fino a 300.000€ a fondo perduto


TecnoNidi JTF Taranto è l’avviso della Regione Puglia, gestito da Puglia Sviluppo, per le piccole società di capitali innovative con sede operativa nella provincia di Taranto: fino a 300.000 euro a fondo perduto, più un prestito a tasso zero, per un aiuto complessivo fino a 480.000 euro. Copre il 100% degli investimenti, ma la sovvenzione certa è il 40%: un altro 40% è un prestito a tasso zero da restituire in 40 rate, il 20% è una sovvenzione che diventa definitiva solo se le rate sono pagate puntualmente. Sui costi di funzionamento arriva un fondo perduto del 90% (avviso, art. 12). Il «fino a 480.000 euro» dei cataloghi è l’aiuto complessivo del caso limite, con dentro 120.000 euro di prestito: il fondo perduto certo massimo resta 300.000 euro.

La domanda la presenta una società di capitali iscritta da non più di 5 anni, innovativa in uno dei tre modi dell’art. 2 c. 4, con un progetto nelle aree di Smart Puglia 2030. Non vale per tutta la Puglia né per «micro e piccole imprese» qualsiasi: nel modulo il campo della sede si blocca se la provincia non è Taranto.

Sportello aperto dal 29/01/2026, senza scadenza, in ordine cronologico fino a esaurimento dei 20 milioni (verificato l’11/09/2026 su Puglia Sviluppo e sul modulo regionale). Il 10/06/2026 la Regione ha sospeso i due avvisi gemelli PIA e MiniPIA Taranto per un volume di istanze «particolarmente elevato»: TecnoNidi non è nominato, ma quel precedente dice quanto corre la domanda a Taranto.

TecnoNidi JTF Taranto in 30 secondi

  • Che cos’è: aiuto all’avviamento (Reg. UE 651/2014, art. 22) del PN JTF Italia 2021-2027: sovvenzione, prestito a tasso zero e sovvenzione condizionata sugli investimenti, contributo sui costi di funzionamento.
  • Per chi: piccole società di capitali (micro comprese) entro 5 anni dall’iscrizione, innovative ai sensi dell’art. 2 c. 4, con sede operativa nei 29 comuni della provincia di Taranto.
  • Quanto: 100% degli investimenti (40% sovvenzione, 40% prestito, 20% condizionata) e 90% del funzionamento, su programmi da 50.000 a 400.000 euro (500.000 per settori strategici e compagini femminili); aiuto massimo 480.000, di cui 300.000 a fondo perduto certo.
  • Quando: aperto dal 29/01/2026, senza scadenza, fino a esaurimento (stato all’11/09/2026).
  • Come: domanda preliminare su moduli.regione.puglia.it con SPID, CIE o CNS; poi esperto indipendente, colloquio con pitch, istanza definitiva.

20 milioniDotazione (avviso, art. 4)

100%Investimenti coperti, in tre quote

480.000€Aiuto massimo complessivo

Voce TecnoNidi JTF Taranto (verificato l’11/09/2026)
Atto Determinazione DG Puglia Sviluppo n. 2 del 16/01/2026, avviso sul BURP n. 8 del 29/01/2026; ripubblicato sul BURP n. 14 del 19/02/2026 con la clausola pantouflage
Programma PN JTF Italia 2021-2027, priorità 2 (area di Taranto), azione 2.6
Titolare e gestore Regione Puglia; concede ed eroga Puglia Sviluppo S.p.A.
Regime di aiuto Reg. UE 651/2014 (GBER), art. 22, imprese in fase di avviamento; nessun codice SA nell’atto
Dotazione 20.000.000 euro (art. 4): 12 milioni per prestiti e quote condizionate, 8 per sovvenzioni
Territorio Sede operativa nella provincia di Taranto, 29 comuni (art. 6 c. 5)
Beneficiari Piccole società di capitali entro 5 anni, non quotate, senza utili distribuiti, innovative (art. 2)
Programma di spesa Da 50.000 a 400.000 euro (tipologia a) o 500.000 (tipologia b); investimenti minimi 25.000 (art. 2 c. 2)
Forma dell’aiuto Investimenti: 40% sovvenzione, 40% prestito a tasso zero, 20% condizionata; funzionamento: 90% (art. 12)
Piattaforma moduli.regione.puglia.it, con SPID, CIE o CNS (art. 6)
Apertura e chiusura 29/01/2026; nessuna data di chiusura, «senza scadenza» per Puglia Sviluppo

Come è fatto l’aiuto: tre quote sugli investimenti, una sui costi

Le percentuali dell’art. 12 dell’avviso TecnoNidi JTF sono le stesse per micro e piccole imprese e per le due tipologie di progetto: cambiano solo i tetti di spesa.

