Legge Caregiver: primo sì dalla Camera. Cosa è previsto


Il disegno di legge sui caregiver familiari introduce quattro profili in base all’impegno di assistenza, un sostegno economico per i caregiver prevalenti con redditi e Isee entro determinate soglie e alcune misure per conciliare cura e lavoro. Per diventare legge, il testo dovrà completare l’iter parlamentare

Il percorso verso una legge nazionale sul riconoscimento del caregiver familiare ha raggiunto una tappa fondamentale con l’approvazione ieri, alla Camera, del disegno di legge Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari (Atto Camera n. 2789).  La Camera ha approvato in prima lettura, con 153 sì, 105 no e 4 astenuti, il documento che intende intervenire sulla condizione di chi assiste gratuitamente un familiare con disabilità, non autosufficiente o in condizioni di fragilità.
Ricordiamo che l’approvazione della Camera rappresenta un passaggio dell’iter legislativo: il testo dovrà essere esaminato dal Senato e completare il percorso parlamentare prima di poter diventare legge. Le misure descritte, pertanto, non sono ancora operative.

Il provvedimento è composto da quattro Capi e 18 articoli e, a grandi linee, prevede:
– regole per il riconoscimento formale del caregiver,
– un contributo economico per chi sostiene il carico assistenziale più elevato
– strumenti per favorire la conciliazione tra assistenza, lavoro e studio.

Chi è il caregiver familiare secondo la nuova definizione

Il disegno di legge considera caregiver familiare la persona maggiorenne che assiste e si prende cura del coniuge, della parte dell’unione civile, del convivente di fatto, di un figlio, di un parente entro il secondo grado o di un affine entro il secondo grado. In specifiche circostanze, la definizione comprende anche alcuni parenti entro il terzo grado.

La persona assistita deve trovarsi in una delle condizioni individuate dalla norma:
– disabilità ai sensi della legge 104/1992,
– titolarità dell’indennità di accompagnamento
– non autosufficienza riconosciuta secondo la disciplina prevista dai decreti legislativi 62/2024 e 29/2024.

La persona assistita può individuare fino a tre caregiver familiari, nel rispetto della propria volontà, e può sostituirli o revocarli secondo le modalità previste. La qualifica può essere compatibile anche con lo svolgimento di un’attività assistenziale retribuita nei confronti della stessa persona, ma in questo caso non spetta il contributo economico previsto dal provvedimento.

Come vengono individuati i quattro profili di caregiver?

Una delle novità principali consiste nella classificazione dei caregiver in quattro profili, individuati in base al tempo dedicato all’assistenza e, per alcune categorie, alla convivenza con la persona assistita. La classificazione è importante perché determina l’accesso a diverse misure: il contributo economico, in particolare, è riservato al caregiver prevalente che soddisfa gli ulteriori requisiti previsti.

Questi i 4 profili di caregiver:

  • Caregiver prevalente: presta almeno 91 ore settimanali di assistenza e convive con la persona assistita non autosufficiente.
  • Caregiver convivente: presta almeno 30 ore settimanali, ma meno di 91, e convive con la persona assistita.
  • Caregiver non convivente: presta almeno 30 ore settimanali senza che sia richiesta la convivenza.
  • Caregiver con impegno ridotto: presta almeno 10 ore settimanali e meno di 30.

Il carico assistenziale dei profili prevalente e convivente deve essere attestato nel progetto di vita della persona con disabilità o nel Piano di assistenza individualizzato (PAI), secondo i casi previsti.

I criteri nazionali per il calcolo delle ore e la documentazione necessaria saranno definiti attraverso un apposito decreto.

Come richiedere il riconoscimento come caregiver?

Il riconoscimento della qualifica di caregiver familiare sarà affidato all’INPS, che dovrà mettere a disposizione una piattaforma informatica entro il 2 gennaio 2027. La procedura viene avviata dalla persona assistita oppure, nei casi previsti, dal tutore o dall’amministratore di sostegno. La domanda deve riportare i dati del caregiver, il rapporto con la persona assistita, l’eventuale convivenza e il carico assistenziale, oltre alla dichiarazione di accettazione da parte del caregiver.

