Centro storico, il Comitato dei residenti chiede un rilancio condiviso


FANO – Riportiamo di seguito la lettera del Comitato Residenti Centro Storico di Fano, che interviene sul progetto di rilancio del centro storico annunciato dall’amministrazione comunale, chiedendo un percorso condiviso e indicando le principali criticità che, secondo il Comitato, dovrebbero essere affrontate:

 

“Il Comitato Residenti Centro Storico prende atto, da quanto riportato dalla stampa, che la Giunta comunale avrebbe definito l’impiego dei due milioni di euro di extra-profitti provenienti da Aset Spa, dopo un confronto con le organizzazioni sindacali e il tavolo economico. Tra le destinazioni previste, una parte dei fondi sarebbe dedicata al cosiddetto “rilancio del centro storico”.

Poiché non è stato chiarito cosa l’amministrazione intenda con il termine rilancio, il Comitato ritiene necessario precisare che la futura azione per essere credibile e utile alla città, debba essere definita in modo condivisa e debba includere tutti gli attori che vivono, lavorano, studiano e risiedono nel centro storico. Ricordiamo che gli utili generati da Aset Spa derivano dalle tariffe pagate da tutta la cittadinanza per servizi essenziali: è quindi doveroso che il loro reinvestimento rispecchi le esigenze dell’intera comunità.

In merito al rilancio del centro storico serve capire in quale direzione sia volto il rilancio e se si tratta esclusivamente di un rilancio ai fini commerciali e turistici (per cui i dialoghi avvengono esclusivamente solo e sempre con gli operatori economici).

Il Comitato ha più volte sollecitato l’amministrazione a creare un tavolo di lavoro condiviso, dove tutti gli attori del centro storico potessero condividere tali scelte. Questa richiesta non è stata fino mai accolta. Si auspica che questa occasione sia proficua dato che il centro storico è sempre più in costante declino.

Si ritiene doveroso ricordare, elencandole, le numerose criticità in cui il centro storico si trova e molte delle quali irrisolte:

  • ex Filanda, area archeologica in attesa da vent’anni di una destinazione turistica;
  • area archeologica di Via Vitruvio, ancora senza soluzione;
  • ex Sant’Arcangelo, cantiere fermo da anni per questioni legate agli appalti;
  • giardini Leopardi e Marconi-Paolini, in stato di degrado e manutenzione inadeguata per cui l’ex giardino storico è manutentato come un campo agricolo, ovvero mediante l’uso di mezzi agricoli inappropriati alla delicatezza dell’area storica e trasportati da camion – che tra l’altro, ingombrano le vie storiche – e il conseguente maltrattamento delle poche restanti specie arboree vegetali che sopravvivono all’impatto;
  • capitozzature di alberature con l’inevitabile morte come il leccio morto e mai sostituito in Via Nolfi;
  • circolazione automobilistica congestionata e assenza di limiti di velocità adeguati;
  • mancata sorveglianza dei varchi ztl e razionalizzazione della stessa includendo le vie all’interno della cinta muraria;
  • drastico aumento di nuovi parcheggi a pagamento con drastica riduzione di quelli liberi;
  • costi spropositati della campagna di abbonamenti per i residenti – non allineati alle altre città della provincia e della regione – con conseguente mancanza di adesione dei residenti all’offerta attivata dall’amministrazione;
  • assenza del regolamento acustico, nonostante l’appello del Comitato C.S.R. al Prefetto;

e inoltre:

  • cantiere della nuova area archeologica di Piazza Andrea Costa che ha completamente rivoluzionato il modo di relazionarsi all’area da parte di tutta la cittadinanza
  • conseguente spostamento “provvisorio” (fino a quando?) del mercato quotidiano in area di pubblico parcheggio, assolutamente privo di servizi igienici e idrici;
  • cantiere della nuova biblioteca;
  • proiezioni pubblicitarie sulle pareti dei monumenti storici, vedi ad esempio san domenico, oltretutto scarsamente fruibili vista la prospettiva del cantiere di vitruvio.

Si indica inoltre che la presenza di cantieri abbandonati, spazi non illuminati, aree archeologiche non fruibili e giardini trascurati ha generato nel tempo zone poco sicure, soggette a frequentazioni improprie, bivacchi, scarsa sorveglianza e percezione di insicurezza per residenti e famiglie.

Contrariamente la sicurezza urbana richiederebbe cura degli spazi, manutenzione e vivibilità quotidiana e la presenza di residenti che garantiscono: cura quotidiana dei luoghi, presidio sociale, continuità di vita urbana, domanda stabile di servizi di prossimità.

Al contrario, le politiche degli ultimi venti anni hanno invece favorito un modello basato su: dehors bar, intrattenimento “happy hour”, consumo rapido “mordi e fuggi” e discoteche a cielo aperto.

La conseguenza è stata l’abbandono del centro storico da parte di molti residenti. Senza presidio degli abitanti, il centro storico rischia di trasformarsi in un centro commerciale dentro le mura a cielo aperto, con la differenza che: nel centro commerciale i parcheggi sono gratuiti (vedi Fano Center) mentre nel centro storico i residenti pagano tariffe che generano profitti per Aset.