Scenario (avviso, art. 12; aritmetica nostra) Investimenti Funzionamento Sovvenzione 40% Prestito 40% Condizionata 20% Conto esercizio 90% Aiuto totale Fondo perduto certo
Minimo 25.000 25.000 10.000 10.000 5.000 22.500 47.500 32.500
Standard, tipologia a 100.000 50.000 40.000 40.000 20.000 45.000 145.000 85.000
Massimo, tipologia b 300.000 200.000 120.000 120.000 60.000 180.000 480.000 300.000

Il massimo della tipologia a (250.000 più 150.000) vale 385.000 euro, 235.000 a fondo perduto certo. Prestito e quota condizionata stanno in un unico piano di 60 rate mensili con addebito SDD, dopo 6 mesi di preammortamento (art. 13): le prime 40 rimborsano il prestito, le ultime 20 sono il 20% e vengono abbuonate se prima della 41ª l’impresa è in regola con pagamenti e rendicontazione; altrimenti si restituiscono. Nel caso limite: 180.000 euro in 60 rate da 3.000, di cui 120.000 tornano a Puglia Sviluppo e 60.000 restano all’impresa. Il prestito, tra 10.000 e 120.000 euro, non chiede garanzie reali ma la fideiussione personale di un socio o amministratore (art. 14 c. 2). Se si spende meno, il taglio colpisce prima la sovvenzione, poi la condizionata, per ultimo il prestito (art. 12 c. 3).

Conviene a chi ha già un prototipo da far valutare e mezzi propri per IVA, anticipazioni e i mesi tra un’erogazione e l’altra. Non conviene a chi cerca liquidità senza un progetto tecnologico, a chi non vuole rate o ha la sede fuori provincia: per loro le misure a contributo puro sono nella nostra guida al fondo perduto per aprire un’attività nel 2026.

Chi può presentare domanda

Una società di capitali già costituita (art. 2 c. 4): ditte individuali e società di persone restano fuori. Deve essere piccola impresa secondo l’Allegato I del GBER, micro comprese, iscritta da non più di 5 anni alla domanda preliminare (art. 2 c. 3, come l’art. 22 par. 2 del regolamento); non quotata, senza utili distribuiti, non nata da concentrazione; senza procedure concorsuali, non in difficoltà, senza revoche pregresse, in regola su lavoro, sicurezza, ambiente e contributi. Il requisito che seleziona è l’innovatività, in una delle tre forme dell’art. 2 c. 4: startup innovativa iscritta alla sezione speciale (D.L. 179/2012); impresa innovativa ex art. 2 punto 80 GBER, con costi di ricerca e sviluppo almeno al 10% dei costi operativi certificati da un revisore oppure, senza dati finanziari, valutazione di un esperto esterno sulla capacità di sviluppare prodotti o processi nuovi con rischio di insuccesso; Seal of Excellence dell’EIC, Fondo EIC, CASSINI, Fondo europeo per la difesa, EDIDP.

Attenzione. Le imprese da costituire non risultano ammesse dal testo, che chiede una società già costituita «alla data di presentazione della domanda preliminare» e allega atto costitutivo e statuto (art. 2 c. 3 e c. 4, art. 6 c. 6 lett. h). Il modulo C.1 conserva però le diciture «da denominarsi» ed «eventuale P.IVA», residuo del TecnoNidi ordinario. Nessuna FAQ pubblicata all’11/09/2026 scioglie il punto: prima di costituire una società apposta, meglio farsi dare una risposta scritta dal canale «Richiedi info» del portale regionale.

