MONTE ARGENTARIO. Il patrimonio pubblico, i conti del Comune, le strategie per il turismo e il futuro di Boccadoro. Sono questi i temi sui quali Svolta per l’Argentario concentra la propria attenzione dopo il Consiglio comunale di venerdì.
Il capogruppo Marco Nieto mette insieme i diversi dossier e rilancia una domanda che, secondo l’opposizione, riguarda direttamente il futuro del territorio: quale visione c’è per Monte Argentario nei prossimi anni?
Al centro dell’intervento ci sono soprattutto il piano delle alienazioni del patrimonio comunale, che secondo il gruppo prevede vendite per circa 16 milioni di euro, e la situazione dei conti. Ma l’opposizione accende i riflettori anche sulle risorse destinate alle politiche turistiche, sui risultati del brand Argentario e sulle prospettive di Boccadoro.
Conti del Comune, l’attenzione sul disavanzo corrente
La prima questione sollevata da Svolta per l’Argentario riguarda i conti del Comune di Monte Argentario.
Secondo quanto evidenziato dall’opposizione, il saldo corrente destinato alla copertura degli investimenti pluriennali per il 2026 presenta un valore negativo di 429.716,36 euro. L’equilibrio viene garantito attraverso l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione per le spese correnti e il rimborso dei prestiti.
Una scelta che Svolta per l’Argentario non contesta in quanto tale, ma che, secondo il gruppo, deve essere attentamente monitorata.
«L’avanzo non può diventare una soluzione ordinaria per sostenere la spesa corrente», sostiene l’opposizione, chiedendo particolare attenzione sia durante la gestione sia in sede di rendiconto.
Patrimonio di Monte Argentario, «16 milioni di immobili da vendere»
È però il piano delle alienazioni del Comune di Monte Argentario a rappresentare il punto più delicato dell’intervento politico dell’opposizione.
Il piano prevede, secondo quanto riferisce Svolta per l’Argentario, vendite per circa 16 milioni di euro. Di queste, circa il 92% dell’intero importo sarebbe concentrato nel 2026, quando si è ormai arrivati al mese di ottobre.
Un obiettivo che il gruppo considera particolarmente ambizioso. Ma la questione sollevata dall’opposizione va oltre i tempi e riguarda la scelta stessa di mettere sul mercato una parte del patrimonio: è davvero necessario vendere quei beni?
Tra gli immobili inseriti nel piano ci sono le ex scuole elementari di Porto Ercole, le ex scuole del Pianetto di Porto Santo Stefano e il complesso di via Barellai.
Per Svolta per l’Argentario non si tratta soltanto di immobili da valorizzare economicamente attraverso una vendita, ma di beni con un valore storico, simbolico e strategico per la comunità.
«Dovrebbero essere valorizzati e messi a reddito per il beneficio della comunità, non semplicemente venduti per fare cassa», è la posizione espressa dal gruppo.
Nieto utilizza poi una definizione destinata ad alimentare il confronto politico: «Il rischio è che questa amministrazione passi alla storia come la “liquidatrice immobiliare” del Comune di Monte Argentario».
Turismo all’Argentario, tante proposte ma la domanda è: con quali risorse?
L’opposizione sposta quindi l’attenzione sul turismo a Monte Argentario e sul documento presentato in Consiglio comunale: circa 45 pagine e oltre 100mila battute tra analisi e proposte.
Un lavoro articolato, secondo Svolta per l’Argentario, che deve però confrontarsi con la disponibilità concreta delle risorse necessarie per trasformare le proposte in interventi.
La domanda posta da Nieto e dal gruppo è diretta: dove sono i finanziamenti necessari per realizzare quelle azioni?
Il timore espresso dall’opposizione è che, senza stanziamenti, obiettivi misurabili e interventi finanziati, si rischi di produrre «tanta teoria e poca pratica».
Brand Argentario, l’opposizione chiede di misurare i risultati
Sul brand Argentario, Svolta per l’Argentario chiede invece un bilancio dei risultati raggiunti.
Se il progetto viene considerato strategico per la promozione turistica del territorio, secondo il gruppo occorre misurarne gli effetti e verificare se le risorse investite abbiano prodotto risultati concreti.
Una valutazione che, per l’opposizione, diventa necessaria quando si parla di strategie e investimenti destinati alla promozione turistica dell’Argentario.
Boccadoro, dopo quarant’anni si cerca ancora una prospettiva
Altro tema affrontato durante il Consiglio comunale è quello degli usi temporanei previsti dall’articolo 23-quater del Dpr 380/2001, con riferimento alla possibilità di utilizzare temporaneamente alcuni terreni agricoli per il rimessaggio dei natanti.
Secondo l’opposizione, però, la norma potrebbe essere valutata anche in una prospettiva più ampia, in attesa dell’approvazione del Piano Operativo.
Ed è qui che torna in primo piano Boccadoro, area che, secondo quanto evidenziato da Svolta per l’Argentario, attende da oltre quarant’anni una prospettiva progettuale.
Il riferimento normativo agli usi temporanei finalizzati anche alla rigenerazione urbana e al recupero di aree dismesse o degradate, sostiene il gruppo, potrebbe aprire una riflessione anche su queste realtà.
«Perché non utilizzare questo strumento per dare finalmente una prospettiva a quelle aree, nel rispetto delle norme e senza scorciatoie?», domanda l’opposizione.
Nieto: «Amministrare significa costruire il futuro»
Patrimonio, bilancio, turismo e Boccadoro conducono quindi, secondo Svolta per l’Argentario, a una questione più ampia: quale idea di Monte Argentario si vuole costruire per i prossimi anni?
Per il gruppo di opposizione, la vendita del patrimonio pubblico, l’utilizzo dell’avanzo per la spesa corrente e la produzione di documenti sul turismo non possono essere sufficienti, da soli, a definire una strategia di lungo periodo.
La conclusione di Marco Nieto è netta: «Amministrare significa anche costruire il futuro, non soltanto gestire il presente».
E sul patrimonio pubblico di Monte Argentario arriva il messaggio più forte dell’opposizione: «Una volta venduto, non torna più indietro».
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