debutta in epoca moderna “La donna selvaggia”


FANO – Presso il foyer del Teatro della Fortuna di Fano, venerdì 31 luglio è stata presentata la quinta edizione del Festival Nazionale “Il Belcanto ritrovato” (IBR) che si propone di riscoprire e recuperare tutto quel patrimonio musicale di uno dei periodi maggiormente floridi del melodramma italiano, la prima metà dell’Ottocento. In quegli anni in Italia il pubblico riempie i teatri ed è affamato di titoli operistici sempre nuovi, con particolare predilezione per farse, opere buffe o semiserie: si viene così a creare una sorta di virtuosa competizione tra compositori di melodrammi, che vanno a caccia di nuove storie e melodie da proporre sui palcoscenici della penisola. Purtroppo la memoria della Storia ha fatto filtrare solo la punta di un grande iceberg, consegnando all’oblio un numero incredibile di autori, opere, arie, duetti e concertati che all’epoca ebbero grande successo: un mondo musicale che il Festival vuole riportare alla luce, grazie ad un lavoro incessante di ricerca e di studio.

 

Il progetto di IBR è nato da un’idea di Rudolf Colm, poi trasformato in festival da Saul Salucci (presidente e sovrintendente dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini), si avvale per la parte artistica di Paolo Rosetti (direttore artistico dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini) e si caratterizza per la sua coralità e la capacità di fare rete: tra i sostenitori troviamo il Ministero della Cultura, la Regione Marche, i Comuni di Pesaro, Fano, Urbino, Cagli, Filottrano, oltre ai privati Papalini Spa, STR Automotive S.p.A., Paolo Bartorelli Gioielli Pesaro, Charles Jernigan, Alice il gelato delle meraviglie, Il Resto del Carlino e Kurt Liedtke. Preziose le collaborazioni con gli Amici dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini, la Fondazione Teatro della Fortuna di Fano, l’Archivio Storico Ricordi di Milano, la Dott.ssa Silvia Cecchi, Presidente del Centro Studi Nicola Vaccaj-Cecchi-Picciola, l’Associazione Dimore Storiche Italiane.

 

A coordinare il tutto, indirizzando l’iniziativa su eccellenti livelli di qualità, è l’Orchestra Sinfonica G. Rossini, prestigiosa istituzione riconosciuta dal Mic e dal Miur, i ministeri italiani della cultura e dell’istruzione.

 

Per dare un’idea dello sterminato repertorio oggetto dell’interesse del Festival, si pensi che solo in questi primi anni di attività sono state eseguite musiche firmate da più di 40 compositori, tratte da decine di opere liriche differenti, di cui 4 proposte in versione integrale con allestimento scenico, prime esecuzioni assolute in epoca moderna: “Cecchina suonatrice di ghironda” di Pietro Generali; “Il birraio di Preston” di Luigi Ricci, “La casa disabitata” di Lauro Rossi e “Amazilia” di Giovanni Pacini. Le quattro opere sono state registrate dalla Casa Discografica Bongiovanni per un progetto editoriale che vede già in commercio i primi quattro titoli, in attesa della pubblicazione nel 2027 della registrazione dell’opera della quinta edizione.

 

Il Festival nomina ogni anno un “main composer”, un compositore principale, al quale è dedicato l’allestimento integrale di un’opera lirica e una conferenza curata da insigni studiosi e musicologi: dopo Pietro Generali, Luigi Ricci, Lauro Rossi, Nicola Vaccaj e Giovanni Pacini, per la quinta edizione il main composer sarà il napoletano Carlo Coccia, compositore napoletano tra i più longevi della sua epoca, allievo di Giovanni Paisiello e protagonista della tarda scuola operistica napoletana. Attivo in Italia e all’estero, Coccia fu direttore del Teatro São Carlos di Lisbona e del King’s Theatre di Londra, oltre che docente alla Royal Academy of Music. Autore di trentanove opere, musica da camera e un vasto corpus di musica sacra, partecipò anche, con il Lacrimosa, alla celebre Messa da Requiem voluta da Giuseppe Verdi in onore di Gioachino Rossini.

 

L’edizione 2026 verrà presentata in anteprima venerdì 14 agosto a Urbino, nel Cortile di Palazzo Ducale, alle ore 18.30, dove il Festival sarà ospite della locale Festa del Duca con un’iniziativa dal nome “a tema”: Un Rinascimento del Belcanto. La presentazione verrà accompagnata da estratti musicali dalle opere del Belcanto ritrovato, eseguite da Camilla Console, soprano, e So Hyun Lee, pianoforte.

