Se fallimento c’è stato è di chi lo ha chiuso tre anni fa



“In queste ore si stanno susseguendo dichiarazioni e prese di posizione sul futuro del Sistema Bibliotecario Vibonese. Comprendiamo la preoccupazione di quanti hanno a cuore il destino di un’istituzione che per decenni ha rappresentato uno dei più importanti presìdi culturali della nostra provincia. Proprio per questo riteniamo doveroso ristabilire alcuni fatti che, nel dibattito di queste ore, sono stati omessi o ricostruiti in maniera parziale”.  Così in una nota, il sindaco di Vibo Enzo Romeo e l’assessore alla Cultura Stefano Soriano. 

“Il Sistema Bibliotecario Vibonese -affermano – non è un ente del Comune di Vibo Valentia, ma un organismo partecipato da numerosi Comuni del territorio. Le sue decisioni non dipendono dal sindaco di Vibo Valentia né dall’Amministrazione comunale del capoluogo, ma dall’Assemblea dei sindaci e dagli organi consortili. Attribuire esclusivamente al Comune di Vibo Valentia la responsabilità della situazione attuale significa offrire ai cittadini una lettura semplicistica e non corrispondente alla realtà.

Quando il sindaco Enzo Romeo ha accettato di assumere la presidenza del Sistema Bibliotecario lo ha fatto esclusivamente per senso delle istituzioni. È bene ricordare che quell’incarico è stato assunto in una fase nella quale nessun altro amministratore aveva manifestato la disponibilità a guidare l’ente. Non si è trattato di una scelta di prestigio, ma di un atto di responsabilità per evitare che il Sistema restasse privo di una guida.

Fin dal suo insediamento, il presidente Romeo ha immediatamente aperto un’interlocuzione con il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto e diversi dirigenti regionali, rappresentando la gravità della situazione economica e gestionale del Sistema Bibliotecario e chiedendo un coinvolgimento della Regione per individuare una soluzione strutturale. A quella interlocuzione, tuttavia, non sono seguiti interventi concreti in grado di affrontare le criticità dell’ente e le uniche proposte arrivate dalla regione erano quelle di cercare di programmare un piano di rientro per i debiti che il Sistema aveva nei confronti della Regione che ammontano a poco più di €100.000,00.

Parallelamente, il presidente Romeo ha cercato di portare all’attenzione dell’Assemblea dei sindaci diverse proposte per costruire un percorso condiviso di rilancio del Sistema, compresa la possibilità di richiedere un intervento straordinario della Regione. Tuttavia dopo le sedute iniziali in cui si è discusso in modo costruttivo della situazione del SbV nelle ultime sedute convocate, l’Assemblea non ha neppure potuto riunirsi regolarmente a causa della ripetuta mancanza del numero legale. È un fatto oggettivo. In assenza dell’Assemblea, nessun presidente può deliberare, assumere decisioni o avviare formalmente un percorso di risanamento.

Le dimissioni del sindaco Romeo non rappresentano quindi una fuga dalle responsabilità, anche perché la situazione attuale è la stessa nella quale ci si è trovati al momento dell’insediamento. Di quella situazione né il Sindaco, né l’assessore alla cultura, né tantomeno questa Amministrazione hanno alcuna responsabilità. Situazione che è rimasta cristallizzata nel tempo.

Accogliamo con favore la proposta avanzata dall’on. Vito Pitaro, che individua nella nomina di un commissario uno strumento utile per accompagnare il risanamento del Sistema Bibliotecario Vibonese. È una proposta seria, che va nella direzione dell’interesse generale.

È però corretto ricordare che questa ipotesi non nasce oggi. Si tratta della stessa soluzione che il presidente Romeo aveva già individuato e che da diverse sedute tenta di sottoporre all’esame dell’Assemblea dei sindaci. Purtroppo, proprio l’assenza del numero legale ha impedito qualsiasi deliberazione. Se oggi questa proposta trova un consenso più ampio, non possiamo che auspicarne una rapida attuazione nell’interesse esclusivo del Sistema Bibliotecario.

