La trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione sta entrando in una nuova fase. Dopo la digitalizzazione dei documenti, dei procedimenti e dei servizi online, la sfida è oggi quella di utilizzare i dati per conoscere meglio la realtà, prevedere ciò che potrebbe accadere e valutare in anticipo gli effetti delle decisioni pubbliche. Focus a cura di Roberto Onorati.
È in questo scenario che si inserisce il Digital Twin, o “gemello digitale”: una tecnologia destinata ad avere applicazioni sempre più rilevanti anche nelle amministrazioni pubbliche e, soprattutto, nel governo delle città.
Che cos’è un Digital Twin?
In termini semplici, un Digital Twin è una rappresentazione digitale dinamica di una realtà fisica.
Non bisogna però confonderlo con una semplice riproduzione tridimensionale. Un modello 3D di un edificio, di una strada o di una città è soltanto una rappresentazione grafica. Il Digital Twin fa un passo ulteriore: collega quella rappresentazione a dati reali, aggiornati nel tempo, provenienti da sensori, banche dati, sistemi informativi geografici, dispositivi IoT e altre fonti.
In questo modo il “gemello” digitale può descrivere ciò che sta accadendo nel mondo reale, analizzare i dati storici e, soprattutto, simulare scenari futuri.
La Commissione europea definisce i Digital Twin come “specchi della realtà”, cioè simulatori che replicano la realtà utilizzando dati anche in tempo reale. L’obiettivo è passare dalla semplice osservazione alla possibilità di prevedere e simulare fenomeni complessi.
Un esempio può rendere immediatamente l’idea. Immaginiamo il Digital Twin di un quartiere. Il modello digitale conosce la posizione degli edifici, le strade, i parcheggi, le reti, il verde pubblico e, progressivamente, può ricevere informazioni sul traffico, sulla temperatura, sui consumi energetici o sull’utilizzo degli spazi.
L’amministrazione potrebbe allora chiedersi: che cosa succederebbe se venisse chiusa una strada? Se costruissimo un nuovo edificio? Se aumentassimo il verde? Se installassimo nuove colonnine di ricarica? Se arrivasse un’ondata di calore?
Il Digital Twin consente di effettuare queste simulazioni in ambiente digitale prima di intervenire sulla realtà.
Perché interessa la Pubblica Amministrazione?
La Pubblica Amministrazione gestisce sistemi complessi nei quali le decisioni producono effetti spesso difficili da prevedere. Mobilità, consumo energetico, gestione delle emergenze, manutenzione delle infrastrutture, sicurezza urbana e tutela ambientale sono ambiti fortemente interconnessi.
Attraverso il Digital Twin diventa possibile integrare grandi quantità di dati e costruire scenari previsionali. Ad esempio, un Comune può valutare l’impatto di una nuova linea tranviaria sul traffico, sulle emissioni e sull’accessibilità dei servizi pubblici. Una Regione può simulare gli effetti di eventi climatici estremi sulle infrastrutture critiche. Un ente gestore può ottimizzare la manutenzione di ponti, scuole o reti idriche individuando preventivamente i punti più vulnerabili.
In questa prospettiva il Digital Twin rappresenta uno strumento di supporto alle decisioni pubbliche, fondato sull’evidenza dei dati e sulla valutazione preventiva delle politiche.
Il campo di applicazione è quindi molto ampio: urbanistica, mobilità, energia, ambiente, protezione civile, manutenzione del patrimonio pubblico, gestione del traffico, servizi sociali e sanitari, gestione delle reti e adattamento ai cambiamenti climatici.
Per un Comune, il Digital Twin può diventare innanzitutto uno strumento di conoscenza integrata del territorio.
Il modello può mettere in relazione cartografia, patrimonio immobiliare, strade, illuminazione pubblica, verde, reti tecnologiche, dati sulla mobilità, informazioni ambientali e altri dati amministrativi.
In ambito urbanistico, per esempio, può essere utilizzato per valutare preventivamente l’impatto di una nuova costruzione o di una trasformazione urbana: consumo di suolo, ombreggiamento, traffico, disponibilità di servizi, effetti sul microclima e sull’accessibilità.