 

Il festival apre il sipario mercoledì 19 agosto con un’iniziativa per le strade di Fano: Il Belcanto nelle piazze, che dalle ore 19.00 alle ore 22.00 animerà il centro storico di Fano con un duo flauto e arpa (Elena Giri e Irene Piazzai) dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini, che eseguirà musiche di Saverio Mercadante, Ferdinando Bonamici e Pietro Morlacchi con un concerto itinerante nei locali Caffè delle Scienze/L’Affettato, Bar Centrale e Pino Bar.

 

Giovedì 20 agosto alle ore 18.00 si affacceranno da Casa Vaccaj Picciola di Pesaro due cantanti solisti del Festival, accompagnati da So Hyun Lee al pianoforte, per una piccola anticipazione dei due titoli operistici in cartellone. Un angolo pesarese che si animerà sulle note del Belcanto e dove sarà possibile prenotare anche un aperitivo per un pomeriggio musicale e conviviale.

 

Venerdì 21 agosto alle ore 21.00 il Festival propone un nuovo format di concerto: “Il Belcanto e la musica sacra”, presso la Chiesa S. Agostino di Pesaro: il soprano Paola Leoci, già applauditissima interprete di Amazilia nell’edizione 2025, si cimenterà in un’antologia di brani di musica sacra del periodo del Belcanto, a firma di Gaspare Spontini, Carlo Coccia, Pietro e Giovanni Morandi, Giovanni Battista Velluti, Bernardo Bittoni, Pietro Raimondi. All’organo, costruito da Gaetano Callido nella seconda metà del Settecento, siederà un giovane organista con una carriera che si è già avviata a livello internazionale, Nicola Procaccini, che ha recuperato e trascritto in notazione moderna brani mai eseguiti in epoca moderna, di cui molti tratti dall’Archivio della Collegiata di S. Urbano in Apiro (MC). Introdurrà il concerto Paolo Peretti, docente di Storia della musica presso il conservatorio di Fermo, che ha elaborato originali contributi in oltre 170 pubblicazioni (volumi monografici, articoli in miscellanee e riviste scientifiche, voci di dizionario, ecc.) che spaziano dal Medioevo al Novecento. 

 

Sabato 22 agosto alle ore 21.00 in Piazza Duca Federico di Urbino, sarà proposta  “Un’avventura di Scaramuccia” di Luigi Ricci, melodramma comico su libretto di Felice Romani, composto nel 1834 per il Teatro alla Scala. L’opera, che nel massimo teatro milanese conobbe una straordinaria fortuna con ben cinquanta recite fino agli anni Sessanta dell’Ottocento, sarà presentata con quattro cantanti solisti, pianoforte e voce narrante: Carlo Sgura nel ruolo di Scaramuccia; Paola Leoci nel ruolo di Sandrina; Matteo Torcaso nel ruolo di Tommaso e Paolo Nevi nel ruolo di Lelio; al pianoforte Claudia Foresi, che ha curato la riduzione e l’adattamento musicale al formato “opera smart”, mentre i testi sono a cura di Paolo Rosetti. Questo format concentra l’esperienza lirica in una forma più compatta e diretta, mantenendo intatta la forza espressiva e musicale dell’opera, e si propone anche come possibile anticipazione di una futura messa in scena integrale. Un’avventura di Scaramuccia è una brillante commedia metateatrale, nella quale il teatro diventa strumento per smascherare un inganno, ristabilire giustizia e intrecciare comicità, amore e critica sociale.

 

Il 23 agosto si aprirà il sipario sulla nuova produzione scenica del Festival: La donna selvaggia, dramma eroicomico in due atti su libretto di Giuseppe Maria Foppa, su musiche di Carlo Coccia, main composer 2026. Rappresentata per la prima volta il 24 giugno 1813 al Teatro San Benedetto di Venezia, appena un mese dopo L’italiana in Algeri di Rossini, La donna selvaggia condivise con il capolavoro rossiniano parte del cast originario, tra cui il celebre contralto Marietta Marcolini. L’opera conobbe poi una notevole fortuna: arrivò al Teatro alla Scala di Milano nell’autunno 1815, dove fu proposta per venticinque recite consecutive, e circolò in numerosi teatri europei, da Napoli a Barcellona, da Madrid a Dresda, fino alla Russia. L’ultima esecuzione oggi nota risale al 5 luglio 1828, al Teatro de la Cruz di Madrid, quasi 200 anni fa. 

Tanti gli eventi dedicati a questo allestimento: domenica 23 agosto a Fano, alle ore 18.30, presso la Corte Malatestiana, sarà possibile assistere a “Il laboratorio del Belcanto”, una nuova iniziativa che permetterà al pubblico di scoprire il processo di allestimento di un’opera lirica mai eseguita in epoca moderna.

