lo scontro sulle chat di Delmastro, intervista a Dario Iaia (23.07.2026)


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E Radio Radicale siamo Colnago, autorevole ghiaia, di Fratelli d’Italia, capogruppo, in giunta per le autorizzazioni, per parlare di quello che è successo, sull’autorizzazione all’uso e al.
All’utilizzo delle comunicazioni di e l’ex sottosegretario Andrea Delmastro, allora nell’ordine successo questo ieri
Avete votato il diniego all’utilizzo delle delle auto, delle auto diesel delle tv e la messaggi della messaggi inizialmente della messa alla messa di che ci sono arrivato poi al Senato clamorosamente hanno bloccato i lavori d’aula occupando quelli del boom solo quelli del Movimento 5 Stelle. Lo dico perché ero presente che poi, nel pomeriggio
A scoppio un po’ritardato rispetto al Senato, c’è stata una serie di interventi sull’ordine dei lavori di tutti i gruppi dell’opposizione.
Allora che cosa è successo a violativi, letto negli atti, le comunicazioni di Del Mastro punto interrogativo e soprattutto com’è andata la discussione che si sta andando in relazione alle perché avete votato su delle cose che nessuno ha visto, allora cerchiamo di fare un po’di chiarezza intanto la messaggistica non l’ha letta nessuno perché non è stata scaricata dal telefono di Carroccia. Questo è un primo aspetto che va chiarito e noi abbiamo assunto questa posizione perché bisogna tener conto in un Paese democratico ed uno stato di diritto ancora oggi, di ciò che ha stabilito la Corte Costituzionale su questi argomenti e su questo tema
In particolare, deve essere chiaro che la Corte, con la sentenza 170 del 2023 caso Open Renzi, ha chiarito quali sono i principi che devono essere rispettati nel momento in cui si richiede da parte della Procura il sequestro della messaggistica di un parlamentare sia WhatsApp, ossia segna lo siano per esempio male. Quindi la Corte è stata assolutamente chiara da questo punto di vista, precisando che la procura e può certamente avanzare una richiesta di sequestro della messaggistica. Intanto, la procura di Roma non aveva neanche chiarito.
Che cosa intendessero che inizialmente era stata chiesta l’acquisizione della messaggistica. Soltanto a seguito di una nostra richiesta espressa, la procura di Roma ha chiarito che avanzava richiesta di sequestro di questa messaggistica contenuta nel telefono di Carroccio diceva la Corte costituzionale ha chiarito come, nel momento in cui la procura, l’organo che svolge le indagini, viene a sapere che all’interno ci sono dei messaggi di un parlamentare. Deve immediatamente sospendere l’attività di estrazione, e questo ha fatto correttamente alla Procura di Roma, ma la Corte
Ha anche precisato con questa sentenza 170, che l’organo investigativo deve prima espletare tutte le attività di indagine possibili, possono essere pedinamenti, possono essere verifica di conti correnti bancari o attività di altro genere e soltanto come extrema ratio può chiedere il sequestro dei messaggi e delle interlocuzioni. Riguardano un parlamentare perché una questa norma, questo orientamento, diciamo che questo tema, questa posizione assunta dalla Corte costituzionale e non è Capodichino, ma si basa sull’articolo 68 della Costituzione, che prevede l’espletamento libero delle attività da parte del parlamentare, per cui proprio per questa ragione sia il sequestro, la perquisizione devono essere autorizzate dalle Camere di appartenenza. Ricordo
Che nel caso Opem il Partito democratico nel momento in questa, ma anche a Vs momenti in cui è stata richiesta la l’autorizzazione al sequestro dell’uso del la messaggistica riguardante il senatore Renzi Bonifazi e la deputata Boschi ha votato contro