Nel settore della mobilità può simulare gli effetti della modifica di una viabilità, dell’introduzione di una nuova linea di trasporto pubblico o della realizzazione di una pista ciclabile.
Nel campo ambientale può aiutare a studiare le isole di calore urbane, la qualità dell’aria, il verde e gli effetti di eventi meteorologici estremi.
Per il patrimonio comunale può diventare uno strumento di manutenzione predittiva: anziché intervenire soltanto quando un impianto si guasta, i dati possono essere utilizzati per individuare preventivamente anomalie e situazioni di rischio.
Anche la protezione civile può trarre importanti vantaggi: un modello digitale del territorio può essere utilizzato per simulare alluvioni, incendi, frane o altri eventi e valutare in anticipo le possibili conseguenze.
Il principio è sempre lo stesso: conoscere, simulare, decidere.
Bologna e le esperienze italiane
In Italia il progetto che più chiaramente interpreta questa evoluzione è probabilmente quello del Comune di Bologna.
Il progetto del Gemello Digitale è stato avviato con un investimento iniziale di 7 milioni di euro di fondi europei e nasce con l’obiettivo di costruire una rappresentazione dinamica della città, alimentata anche da dati raccolti in tempo reale e utilizzabile per analisi, previsioni e simulazioni.
Il progetto riguarda, tra gli altri, mobilità, energia e cambiamenti climatici. Particolarmente interessante è l’integrazione della dimensione fisica della città con quella sociale ed economica.
Nel 2026 il progetto è entrato in una fase ancora più avanzata. Il Gemello Digitale Civico integra dati ambientali e di mobilità con dati statistici, indicatori di vulnerabilità sociale e informazioni socio-economiche. L’obiettivo è consentire all’amministrazione di simulare l’impatto delle politiche pubbliche prima della loro attuazione e valutarne gli effetti sulle diverse fasce della popolazione.
Attualmente la sperimentazione riguarda, in particolare, mobilità sostenibile, adattamento alle ondate di calore e rigenerazione del centro storico. Il progetto utilizza inoltre tecnologie open source e strumenti di intelligenza artificiale.
Un altro esempio particolarmente suggestivo è il Digital Twin della Torre Garisenda, sviluppato dal Comune di Bologna insieme all’Università di Bologna e al Cineca. Sensori, modellazione digitale, intelligenza artificiale e simulazione vengono utilizzati per monitorare il comportamento della struttura e costruire scenari predittivi utili alla sicurezza e alla conservazione del monumento.
A Milano l’amministrazione comunale sta impiegando il Digital Twin per la riqualificazione energetica e la pianificazione dello spazio urbano. Integrando dati socio-economici, territoriali e strutturali, la piattaforma consente di valutare gli interventi di adattamento climatico e sociale.
La Città di Firenze ha sviluppato un proprio ecosistema di Digital Twin basato su tecnologie aperte. Oltre ad aiutare i tecnici nello svolgimento di sopralluoghi virtuali direttamente dall’ufficio, il sistema permette la stima e il monitoraggio delle alberature (comprese quelle private per la redazione del Piano del Verde), la gestione della viabilità e il controllo dello stato di conservazione del patrimonio storico.
Se le grandi città fanno da apripista, la vera scommessa per il sistema-Paese riguarda la possibilità di offrire modelli di Digital Twin in modalità riusabile o aggregata (ad esempio a livello di Unioni di Comuni o Province), evitando che la transizione digitale aumenti il divario tra piccoli e grandi enti. Il Digital Twin non rappresenta dunque un semplice esercizio di stile tecnologico, ma un’infrastruttura concettuale e operativa destinata a ridefinire il rapporto tra l’amministrazione, il territorio e i cittadini, trasformando la complessità dei dati in decisioni pubbliche più efficaci, trasparenti e sostenibili.
Le esperienze internazionali
Numerose amministrazioni pubbliche nel mondo stanno già sperimentando questa tecnologia.
L’esperienza più nota è quella di Virtual Singapore, considerata il primo Digital Twin realizzato su scala nazionale. Il progetto integra una rappresentazione tridimensionale dell’intera città-Stato con dati relativi a edifici, infrastrutture, mobilità, ambiente e popolazione. L’obiettivo è supportare le decisioni pubbliche in materia di pianificazione urbana, sostenibilità, gestione delle emergenze e sviluppo delle politiche per la Smart Nation.