Dove: la provincia di Taranto, 29 comuni

Il perimetro JTF pugliese coincide con la provincia di Taranto; l’elenco lo tiene il Dipartimento per le Politiche di Coesione sulla pagina dei territori destinatari del JTF (aggiornata al 25/05/2026): Avetrana, Carosino, Castellaneta, Crispiano, Faggiano, Fragagnano, Ginosa, Grottaglie, Laterza, Leporano, Lizzano, Manduria, Martina Franca, Maruggio, Massafra, Monteiasi, Montemesola, Monteparano, Mottola, Palagianello, Palagiano, Pulsano, Roccaforzata, San Giorgio Ionico, San Marzano di San Giuseppe, Sava, Statte, Taranto e Torricella.

Conta la sede operativa, non quella legale, che può restare altrove (art. 6 c. 5): indirizzo già nella domanda preliminare, contratto registrato entro 30 giorni prima della concessione (art. 11), co-working ammesso con postazioni esclusive. Per 3 anni dall’ultimo titolo di spesa la sede non si sposta senza autorizzazione, e mai fuori provincia: è revoca (art. 16 c. 3, art. 19 c. 1 lett. h). Sullo stesso territorio lavora anche il Fondo per le PMI dell’indotto ILVA 2026, ma si rivolge alle imprese fornitrici già attive: una startup lì non entra.

Settori e progetti ammessi

Il progetto deve stare in un’area dell’Allegato A.1, le aree di innovazione di Smart Puglia 2030 (DGR 569/2022): manifattura sostenibile (meccanica avanzata, elettronica, automotive, aerospazio, agroalimentare, sistema casa, moda), salute dell’uomo e dell’ambiente, sistemi energetici e ambientali, comunità digitali, creative e inclusive (industrie culturali, turismo, logistica, cybersecurity, cloud, big data, intelligenza artificiale). La tipologia b, con tetti più alti e 24 mesi, è riservata ai tre settori strategici dell’Allegato A.2 (bio e nanotecnologie per la salute, energia e ambiente, aerospazio) e alle compagini a totale partecipazione femminile (art. 2 c. 2); se l’esperto nega il settore strategico, il progetto prosegue come tipologia a (art. 7 c. 2). Le esclusioni sono più larghe di quanto dica il catalogo nazionale, che classifica la misura sotto «tutti i settori»: l’art. 3 esclude commercio e intermediazione (salvo il 47.91.10, e-commerce puro), alloggio e ristorazione, trasporto, attività finanziarie, assicurative e immobiliari, noleggio, lotterie, sport, istruzione e «altre attività di servizi»; il regolamento JTF (art. 9) aggiunge nucleare, tabacco e combustibili fossili; il GBER toglie pesca e agricoltura primaria. Un’attività prevalente inammissibile esclude la domanda (art. 3 c. 6).

Spese ammissibili ed escluse

Categoria (avviso, art. 5) Cosa entra Limiti e condizioni
Investimenti materiali Macchinari, impianti, attrezzature, arredi; automezzi solo commerciali, elettrici o ibridi Nuovi di fabbrica, uso esclusivo nella sede, mantenuti 3 anni; imponibile minimo 500 euro per fattura; CUP in fattura
Opere edili Opere murarie, impianti elettrici, termoidraulici, condizionamento, prefabbricati Entro il 30% degli altri attivi; computo metrico asseverato
Attivi immateriali Software, licenze, know-how brevettato e non Da terzi non collegati, ammortizzabili, iscritti all’attivo; perizia giurata
Personale Dipendenti subordinati qualificati per l’area tecnologica Costi standard: 83 euro l’ora dirigenti, 47 quadri, 30 impiegati e operai (decreto interministeriale n. 51 del 04/01/2024); escluso l’amministratore; fuori Puglia al massimo il 10% l’anno
Spese generali Forfait senza giustificativi 15% dei costi diretti del personale (Reg. UE 2021/1060, art. 54)
Servizi Consulenza in innovazione, test e certificazioni, sistemi di gestione; canoni e abbonamenti; sito web; prima fiera; polizze; incubazione Ogni consulenza al massimo 30.000 euro; tariffe giornaliere da 300 a 600 euro (Allegato E); incubazione entro il 20% del funzionamento
Escluse (art. 5 c. 10) Materiali e attrezzature per prototipi; autovetture anche se autocarro; usato; leasing; terreni e immobili; IVA recuperabile; interessi, tasse, ammortamenti; «chiavi in mano»; contanti Fuori anche gli acquisti infragruppo o da soci, amministratori, parenti e affini entro il secondo grado

