sistema capace di valorizzare il merito, riconoscere il lavoro svolto e superare logiche che finiscono per considerare indistintamente uguali situazioni profondamente diverse».

«E’ stato introdotto, per la prima volta a Legnano un sistema di welfare aziendale che garantisce a ogni dipendente 500 euro di benefit; una misura mai prevista in precedenza. Sono stati inoltre riattivati i percorsi di miglioramento di carriera (peraltro oggetto di una specifica scelta nel primo anno di mandato consiliare, dopo anni di torpore), consentendo ai lavoratori di ottenere percorsi di crescita professionale ed economica che, in molti casi, erano fermi da oltre un decennio. Il percorso non sarà interrotto».

«Il dialogo continua»

Il sindaco ha già chiesto un incontro ufficiale con la RSU (i rappresentanti interni dei lavoratori): «Incontrerò i rappresentanti per avviare un percorso ispirato alla verità e al senso delle istituzioni conclude Radice –. Continueremo a dialogare con chi ha uno spirito costruttivo, ma respingeremo ogni tentativo di trasformare il confronto in uno scontro mediatico a fini politici».

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Redazione

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