Un secolo dopo, un Agnelli potrebbe finire a processo a Torino. È quanto rischia John Elkann, oggi, venerdì 11 settembre 2026, in Tribunale di Torino dove, nell’aula guidata dalla giudice Eugenia Giani va in scena lo snodo decisivo: la decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio per John Elkann nella vicenda legata all’Eredità Agnelli e la contestuale richiesta di Margherita Agnelli di entrare come parte civile nel procedimento penale che vede contestati i reati di frode fiscale e falso in atto pubblico non solo a suo figlio John Elkann, ma anche al commercialista di famiglia Gianluca Ferrero e al notaio Remo Morone.
Né il presidente di Stellantis né la madre saranno presumibilmente presenti in aula. E l’attesa per la decisione potrebbe comunque risolversi in un ennesimo slittamento: dopo il rinvio dello scorso 22 giugno, concesso per permettere alle difese di esaminare la richiesta di Margherita, i legali di Elkann hanno depositato articolate eccezioni scritte. Dopo la discussione e le repliche dell’avvocato Dario Trevisan (legale della figlia dell’Avvocato), la giudice potrebbe riservarsi la decisione e aggiornare nuovamente l’udienza.
I 1,3 milioni di “danni morali” e l’attacco della difesa Elkann
Margherita non chiede soltanto il riconoscimento dei reati, ma ha avanzato una richiesta di 1,3 milioni di euro a titolo di risarcimento per i soli danni morali. La tesi dei suoi legali è drammatica: la figlia di Gianni Agnelli sostiene di essere stata vittima di un «articolato piano fraudolento» destinato a privarla della sua quota di eredità e del controllo della Dicembre, la società semplice che sta al vertice della catena di comando di Exor e di tutto l’impero industriale di famiglia.
La reazione del collegio difensivo di Elkann, guidato dall’avvocato Paolo Siniscalchi, è stata chiarissima già nei mesi scorsi e ribadita nei documenti all’esame della giudice: la pretesa di un risarcimento privato in un’inchiesta focalizzata su presunte evasioni fiscali ai danni dello Stato viene giudicata «anomala». «C’è ben poco di morale nelle pretese di chi è diventata miliardaria ed è scappata dal gruppo guidato dal padre, lasciando a John l’onere di condurlo nella fase più difficile della sua storia», ribadiscono i legali del presidente di Stellantis.
Il “giallo” delle 5 bozze nello studio del notaio
Se le contestazioni a Elkann e Ferrero poggiano sulla presunta falsa residenza svizzera di Marella Caracciolo (vicenda su cui i fratelli Elkann hanno già chiuso i conti con il Fisco versando 183 milioni di euro), il fronte che spaventa di più i mercati riguarda la posizione del notaio Remo Morone, accusato di falso in atto pubblico.
È su questo punto che l’inchiesta penale sbatte contro la stabilità della cassaforte di famiglia. Durante le perquisizioni della Guardia di Finanza sono stati sequestrati:
-
Quattro bozze cartacee non formalizzate relative alla cessione della nuda proprietà del 41,29% della Dicembre che Marella Caracciolo effettuò nel 2004 a favore dei tre nipoti (1,29% a John, 20% ciascuno a Lapo e Ginevra).
-
Un atto finale successivamente registrato.
-
L’assenza di un originale pubblico unico: dell’operazione esistono solo fotocopie e attestazioni di conformità registrate solo nel 2021, con sottili ma sostanziali discrepanze di formattazione e testo.
Se il giudice penale dovesse ravvisare irregolarità sostanziali o la mancanza di un reale pagamento per le quote (ipotizzando una donazione priva dei requisiti di forma richiesti dalla legge), ad essere messa in discussione sarebbe l’architettura stessa con cui John Elkann governa la società.
┌─────────────────────────────────────────────────────────────────────────────┐
│ TRE MINE DIRETTE SULLA CASSAFORTE "DICEMBRE" │
├──────────────────────────────────┬──────────────────────────────────────────┤
│ Nodo Giuridico Contestato │ Impatto sull'Assetto di Potere │
├──────────────────────────────────┼──────────────────────────────────────────┤
│ 1. Cessione 41,29% quote (2004) │ Possibile annullamento passaggio ai nipoti│
│ 2. Donazione 25,38% a John (2003)│ Rischio azione di riduzione di legittima │
│ 3. Accordo Transattivo (2004) │ Richiesta di retrocessione 18,75%-37,5% │
└──────────────────────────────────┴──────────────────────────────────────────┘
Dalla sede penale alla causa civile: una battaglia su più fronti
Il vero punto di svolta è che l’inchiesta della Procura di Torino è già ufficialmente entrata nella causa civile per la successione: con ordinanza del 10 dicembre 2024, il Tribunale Civile di Torino ha infatti acquisito gli atti del procedimento penale.
La guerra di Margherita per essere riconosciuta unica erede della madre e far annullare gli accordi del 2004 prosegue in parallelo anche all’estero:
-
A Ginevra: si attende l’esito della causa promossa da Marella contro la figlia (nella quale è subentrato John) per confermare gli accordi transattivi del 2004.
-
A Thun: il tribunale ha dichiarato inammissibile il ricorso dei fratelli Elkann sui tre testamenti svizzeri di Marella (è stato annunciato il ricorso al Tribunale di Berna).
Cosa rischia davvero il controllo dell’impero Exor?
Anche nell’ipotesi in cui Margherita riuscisse ad aprirsi un varco nella compagine societaria della Dicembre, la presidenza di John Elkann non decadrebbe automaticamente, essendo protetta dalle norme statutarie. Ma l’ingresso della madre o dei fratellastri nella cassaforte di famiglia aprirebbe una stagione di contenziosi permanenti e potenziale paralisi operativa. La decisione della giudice Eugenia Giani nelle prossime ore dirà se questa ipotesi è destinata a trasformarsi in una rovente realtà processuale, con un Agnelli sotto processo a Torino, a un secolo di distanza dalle disavventure (culminate in assoluzione) del fondatore della Fiat Giovanni Agnelli, accusato di aggiotaggio in Borsa.