Consiglio operativo. Tutte le spese sono ammissibili solo se sostenute dopo la firma dell’istanza definitiva al colloquio, non dopo la domanda preliminare (art. 5 c. 1, art. 15 c. 2). Un preventivo firmato prima va bene, una fattura no. Il CUP, comunicato dopo il colloquio, deve stare in ogni fattura: finché non arriva, nessuna fattura.

Come si presenta la domanda: cinque fasi

  1. Domanda preliminare sul modulo «Tecnonidi JTF» del portale regionale con SPID, CIE o CNS (art. 6): senza «Trasmissione» è inammissibile, PEC ed email non valgono, una richiesta per utente. Allegati: moduli C.1 e C.2 (contenuto innovativo, mercato, personale, fonti e impieghi, previsionale), attestazione del requisito innovativo (Allegato B di università o ente di ricerca, brevetto pubblicato, certificazione del revisore, Seal of Excellence), atto costitutivo e statuto, visura catastale della sede, preventivi firmati, perizia giurata per gli immateriali, computo metrico per le opere.
  2. Esperto indipendente (art. 7): dopo la verifica formale, un esperto degli albi ministeriali o dell’ARTI giudica novità, TRL raggiungibile e coerenza con Smart Puglia 2030; l’esito negativo arriva con preavviso ex art. 10 bis della L. 241/1990.
  3. Colloquio (art. 8), anche in videoconferenza, con pitch; l’assenza non giustificata fa decadere la domanda. Si firmano istanza definitiva e verbale, con 15 giorni per integrazioni e dichiarazione DNSH.
  4. Valutazione (art. 10) su tre aree da 0 a 10: innovatività e coerenza con la strategia, qualità della proposta, sostenibilità economico-finanziaria. Servono almeno 18 punti e nessuna area sotto 5; un punto in più ciascuno per capitale femminile e giovanile almeno al 25%, connessioni con ricerca e industria, connessione con fondi di investimento.
  5. Documenti pre-concessione entro 30 giorni (art. 11): titolo registrato della sede, conto dedicato, cantierabilità. Poi concessione provvisoria, contratto via PEC, incontro di assistenza tecnica per la firma (art. 14).

L’avviso non fissa un termine per l’istruttoria: i soli termini scritti sono a carico dell’impresa (15 e 30 giorni) e all’11/09/2026 nessun dato sui tempi medi è pubblicato.

Erogazione: quando arrivano i soldi

Erogazione (avviso, art. 17) Quota Condizione Termine
Prima, conto impianti Intero prestito (40% degli investimenti) Firma del contratto, mandato SDD, fideiussione personale; nessuna spesa da dimostrare Alla firma
Seconda, conto impianti (SAL) Condizionata 20% più metà sovvenzione (20%) Fatture e pagamenti per almeno il 40% degli investimenti, asseverazione, estratti conto Entro 9 mesi dalla prima (12 per la tipologia b)
Terza, conto impianti (saldo) Restante 20% di sovvenzione 100% delle fatture e almeno l’80% dei pagamenti, polizza triennale, fine lavori asseverata Entro 18 mesi dalla prima (24 per la tipologia b)
Conto esercizio, anticipo 40% Solo con fideiussione bancaria o assicurativa; altrimenti primo SAL al 40% delle spese Su richiesta
Conto esercizio, seconda quota e saldo 40% più 20% La seconda dopo la seconda erogazione degli investimenti; il saldo con la terza, pagato il 100% degli investimenti Con le erogazioni degli investimenti

Il testo usa due decorrenze per il completamento, «dalla concessione» (art. 2 c. 2) e «dalla prima erogazione» (artt. 5, 15 e 17): valgono i termini operativi, 18 mesi dalla prima erogazione (24 per la tipologia b) o 9 dalla seconda (12). Nel caso standard alla firma entrano 40.000 euro: sono il prestito, non un anticipo a fondo perduto.

