È stata varata il 3 ottobre, nel Porto Museo di Tricase, la nuova imbarcazione di Arpa Puglia destinata al monitoraggio delle acque marino-costiere della regione. Lunga circa sette metri e attrezzata per le attività in mare del Centro Regionale Mare dell’Agenzia, opererà a partire dal porto tricasino nell’ambito della collaborazione con Ciheam Bari e Capitaneria di Porto di Gallipoli.
La barca consentirà di monitorare la qualità delle acque, quella degli habitat e raccogliere campioni lungo la costa pugliese. Il porto di Tricase sarà la sua base operativa: qui, nella sede locale di Ciheam Bari, lavora già il Centro Regionale Mare di Arpa Puglia.
Alla messa in acqua presenti Vito Bruno, direttore generale di Arpa Puglia, Nicola Ungaro, direttore dell’Unità Operativa Complessa Ambienti Naturali e del Centro Regionale Mare di Arpa Puglia, Valerio Summo, dirigente dell’Unità Operativa Semplice Sistemi Informativi – Transizione Digitale, Open Data e IA di Arpa Puglia; Biagio Di Terlizzi, direttore di Ciheam Bari, Maurizio Raeli, delegato del Governo italiano al Consiglio di Amministrazione del Ciheam, Michele Tenore, presidente del Parco Otranto-Bosco di Tricase-Santa Maria di Leuca, Antonio Errico, presidente dell’Associazione Magna Grecia Mare, Gianfranco Cataldi, responsabile della sede di Tricase Porto di Ciheam Bari, ed Antonio De Donno, sindaco di Tricase. Don Lucio Ciardo, parroco di Tricase Porto, ha curato la benedizione dell’imbarcazione.
«L’arrivo di questa nuova imbarcazione rappresenta un investimento concreto nella capacità di Arpa Puglia di conoscere e proteggere il mare – dichiara Vito Bruno, direttore generale di Arpa Puglia –. Per un’Agenzia che ha il compito di monitorare una costa di quasi mille chilometri, disporre di un ulteriore strumento progettato specificamente per le attività scientifiche in mare significa poter rendere ancora più capillare ed efficace il nostro lavoro. Dal monitoraggio degli habitat alla qualità delle acque, dalla Posidonia alla tutela delle specie protette, questa imbarcazione ci permetterà di portare la ricerca e il controllo direttamente sul campo. La collaborazione con Ciheam Bari e Capitaneria di Porto di Gallipoli rafforza ulteriormente questo percorso, mettendo competenze e risorse diverse al servizio della tutela del patrimonio marino pugliese».
Il Capo del Compartimento marittimo di Gallipoli, Capitano di Vascello Pierpaolo Pallotti, preposto al Comando della Guardia Costiera della provincia di Lecce, nell’esprimere soddisfazione in merito a tale accordo di collaborazione, evidenzia che «la tutela dell’ambiente marino richiede un approccio integrato e una costante sinergia tra le istituzioni. In tale ottica la collaborazione con Arpa Puglia e Ciheam risulta sicuramente funzionale alla capacità di monitoraggio e presidio del territorio costiero, consentendo di valorizzare le rispettive competenze, che, sebbene diverse, risultano complementari rispetto al comune interesse di tutela e protezione dell’ambiente marino e costiero. Questo accordo, pertanto, rappresenta un ulteriore strumento per promuovere una tutela integrata dell’ambiente marino, nell’interesse delle comunità costiere, degli operatori del settore e di tutti coloro che vivono e utilizzano il mare».
Per il direttore di Ciheam Bari, Biagio Di Terlizzi, «è un orgoglio poter essere stati al fianco di Arpa Puglia e Capitaneria nella messa a servizio del territorio di questa strumentazione per il monitoraggio. Questa imbarcazione è a tutti gli effetti un mezzo di dialogo con le altre amministrazioni. Un progetto che rende Tricase ancora più appealing nello sviluppare competenze sulla gestione della costa. Questo mezzo ci aiuterà a far sì che la formazione sul campo si sposti anche in acqua e lungo tutta la costa».

da sinistra: Vito Bruno, direttore generale di Arpa Puglia e Biagio di Terlizzi, direttore del Ciheam Bari
L’imbarcazione
La barca messa in acqua è un walkaround realizzato appositamente per le attività di monitoraggio in mare. Nella sua creazione sono stati previsti rinforzi idonei a sostenere le attrezzature dei tecnici e degli operatori scientifici subacquei in condizioni di sicurezza. È dotata di radar e di un sistema ActiveTarget 2 a supporto della localizzazione dei sub in immersione.

L’imbarcazione è stata commissionata e acquistata da Arpa Puglia nell’ambito del progetto Dare – Digital Lifelong Prevention, finanziato con risorse del Ministero dell’Università e della Ricerca attraverso il Piano nazionale complementare al Pnrr. Il progetto promuove tecnologie e percorsi innovativi per la prevenzione e la tutela della salute lungo l’intero arco della vita.
È il primo natante di questo tipo di cui Arpa Puglia si dota per monitorare i circa mille chilometri di costa pugliese. La nuova barca, dotata di una postazione di comando coperta, sarà un vero e proprio «ufficio galleggiante» per le squadre impegnate nel monitoraggio. Farà base a Tricase Porto e, attraverso approdi diversi, potrà raggiungere i tratti di costa interessati dalle attività in tutta la regione.