La richiesta di autorizzazione, per cui i due pesi e due misure scusi reintroduce e 10, quando ci sono stati ius dei loro incisivi. Gli interventi sull’ordine dei lavori c’è sul caso Del Mastro è intervenuta anche Italia, Viva, se si ricorda, mi pare di sì, mi pare di sì, però ho letto anche delle agenzie di Italia Viva su questo. Ecco la sorpresa. Questa cosa non mi sorprende, perché alla fine abbiamo visto come le opposizioni prendono posizione a seconda dei soggetti, ma una cosa ancor più clamorosa è il Movimento 5 Stelle, cioè noi non dobbiamo dimenticare che il senatore Scarpinato, componente della Commissione antimafia, è componente senatore del Movimento 5 Stelle. Ha avanzato lui stesso
Un conflitto di attribuzione alla Corte costituzionale, per non consentire alla Commissione Antimafia di poter far accedere i componenti della Commissione antimafia alle intercettazioni e Int che sono intercorse tra delle telefonate intercorse tra lui stesso e Gioacchino Natoli, ex magistrato oggi indagato dalla procura di Caltanissetta per favoreggiamento all’associazione mafiosa. Quindi, in questo caso il Movimento 5 Stelle e il senatore Scarpinato hanno sollevato loro stesso conflitto di attribuzione affinché non i con gli stessi componenti dell’antimafia non potessero accedere a queste intercettazioni che contenevano che cosa
Gli accordi che si stavano prendendo prima che Natoli venisse sentito e audito dalla stessa Commissione antimafia. Quindi siamo in una situazione paradossale, in cui si prende posizione, a seconda della convenienza del momento,
Il Movimento 5 Stelle ci ha fatto una, ci sta facendo in questi giorni una discreta campagna con l’hashtag, tirar fuori le chat.
Questa è una cosa qua come l’ha trovata
Ma è la solita campagna Movimento 5 Stelle, cioè non non si tiene conto di quelle che sono le norme, non si tiene conto dei principi stabiliti dalla Corte costituzionale, anche del garantismo che ci deve essere, perché da una parte vi è,
L’esigenza che la pena sia certa, che sia anche dura nei confronti di chi ha commesso dei reati, ma non dobbiamo mai dimenticare che nell’ambito del processo bisogna essere garantisti e bisogna rispettare quelle che sono le norme dello Stato di diritto, altrimenti diventiamo uno stato giustizialista, così come il Movimento 5 Stelle vorrebbe erano soltanto per i suoi avversari politici
Di tirare dentro Borsellino a questo scontro a questa per me è una vergogna, è una vergogna, perché Borsellino non c’entra assolutamente niente in questa vicenda e peraltro ricordo che la Commissione Antimafia sta svolgendo un importante lavoro di indagine sulla vicenda Borsellino, soffermandosi su questo filone. Importante è quello che della mafia e degli appalti e non dobbiamo dimenticare che la commissione Antimafia sta seguendo anche delle indicazioni che provengono dai figli del giudice Borsellino e non dobbiamo dimenticare che il 13 luglio 1992, vale a dire sei giorni prima,
Della morte dell’attentato, al giudice Borsellino veniva firmata una richiesta di archiviazione su questo filone mafia, appalti e tra i firmatari di questa richiesta di archiviazione c’era anche il senatore Scarpinato. Quindi tutte queste cose non dobbiamo dimenticare. Io credo che sia più serio e sia opportuno lasciare da parte questi. Queste figure che hanno fatto la storia della nostra Repubblica, è che veramente
Hanno perso la vita per il loro coraggio e poi dibattere
Ma non credendo che anche l’analfabetismo giuridico possa condurci da qualche parte, cioè in uno Stato di diritto, quando rispettate le norme vanno rispettati gli orientamenti della Corte Costituzionale, che non possiamo, ad ogni piè sospinto difendere la Costituzione, ed è giusto farlo però poi quando non ci conviene non tenere conto dei principi dettati dalla stessa Corte costituzionale.
Valutazioni molto chiare, io la ringrazio per la sua classe a nuova vita, dopo averci un po’spiegato, i termini della della della questione nebbie, forse non erano noti ai più, insomma, hanno visto questo Asperger corridori chat, e non l’hanno capito forse nel merito come erano andate le cose.
Questa è la ringrazio, grazie all’onorevole Iaia di fratelli, grazie a voi


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