Trattamento fiscale e contabile dell’aiuto

Quattro pezzi, quattro trattamenti (fonti verificate su Normattiva, EUR-Lex e principi OIC l’11/09/2026). La sovvenzione in conto impianti è un contributo per beni ammortizzabili: l’art. 88 c. 3 lett. b del TUIR la esclude dalle sopravvenienze e si tassa man mano che transita a conto economico lungo la vita utile dei beni (Risposta dell’Agenzia delle Entrate n. 494 del 21/10/2020), con risconto passivo in A5 o riduzione del cespite (OIC 16 par. 88). La quota condizionata non è un contributo finché non è «acquisita sostanzialmente in via definitiva» (OIC 16 par. 87): fino all’abbuono è un debito in D5, poi va sulla vita utile residua; iscriverla prima con un fondo rischi anticipa le imposte. Il conto esercizio è ricavo ex art. 85 c. 1 lett. h del TUIR, per competenza, e concorre «in ogni caso» all’IRAP (art. 5 c. 3 del D.Lgs. 446/1997) anche se copre personale a termine che non si deduce (Circolare 148/E del 26/07/2000). La ritenuta del 4% (art. 28 c. 2 del DPR 600/1973) non tocca il conto impianti e può toccare il conto esercizio: l’avviso tace, e la prassi che la esclude per i fondi strutturali (Risoluzione 51/E dell’11/06/2010, Risposta n. 588 del 15/09/2021) poggia su una frase del vecchio regolamento che il Reg. UE 2021/1060 (art. 74) non ripete. Se Puglia Sviluppo la applichi, all’11/09/2026 non risulta da nessun documento: va chiesto per iscritto, e nel dubbio si tengono in cassa 1.800 euro sui 45.000 dell’esempio.

Il prestito è un debito al nominale in D5 (OIC 19 par. 54 e 55). I costi standard e il forfait del 15% decidono quanto si chiede, non quanto si scrive in bilancio: lì restano il costo effettivo in B9 e il contributo in A5, tassato per intero anche se supera il costo orario reale. L’IVA recuperabile è esclusa (art. 5 c. 10): si detrae e sugli investimenti si chiede a rimborso (art. 30 c. 3 lett. c del DPR 633/1972); i contributi sono fuori campo, nessuna fattura a Puglia Sviluppo.

Esempio: investimenti 100.000 e funzionamento 50.000 (beni a 5 anni, IRES 24% più IRAP Puglia 4,82%) Importo In bilancio A conto economico Imposte al 28,82%
Prestito 40% 40.000 Debito D5 al nominale Nulla Nulla (in cassa: 1.000 euro al mese per 40 mesi in uscita)
Quota condizionata 20% 20.000 Debito D5 fino all’abbuono All’abbuono, sulla vita utile residua 5.764 quando transita
Sovvenzione conto impianti 40% 40.000 Risconto passivo o meno cespiti 8.000 l’anno per 5 anni 11.528 in totale; nessuna ritenuta
Conto esercizio 90% 45.000 Credito verso Puglia Sviluppo, ricavo A5 18.000 nell’anno 1, 27.000 nell’anno 2 12.969; l’eventuale ritenuta di 1.800 è un acconto
Totale 145.000 di aiuto (ESL) Debiti 60.000, di cui 20.000 abbuonabili 105.000 in circa 5 esercizi 30.261; netto 74.739

Il 4,82% di IRAP è il 3,9% ordinario più 0,92 punti della L.R. 40/2015 (pagina «Aliquote IRAP» della Regione letta l’11/09/2026); sale a 6,82% nel 2026 e 2027 per i codici ATECO energetici del D.L. 21/2026. Dei 150.000 euro di spesa, il fondo perduto netto di imposte vale 74.739 euro, il 49,8%, in assenza di altre variabili, più un prestito di 40.000 a costo zero: è il numero da mettere nel piano, non il 100% del titolo. L’ESL, l’equivalente sovvenzione lordo che conta per cumulo e Registro Nazionale Aiuti, qui è l’intero importo erogato, prestito compreso (art. 12 c. 2). L’avviso vieta gli utili distribuiti prima della domanda, non dopo; ma la startup innovativa che distribuisce perde lo status (D.L. 179/2012, art. 25 c. 2) e la concessione è definitiva solo dopo i controlli (art. 17 c. 11 e seguenti).

