La formazione digitale si conferma uno degli strumenti centrali nelle politiche attive del lavoro italiane. EDO-Educazione Digitale per l’Occupazione, progetto di e-learning promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito del Programma GOL del PNRR, ha registrato nell’ultimo anno numeri particolarmente significativi, consolidando il proprio ruolo nel contrasto al divario nelle competenze digitali.
Tra maggio 2025 e giugno 2026 sono stati infatti 186.151 i percorsi formativi completati con successo, un risultato che testimonia la diffusione raggiunta dalla piattaforma e la crescente attenzione verso l’acquisizione delle competenze digitali di base richieste dal mercato del lavoro.
Il progetto realizzato con Regioni e Dipartimento per la Trasformazione Digitale
EDO nasce dalla collaborazione tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, le Regioni e il Dipartimento per la Trasformazione Digitale, attraverso una piattaforma tecnologica sviluppata con il supporto tecnico di Deloitte.
L’obiettivo è offrire ai beneficiari delle politiche attive un percorso accessibile per acquisire o rafforzare quelle competenze digitali ormai indispensabili non soltanto per numerose professioni, ma anche per accedere ai servizi pubblici e privati, utilizzare gli strumenti online e affrontare con maggiore autonomia i cambiamenti determinati dalla trasformazione tecnologica.
Sicilia prima in Italia con oltre 35mila percorsi conclusi
La distribuzione territoriale evidenzia una forte partecipazione soprattutto in alcune delle regioni più popolose del Paese. A guidare la graduatoria nazionale è la Sicilia, con 35.175 percorsi completati con successo tra maggio 2025 e giugno 2026.
Al secondo posto si colloca la Campania, con 21.421 percorsi, mentre la Lombardia raggiunge quota 18.408. Risultati importanti arrivano anche da Lazio, Calabria e Puglia, che hanno registrato oltre 17mila certificazioni ciascuna.
Il Mezzogiorno protagonista della riqualificazione digitale
I dati mostrano quindi una partecipazione particolarmente significativa nelle regioni meridionali, territori nei quali la necessità di aggiornamento e riqualificazione professionale resta particolarmente elevata.
La forte adesione registrata in Sicilia, Campania, Calabria e Puglia indica come EDO sia riuscito a intercettare una domanda consistente di formazione, affiancandola contemporaneamente a risultati rilevanti anche nei grandi sistemi regionali del Centro-Nord, come dimostrano i numeri della Lombardia e del Lazio.
La piattaforma assume così una funzione trasversale, destinata a ridurre le differenze territoriali nell’accesso alle competenze digitali e a rafforzare l’occupabilità delle persone coinvolte nei percorsi del Programma GOL.
Le donne rappresentano quasi il 60% dei partecipanti
Un altro elemento particolarmente rilevante riguarda la partecipazione femminile, che mediamente raggiunge il 59,2% delle persone che hanno completato i percorsi.
In alcune regioni la presenza delle donne risulta ancora più elevata. La quota maggiore viene registrata in Valle d’Aosta, dove raggiunge il 72%, seguita dal Veneto con il 67% e dalla Toscana con il 66,5%.
Numeri che mostrano il contributo della formazione digitale anche sul fronte della partecipazione femminile al mercato del lavoro, soprattutto in una fase caratterizzata da una crescente digitalizzazione delle attività professionali e dei processi di selezione e ricerca dell’occupazione.
La fascia tra 35 e 50 anni è quella più coinvolta
Analizzando la distribuzione per età, la fascia maggiormente interessata dai percorsi EDO è quella compresa tra 35 e 50 anni, con 67.209 percorsi conclusi positivamente.
Un dato che conferma il ruolo della formazione continua anche per lavoratori e persone in cerca di occupazione che si trovano nella fase centrale della propria vita professionale e devono aggiornare competenze acquisite in un mercato del lavoro profondamente diverso da quello attuale.
Consistente anche la partecipazione dei più giovani. Tra le persone comprese nella fascia tra 18 e 29 anni sono stati completati 41.543 percorsi, confermando la necessità di rafforzare le competenze digitali anche tra le nuove generazioni.
