Il Comune di Premosello-Chiovenda interviene sul recente dibattito relativo all’Associazione Fondiaria, chiarendo le modalità di utilizzo delle risorse del Pnrr e ripercorrendo un progetto avviato nel 2023 con l’obiettivo di recuperare terreni abbandonati, terrazzamenti e muri a secco e contribuire alla prevenzione del dissesto e degli incendi.
“La costituzione di un’Associazione Fondiaria era prevista fin dall’origine dal progetto Pnrr “Borgo Tenso” – spiega l’assessore Maddalena Manera –. Il percorso pubblico è iniziato il 29 marzo 2023 e, dopo oltre tre anni di incontri, approfondimenti e sensibilizzazione, alla fine del 2025 si è formato un gruppo di fondatori. L’Associazione è stata poi costituita nel febbraio 2026 come soggetto autonomo, senza fini di lucro e distinto dal Comune”.
Uno dei punti sui quali l’amministrazione intende fare chiarezza riguarda i 52.200 euro previsti dal progetto. L’impostazione originaria del 2022 contemplava una partecipazione comunale all’Associazione, ma nella fase attuativa il Comune si è confrontato con il Ministero della Cultura e con il servizio di supporto agli enti locali.
“Quando siamo arrivati alla fase concreta della costituzione abbiamo chiesto quale fosse la modalità attuativa più corretta – prosegue Manera –. Ci è stato indicato di escludere sia la partecipazione comunale, per evitare possibili sovrapposizioni o conflitti di interesse, sia il trasferimento diretto delle risorse Pnrr all’Associazione. Il Comune ha recepito queste indicazioni”.
Con la determinazione numero 81 dell’8 giugno 2026 è stata quindi modificata la precedente impostazione. “I 52.200 euro non sono stati e non saranno erogati all’Associazione come contributo economico – precisa l’assessora –. Le risorse vengono gestite direttamente dal Comune attraverso singole procedure di acquisto e affidamento, tutte intestate all’ente e dotate della relativa tracciabilità”.
Le risorse servono a sostenere gli interventi previsti dal progetto, dal recupero delle superfici agricole abbandonate e delle colture tradizionali alla manutenzione dei terrazzamenti, fino alla prevenzione del dissesto e degli incendi e alla salvaguardia della biodiversità.
Per intervenire sui terreni invasi dalla vegetazione è necessario ripristinare gli accessi, rimuovere ceppaie, pulire i fondi, movimentare terra, pietre e legname e ricostruire i muri a secco. Per questo sono state acquistate attrezzature tecniche che rimangono di proprietà pubblica e vengono messe a disposizione dell’Associazione attraverso un comodato d’uso regolamentato.
“Non si tratta di creare un patrimonio autonomo dell’Associazione – sottolinea Manera – ma di mettere a disposizione strumenti operativi necessari per intervenire concretamente sul territorio. La proprietà e il controllo restano comunali e le attrezzature sono vincolate alle finalità del progetto”.
L’amministrazione chiarisce anche un altro aspetto legato all’adesione dei cittadini. “Conferire un terreno all’Associazione Fondiaria non significa cederlo o perderne la proprietà. Il proprietario rimane sempre proprietario del fondo: l’Associazione può occuparsi della gestione e della manutenzione, senza alcun trasferimento di proprietà”.
La gestione condivisa punta così a riunire superfici oggi frammentate e a rendere possibili interventi che sarebbero più difficili da realizzare sui singoli appezzamenti. “Le attrezzature sono importanti, ma senza la partecipazione dei proprietari non può nascere una vera azione territoriale. Abbiamo bisogno soprattutto del conferimento dei terreni nelle zone dove il recupero è più urgente”.
Tra le prime attività è stato realizzato un laboratorio pratico di due giornate per ricostruire alcuni muri comunali crollati sotto la chiesa di Capraga, con il supporto di esperti e della Scuola Edile del Verbano-Cusio-Ossola.
“Recuperare i muri a secco significa anche recuperare un sapere che rischia di andare perduto – osserva l’assessora –. Queste strutture permettono di rendere coltivabili e stabili i versanti, regolano il deflusso dell’acqua e contribuiscono a limitare erosione e dissesto”.
Un capitolo centrale riguarda infine la prevenzione degli incendi. Dopo la serata pubblica del 4 giugno, alla quale hanno partecipato anche il Parco Nazionale della Val Grande e l’Associazione Fondiaria Terra Viva, l’Associazione di Premosello-Chiovenda ha elaborato una proposta per integrare il Piano Antincendi Boschivi, trasmessa il 1° luglio.
Nel documento venivano segnalati l’accumulo di biomassa nei castagneti abbandonati, la progressiva scomparsa delle aree agricole aperte, la carenza di accessi per i mezzi antincendio e di punti di approvvigionamento idrico e la continuità della vegetazione tra i valloni e le abitazioni di Colloro.
Tra le proposte figuravano il recupero dei castagneti, la riduzione della biomassa, la realizzazione di fasce di protezione, il miglioramento della viabilità rurale e la creazione di vasche utilizzabili sia per l’agricoltura sia nelle operazioni di spegnimento. Particolare attenzione era stata posta sulla campagna ancora coltivata dei Moppi, indicata come una possibile fascia aperta capace di interrompere la continuità della vegetazione tra il bosco e il paese.
Pochi giorni dopo, il vasto incendio partito dal Pizzo Proman ha colpito il territorio comunale. “Quanto accaduto a luglio ha reso ancora più evidenti criticità che erano già state segnalate – conclude Manera –. La prevenzione deve iniziare molto prima che le fiamme siano visibili: significa mantenere aperti i terreni, ridurre il materiale combustibile, curare gli accessi e creare discontinuità tra il bosco e gli abitati. Il Pnrr ci ha dato risorse e strumenti per iniziare, ma il futuro dell’Associazione dipenderà dalla partecipazione dei proprietari, dei volontari e di tutti coloro che vogliono contribuire alla cura e alla sicurezza del territorio”.
comunicato stampa a.f.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
comunicato stampa a.f.
Source link