Respingiamo, inoltre, con convinzione il tentativo di far coincidere le difficoltà del Sistema Bibliotecario con un presunto fallimento delle politiche culturali dell’Amministrazione comunale.

 

I fatti raccontano una realtà completamente diversa. In poco più di un anno questa Amministrazione ha restituito alla città il Teatro Comunale dopo anni di chiusura, ha costruito una programmazione culturale stabile, ha rilanciato eventi di rilievo regionale e nazionale, sta cercando di valorizzare, tra mille difficoltà, il patrimonio storico, archeologico e museale e ha rimesso la cultura al centro dell’azione amministrativa. E’ storia che fino nelle passate legislature l’assessorato alla cultura venisse assegnato quasi come contentino mentre oggi, a detta delle opposizioni, tutti o quasi tutti i problemi della città sono da ascrivere all’assessorato alla cultura. Questo ci gratifica perché significa che il nostro lavoro, quello del sindaco Romeo che ha sempre creduto nel valore della cultura per Vibo Valentia, non sta passando inosservato come purtroppo è passato quello di altri.

Per questo sorprende leggere il comunicato di Forza Italia, che oggi tenta di attribuire all’attuale Amministrazione il fallimento del Sistema Bibliotecario. È una ricostruzione che dimentica un elemento essenziale: fino a due anni fa Forza Italia rappresentava la principale forza politica alla guida della città e, proprio durante quella stagione amministrativa, furono assunte decisioni che certamente non hanno contribuito alla salvaguardia del Sistema Bibliotecario Vibonese ed anzi hanno determinato l’avvio alla chiusura del Sistema. Mi riferisco alla scelta di procedere con lo sfratto della sede del Sistema e all’avvio di un contenzioso giudiziario nei confronti dell’ente. Sono fatti amministrativi documentati che appartengono alla storia recente e che impongono a tutti un esercizio di memoria prima ancora che di polemica.

Con lo stesso spirito ci rivolgiamo al gruppo Cuore Vibonese. Il diritto di critica appartiene a ogni forza di opposizione ed è parte integrante della dialettica democratica. Tuttavia, la credibilità delle critiche passa anche attraverso la coerenza del proprio percorso amministrativo. Nella precedente consiliatura, infatti, un esponente di Cuore Vibonese, già città Futura, ha ricoperto l’incarico di assessore con delega alla Cultura nell’Amministrazione guidata dal sindaco Maria Limardo. È quindi legittimo chiedersi quali iniziative concrete siano state assunte, in quel periodo, per affrontare le difficoltà del Sistema Bibliotecario Vibonese o per avviarne un reale percorso di rilancio. Non è una polemica, ma un richiamo ai fatti, che devono valere per tutti.

Oggi il Sistema Bibliotecario Vibonese non ha bisogno di nuovi scontri politici né di una gara a individuare colpevoli. Ha bisogno che tutti i Comuni partecipino alle assemblee, che la Regione assuma il ruolo che le compete, che le forze politiche collaborino e che si costruisca finalmente un percorso condiviso di risanamento e rilancio.

La cultura non si difende con i comunicati stampa, ma con la presenza nelle sedi istituzionali, con il coraggio delle scelte e con il senso di responsabilità.

Il Comune di Vibo Valentia -concludono – continuerà a fare la propria parte con serietà, trasparenza e spirito istituzionale, nella consapevolezza che il futuro del Sistema Bibliotecario Vibonese riguarda l’intera provincia. Le istituzioni si giudicano per la loro capacità di risolvere i problemi, non per il numero delle polemiche che alimentano. È tempo che tutti facciano la propria parte”. Così in una nota, il sindaco di Vibo Enzo Romeo e l’assessore alla Cultura Stefano Soriano”. 


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