Cumulo con altri aiuti

Con altri aiuti di Stato sugli stessi costi TecnoNidi JTF si cumula fino all’intensità massima della categoria GBER applicabile (avviso art. 21 c. 1; Reg. UE 651/2014, testo consolidato su EUR-Lex, art. 8 par. 3). Con il de minimis sugli stessi costi non si cumula mai (art. 21 c. 2): chi somma un voucher sulle stesse fatture sbaglia. Su costi diversi il de minimis resta, entro 300.000 euro nell’arco di tre anni per impresa unica (Reg. UE 2023/2831, art. 3 par. 2). Il massimale dell’art. 22 par. 3 lett. c è 500.000 euro di ESL: i 480.000 del caso limite ci stanno senza la maggiorazione delle zone assistite. Prima della domanda si leggono visura aiuti e visura Deggendorf sul Registro Nazionale Aiuti (DM 115/2017, artt. 14 e 15): la registrazione è condizione di efficacia della concessione (L. 234/2012, art. 52 c. 7). Le regole generali sono nella nostra guida alla cumulabilità degli incentivi nel 2026 e nel confronto tra GBER e de minimis.

Obblighi dopo la concessione e revoca

Per 3 anni dall’ultimo titolo di spesa i beni restano nella sede, assicurati contro incendio a valore pieno e furto per almeno il 50% (art. 15 c. 5, art. 16 c. 4); l’attività prevalente non può diventare una esclusa per 3 anni dal completamento. Rate da un conto dedicato con SDD, variabile solo con comunicazione entro 15 giorni (art. 17 c. 9). CCNL delle organizzazioni più rappresentative applicato per intero (art. 22), con revoca proporzionale, e totale se riguarda almeno il 50% dei lavoratori o in caso di recidiva. Pantouflage: nessun incarico a ex dipendenti regionali con poteri verso l’impresa nei 3 anni dalla cessazione (art. 18 c. 2). Controlli fino al completo rimborso; concessione definitiva solo dopo. La revoca (art. 19) scatta per revoca del mandato SDD, irregolarità su sicurezza e collocamento obbligatorio, distrazione dei beni, mancato completamento, cambio di attività prevalente, delocalizzazione fuori provincia, pantouflage. Si restituisce con il tasso ufficiale di riferimento alla data del contratto più 5 punti (solo il tasso se il fatto non è imputabile). L’avviso richiama per questo l’art. 9 del D.Lgs. 123/1998, norma abrogata dal 01/01/2026 dal Codice degli incentivi (D.Lgs. 184/2025, art. 24), il cui art. 17 prevede il tasso BCE alla data della revoca più 5 punti se il fatto è imputabile.

TecnoNidi prima del JTF: com’era e cosa cambia

TecnoNidi esiste dal ciclo precedente e continua in versione ordinaria su un’altra piattaforma: il nome è lo stesso, i numeri no, e mescolare le tre edizioni è l’errore più facile.

Voce TecnoNidi POR 2014-2020 (chiuso) TecnoNidi ordinario (aperto) TecnoNidi JTF Taranto
Programma POR Puglia 2014-2020 PR Puglia FESR FSE+ 2021-2027 PN JTF Italia 2021-2027
Territorio Tutta la Puglia Tutta la Puglia Solo provincia di Taranto
Programma di spesa Fino a 200.000 euro di investimenti più 80.000 di funzionamento (nostra scheda del 10/07/2024) Da 50.000 a 350.000 euro, massimo 250.000 più 100.000 (avviso sul BURP n. 88 del 31/10/2024) Da 50.000 a 400.000, 500.000 per la tipologia b (BURP n. 8 del 29/01/2026)
Forma dell’aiuto Metà fondo perduto, metà prestito a tasso zero Fondo perduto più prestito a tasso zero, intensità complessiva 80% (news Puglia Sviluppo del 29/01/2026) 100% degli investimenti in tre quote, 90% del funzionamento
Piattaforma sistema.puglia.it sistema.puglia.it, scheda TecnoNidi moduli.regione.puglia.it
Stato all’11/09/2026 Chiuso Aperto dal 23/11/2023 Aperto dal 29/01/2026

Non confondere: NIDI, Mini PIA e la famiglia JTF Taranto

Mini PIA

Si rivolge alle PMI con un programma di investimento e lascia fuori le startup: stato dello sportello e pratiche in corso nella nostra guida a Mini PIA Puglia 2026.