L’INPS dovrà concludere la procedura entro 30 giorni e rilasciare un certificato che attesti la qualifica e il profilo riconosciuto. In caso di rigetto sarà possibile presentare un’istanza di riesame all’Istituto entro 30 giorni, secondo le modalità previste dalla norma.

Segnaliamo che, per ottenere il sostegno economico previsto, occorrerà possedere anche i requisiti specifici previsti dalla legge.

Contributo caregiver: chi lo riceve e a quanto ammonta?

Il disegno di legge introduce dal 2027 un contributo economico destinato ai caregiver familiari prevalenti che rispettano determinate condizioni reddituali e assistenziali abbastanza restrittive.

Per accedere al beneficio occorre:

  • appartenere al profilo di caregiver prevalente;
  • non svolgere attività lavorativa oppure svolgerla con un reddito lordo annuo non superiore a 3.000 euro;
  • avere un ISEE non superiore a 25.000 euro.

Il contributo può essere riconosciuto per ciascuna persona assistita, fino a un massimo di due assistiti.

L’importo massimo previsto è di 1.200 euro per trimestre, con erogazione trimestrale posticipata. Non si tratta quindi di 1.200 euro al mese: il massimo corrisponde a 400 euro mensili equivalenti, se rapportato a un trimestre intero.

Il sistema prevede due fasce ISEE:

  • ISEE fino a 15.000 euro: il contributo è determinato indipendentemente dal valore dell’ISEE.
  • ISEE superiore a 15.000 e fino a 25.000 euro: l’importo viene ridotto proporzionalmente.

Se l’importo riconosciuto è pari o inferiore a 30 euro nel trimestre, non viene erogato.

Il contributo non concorre alla formazione del reddito e non viene considerato nella componente reddituale dell’ISEE.

È importante sottolineare che il limite di 1.200 euro trimestrali rappresenta un massimale, non un importo garantito a tutti gli aventi diritto. La somma effettivamente riconosciuta dipenderà dai criteri attuativi e dalle condizioni stabilite dal provvedimento.

Tutele lavorative ai caregiver

Il testo introduce misure per agevolare i caregiver familiari che lavorano, con specifiche disposizioni per i profili prevalente e convivente. Questi lavoratori potranno chiedere una modifica delle modalità di svolgimento della prestazione o dell’orario di lavoro, compreso il ricorso al lavoro agile quando compatibile con l’attività svolta. È inoltre prevista una priorità nella trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, con diritto al ripristino del tempo pieno.

La disciplina contempla anche la possibilità di cessione gratuita di riposi e ferie da parte dei colleghi, secondo le modalità stabilite dai contratti collettivi.

Congedo parentale fino ai 18 anni per i genitori caregiver

Un’altra misura riguarda i genitori che assistono figli con disabilità; il provvedimento estende la possibilità di fruire del congedo parentale fino al compimento della maggiore età del figlio, elevando il limite previsto da 14 a 18 anni.

Studenti caregiver: cosa è previsto

Per il caregiver che assiste un familiare mentre frequenta un percorso scolastico o universitario è previsto che le competenze maturate nell’attività di cura potranno essere certificate e utilizzate come crediti formativi per l’acquisizione della qualifica di operatore sociosanitario o di altre figure professionali dell’area sociosanitaria, secondo i criteri previsti.

Per gli studenti caregiver delle scuole secondarie, tali competenze potranno essere valorizzate nell’ambito del colloquio dell’esame di maturità.

Le università potranno introdurre misure per facilitare la frequenza, riconoscere crediti formativi extracurriculari e attribuire lo status di studente lavoratore. Potranno inoltre prevedere l’esonero parziale o totale dalle tasse e dai contributi universitari per gli studenti caregiver con un carico assistenziale pari o superiore a 30 ore settimanali.

Si tratta di possibilità che gli atenei potranno attuare, non di un’esenzione automatica e generalizzata per tutti gli studenti che assistono un familiare.

Partecipazione al progetto di vita e accesso alle informazioni

Il caregiver viene coinvolto nei percorsi di valutazione e programmazione degli interventi destinati alla persona assistita. In particolare, è prevista la sua partecipazione all’unità di valutazione multidimensionale e alla predisposizione del progetto di vita della persona con disabilità, nonché alla valutazione multidimensionale unificata della persona anziana non autosufficiente e all’elaborazione del relativo PAI.

