Per molte aziende da latte l’accesso ai premi dell’Ecoschema 1 della Politica Agricola Comune 2023-2027 passa da un numero: la DDD, Defined Daily Dose, che misura il consumo di antimicrobici. Nel 2025, una modifica straordinaria del periodo di osservazione e l’uso di un valore annualizzato su nove mesi hanno però generato contestazioni, con almeno un allevamento bovino escluso dal premio pur avendo, a consuntivo, un consumo di antibiotici entro soglia.
Ecoschema 1, come funziona il premio
L’Ecoschema 1 è stato istituito per sostenere la transizione verso modelli di allevamento più sostenibili, puntando sulla riduzione dell’impiego di antimicrobici e sul miglioramento del benessere animale. La misura è articolata in due livelli. Il Livello 1 premia la riduzione dell’uso degli antibiotici, misurata tramite la DDD, calcolata dal portale ClassyFarm sulla base dei trattamenti registrati e della biomassa animale nel periodo di osservazione.
Il Livello 2 sostiene gli allevamenti che, oltre a ridurre l’antibiotico, aderiscono al Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale (SQNBA) associando tale adesione al pascolamento. Gli importi indicativi per la vacca da latte, riferiti al saldo definito dalla Circolare Agea per la PAC 2025, sono pari a 69,96 euro per il Livello 1 e 178,08 euro UBA per il Livello 2.
Negli allevamenti l’impiego di antibiotici può variare sensibilmente durante l’anno in funzione delle emergenze sanitarie, della stagionalità delle patologie e delle strategie di prevenzione adottate. OmniTrattore.it
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Per le prime campagne e fino al 2024 il periodo di osservazione della DDD coincideva con l’anno solare, dal 1° gennaio al 31 dicembre. Il valore utilizzato per l’ammissibilità al premio rappresentava quindi il consumo di antimicrobici effettivamente registrato sull’intero anno, costruito sui trattamenti realmente eseguiti e sulla consistenza animale effettiva nello stesso arco temporale. L’allevatore si confrontava con un dato consuntivo, non con una stima. Su questo impianto si è innestata, nel 2025, una modifica che oggi solleva interrogativi sulla trasparenza e sulla coerenza del sistema.
La deroga 2025 sul periodo di osservazione
Per la campagna 2025 il Decreto Ministeriale del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF) n. 110851 dell’11 marzo 2025, ripreso da successive circolari Agea, ha ridotto il periodo di osservazione per l’Ecoschema 1: non più dodici mesi, ma l’intervallo 1° gennaio – 30 settembre 2025. Il decreto ha previsto espressamente che tale riduzione non dovesse comportare una diminuzione del premio. Dal 2026 il periodo di osservazione è destinato a decorrere dal 1° ottobre dell’anno precedente al 30 settembre dell’anno di domanda, tornando così a coprire dodici mesi, ma “a cavallo” di due anni solari.
Per l’anno 2025 si è quindi creata una situazione eccezionale in cui il periodo utile ai fini della DDD copriva soltanto nove mesi. La disciplina resa pubblica stabiliva che fossero ammissibili gli allevamenti che presentavano valori di DDD pari o inferiori alla soglia (baseline) prevista per specie e orientamento produttivo, oppure che, pur superando la soglia, riducevano il valore di almeno il 10% rispetto al 2022. La scelta di anticipare la conclusione del periodo di osservazione è stata motivata da esigenze amministrative degli organismi pagatori, chiamati a disporre dei dati in tempo per verifiche e pagamenti. Il nodo, secondo gli operatori che hanno sollevato il caso, non è tanto l’uso di nove mesi, quanto il trattamento di quel dato ridotto per costruire il valore trasmesso all’ente pagatore.
Il caso dell’allevamento escluso dal Livello 2
Il problema è emerso nell’assistenza a un allevamento bovino da latte che aveva presentato domanda per l’Ecoschema 1 Livello 2, con adesione al percorso di certificazione SQNBA. Nel cruscotto di ClassyFarm risultavano due valori distinti di consumo di antibiotici per il 2025. Nel cruscotto “Soglia” era visibile una DDD pari a 3,32, trasmessa all’ente pagatore e alla base della mancata ammissibilità ai premi, poiché superiore alla soglia di 3 fissata per le vacche da latte. Nel cruscotto “Mediana” compariva invece un valore annuale definitivo per il 2025 pari a 2,79, calcolato successivamente sull’intero anno e inferiore alla medesima soglia.
Applicando ai dati reali di consumo di farmaco e biomassa del periodo gennaio-settembre la metodologia di calcolo della DDD descritta nella guida della Direzione Generale della Sanità Animale e dei Farmaci Veterinari (in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna), il valore ottenuto risulta di 2,49. Secondo i dati aziendali ricostruiti nel caso specifico, la DDD di 3,32 può essere riprodotta soltanto annualizzando il risultato riferito ai nove mesi, cioè proiettando su dodici mesi l’andamento dei primi tre trimestri. Il dato decisivo per l’ammissibilità al premio non corrisponde quindi al consumo effettivo del periodo di osservazione, ma a una stima annualizzata, mentre il dato consuntivo annuale successivo (2,79) non è stato preso in considerazione ai fini del pagamento.
