COSENZA – Il nuovo corso dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cosenza entra nel vivo. Delegati chiamati a rafforzare il raccordo con territori e istituzioni, 31 Commissioni di lavoro destinate a presidiare altrettanti ambiti strategici della professione e, infine, il confronto diretto con gli iscritti.
È attraverso questi tre passaggi che il nuovo Consiglio ha cominciato a dare sostanza al mandato 2026-2030. La giornata di venerdì 4 settembre ha rappresentato uno dei primi appuntamenti operativi della nuova consiliatura, riunendo presidente, consiglieri, delegati, coordinatori delle Commissioni e comunità professionale.
Un avvio che indica anche la direzione scelta dall’Ordine: allargare la partecipazione e distribuire competenze e responsabilità, mantenendo uno stretto collegamento con una provincia vasta e profondamente diversificata.
Il primo tassello della nuova organizzazione riguarda i Delegati del Presidente, individuati sia per specifiche aree territoriali sia per alcuni dei principali rapporti istituzionali e settori di interesse della professione.
Francesca Salvo seguirà i rapporti con l’Università, Menotti Imbrogno quelli con gli Enti di Vigilanza e Francesco Mordente i rapporti con i Tribunali. Santo Abate avrà la delega alla Transizione Energetica.
Particolare attenzione viene riservata alla rappresentanza territoriale: Raffaele Di Lazzaro sarà il riferimento per l’Alto Jonio, Pasquale Trento per il Basso Jonio, Stefano Adduci per l’Alto Tirreno e Vincenzo Scarpello per la Media Valle del Crati. Ad Alessandro Gaudio sono invece affidati i rapporti con le parti sociali, le associazioni di categoria e quelle datoriali.
Una rete che punta a ridurre le distanze tra l’organismo professionale e le diverse realtà della provincia, facendo arrivare all’interno dell’Ordine esigenze, competenze ed esperienze maturate direttamente sui territori.
Il secondo passaggio ha riguardato le Commissioni di lavoro e i rispettivi coordinatori. È probabilmente questo uno degli aspetti che meglio fotografa quanto sia cambiata e si sia ampliata negli anni la professione dell’ingegnere.
Accanto ai settori tradizionali trovano infatti spazio transizione digitale, BIM, ingegneria biomedica, sostenibilità, infrastrutture energetiche e digitali, progettazione europea e tecnologie dell’informazione.
Le Commissioni sono 31: Acustica, coordinata da Nicola Miglino; Ingegneri Iuniores, Giovanni Greco; Sviluppo Grandi Reti, Andrea Spinelli; Prevenzione Sismica, Paolo Stilla; Rapporti con Enti Locali, Clelio Gelsomino; Urbanistica e Territorio, Mariano Vulnera; BIM, Antonio Vulcano; Telecomunicazioni, Marco Vigliatore; Responsabili Uffici Tecnici, Pasquale Lavorata; Giovani, Silvio Sommario; Protezione Civile, Antonio Moretti.
E ancora: Energia e Progettazione Europea, Nicola De Nardi; Vigilanza Locali Pubblico Spettacolo, Gianluca Perna; Valutazione Ambientale, Paolo Caruso; Lavori Pubblici e Bandi, Pasqualino Pingenti; Ingegneria dei Sistemi Edilizi, Andrea Andreassi; Trasporti e Infrastrutture, Riccardo De Nardi; Impianti Sportivi, Nicola Clausi; Geotecnica, Rosanna Sicilia; Ingegneria Idraulica, Attilio Fiorini Morosini; Ingegneria Forense, Francesco Mordente; Prevenzione antincendio, Antonio Reda; Sicurezza nei luoghi di lavoro, Francesco Esposito.
Completano il quadro Sostenibilità ambientale e transizione ecologica, coordinata da Giovanni Ioele; Tutela e valorizzazione del Patrimonio Culturale, Giuseppe Amendola; Promozione Sociale e Gruppo Sportivo, Franco Lanzillotta; Promozione dell’equità di Genere, Donatella Cristiano; Infrastrutture Energetiche e Digitali, Angelo Violetta; Tecnologie dell’informazione ed innovazione, Antonio Mantuano; Project Management e Transizione Digitale della Pubblica Amministrazione, Fabrizio Di Maio; Ingegneria Biomedica e Clinica, Pierpaolo Romano.
Un’articolazione molto ampia, attraverso la quale il nuovo Consiglio punta a trasformare le competenze presenti tra gli iscritti in strumenti di confronto, proposta e programmazione.
L’elenco delle Commissioni racconta, indirettamente, anche l’evoluzione della professione. L’ingegneria contemporanea non si esaurisce più nella progettazione di edifici, impianti e infrastrutture.
Prevenzione sismica, protezione civile e sicurezza restano settori fondamentali, soprattutto in un territorio complesso e fragile come quello calabrese. Ma accanto ad essi crescono il peso della digitalizzazione della Pubblica amministrazione, della progettazione europea, della transizione energetica ed ecologica, delle telecomunicazioni e dell’ingegneria biomedica.
È su questo terreno che le Commissioni potranno assumere un ruolo che vada oltre l’organizzazione interna dell’Ordine, diventando luoghi di elaborazione tecnica e professionale capaci di dialogare anche con amministrazioni pubbliche, università, imprese e società civile.
A chiudere la giornata è stata la prima Assemblea degli iscritti successiva all’elezione del nuovo Consiglio e alla nomina del Presidente.
Un passaggio dal valore non soltanto formale. Il confronto con la base professionale completa infatti l’architettura scelta per l’avvio del mandato: rappresentanza territoriale attraverso i delegati, approfondimento tecnico mediante le Commissioni e partecipazione attraverso l’Assemblea.
Tre livelli diversi che dovranno adesso dimostrare la propria efficacia nella pratica.
La consiliatura 2026-2030 è appena cominciata e la vera misura del nuovo corso arriverà inevitabilmente dai progetti e dalle iniziative che saranno messi in campo nei prossimi mesi. Ma il primo segnale è già chiaro: l’Ordine degli Ingegneri di Cosenza sceglie di partire allargando la propria rete di competenze e coinvolgendo direttamente territori e iscritti.
Perché in una fase nella quale infrastrutture, sicurezza, energia, ambiente e trasformazione digitale pongono questioni sempre più complesse, la sfida non riguarda soltanto il futuro di una categoria professionale. Riguarda la capacità delle competenze tecniche di tornare a essere protagoniste delle scelte che disegnano il futuro del territorio.


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