di Alvise Sperandio
VENEZIA – Google e Fondo per la Repubblica Digitale accelerano sull’intelligenza artificiale per le industrie creative lanciando un fondo da più di 1 milione 300 mila euro per la formazione di 2.500 professionisti del settore a rischio di esclusione digitale nei settori del cinema/audiovisivo, della musica e dell’informazione. Il progetto è stato presentato al Lido di Venezia in occasione della Mostra internazionale del Cinema 2026 della Biennale, nella prestigiosa sede del Blue Lounge nei pressi di quella che è una delle spiagge più conosciuta del mondo. L’Intelligenza Artificiale generativa rappresenta una delle più grandi opportunità di crescita, tutela, esportazione culturale e rinnovamento produttivo per il mondo della creatività. Secondo lo studio globale indipendente condotto da Public First per Google, l’impatto economico dei media generativi per il settore creativo e per l’intera economia mondiale può superare i 920 miliardi di dollari di Pil addizionale entro il 2035. L’AI, inoltre, potrà incrementare del +20% la produttività individuale dei creativi liberando – tanto a livello globale quanto in Italia – una media di 390 ore all’anno (circa 10 settimane lavorative) da compiti operativi e ripetitivi.
Ancora, grazie agli strumenti di traduzione e localizzazione, l’Intelligenza Artificiale ha il potenziale di amplificare la diffusione del Made in Italy all’estero, aumentando fino al +540% la visibilità dei contenuti e delle produzioni in lingua italiana su scala globale, generando 1,9 miliardi di euro di nuovi ricavi da export culturale e supportando la creazione di 44.000 nuovi posti di lavoro nel settore creativo del Paese. Il finanziamento apre un nuovo capitolo di ‘AI Works for Italy’, il progetto avviato da Google in Italia per colmare il divario di competenze digitali e rendere a tutti possibile l’accesso alle nuove tecnologie in tutto il Paese. Google.org stanzia 1 milione di dollari tramite il braccio filantropico Google.org, a cui si aggiunge un cofinanziamento fino a 500.000 euro del Fondo per la Repubblica Digitale. I percorsi pratici saranno costruiti con il supporto di un Comitato Strategico con ministero della Cultura, Siae, Anica, Confindustria Radio Tv, Fieg e Fondazione Milano Scuole Civiche.


In Italia, dove il Sistema Produttivo Culturale e Creativo genera oltre 112 miliardi di euro di valore aggiunto e impiega 1,5 milioni di persone in quasi 289.000 imprese, questa trasformazione potrà tradursi in un valore aggiunto diretto di 3,3 miliardi di euro per il comparto creativo locale (cinema, musica, design, editoria e audiovisivo) e un incremento complessivo fino a 11 miliardi di euro di Pil addizionale per il Sistema-Paese entro il 2035, grazie all’effetto moltiplicatore sulle Pmi, sulla manifattura Made in Italy e sui servizi digitali. L’analisi di Public First affronta direttamente anche il tema dell’occupazione, smentendo la narrativa della sostituzione tecnologica. Nel prossimo decennio, il modello economico prevede una crescita netta di 44.000 posti di lavoro all’interno del settore creativo italiano. Lo studio sottolinea come la reale minaccia per l’occupazione non derivi dall’automazione, ma dall’insostenibilità economica dei modelli produttivi tradizionali. L’abbattimento delle barriere tecniche e dei costi consentirà inoltre a 59.000 persone in Italia di diventare content creator e professionisti digitali a tempo pieno, trasformando idee e talenti in attività economicamente sostenibili.
Ad accogliere la presentazione del progetto è stato il sindaco di Venezia, Simone Venturini: “Non si può parlare di cinema e audiovisivi senza parlare delle potenzialità dell’IA- ha detto il primo cittadino- Stiamo vivendo una profonda rivoluzione digitale, in due-tre anni cambierà tutto. Venezia è al centro di questo processo: la città apre le porte alle grandi trasformazioni e auspica che Google qui possa trovare una nuova sede, perché qui c’è una finestra sul mondo”.
L’iniziativa inizierà con un bando pubblico (Open Call) promosso entro la metà ottobre dal Fondo per la Repubblica Digitale, volto a selezionare e finanziare da 2 a 4 enti attuatori non profit, tra associazioni, fondazioni ed enti del terzo settore, che cureranno l’erogazione dei corsi sul territorio a partire dalla metà del 2027, rivolti a 2.500 professionisti che seguiranno percorsi formativi organizzati con un approccio laboratoriale. Per supportare la costruzione di attività formative dal massimo rigore didattico, neutrali e rispondenti ai reali fabbisogni dell’industria creativa, il Fondo per la Repubblica Digitale sarà affiancato da un Comitato Strategico di alto profilo istituzionale e settoriale che anche orienterà la programmazione dei laboratori, agevolando la sinergia tra creativi e maestranze locali.
Melissa Ferretti Peretti, vice presidente e country manager di Google Italia, ha affermato che “da sempre il comparto creativo si fonda sull’incontro tra arte e innovazione: nel cinema è accaduto con l’avvento del sonoro e del colore, che sono tecnologia per definizione. Strumenti come l’AI generativa rappresentano il nuovo capitolo della continua evoluzione di questo settore. Con questo progetto di formazione del Fondo per la Repubblica Digitale, sostenuto da Google.org, desideriamo aiutare chi lavora nel settore creativo ad acquisire competenze digitali essenziali. Questi strumenti non nascono per sostituire la sensibilità umana, ma per amplificarla, arricchendo il processo creativo: perché il valore autentico dell’AI risiede unicamente in ciò che i nostri talenti sapranno realizzare attraverso di essa”.
Per Martina Lascialfari, direttrice generale del Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale, ha sottolineato che “con questo nuovo progetto prosegue e si rafforza la collaborazione tra Fondo per la Repubblica Digitale e Google.org, giunta alla terza iniziativa congiunta nell’ambito di Intelligenza Artificiale. Una collaborazione che abbiamo scelto di sostenere attraverso il nostro canale di cofinanziamento, convinti che la trasformazione digitale richieda un investimento forte sulle persone e sulle loro competenze. In un settore strategico per il Paese come quello delle industrie creative e culturali, l’IA sta già trasformando processi, professionalità e modalità di lavoro. Investire nell’aggiornamento e nella riqualificazione delle competenze è fondamentale per consentire a chi opera in questi ambiti di governare il cambiamento e coglierne le nuove opportunità. L’iniziativa conferma inoltre il valore della collaborazione tra pubblico, privato e privato filantropico, mettendo in comune risorse e competenze per costruire interventi di upskilling efficaci e vicini ai reali fabbisogni. Un modello che il Fondo intende continuare a promuovere per una transizione digitale realmente inclusiva, capace di tradurre l’innovazione in opportunità di crescita professionale e sociale”.
Massimo Osanna, capo del Dipartimento per le attività culturali del ministero della Cultura, ha infine commentato: “Il progetto promosso da Google.org e dal Fondo per la Repubblica Digitale affronta il ruolo dell’intelligenza artificiale nel settore culturale, sottolineando come l’efficienza tecnologica non possa sostituire la creatività, l’intenzione e l’esperienza umana, che restano centrali. L’IA può essere una risorsa preziosa se impiegata come supporto per snellire i compiti procedurali, restituendo tempo e valore alla sensibilità artistica e al giudizio critico. Per garantire questo equilibrio, la formazione si rivela fondamentale per conoscerne limiti e potenzialità, orientando l’innovazione verso il rispetto dei principi della produzione culturale con il supporto del ministero della Cultura”.
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