Avviso JTF Taranto Per chi Stato all’11/09/2026
PIA Taranto Programmi integrati di agevolazione per imprese Sospeso dal 10/06/2026 (DGR 761/2026 e determinazione n. 432/2026, BURP n. 7 straordinario del 10/06/2026) per il volume di istanze
MiniPIA Taranto PMI con programmi di investimento Sospeso dal 10/06/2026, stesso provvedimento
TecnoNidi JTF Taranto Piccole società di capitali innovative entro 5 anni Aperto, non nominato nel provvedimento

Errori da evitare

Errore Cosa succede
Spendere prima dell’istanza definitiva firmata al colloquio Titolo di spesa inammissibile (art. 5 c. 1): la spesa resta all’impresa e l’aiuto si riduce, tagliando per prima la sovvenzione
Sede operativa fuori dalla provincia di Taranto Il modulo blocca la domanda; spostarla dopo la concessione è revoca (art. 19 c. 1 lett. h)
Trattare il 40% erogato alla firma come fondo perduto È il prestito: partono 40 rate via SDD, e sei rate consecutive o dodici in totale non pagate risolvono il contratto (art. 20)
Sommare un aiuto in de minimis sulle stesse fatture Vietato dall’art. 21 c. 2: l’eccedenza va restituita con gli interessi
Rendicontare materiali e attrezzature per prototipi Spesa esclusa (art. 5 c. 10): è un aiuto all’avviamento (art. 22 GBER), non alla ricerca (art. 25)
Cambiare attività prevalente nei 3 anni dopo il completamento Revoca totale se la nuova attività è tra quelle escluse (art. 19 c. 1)

Alternative se non rientri

Le PMI di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, medie incluse, hanno il secondo sportello di Sviluppo competenze specialistiche delle PMI, dalle 12:00 del 10/09/2026 alle 12:00 del 21/12/2026, con graduatoria: finanzia formazione del personale, non investimenti, al 50% su spese tra 10.000 e 60.000 euro, quindi 30.000 euro al massimo nel caso standard; i 42.000 che circolano valgono solo per micro e piccole imprese in un progetto integrato sovraregionale (70%). Dettagli nella nostra scheda su Sviluppo Competenze Mezzogiorno 2026. Chi produce in un’altra area di crisi guarda al Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026: 120 milioni per le manifatturiere nei comuni dei consorzi industriali del Lazio e del Piceno (Marche), massimo 300.000 euro in de minimis, domande dalle 12:00 del 28/09/2026 alle 12:00 del 28/11/2026; ne abbiamo scritto nella guida al Fondo deindustrializzazione 2026. Per le società innovative fuori provincia restano le misure nazionali per le startup innovative.

Domande frequenti su TecnoNidi JTF Taranto

Il «fino a 480.000 euro» di TecnoNidi JTF è tutto fondo perduto?

No. 480.000 euro è l’aiuto complessivo del caso limite (300.000 di investimenti più 200.000 di funzionamento, tipologia b) e comprende 120.000 euro di prestito e 60.000 di quota condizionata. Il fondo perduto certo massimo è 300.000 euro (art. 12).

Quali comuni rientrano nel perimetro di TecnoNidi JTF Taranto?

Tutti e 29 i comuni della provincia di Taranto, secondo l’elenco dei territori destinatari del JTF del Dipartimento per le Politiche di Coesione (aggiornato al 25/05/2026). Serve la sede operativa nella provincia; la sede legale può stare altrove (art. 6 c. 5).

Una società ancora da costituire può presentare domanda?

Dal testo no: l’avviso chiede una società di capitali già costituita e allega atto costitutivo e statuto (art. 2, art. 6 c. 6). Il modulo C.1 conserva però la dicitura «da denominarsi»: fino a una risposta scritta di Puglia Sviluppo, meglio costituire prima.

TecnoNidi JTF si cumula con un aiuto in de minimis?