DDD: differenza tra consumo reale e stima annualizzata
La trasformazione di un valore osservato in una proiezione annuale comporta, nella pratica, un cambio di natura del dato utilizzato per stabilire l’accesso al premio. Un consumo effettivo descrive ciò che è realmente avvenuto in azienda in un periodo concluso; una proiezione annuale stima invece ciò che sarebbe potuto accadere se il consumo avesse mantenuto lo stesso andamento nei mesi successivi. Negli allevamenti, però, l’uso degli antibiotici non è necessariamente omogeneo durante l’anno: si possono avere episodi sanitari concentrati in determinati mesi, variazioni stagionali delle patologie, cambiamenti di consistenza e biomassa, interventi gestionali o sanitari che riducono il consumo nell’ultima parte dell’anno, o trattamenti eccezionali non ripetibili con andamento lineare.
Nel caso esaminato, problemi sanitari concentrati nel mese di gennaio hanno richiesto un ricorso “straordinario” all’antibiotico, rispetto al resto dell’anno. La proiezione di questo consumo iniziale sull’intero 2025 ha prodotto, secondo quanto ricostruito, una sovrastima rispetto all’antibiotico effettivamente utilizzato nei dodici mesi. Il valore definitivo del 2025, calcolato a fine anno sui consumi realmente registrati, pari a 2,79, non supera la soglia di 3 fissata per le vacche da latte. L’azienda è stata però esclusa dal pagamento per effetto della DDD annualizzata di 3,32, con un disallineamento tra dato stimato e risultato consuntivo, che pesa direttamente sulla possibilità di accedere a importi unitari anche rilevanti.
Per la campagna PAC 2025 il periodo di osservazione è stato limitato ai primi nove mesi dell’anno, generando discussioni sull’utilizzo di valori annualizzati ai fini dell’ammissibilità ai premi. OmniTrattore.it
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Le risposte di ClassyFarm e i nodi aperti
Per chiarire quanto avvenuto nella campagna 2025 sono state presentate diverse richieste di spiegazioni al sistema ClassyFarm. Le risposte ricevute sono sintetizzabili in tre punti. In primo luogo, è stato indicato che i dati trasmessi agli organismi pagatori vengono sempre ponderati sull’anno. Questa affermazione, secondo chi ha analizzato il caso, non descriverebbe però le campagne precedenti, in cui il dato inviato era riferito all’intero anno solare e coincideva con un valore consuntivo, mentre solo il dato di aggiornamento trimestrale visualizzato nel portale veniva annualizzato a fini di consultazione interna all’azienda.
In secondo luogo, ClassyFarm ha evidenziato di non ritenere sussistente l’obbligo di fornire una ricostruzione dettagliata del calcolo, trattandosi di algoritmi applicati a tutti gli allevamenti nazionali, rinviando l’eventuale documentazione tecnica al MASAF. Nel caso concreto non sono quindi state condivise le risultanze specifiche, né precisate le modalità di ponderazione che avrebbero consentito di ricostruire puntualmente il dato di 3,32, né trasmessa la documentazione che prevede o richiede la ponderazione. In terzo luogo, è stato riconosciuto che l’utilizzo di finestre temporali diverse dall’anno genera criticità, che sarebbero state segnalate alle autorità competenti. Restano però aperte, per gli operatori, alcune domande: quali criticità siano state individuate, se e come siano state gestite, e se allevatori, centri di assistenza agricola, veterinari aziendali e consulenti siano stati informati che il dato di nove mesi sarebbe stato proiettato su dodici.
Richiesta di trasparenza e possibile riesame
Nel febbraio 2026 ClassyFarm ha reso disponibili nel proprio cruscotto i dati definitivi di consumo di antimicrobici relativi all’intero 2025. Una volta reso noto il valore consuntivo, diventa naturale la domanda se l’esito dell’Ecoschema 1 possa essere verificato o riesaminato sulla base del consumo realmente registrato, almeno nei casi in cui la proiezione abbia prodotto un risultato diverso e penalizzante rispetto al dato annuale definitivo. Nel caso descritto, la sostituzione del valore annualizzato con quello reale comporterebbe un esito opposto in termini di accesso al premio, senza richiedere deroghe alle soglie o modifiche retroattive dei criteri, ma solo l’uso del dato che la stima intendeva anticipare.
La vicenda evidenzia come la misurazione del consumo di antimicrobici non abbia una funzione esclusivamente statistica o sanitaria, ma incida direttamente sulla possibilità di riconoscere premi pubblici di entità rilevante per molte aziende zootecniche. In un contesto in cui le imprese devono già fronteggiare altre forme di pressione economica, dalle fluttuazioni del costo del gasolio agricolo, oggetto di misure di sostegno come i crediti di imposta per il gasolio agricolo, alle emergenze sanitarie che hanno portato a interventi dedicati sulla peste suina africana, la richiesta che emerge dagli operatori è quella di criteri di calcolo della DDD chiari, trasparenti e verificabili, soprattutto quando una stima può pesare quanto, o più, di un dato reale nel decidere l’accesso a un premio.
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