Sicurezza antincendio, tutela dei lavoratori con disabilità, turni, ferie, smart working e ricorso agli straordinari. Il sindacato chiede verifiche immediate e mette nel mirino anche l’incarico del coordinatore Francesco Ientile.
BOLOGNA – La FIALS Emilia-Romagna alza il livello della protesta sulla gestione della Centrale Telefonica e degli operatori impegnati nei Punti Informativi e nell’Accoglienza del Policlinico Sant’Orsola. Il sindacato ha annunciato l’invio di una formale diffida alla Direzione Generale dell’Azienda, chiedendo un intervento immediato su una serie di questioni che, secondo le segnalazioni raccolte tra i lavoratori, presenterebbero profili di particolare criticità.
A illustrare la posizione dell’organizzazione sindacale è il segretario regionale FIALS Emilia-Romagna, Alfredo Sepe, secondo il quale le problematiche segnalate non sarebbero riconducibili a semplici difficoltà organizzative.
Tra i temi sollevati figurano la sicurezza degli ambienti di lavoro, la gestione delle emergenze, la tutela degli operatori con disabilità visiva, la programmazione dei turni e delle ferie, il lavoro agile e il ricorso agli straordinari per garantire la copertura dei servizi.
Riflettori sulla sicurezza antincendio
Uno dei capitoli ritenuti più delicati riguarda la Centrale Telefonica del Sant’Orsola, con particolare riferimento alla sicurezza antincendio.
La FIALS riferisce di aver acquisito documentazione fotografica relativa agli accessi e alle porte dell’area e chiede alla Direzione di effettuare una verifica immediata sulla conformità della compartimentazione antincendio, delle vie di esodo e delle uscite di emergenza.
L’obiettivo, secondo il sindacato, è accertare se gli ambienti siano tuttora conformi alle prescrizioni di sicurezza e se eventuali modifiche agli accessi o alle porte possano avere inciso sulle condizioni di evacuazione.
Si tratta, sottolinea Sepe, di aspetti che devono essere verificati con particolare attenzione, soprattutto in considerazione della presenza di lavoratori che potrebbero necessitare di specifiche misure di assistenza in caso di emergenza.
La questione dei lavoratori non vedenti e ipovedenti
Un altro punto centrale della contestazione riguarda infatti gli operatori non vedenti e ipovedenti impiegati nella Centrale Telefonica.
La stessa procedura interna richiamata dalla FIALS stabilirebbe determinati minimi di personale e, tra le altre disposizioni, la presenza di due operatori nella mattinata del sabato.
Il sindacato chiede che l’organizzazione del servizio e il piano di emergenza siano concretamente adeguati alle esigenze dei lavoratori con grave disabilità visiva, affinché, in caso di evacuazione, siano garantite condizioni di sicurezza effettive.
La FIALS precisa di non voler porre alcuna questione discriminatoria nei confronti dei lavoratori con disabilità. Al contrario, l’obiettivo dichiarato è quello di garantire pari dignità, accomodamenti ragionevoli e adeguate misure di sicurezza.
Turni, ferie e lavoro agile
Nel mirino dell’organizzazione sindacale finiscono anche la programmazione dei turni, la gestione delle ferie e il lavoro agile.
Secondo quanto riferito dalla FIALS, la documentazione interna dell’Azienda disciplina in maniera dettagliata la formazione dei turni, i minimi di personale e la programmazione annuale ed estiva delle ferie.
Il sindacato sostiene tuttavia di aver raccolto segnalazioni relative a situazioni di incertezza nella programmazione delle ferie e a richieste di lavoro agile non definite o respinte senza, a suo giudizio, un’adeguata valutazione delle singole condizioni.
Anche su questo punto viene chiesto alla Direzione Generale di procedere con una verifica complessiva delle modalità organizzative adottate.
Straordinari utilizzati per coprire le carenze di personale
Particolare attenzione viene dedicata anche agli operatori dei Punti Informativi e dell’Accoglienza.
La FIALS denuncia infatti quello che definisce un possibile ricorso sistematico al lavoro straordinario per garantire la copertura dei servizi.
Secondo il sindacato, lo straordinario dovrebbe rappresentare uno strumento destinato a fronteggiare situazioni eccezionali e non diventare una componente ordinaria della programmazione.
Se le ore straordinarie venissero preventivamente utilizzate ogni mese per assicurare la normale copertura dei turni, sostiene la FIALS, si configurerebbe piuttosto una possibile carenza strutturale di personale che dovrebbe essere affrontata attraverso un’adeguata organizzazione e nuove assunzioni.
Chiesta anche una verifica sull’incarico di Francesco Ientile
La vicenda coinvolge anche il coordinatore della Centrale Telefonica, Francesco Ientile, indicato nella documentazione aziendale richiamata dalla FIALS come coordinatore e responsabile del riesame periodico della relativa istruzione operativa.
Il sindacato chiede alla Direzione Generale una verifica documentale sul possesso dei requisiti, sulle modalità di attribuzione e mantenimento dell’incarico e su eventuali situazioni che possano determinare conflitti di interesse o sovrapposizioni nei rapporti organizzativi.
La FIALS riferisce inoltre di aver ricevuto segnalazioni da parte di lavoratori che descriverebbero modalità di gestione ritenute autoritarie o discriminatorie e che, secondo il sindacato, potrebbero richiedere approfondimenti anche rispetto a ipotesi di straining o bossing.
Si tratta, al momento, di contestazioni e segnalazioni che dovranno essere verificate nelle sedi competenti.
Proprio per questo, la FIALS sostiene di aver chiesto, nelle more degli accertamenti, il riesame dell’incarico e la rimozione o sospensione dalle funzioni di coordinamento di Francesco Ientile, con l’obiettivo dichiarato di garantire maggiore serenità ai lavoratori e imparzialità nelle eventuali verifiche.
«La Direzione Generale deve intervenire»
La richiesta del sindacato è ora rivolta direttamente ai vertici del Policlinico Sant’Orsola.
La FIALS chiede interventi e verifiche sulla sicurezza antincendio, sulla gestione dei turni e delle ferie, sul lavoro agile, sulla tutela dei lavoratori con disabilità, sull’utilizzo dello straordinario e sulle modalità di gestione del personale.
«Non accetteremo silenzi o risposte di circostanza», afferma Sepe, ribadendo la volontà dell’organizzazione di andare avanti qualora non arrivassero risposte ritenute adeguate.
Il sindacato annuncia infatti che, in assenza di chiarimenti e interventi, potrebbe trasmettere la documentazione al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza dell’Azienda, agli organismi competenti in materia di anticorruzione e trasparenza, agli enti preposti alla vigilanza sulla sicurezza e ai Vigili del Fuoco, oltre a coinvolgere il proprio studio legale.
La vicenda resta dunque aperta e potrebbe ora spostarsi sul terreno delle verifiche formali da parte dell’Azienda e degli eventuali organismi competenti. Al centro restano le condizioni di lavoro degli operatori, la sicurezza degli ambienti e l’organizzazione dei servizi della Centrale Telefonica e dell’Accoglienza del Policlinico Sant’Orsola.
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