Oltre 54mila over 50 hanno completato la formazione
Particolarmente significativo è il risultato registrato tra gli over 50, una categoria sulla quale il rischio di digital skill gap può incidere maggiormente nelle possibilità di reinserimento professionale.
Sono 54.205 gli utenti con più di 50 anni che hanno completato con successo i corsi, permettendo al progetto di intervenire concretamente sul divario generazionale nelle competenze digitali tra i disoccupati beneficiari del Programma GOL.
Anche in questo caso è la Sicilia a registrare il numero più elevato, con 8.703 utenti over 50, seguita dalla Lombardia con 6.444, dalla Campania con 5.989 e dal Lazio con 5.866.
La formazione digitale diventa decisiva per il reinserimento lavorativo
Il coinvolgimento degli over 50 assume un significato particolare anche alla luce delle trasformazioni del mercato occupazionale. La capacità di utilizzare strumenti informatici, piattaforme digitali, servizi online e applicazioni professionali è diventata una condizione sempre più necessaria per poter cercare lavoro, partecipare a percorsi di selezione e adattarsi alle nuove modalità organizzative delle imprese.
La formazione digitale può quindi rappresentare una leva importante per migliorare le possibilità di reinserimento delle persone rimaste fuori dal mercato del lavoro e ridurre il rischio che la trasformazione tecnologica produca nuove forme di esclusione.
Altri 17.504 utenti erano ancora impegnati nei corsi a giugno
Il bacino di partecipazione è inoltre destinato a crescere. Alla data del 30 giugno 2026 risultavano ancora impegnate nei corsi EDO 17.504 persone, un dato che evidenzia la continuità della domanda di formazione digitale.
La crescita degli accessi conferma come l’acquisizione di competenze informatiche non venga più considerata soltanto un elemento specialistico destinato a determinate professioni, ma una componente sempre più strutturale dell’occupabilità.
Competenze digitali in Italia salite dal 45,6% al 54,3%
Il percorso di EDO si inserisce all’interno di un quadro nazionale caratterizzato da un progressivo miglioramento delle competenze digitali della popolazione.
Secondo le rilevazioni Eurostat relative all’“Individuals’ level of digital skills”, tra il 2021 e il 2025 la percentuale degli italiani tra i 16 e i 74 anni in possesso di competenze digitali almeno di base è aumentata di 8,7 punti percentuali, passando dal 45,6% al 54,3%.
Una crescita significativa che consente all’Italia di ridurre parte della distanza accumulata negli anni rispetto agli altri Paesi europei.
Italia terza nell’Unione europea per crescita delle competenze
Secondo i dati richiamati dal Ministero, l’accelerazione si è verificata soprattutto a partire dal 2023. Dopo un incremento inizialmente molto contenuto, il trend avrebbe raggiunto un valore pari al +8,9% annuo, collocando l’Italia al terzo posto tra i 27 Stati membri dell’Unione europea per crescita registrata nel periodo considerato.
La quota italiana del 54,3% resta comunque inferiore alla media europea del 60,4%, ma il divario si è progressivamente ridotto.
Il risultato viene indicato come uno degli effetti delle politiche di formazione e delle iniziative avviate negli ultimi anni per rafforzare la preparazione digitale della popolazione e rendere maggiormente omogenee le opportunità formative sul territorio nazionale.
La Relazione sul decennio digitale fotografa il recupero italiano
Il miglioramento viene inserito anche nel contesto della “Relazione nazionale sul decennio digitale 2026” della Commissione europea, che monitora la trasformazione digitale dei Paesi dell’Unione e il raggiungimento degli obiettivi fissati a livello comunitario.
Il recupero italiano assume particolare rilievo perché il ritardo nelle competenze digitali ha rappresentato per anni uno degli elementi più problematici del processo di modernizzazione del Paese, incidendo sia sulla produttività del sistema economico sia sulle opportunità occupazionali.
La sfida rimane quella di trasformare i progressi degli ultimi anni in una crescita strutturale, evitando nuove disuguaglianze territoriali, generazionali o sociali.