Sugli stessi costi mai (art. 21 c. 2). Su costi diversi sì, entro 300.000 euro nell’arco di tre anni per impresa unica (Reg. UE 2023/2831, art. 3 par. 2). Con altri aiuti in esenzione sugli stessi costi si cumula fino all’intensità massima del GBER.

Quando posso iniziare a spendere?

Dalla firma dell’istanza definitiva al colloquio (art. 5 c. 1), non dalla domanda preliminare né dalla concessione. Ogni fattura deve riportare il CUP, comunicato da Puglia Sviluppo dopo il colloquio (art. 5 c. 7).

Quanto tempo passa tra la domanda e la concessione?

L’avviso non fissa un termine per l’istruttoria e all’11/09/2026 non risultano dati pubblicati sui tempi medi. Gli unici termini scritti sono a carico dell’impresa: 15 giorni per le integrazioni, 30 per i documenti pre-concessione (artt. 8 e 11).

Serve una garanzia per il prestito a tasso zero?

Nessuna garanzia reale, ma la fideiussione personale di almeno un socio o amministratore (art. 14 c. 2). L’anticipo del 40% sul conto esercizio richiede invece una fideiussione bancaria o assicurativa (art. 17 c. 6).

Il contributo di TecnoNidi JTF è tassato?

Sì. La sovvenzione in conto impianti si tassa lungo la vita utile dei beni (art. 88 c. 3 lett. b del TUIR), il conto esercizio è ricavo per competenza (art. 85 c. 1 lett. h) e concorre all’IRAP. Nell’esempio con 150.000 euro di spesa, 105.000 di fondo perduto potenziale diventano 74.739 netti al 28,82%, in assenza di altre variabili.

TecnoNidi JTF è sospeso come PIA e MiniPIA Taranto?

No. La sospensione del 10/06/2026 (DGR 761/2026 e determinazione n. 432/2026, BURP n. 7 straordinario) riguarda solo PIA e MiniPIA Taranto; all’11/09/2026 il modulo TecnoNidi JTF risulta «senza scadenza, in corso». Il motivo di quel provvedimento, un volume di istanze molto alto, resta però un avvertimento.

Che punteggio serve per essere ammessi?

Almeno 18 punti su 30 e nessuna delle tre aree (innovatività e coerenza con Smart Puglia 2030, qualità della proposta, sostenibilità economico-finanziaria) sotto 5 (art. 10). Le tre premialità valgono un punto ciascuna: capitale femminile e giovanile almeno al 25%, connessioni con ricerca e industria, connessione con fondi di investimento.

Come procedere

  1. Verificare le quattro condizioni di accesso: società di capitali entro 5 anni, sede operativa nei 29 comuni, requisito innovativo in una delle tre forme, progetto dentro l’Allegato A.1.
  2. Costruire il programma sui tetti veri (250.000 più 150.000, oppure 300.000 più 200.000) e il piano di cassa con le rate del prestito e l’IVA da anticipare.
  3. Procurarsi attestazione del requisito innovativo, preventivi firmati e perizia per gli immateriali prima di aprire il modulo, perché conta l’ordine di trasmissione; fatture solo dopo l’istanza definitiva e il CUP.

Lo sportello resta aperto senza data di chiusura: lo seguiamo mese per mese nel calendario dei bandi a fondo perduto aperti, con scadenze e click day, e la voce Puglia compare anche nella rassegna dei bandi aperti a settembre 2026.

Vuoi sapere se la tua società rientra in TecnoNidi JTF Taranto e quanto vale davvero l’aiuto sul tuo programma? Compila il form in alto alla pagina: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo per una valutazione sul tuo caso.

Fonti: avviso TecnoNidi JTF Taranto sul BURP n. 8 del 29/01/2026 (determinazione DG Puglia Sviluppo n. 2 del 16/01/2026, ripubblicata con la n. 5 del 05/02/2026 sul BURP n. 14 del 19/02/2026); avvisi JTF per la provincia di Taranto su Puglia Sviluppo; pagina dell’avviso sul sito della Regione Puglia; modulo Tecnonidi JTF su moduli.regione.puglia.it; territori destinatari del PN JTF su jtf.gov.it. Verifica eseguita l’11/09/2026.


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