LETTERATURA
Piazza Matteotti si riempie ancora una volta di lettori, di curiosi, di famiglie arrivate da ogni angolo della Sicilia per un appuntamento che ormai appartiene al calendario dell’isola quanto le sue feste patronali. Santa Margherita di Belìce, la Città del Gattopardo, ha chiuso la XXI edizione del Premio Letterario Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa con una cerimonia che ha tenuto insieme parola scritta, musica e memoria, in un paese che da vent’anni ha scelto la letteratura come propria identità.
Il riconoscimento più atteso della serata va allo scrittore francese Éric Vuillard, premiato per l’opera “L’ordine del giorno”. Vuillard sceglie di leggere personalmente il proprio intervento di ringraziamento in lingua italiana, un gesto accolto con calore e silenzio attento da un pubblico che segue ogni passaggio del suo discorso con evidente partecipazione emotiva.
Una serata condotta tra istituzioni e momenti artistici
A condurre la cerimonia sono Manuela Arcuri e Nino Graziano Luca, che alternano gli interventi istituzionali ai momenti artistici mantenendo un ritmo fluido per l’intera serata. Sergio Muniz dà voce alle letture in programma e, fuori scaletta, sorprende il pubblico interpretando un brano musicale, accolto con grande calore. Ad accompagnare la cerimonia sono le esecuzioni del Dammen Quartet, mentre Emanuele Marchese si esibisce al piano e l’attrice Giovanna Giardina legge alcuni passi dei “Racconti” di Tomasi di Lampedusa ambientati proprio a Santa Margherita di Belìce.
Il ricordo di Gioacchino Lanza Tomasi, artefice storico del Premio, accompagnato da un lungo applauso della piazza, resta uno dei momenti più intensi dell’intera manifestazione.
L’Officina del Racconto porta cinque scuole sul palco
La tre giorni di eventi si apre con l’Officina del Racconto, laboratorio che coinvolge cinque scuole del territorio belicino e che restituisce racconti di grande valore umano prima ancora che letterario. Giorgio Gullo, dell’Istituto Comprensivo Rita Levi Montalcini di Partanna, firma “Il quaderno di cera”. Michele Mezzapelle, del Liceo Scientifico Fermi di Sciacca, presenta “Passi”. Dalla Cooperativa Quadrifoglio arrivano “Adesso sono qui” di Ashraful Matubbar e “La vie est belle” di Ben Oumar Camara. Giulia Tortorici, dell’Istituto Comprensivo Giuseppe Tomasi di Lampedusa di Santa Margherita di Belìce, realizza il video racconto “Perché nessuna donna torni mai più nell’oblio”. Maria Rita Giambalvo, ancora del Liceo Fermi di Sciacca, scrive “Dove non arriva la notte… oltre il buio”, mentre Giuseppe Mangiaracina, dell’Istituto Comprensivo Fra Felice da Sambuca, porta “La storia che si ripete” e Giuseppe Cicio, sempre del Liceo Fermi, chiude con “Il diario di Collerosso”.
Tutti i racconti saranno pubblicati sulla pagina ufficiale del Premio. A coordinare l’iniziativa è Margherita Cacioppo.
I riconoscimenti speciali della XXI edizione
La serata assegna anche riconoscimenti speciali che allargano lo sguardo oltre la sola narrativa. Il pilota margheritese Giuseppe Guirreri riceve un premio per il proprio percorso sportivo, mentre il regista Steve Norris viene celebrato per il docufilm “The Leopard”. Un tributo speciale va inoltre alla duchessa Nicoletta Polo Lanza Tomasi, che continua a custodire con dedizione la memoria di Gioacchino Lanza Tomasi, ideatore del progetto culturale che ha reso possibile tutto questo.
“In questi anni ci siamo impegnati perchè il Premio Letterario divenisse, nelle sue motivazioni più profonde, evento di punta di un investimento culturale complessivo che si estende per l’intero anno, imperniato sulle iniziative della biblioteca comunale Elsa Morante e sulla continua interazione con le scuole del comprensorio e il suo mondo di adolescenti. Eric Vuillard ha espresso il suo apprezzamento sincero per lo sforzo profuso e la sintesi raggiunta, che lui ha lucidamente colto, tra valenza culturale e valenza popolare del Premio. Credo che questa sia la strada più promettente rispetto ai tempi che viviamo. Credo anche che il Premio Lampedusa, per la sua peculiare e pregevole storia ultraventennale, meriti di essere riconosciuto dal Ministero della Cultura patrimonio culturale e storico nazionale. Il legame con gli eredi dello scrittore, la famiglia Lanza Tomasi, e i valori di cui è portatore il Premio vanno compresi e sostenuti da tutti come un bene comune di fondamentale importanza”
– Il sindaco di Santa Margherita di Belìce, Gaspare Viola
“Si chiude un’edizione del Festival del Gattopardo che ha superato ogni aspettativa. La straordinaria partecipazione di pubblico e il grande apprezzamento ricevuto confermano che abbiamo intrapreso la strada giusta: investire nella cultura come motore di crescita, identità e promozione del territorio. È un risultato che condivido con tutta la squadra che ha lavorato con impegno e passione e con tutti coloro che hanno scelto di vivere insieme a noi questi giorni di grande emozione. Santa Margherita di Belìce si conferma sempre più Città del Gattopardo e punto di riferimento culturale della Sicilia”.
– L’assessore al Turismo, ai Grandi Eventi e alla Promozione Territoriale, Deborah Ciaccio
Il filo conduttore scelto quest’anno, scrivere per resistere, resistere per rimanere liberi e umani, accompagna sia la cerimonia principale sia l’Officina del Racconto, restituendo alla manifestazione un peso che va oltre la semplice premiazione letteraria e tocca corde profonde della comunità che la ospita. La presenza costante di Vuillard e della presidente di giuria Mercedes Monmany durante l’intera manifestazione rafforza questo legame tra scrittori e pubblico.
Il territorio protagonista nella serata conclusiva
L’ultima serata del Festival del Gattopardo si dedica alla gastronomia e alle eccellenze del territorio belicino, frutto di un percorso avviato negli anni dall’amministrazione comunale guidata da Gaspare Viola su proposta dell’assessore Deborah Ciaccio, un percorso che ha trasformato Santa Margherita di Belìce in un modello nazionale di tutela e valorizzazione dell’identità locale. A chiudere la manifestazione è il concerto jazz del Giuseppe Cucchiara Quartet, che accompagna il pubblico fuori da piazza Matteotti tra le ultime note della XXI edizione.
Chi ha camminato tra le vie di Santa Margherita in questi giorni porta con sé qualcosa che va oltre il ricordo di un premio letterario: la sensazione di aver vissuto, tra le pagine di Tomasi di Lampedusa e le voci di chi le ha lette ad alta voce, un pezzo autentico dell’anima siciliana.
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Redazione ilModeratore
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