EDO prosegue anche dopo la conclusione del PNRR
La conclusione del PNRR non dovrebbe coincidere con la fine dell’esperienza di EDO. Il progetto è infatti destinato a proseguire come strumento strutturale per contrastare il digital skill gap e accompagnare le politiche attive del lavoro.
Il sistema punta progressivamente a trasformarsi da iniziativa collegata a un programma straordinario di investimenti a infrastruttura permanente della formazione digitale, condivisa tra Stato e Regioni.
Un passaggio strategico soprattutto in un mercato occupazionale nel quale le competenze tecnologiche sono destinate a modificarsi continuamente e richiedono quindi strumenti capaci di garantire formazione e aggiornamento lungo tutto l’arco della vita professionale.
Sviluppo Lavoro Italia assume la gestione della piattaforma
Una nuova fase si è aperta anche attraverso la collaborazione con Sviluppo Lavoro Italia, che ha assunto la gestione della piattaforma tecnologica.
L’obiettivo è ampliare progressivamente l’offerta, andando oltre le competenze digitali di base e introducendo percorsi sempre più collegati alle nuove esigenze del mercato del lavoro.
Alla data del 24 agosto 2026 erano oltre 317mila gli utenti attivi, un bacino che testimonia la dimensione ormai raggiunta dall’iniziativa e le possibilità di ulteriore sviluppo nei prossimi mesi.
Nuovi corsi su transizione digitale, micro-credenziali e cybersicurezza
La nuova offerta formativa punta infatti a includere corsi dedicati alla transizione digitale, alle micro-credenziali e alla cybersicurezza, ambiti destinati ad acquisire un peso crescente nei prossimi anni.
L’introduzione delle micro-credenziali risponde alla necessità di costruire percorsi formativi più flessibili e certificabili, capaci di attestare competenze specifiche acquisite dagli utenti.
La cybersicurezza rappresenta invece una delle aree più strategiche nell’attuale trasformazione tecnologica, considerato il crescente bisogno di competenze legate alla protezione dei dati, dei sistemi informatici e delle infrastrutture digitali.
Dal 1° luglio crescono gli accessi attraverso SIISL
A partire dal 1° luglio 2026 è stato inoltre registrato un aumento dell’ingresso di nuovi utenti, soprattutto attraverso SIISL, il Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa.
L’integrazione rafforza il collegamento tra strumenti di sostegno al reddito, politiche attive e formazione, con l’obiettivo di accompagnare più rapidamente le persone verso opportunità di qualificazione e reinserimento professionale.
Secondo gli ultimi monitoraggi, il 26,7% degli utenti coinvolti è beneficiario di NASpI, evidenziando il ruolo di EDO anche per le persone che si trovano in una fase di transizione tra un’occupazione e quella successiva.
Il 51% degli utenti conclude il percorso con una certificazione
I dati relativi ai nuovi ingressi mostrano inoltre che il 51% degli utenti conclude il percorso ottenendo una certificazione.
Tra coloro che completano positivamente la formazione, la composizione è pari al 40,9% di uomini e al 59% di donne, confermando nuovamente una partecipazione femminile superiore a quella maschile.
La certificazione rappresenta uno degli aspetti più importanti del progetto perché consente agli utenti non soltanto di acquisire nuove competenze, ma anche di documentare il percorso svolto nell’ambito della ricerca di nuove opportunità professionali.
Verso un sistema permanente di formazione digitale tra Stato e Regioni
L’evoluzione di EDO indica quindi la volontà di costruire un sistema di formazione digitale che possa proseguire oltre gli interventi finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
La prospettiva è quella di una multigovernance tra Stato e Regioni, nella quale le amministrazioni territoriali possano utilizzare un’infrastruttura comune per accompagnare i cittadini nei processi di aggiornamento e riqualificazione.
In questo scenario EDO punta progressivamente a diventare anche un modello di riferimento europeo nell’ambito delle politiche attive del lavoro, attraverso un sistema nel quale formazione, certificazione delle competenze e strumenti digitali vengono integrati in un unico percorso.
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