Un modello del genere perseguito fino ad oggi non presidia il centro storico, non crea comunità, non garantisce sicurezza, non sostiene il commercio di prossimità e non valorizza la cultura e la qualità ambientale.

Come già sostenuto più volte dal comitato si ribadisce che il commercio deve dialogare con la residenza ed essere sostenuto da politiche di collaborazione con gli abitanti e creare una rete anche con l’ambiente, la cultura e il turismo. A riprova dell’impoverimento commerciale del centro storico gli stessi commercianti lamentano politiche urbane assolutamente distanti dalle attività; ad esempio non si capisce perché i grandi e piccoli eventi che coinvolgono il centro storico non siano supportati da una stretta collaborazione con i ristoranti e i bar al fine di incentivare il turismo dei grandi /piccoli eventi a frequentare le attività commerciali del centro; similmente non si comprende perché non siano state mai immaginate, pensate, adottate politiche di convenzione tra i commercianti e i residenti al fine di incentivare la presenza e la frequentazione dei residenti oppure giornate per famiglie o residenti … e tanto altro socialmente utile che si potrebbe attivare.

Non da ultimo la mancata intuizione politica relativa il sistema di accoglienza turistica esistente nel centro storico (residenziale e B&B) che ad oggi non prevede facilitazioni, incentivi e regolamentazioni necessari a garantire ospitalità ai turisti ai quali si richiede sempre più frequentazione attraverso le campagne pubblicitarie – in nome ora anche della città vitruviana.

Il Comitato ritiene che l’accoglienza turistica in centro storico funziona quando: i turisti vivono spazi curati e accessibili, la cultura offre contenuti e luoghi di qualità ambientale e il commercio sottende ad essi.

 

Altro tema che merita attenzione e che necessariamente deve rientrare nell’investimento di rilancio del centro storico è la condizione critica ambientale per cui è utile elencare lo stato di degrado – che sfocia in percezione di inciviltà – in cui versa il centro storico:

  • abbattimento dell’unica piazza alberata Piazza Andrea Costa,
  • mancata cura dei due giardini storici: giardino Leopardi e giardino Marconi Paolini,
  • capitozzatura di alberature,
  • assenza di nuove piantumazioni (alberi, siepi, arbusti…) dove vengono eliminate,
  • mancanza di ombra nelle aree di sosta e di transito,
  • mancanza di superfici depavimentazioni per favorire la permeabilità del suolo.

In un clima sempre più rovente, gli impianti vegetali urbani sono infrastruttura essenziale per la salute pubblica essendo naturalmente capaci di abbassare le temperature, dare ombra e comfort, ridurre l’inquinamento, garantire maggiore vivibilità degli spazi pubblici ed essere attrattiva per famiglie, attività e visitatori.

Il Comitato aveva già nelle osservazioni al nuovo piano regolatore suggerito di provvedere ad un Piano Particolareggiato del Centro storico, a cui si aggiunge anche l’elenco dei 30 punti per il centro storico già depositato – sia preso in considerazione nel rilancio del centro storico.

Senza ascolto e confronto l’amministrazione rischia di realizzare politiche parziali che rispondono e privilegiano solo alcuni interessi senza attivare, di contro, politiche che coinvolgono tutti gli attori della città; Continuando a simulare il coinvolgimento alle decisioni da parte di tutti mediante incontri pubblici nei quali le decisioni urbane sono state già adottate, oppure neanche comunicate ai cittadini (vedasi l’abbattimento delle alberature in piazza Andrea Costa).

Non essendo chiaro al momento quale strategia di rilancio l’amministrazione intenda perseguire e quali finalità, il Comitato ritiene che qualsiasi riattivazione del centro storico debba essere congiunta al miglioramento della vivibilità del centro

Questa connessione tra gli attori del centro storico rappresenta il rilancio che il Comitato propone e a tal fine richiede:

Condivisione reale delle scelte sul rilancio con tutti gli attori del centro storico, in primis il consiglio di quartiere (spesso gravemente silente e non informato sulle scelte che riguardano il quartiere).

Condivisione unanime del concetto di “rilancio” che dovrebbe includere: vivibilità e qualità dell’abitare, integrazione tra ambiente, residenza, cultura e commercio, risposta al cambiamento climatico, sicurezza, decoro e servizi efficienti.

Programmazione delle politiche urbane definendone un elenco completo attraverso una lista condivisa delle priorità e una programmazione delle azioni successive.

Malgrado il Comitato Residenti Centro Storico non possa dar voce all’interno del Consiglio di Quartiere del Centro Storico (perché non legittimato) confida nel recepimento delle richieste e, a nome di tutti gli iscritti al Comitato (residenti e sostenitori), auspica il futuro rilancio di questa parte di città dove abitano quotidianamente ventiquattro ore su ventiquattro i propri iscritti”.




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Redazione

Source link

Di