La figura di Carlo Coccia sarà quindi introdotta lunedì 24 agosto alle ore 11.00 al Museo Nazionale Rossini di Pesaro dal Prof. Claudio Toscani, musicologo di riferimento del Festival, in una conferenza dedicata al compositore, alla sua epoca e alla sua opera. Nel pomeriggio dello stesso giorno, al Teatro della Fortuna di Fano, alle ore 18.00, sarà proposto “Aperitivo col Belcanto”, in compagnia di alcuni interpreti del Festival.

 

Martedì 25 agosto alle ore 18.00, nel Foyer del Teatro della Fortuna di Fano, si svolgerà “Prima della prima”, un incontro in preparazione dell’ascolto di La donna selvaggia. Si inizierà con un approfondimento sul tema della condizione femminile ieri e oggi a cura di Pamela Salucci, Presidente dell’Associazione Amici dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini, e Annalisa Gianfelice, Presidente della Prima Sezione Civile della Corte di Appello di Ancona. A seguire l’introduzione all’opera del musicologo Mario Varela Crespo, che ne ha curato l’edizione critica.

Alle ore 20.30 alla Corte Malatestiana di Fano, l’opera “La donna selvaggia” rivedrà finalmente la luce in forma integrale e con allestimento scenico. Sul podio ci sarà Enrico Lombardi, direttore ospite per tre edizioni consecutive, mentre la regia sarà a cura di Alessandro Brachetti. Nel cast spiccano le voci di Alessandro Abis (Ildebrando), Martiniana Antonie (Matilde, La donna selvaggia), Paolo Nevi (Gustavo), Matteo Torcaso (Oranteo), Paola Leoci (Irene), Carlo Sgura (Fermondo), oltre a Zheng Wang e Timoteo Bene junior che completano la compagnia di canto nei ruoli di Adolfo e Gilberto. Il coro del Teatro della Fortuna è preparato dal M° Mirca Rosciani. L’orchestra è naturalmente la Sinfonica Rossini, organizzatrice e anima del Festival fin dalla prima edizione e, come per le edizioni passate, l’opera verrà registrata dal vivo, affinché Bongiovanni editore la pubblichi su compact disc nel 2027 (sono già uscite le 4 opere delle edizioni passate).

Sarà disponibile come negli anni passati un servizio navetta prima e dopo l’opera tra Pesaro e Fano.

 

Sempre a Fano, mercoledì 26 agosto, nella Ex Chiesa San Francesco, alle ore 21.00, avrà luogo un concerto per canto e pianoforte che riproporrà, in occasione della V edizione del Festival, alcuni dei più bei brani delle prime edizioni: verranno riproposti brani da “Cecchina suonatrice di ghironda” di Pietro Generali, da “Il birraio di Preston” di Luigi Ricci, da “La casa disabitata” di Lauro Rossi, da “La villanella feudataria” di Nicola Vaccaj; inoltre estratti a firma di Giuseppe Bornaccini, Giuseppe Persiani, Giacomo Cordella etc. I solisti saranno Paola Leoci, soprano, e Carlo Sgura, baritono, mentre al pianoforte siederà Claudia Foresi, con testi di Paolo Rosetti che introdurranno all’ascolto delle rarità proposte. Questo concerto verrà replicato a Filottrano sabato 29 agosto alle ore 18.30 presso Palazzo Accorretti Balbi, con l’inserimento di un brano del cantante e compositore castrato Giovanni Battista Velluti, in continuità con la celebrazione del  grande musico settecentesco Giovanni Carestini, noto col nome di Cusanino. Il concerto del 29 agosto è in collaborazione con l’Associazione Dimore Storiche Italiane – Sezione Marche.

 

I cast vocali vantano la presenza di alcuni tra i giovani cantanti lirici più talentuosi e interessanti del Paese. In occasione della quinta edizione, come a ideale completamento del primo lustro di Festival dedicati al Belcanto ritrovato, gli artisti sono stati quasi tutti già invitati e applauditi nelle edizioni passate.

 

La V edizione del Festival nazionale Il Belcanto ritrovato si configura così come un nuovo viaggio nella memoria musicale italiana dell’Ottocento: un percorso tra teatro, ricerca, riscoperta e attualità, pensato per restituire vita scenica e voce a opere, autori e repertori che meritano di tornare al centro dell’ascolto contemporaneo.

Maggiori informazioni sul sito internet del Festival: https://www.ilbelcantoritrovato.it/ 




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