Sostegno al benessere psicofisico del caregiver

Per i caregiver prevalenti e conviventi sono previste misure dirette a tutelarne la salute e a ridurre il rischio di isolamento e sovraccarico assistenziale. Tra gli interventi contemplati figurano:

  • la possibilità di essere temporaneamente sostituiti nell’attività di cura, secondo quanto previsto dal progetto di vita o dal PAI;
  • l’accesso gratuito a percorsi formativi;
  • il sostegno psicologico;
  • visite domiciliari, anche specialistiche, e servizi di televisita e teleconsulto;
  • la programmazione di interventi di cura in raccordo con le strutture sanitarie;
  • l’accesso preferenziale a interventi sanitari e sociosanitari per ridurre i tempi di attesa.

L’effettiva disponibilità di questi interventi dipenderà anche dall’organizzazione dei servizi e dalle modalità attuative previste.

Amministratori di sostegno e rendicontazione semplificata

Il testo interviene anche sulla rendicontazione delle spese quando il caregiver convivente è contemporaneamente tutore o amministratore di sostegno della persona assistita.

In questi casi, il giudice tutelare potrà disporre una rendicontazione semplificata, con entrate e uscite suddivise per categorie. È inoltre previsto l’esonero dal deposito dei giustificativi di spesa quando le spese mensili non superano l’importo dell’assegno sociale, secondo le condizioni stabilite dalla disposizione.

Caregiver: normativa nazionale e leggi regionali

La disciplina nazionale lascia ferme le competenze delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano in materia di caregiver familiare. Questo significa che, accanto al quadro nazionale, potranno continuare a esistere misure regionali di sostegno, la cui disponibilità e i cui requisiti andranno verificati caso per caso.

Tempistiche legge caregiver

L’approvazione della Camera non rende immediatamente operative tutte le disposizioni, poiché il testo deve completare l’iter legislativo e, dopo l’eventuale approvazione definitiva, essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Il provvedimento prevede l’avvio del contributo economico dal 2027 e la disponibilità della piattaforma INPS entro il 2 gennaio 2027. Per l’applicazione concreta di diverse misure saranno inoltre necessari decreti attuativi, che dovranno precisare criteri, procedure e modalità operative.

La data effettiva dalla quale sarà possibile presentare domanda per il riconoscimento e per il contributo dipenderà quindi dall’entrata in vigore della legge e dall’attuazione delle procedure previste.

FAQ legge caregiver

Chi potrà ricevere il contributo economico?

Il contributo è destinato ai caregiver familiari prevalenti che rispettano i requisiti previsti: reddito da lavoro non superiore a 3.000 euro lordi annui, oppure assenza di attività lavorativa, e ISEE non superiore a 25.000 euro. Sono previste ulteriori condizioni relative all’assistenza e alla persona assistita.

A quanto ammonta il contributo per caregiver?

Il massimale è di 1.200 euro a trimestre, con pagamento trimestrale posticipato. Non è un importo mensile garantito: la somma effettiva sarà stabilita secondo i criteri attuativi e potrà essere inferiore.

Quando si potrà fare domanda all’INPS di riconoscimento caregiver?

Il testo prevede che l’INPS renda disponibile la piattaforma per il riconoscimento formale entro il 2 gennaio 2027. La possibilità concreta di presentare domanda dipenderà dall’iter legislativo e dall’attivazione della procedura.

Tutti i caregiver avranno diritto al contributo?

No. Il sostegno economico è riservato al profilo di caregiver prevalente e richiede il rispetto di specifici limiti reddituali e ISEE. Gli altri profili potranno beneficiare delle ulteriori misure previste, in base ai requisiti di ciascuna disposizione.

Le nuove tutele saranno valide in tutta Italia?

Il disegno di legge definisce una cornice nazionale, lasciando ferme le competenze delle Regioni e delle Province autonome. Potranno quindi esserci ulteriori misure territoriali, nel rispetto della disciplina statale e delle risorse disponibili.

Fonti istituzionali: Camera dei deputati – iter del disegno di legge C. 2789 e Senato della Repubblica – scheda del provvedimento.

Redazione


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