Grazie alle simulazioni, le autorità possono valutare gli effetti di nuovi insediamenti urbani, testare strategie di risposta alle emergenze e pianificare interventi infrastrutturali con maggiore accuratezza.
Anche la città di Helsinki ha sviluppato un avanzato modello tridimensionale urbano che costituisce la base del proprio Digital Twin. Il sistema viene utilizzato per supportare la pianificazione urbana, la valutazione energetica degli edifici, l’analisi degli impatti climatici e la progettazione di interventi sostenibili.
La caratteristica più interessante è l’approccio aperto: gran parte dei dati e dei modelli sono resi disponibili come open data, favorendo la collaborazione tra amministrazione, università e imprese innovative.
Anche Barcellona ha sperimentato il Digital Twin per verificare, ad esempio, l’accessibilità dei servizi pubblici nell’ambito del modello della cosiddetta “città dei 15 minuti”. Il sistema consente di simulare diversi scenari e di valutare preventivamente l’impatto di determinate politiche urbane.
Molte altre città europee, tra cui Rotterdam, Amburgo, Amsterdam e diverse realtà scandinave, stanno sviluppando ecosistemi di Digital Twin per migliorare la gestione urbana, la sostenibilità ambientale e la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali.
La Commissione europea considera infatti i Digital Twin urbani uno strumento strategico per realizzare città più resilienti e sostenibili. Nel 2026 si è concluso lo sviluppo dell’EU Local Digital Twin Toolbox, un’infrastruttura open source pensata per consentire alle città e alle regioni europee di adottare soluzioni interoperabili di Digital Twin, mettendo a disposizione strumenti, dati, algoritmi e documentazione.
Su scala molto più ampia si colloca inoltre Destination Earth (DestinE), iniziativa della Commissione europea che punta alla costruzione progressiva di un Digital Twin del sistema Terra. Il progetto utilizza dati di osservazione, supercalcolo e intelligenza artificiale per simulare cambiamenti climatici, eventi estremi e altri fenomeni, fornendo strumenti utili anche alle decisioni pubbliche.
Una sfida di governance prima che tecnologica
Il vero valore del Digital Twin non risiede nella componente tecnologica, ma nella capacità di trasformare i dati in decisioni migliori. Per questo motivo le principali sfide riguardano la qualità dei dati, l’interoperabilità tra sistemi informativi, la tutela della privacy, la cybersicurezza e le competenze del personale pubblico.
Naturalmente non mancano le difficoltà. Un Digital Twin richiede dati di qualità, interoperabilità tra sistemi informativi, infrastrutture tecnologiche adeguate, competenze specialistiche e una solida governance del dato. Occorre inoltre affrontare con particolare attenzione sicurezza, protezione dei dati personali, trasparenza degli algoritmi e responsabilità delle decisioni.
L’introduzione del Digital Twin nella PA non risponde solo a un’esigenza di ammodernamento tecnologico, ma costituisce una vera e propria riforma organizzativa e metodologica. Un comune o un ente territoriale non funziona per compartimenti stagni, ma la sua gestione documentale e informativa ha spesso risentito della cosiddetta “sindrome del silos”, in cui i dati del traffico non dialogano con quelli dell’ambiente o delle opere pubbliche. Il gemello digitale agisce come una piattaforma abilitante d’integrazione: unifica in un unico modello spaziale le informazioni catastali, le reti del sottosuolo, i flussi della mobilità e la demografia residente. Fornisce alla giunta e ai dirigenti cruscotti analitici visivi e immediati, rendendo la pianificazione strategica guidata dai dati. Consente di monitorare lo stato di salute di ponti, edifici scolastici e verde pubblico, programmando gli interventi prima che si verifichi il danno o il disservizio. Diventa uno strumento straordinario di comunicazione con la cittadinanza, consentendo di mostrare visivamente l’impatto dei progetti di trasformazione urbana prima della loro realizzazione.
In definitiva, il gemello digitale è una nuova modalità di governo dei sistemi complessi, nella quale dati, simulazioni e capacità decisionale si integrano per costruire politiche pubbliche più efficaci, sostenibili e orientate ai cittadini.
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