Terminata la sessione estiva della campagna acquisti, è tempo di un primo bilancio in casa biancoscudata su quanto si è fatto fuori dal campo: le ambizioni di crescita, di alzare quella famosa asticella, sono state ampiamente soddisfatte, almeno sulla carta, con l’ultimo coniglio estratto dal cilindro che risponde al nome di Nicolas Galazzi, centrocampista classe 2000 arrivato in prestito dal Monza. Un mercato che ha visto il Padova tra i principali protagonisti della categoria, con un budget di tutto rilievo ma non speso del tutto: il margine residuo potrà essere destinato a eventuali ritocchi a gennaio. Insomma, da adesso in poi sarà il campo a parlare. Ma prima, nella giornata di mercoledì, si sono concessi ai microfoni della sala stampa dell’Euganeo il responsabile dell’area tecnica Massimiliano Mirabelli e il vicepresidente Giovanni Banzato per fare il punto della situazione dopo un’estate intensa.

«Il nostro anno zero»

Ad aprire la conferenza è il vicepresidente Giovanni Banzato: «Finalmente il mercato è finito. È stato lungo e molto impegnativo: era il primo mercato vero da quando siamo entrati noi nella proprietà». Il mandato alla direzione tecnica era chiaro: «Lo abbiamo definito tante volte il nostro “anno zero”: l’obiettivo era creare una società che potesse ambire a traguardi più alti di quelli che c’erano fino ad adesso. Volevamo svecchiare, creare un po’ di patrimonio e alzare il livello tecnico. Poi la parola va sempre al campo, però possiamo dirci soddisfatti». Gli fa eco Mirabelli: «Siamo abbastanza soddisfatti per quello che cercavamo e per le operazioni che abbiamo fatto. Dopodiché le chiacchiere stanno a zero: giudicheremo meglio a giugno. Errori ne abbiamo commessi, ma cercheremo di farne meno degli avversari».

Porchia direttore sportivo, Musumeci capo scout

La notizia arriva prima ancora delle domande: il club si struttura anche negli organigrammi. «Sandro Porchia, il mio primo collaboratore – racconta Mirabelli – da oggi è stato nominato direttore sportivo. Io rimango il responsabile dell’area tecnica, ma cerchiamo di far crescere tutte le nostre figure». Non è l’unico innesto dietro le quinte: «Abbiamo preso anche un nuovo capo scout, Francesco Musumeci, che ha costruito una rete di scouting: negli anni passati non potevamo permettercelo per una questione di costi. Per tutta l’estate hanno lavorato h24, con a capo il nostro mister».

Obiettivi, nessun volo pindarico

Con un mercato così, la salvezza tranquilla può bastare? Mirabelli parte da un ringraziamento alla proprietà: «Sono stato messo nelle giuste condizioni per operare. Anche da parte vostra va fatto un ringraziamento alla famiglia Banzato, che ci ha consentito di agire in maniera decisamente diversa. Loro hanno fatto la loro parte: se poi noi siamo stati capaci o meno, è un problema nostro. Il mio mercato si giudica a giugno, l’operato della proprietà già adesso, a partire dall’intervento di gennaio che ci ha permesso movimenti decisivi per la salvezza». Poi il richiamo alla realtà: «La Serie B è un campionato molto difficile. Nel momento in cui facciamo i presuntuosi o ci sentiamo “bellini”, rischiamo di piangere: lo abbiamo visto accadere a tante altre società. Dobbiamo rimanere umili. Quando mi chiedevate a che punto fossimo, rispondevo: “Non abbiamo fatto nulla”. Oggi vi dico che abbiamo posato una pietra sul progetto. Questa è una società ambiziosa, vuole arrivare: non domani in Serie A, ma ci arriveremo. Senza farci distrarre da voli pindarici».

Sulla stessa linea Banzato: «Era un po’ che nel tragitto da casa mia allo stadio non vedevo così tante maglie del Padova: c’è un entusiasmo straordinario e non vorrei frenarlo, ma non conosco altre società di B rimaste ferme a guardare. Gli obiettivi non cambiano: se partiamo senza l’idea di salvarci il prima possibile rischiamo di farci male. Poi, se verrà qualcosa di più ne saremo ben contenti».

Artistico, l’affare più complicato

Il colpo più difficile ha un nome: Gabriele Artistico. «Sono arrivati esattamente i giocatori che volevamo: non abbiamo alcun rammarico. L’operazione più complicata l’avete vista, una trattativa lunga ed estenuante. Nel caso di Artistico il nostro patron Alessandro Banzato è stato determinante: senza di lui sarebbe stato complicatissimo, perché vi garantisco che era nei desideri di Gattuso, che sentivo giornalmente. Non era ambito solo da società di B, ma da club importanti». Sull’accordo con la Lazio, un chiarimento e poco più: «Lo hanno ceduto a malincuore, ma dovevano farlo. Abbiamo accettato, cosa che non facciamo quasi mai, una clausola di recompra a loro favore, sopra i 10 milioni. Oltre non posso dirvi». E sulle telefonate con il ct, il sorriso: «Una al giorno! Ci vorrebbe una giornata intera per raccontarle e anche per tradurle…».

Sei punte, il budget e Galazzi

I temi più caldi restano l’abbondanza in avanti e i tre esuberi. Su questo Mirabelli è categorico: «Abbiamo una lista di 18 giocatori, quindi non contate i fuori lista: Papu Gomez, Buonaiuto e Barreca che staranno fuori fino a gennaio. Chi li vorrà a gennaio dovrà pagare i soldi. Non sottostiamo ad alcun ricatto e abbiamo una linea che manteniamo. Di Mariano lo abbiamo tenuto dopo un’attenta riflessione con il mister, che lo vede come mezzala di squilibrio: non rientra nel pacchetto degli attaccanti». Restano sei centravanti per due maglie: «Sarà una gestione impegnativa, ma speriamo che ogni domenica l’allenatore abbia mille dubbi: vorrà dire che tutti vanno a mille. Gli attaccanti non sono mai troppi, il problema è quando sono troppo pochi».

Sul fronte economico Banzato chiarisce il metodo: «Spendere di più non era possibile: avevamo deciso insieme un tetto massimo, rigorosamente rispettato. Su come allocare quelle risorse decideva il direttore, con totale libertà». Capitolo cessioni mancate: «Il telefono era infuocato su Faedo, Varas e Bortolussi, ma fa piacere: vuol dire che le altre squadre apprezzano i nostri ragazzi. Abbiamo resistito per mantenere questo gruppo». Da lì l’ultimo tassello: «Galazzi era la prima scelta per completare il centrocampo, lo voleva fortemente il mister ed era richiesto da altre piazze: ci dà doti diverse e può ricoprire più ruoli. Avendo perso Zanimacchia per un paio di mesi, ci tornerà utile».

L’uomo prima del calciatore

C’è poi il filo che tiene insieme tutto. «Abbiamo cercato prima le qualità dell’uomo rispetto a quelle del calciatore, affini a quelle dei ragazzi con cui abbiamo costruito cose importanti – spiega Mirabelli –. Sulle qualità tecniche si può sempre discutere, ma sul lato umano sono convinto di non aver sbagliato».

Infine tema centro sportivo, con il presunto ritorno di fiamma per Bresseo. Qui Giovanni Banzato chiarisce: «Il centro sportivo è uno dei pilastri di una società seria di Serie B: qualcosa succederà sicuramente. Non so dirvi le tempistiche né darvi certezze, ma è una tematica che stiamo attenzionando».


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Andrea Canton

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