La sua presenza nel porto tricasino è regolata dall’accordo sottoscritto lo scorso luglio da Arpa Puglia, Ciheam Bari e Capitaneria di Porto di Gallipoli. L’intesa definisce le condizioni di ormeggio e l’utilizzo dell’imbarcazione per le attività istituzionali previste dalla collaborazione tra i tre enti.
Dal fondale ai campioni: il lavoro in mare
Per le attività di monitoraggio, la barca sarà dotata di sonar a scansione laterale (side scan sonar), che osserva il fondale ai lati del percorso e di ecoscandaglio multifascio (multibeam), che ne ricostruisce profondità e conformazione. Le mappe aiutano a individuare ambienti e aree da osservare da vicino, per comprendere quali comunità di organismi li abitino. Saranno poi gli esperti biologi e geologi, nonché gli operatori scientifici subacquei di Arpa Puglia, ad analizzare i dati e le informazioni che gli strumenti mostrano.
Un esempio delle attività che saranno poste in essere grazie all’imbarcazione riguarda i prelievi di sedimenti e la valutazione delle praterie di Posidonia. Le praterie di Posidonia oceanica sono un habitat prioritario protetto a livello europeo: ospitano numerose specie e svolgono un ruolo essenziale per gli ecosistemi costieri. Osservarne le condizioni significa dare contenuto alle mappe e seguire lo stato di questi ambienti.
Le prime attività del natante sono già su carta. Tra queste, figura un’uscita nell’area di San Cataldo per il prelievo di sedimenti e biota nell’ambito del monitoraggio dei corpi idrici marino-costieri. La barca sarà impiegata poi anche in Sealife, progetto Interreg Grecia–Italia dedicato alla tutela della foca monaca mediterranea: nell’area tra Otranto e Santa Maria di Leuca sarà utilizzata come supporto per le attività di esplorazione delle grotte marine potenzialmente idonee alla specie e installare fototrappole che possano rilevarne l’eventuale presenza.
La foca monaca è una specie rara e protetta: le recenti segnalazioni lungo le coste pugliesi rendono importante capire quali luoghi possa frequentare e come proteggerli senza disturbarla. Sealife è coordinato dal Parco Naturale Regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase e riunisce partner italiani e greci. Il primo incontro dei partner si è tenuto proprio nella sede di Tricase Porto del Ciheam Bari, collegando questo luogo a una collaborazione fra le due sponde del mare.
Tali attività a connotazione tecnico-scientifica, permetteranno, altresì, al personale della Capitaneria di porto – Guardia Costiera un più agevole accesso ad una serie di informazioni in modo sempre più tempestivo e qualificato sulla qualità delle acque e degli habitat marini, agevolando l’espletamento dei propri compiti istituzionali di vigilanza e controllo per la protezione del mare e delle coste, la prevenzione dell’inquinamento e la salvaguardia degli ecosistemi marini.
Ciheam Bari e Arpa Puglia: il lavoro a Tricase Porto
Dal 2015 il Ciheam Bari ha una propria sede in prossimità del porto. Negli anni, lavorando al fianco del Porto Museo di Tricase, ne ha fatto un luogo di formazione e cooperazione per lo sviluppo sostenibile delle comunità costiere: esperti, operatori e funzionari provenienti da Paesi diversi si confrontano sulla gestione delle risorse marine, sulla pesca e sul rapporto fra tutela degli ecosistemi e vita delle comunità che dipendono dal mare. Lezioni, incontri e attività sul campo mettono in dialogo queste esperienze con la realtà locale e con chi vive del mare.
È in questo quadro che si inserisce il rapporto con Arpa Puglia. Nel 2024 i due enti hanno sottoscritto un accordo a sostegno di iniziative comuni di monitoraggio e formazione. Ciheam Bari ha messo a disposizione del distaccamento del Centro Regionale Mare di Arpa una porzione della propria sede di Tricase Porto.
Quella di Arpa Puglia nella marina tricasina è quindi una presenza che precede l’arrivo della nuova imbarcazione, e che oggi trova nel porto uno strumento in più per le attività sul campo.
Per comprendere le principali attività quotidiane di Arpa Puglia legate al mare, possiamo rifarci a due programmi di monitoraggio in essere, entrambi resi obbligatori da Direttive Europee di riferimento. Il primo riguarda i corpi idrici superficiali: fiumi, laghi, acque di transizione e acque marino-costiere. Su queste ultime opererà la nuova imbarcazione, con osservazioni e campionamenti utili a seguirne lo stato nel tempo. Il secondo è la Strategia Marina, prevista dalla normativa europea per valutare le condizioni dell’ambiente marino. Si basa su undici descrittori, relativi fra l’altro alla biodiversità, ai rifiuti marini e al rumore subacqueo, sui quali vengono organizzate specifiche attività di monitoraggio.
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